La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Venerdì 30,Giugno,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:37 pm

venerdì 30 giugno 2006 Sul Mediterraneo si osserva una poderosa rimonta anticiclonica che ripristina condizioni di stabilità e mantiene le temperature su valori elevati. Possibile sviluppo di cumuli pomeridiani lungo i rilievi.

Umidità: su valori medio-alti.

Pressione rilevata alle ore 11 (ora solare): 1017 hPa

Venti: deboli in prevalenza da Sud-Ovest, locali brezze.

Mare: poco mosso.

Mezz’ora.

E scivolo nel mio week-end.

Non sono mai stata così felice.

 

30,Giugno,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 9:22 am

Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,Esterne031226240304122736_big
quella che corre dietro ai fratelli piu’ grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
e si mette addosso le loro sciarpette,
tocca non vista i loro libri,i loro coltellini,
tu sorellina piu’ piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non hai mai saputo di averla,
perche’ altrimenti non sarebbe stata bellezza
Spari’, come un pulviscolo d’oro.
Il mondo te l’ha insegnata.
Cosi’ la tua bellezza divenne sua.
Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre cosi’ facilmente nudo.
E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci mendicanti di colore,
le zingare, le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Roma
Spari’, come una colombella d’oro.
Il mondo te l’ha insegnato,
e cosi’ la tua bellezza non fu piu’ bellezza.
Ma tu continuavi ad esser bambina,
sciocca come l’antichita’, crudele come il
futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal potere
si mise tutta la stupidita’ e la crudelta’ del
presente
te la portavi sempre dietro come un sorriso tra
le
lacrime
impudica per passivita’, indecente per
obbedienza.
Spari’ come una bianca ombra d’oro.
La tua bellezza sopravvissuta del mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne cosi’ un male.
Ora i fratelli maggiori finalmente si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: “E’ possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn ci abbia indicato la strada?”
Ora sei tu, la prima, tu la sorella piu’ piccola,
quella
che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.

Pasolini

 

“I tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro…I tuoi occhi assunti da tre anni…” 29,Giugno,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 4:14 pm

giovedì 29 giugno 2006 L’ingresso di aria fresca in quota su Alpi porta un graduale aumento dell’instabilità. Tempo inizialmente soleggiato, poi variabilità con addensamenti a tratti più consistenti e qualche temporale, più probabile sui rilievi ma in sconfinamento locale.

Umidità: su valori medio-alti.

Pressione rilevata alle ore 11 (ora solare): 1012 hPa.

Venti: in regime di brezza tendenti a rinforzare sottocosta e al largo da Ovest, Sud-Ovest.

Mare: in parziale aumento fino a localmente mosso al largo e a fine giornata localmente a Levante.

Muffo.

Pomeriggio in ufficio.
Devo compilare il foglio delle ore da mandare alla cooperativa.

Prendo tempo.

Msn.
Desolante.

A. mi manda un sms.
Andiamo al mare?

Lui mi manda un sms.
Sei già dal parrucchiere?

Il mondo si è scordato che io muffo qui, fino alle quattremmezza.

E allora mi metto a scrivere gli orari della cooperativa.
Quante ore hai fatto questo mese?
Pochissime, che ci puoi morire di fame.

E poi mi viene in mente che la settimana scorsa ho lavorato ai seggi.
Come lo segno?
E giù a telefonare a mille uffici sparsi nei posti più infami della Lombardia.
Nessuno sa niente.

Dovrò chiamare il mio capo.

Il mio capo è il figlio di Scajola e di un Dissennatore.
Ci penso sempre due volte prima di chiamarlo.
Oggi non ne posso fare a meno.

Occupato.

E ogni volta devo passare dal centralino.

Ho promesso a Lui che l’avrei chiamato.

Ma non prima di sentire Scajola, così se mi viene da piangere ho questo bonus-telefonata-carina.

Vita di merda.

Vita da cooperativa.

 

29,Giugno,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 11:40 am

Corse alla sua tenda, – Presto! – chiamò governanti, sguattere, fantesche, – Presto! – e gettava all’aria panni e corazze e lance e finimenti, – Presto!- e lo faceva non come suo solito nello spogliarsi o in uno scatto d’ira, ma per mettere in ordine, per fare un inventario delle cose che c’erano, e partire. -Preparatemi tutto, parto, parto, non resto qui un minuto di più, lui se n’è andato, l’unico per cui quest’armata aveva un senso, l’unico che poteva dare un senso alla mia vita e alla mia guerra, e adesso non resta altro che un’accozzaglia di beoni e violenti me compresa, e la vita è un rotolarsi tra letti e bare, e lui solo ne sapeva la geometria segreta, l’ordine, la regola per capire il principio e la fine! – E così dicendo indossava pezzo a pezzo l’armatura da campagna, la guarnappa color pervinca , e presto fu pronta in sella, mascolina in tutto tranne che nel fiero modo che hanno di essere virili certe donne veramente donne (…).

Italo Calvino, Il cavaliere inesistente.

 

28,Giugno,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:07 am

mercoledì 28 giugno 2006 Un’onda depressionaria lambisce l’arco alpino e si avvicina alla Liguria a fine giornata: si prevedono ancora velature passeggere associate ad un aumento degli addensamenti sui rilievi (associati a locali rovesci). Ancora locale sensazione di afa.

Umidità: su valori medio-alti.

Pressione: in lieve diminuzione.

Venti: deboli variabili, tendenti a disporsi da Nord-Est a Ponente e Sud-Est a Levante con qualche rinforzo moderato nelle ore centrali.

Temperature: stazionarie o in locale aumento.

Mare: poco mosso sottocosta, in aumento fino a mosso al largo o localmente in costa di levante a fine giornata.

In ufficio sembra di essere a Courmayeur.

Il lato positivo, indubbiamente, è che uscita di qui avrò un intero pomeriggio libero per dedicarmi all’ozio, all’amore e alla mia casa. Sempre che

a) Mia madre

b) La mia dichiarazione dei redditi (in fieri)

c) Gli omini che ristrutturano le scale

d) Qualcuno dei miei allievi maturandi

e) Varie ed eventuali

Non decidano che non si può fare a meno di:

a) Chiedermi mille spiegazioni al telefono su Comte che non lo so mai. O su Piaget (come andare di notte)

b) Impormi di cercare una ricevuta che non troverò mai pena il carcere come Al Capone.

c) Ricordarmi che se non pago le bollette finirà che mi taglieranno luce, gas e anche telefono. Ma ricordarmelo strillante, incazzata, con l’aria di una che ha capito ben prima di te che la tua vita sta andando a rotoli. Che finirai incastrata in un fottuto film neo-realista dove, da una lettera della telecom, scaturiscono mille e mille tragedie, fino al mio suicidio sotto un treno, con la mia Gatta in braccio.

d) Fare un ennesimo buco nel mio muro senza spiegarmi perchè.

e) varie ed eventuali.

Ma se mi lasciano stare. Un pomeriggio, un pomeriggio, almeno.
Io comincerò a impostarmi il mio lavoro teatrale sulla resistenza mentre Lui appoggerà gli appunti di questo suo ultimo esame di chimica sulle mie natiche e studieremo così, sulle lenzuola. Domani farò i compiti. Ci penserò bene e mi verranno in mente le parole per dire l’odore della sua pelle, al di là del borotalco.
E’ il mio momento per l’amore, mica per la dichiarazione dei redditi, per le bollette.
E’ il mio momento della priorità alle cose che non hanno avuto priorità. Il momento del piacere al primo posto, il mio momento delle carezze. Le mie passeggiate con le mani nelle sue, a trent’anni, l’amore dei quindici anni.

Io quest’estate a scapito di allievi e bollette, a scapito del mio stakanovismo, dei miei sensi di colpa verso la mia casa impolverata, la mia cana che mi guarda e lo so che pensa che usciamo meno, da quando c’è Lui. A scapito della mia Gatta che da quando c’è Lui non dorme più sul cuscino, appoggiata alla mia spalla, perchè c’è Lui. A scapito delle mie amiche che non capiscono. Di mio fratello scomparso perchè è abituato a essere cercato. A prescindere dai miei casi umani, dal tempo per cucinare, dalla cura dei rapporti sociali noiosi ma utili.
A dispetto di tutto.
Quest’estate del 2006.
Soprattutto.
Io mi occuperò dell’Amore.

 

Tanto per cominciare 28,Giugno,2006

Archiviato in: Amarcord — diversamentequilibrata @ 9:41 am

Rosa_dei_venti Metereopatie

Cassetto dei ricordi belli della mia infanzia.
Mio padre che disegna sul mio album la rosa dei venti. Mio padre "uno squalo è diventato,
giorno per giorno, pesce di fiume…". Mio padre che raccontava il canale di Panama, New Orleans e Algeri e gli Iceberg e quel capodanno, mare a forza otto, senza poter entrare in porto, attaccato alla radio. Lui, marconista, e due marinai a tenergli ferma la sedia.
E mi insegnava il nome dei venti.
Il nome dello "spiro salino che straripa dai moli e fa l’oscura primavera di Sottoripa".
Qui a genova il mezzogiorno non soffia mai.
In compenso abbiamo uno scirocco languido, umido. Io le giornate di scirocco le vedo al mattino nello specchio, nei capelli che si arricciolano e, in ufficio, nelle battute dei colleghi, "hai fatto l’amore, ieri notte". "Macaia" si dice a genova l’umidità che ti appiccica i vestiti alla schiena. Fortunati quelli che possono chiudere le persiane all’ora della siesta e godersi la penobra umida, le ore lente, i giochi delle mosche.
Il libeccio fa piovere la sabbia del deserto e regala nostalgie agli africani.
Il ponente invece non lo sento  mai, a dispetto di certi sceneggiatori.
Il levante corre verso Gibilterra.
Ma io ricordo una serata di grecale perfetta. Era settembre, avevo ventiquattro anni da copiere, una casa nuova, sul mare, un bel vestito. E tutte le volte che passo per l’expo e lo sento quel grecale che ti si insinua tra le caviglie io penso a quella sera perfetta.
E il mistral che fa impazzire.
E la tramontana.
In assoluto la mia preferita. Anche quando mi fa morire di freddo. Anche nelle passeggiate notturne con il cane, quando ti schiaffeggia la faccia.
Ci sono sempre due, massimo tre, giornate di tramontana, ogni anno, prima che venga priavera. Il cielo pulito e l’aria gelata. Arrivano insieme al mio compleanno.
Di tutti i venti io amo la tramontana che fa la pelle bella, che gioca con i capelli insieme al sole. Che porta l’odore di Righi fino nei vicoli. Apri la finestra e gelsomino e pitosforo, d’estate, glicine in primavera, e umido e terra d’autunno e odore di gelo d’inverno e piscio e bidoni della spazzatura, in tutte le stagioni.Foto313

E questo qui è l’azzurro commovente del mio personale pezzo di cielo spazzato da una tramontana perfetta.

 

Incipit 23,Giugno,2006

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 11:08 am

Virginiawoolf Cominciamo, allora.

Perchè uno scrittore dovrebbe prendersele tutte le occasioni per scrivere, anche al cazzeggio. Perchè l’estate, in un ufficio pubblico, è una noia mortale, per i pomeriggi troppo azzurri e lunghi. Perchè tanto è anonimo. Perche Lui mi ha fatto venire voglia. Ma non so perchè, per adesso non ne parleremo. Perchè certe volte sono triste e poi anche vengono quei giorni che invece sto bene. Perchè io un diario l’ho sempre tenuto, solo, cambia la tecnologia. Ma un diario. Un posto dove mettere cose. Un album di figurine della mia vita.

Però non triste.

Semmai divertente.