mercoledì 28 giugno 2006 Un’onda depressionaria lambisce l’arco alpino e si avvicina alla Liguria a fine giornata: si prevedono ancora velature passeggere associate ad un aumento degli addensamenti sui rilievi (associati a locali rovesci). Ancora locale sensazione di afa.
Umidità: su valori medio-alti.
Pressione: in lieve diminuzione.
Venti: deboli variabili, tendenti a disporsi da Nord-Est a Ponente e Sud-Est a Levante con qualche rinforzo moderato nelle ore centrali.
Temperature: stazionarie o in locale aumento.
Mare: poco mosso sottocosta, in aumento fino a mosso al largo o localmente in costa di levante a fine giornata.
In ufficio sembra di essere a Courmayeur.
Il lato positivo, indubbiamente, è che uscita di qui avrò un intero pomeriggio libero per dedicarmi all’ozio, all’amore e alla mia casa. Sempre che
a) Mia madre
b) La mia dichiarazione dei redditi (in fieri)
c) Gli omini che ristrutturano le scale
d) Qualcuno dei miei allievi maturandi
e) Varie ed eventuali
Non decidano che non si può fare a meno di:
a) Chiedermi mille spiegazioni al telefono su Comte che non lo so mai. O su Piaget (come andare di notte)
b) Impormi di cercare una ricevuta che non troverò mai pena il carcere come Al Capone.
c) Ricordarmi che se non pago le bollette finirà che mi taglieranno luce, gas e anche telefono. Ma ricordarmelo strillante, incazzata, con l’aria di una che ha capito ben prima di te che la tua vita sta andando a rotoli. Che finirai incastrata in un fottuto film neo-realista dove, da una lettera della telecom, scaturiscono mille e mille tragedie, fino al mio suicidio sotto un treno, con la mia Gatta in braccio.
d) Fare un ennesimo buco nel mio muro senza spiegarmi perchè.
e) varie ed eventuali.
Ma se mi lasciano stare. Un pomeriggio, un pomeriggio, almeno.
Io comincerò a impostarmi il mio lavoro teatrale sulla resistenza mentre Lui appoggerà gli appunti di questo suo ultimo esame di chimica sulle mie natiche e studieremo così, sulle lenzuola. Domani farò i compiti. Ci penserò bene e mi verranno in mente le parole per dire l’odore della sua pelle, al di là del borotalco.
E’ il mio momento per l’amore, mica per la dichiarazione dei redditi, per le bollette.
E’ il mio momento della priorità alle cose che non hanno avuto priorità. Il momento del piacere al primo posto, il mio momento delle carezze. Le mie passeggiate con le mani nelle sue, a trent’anni, l’amore dei quindici anni.
Io quest’estate a scapito di allievi e bollette, a scapito del mio stakanovismo, dei miei sensi di colpa verso la mia casa impolverata, la mia cana che mi guarda e lo so che pensa che usciamo meno, da quando c’è Lui. A scapito della mia Gatta che da quando c’è Lui non dorme più sul cuscino, appoggiata alla mia spalla, perchè c’è Lui. A scapito delle mie amiche che non capiscono. Di mio fratello scomparso perchè è abituato a essere cercato. A prescindere dai miei casi umani, dal tempo per cucinare, dalla cura dei rapporti sociali noiosi ma utili.
A dispetto di tutto.
Quest’estate del 2006.
Soprattutto.
Io mi occuperò dell’Amore.