La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Lombardia, com’è facile volerti male (cap.I, la premessa) 31,Luglio,2006

Archiviato in: Amarcord — diversamentequilibrata @ 1:04 pm

Venerdì e sabato sono andata a trovare l’amica S. a Milano.

Milano per i genovesi, una risaia mancata.

Milano per i genovesi è un milanesificio, una fabbrica di invasori che calano sulle nostre riviere, rumorosi, incontentabili, incompatibili, assolutamente incompatibili.

Io mi trovo in una situazione intermedia. Io sono figlia di un felice incontro rivierasco. Mio nonno, ligure, faceva il bagnino a Santa Margherita e mia nonna, piacentina, era in vacanza. Mia nonna a quarant’anni ha lasciato tutto e si è trasferita al mare. E io non la ringrazierò mai abbastanza.

Perché quei cieli bianchi, tutta quella terra e i campi e le villette e la nebbia d’inverno, oddio, la nebbia. Io non avrei potuto.

A me la pianura piace.

Per una settimana.

Poi comincio a sentire la vertigine, il panico sottile di poter andare a piedi dovunque. E trovarsi sempre, più o meno, nello stesso posto, che se parti da Piacenza e segui la via Emilia fino a Bologna o tagli in su, in Lombardia, sei un punto che si sposta su un paesaggio sempre uguale. E mi perdonino gli estimatori dei campi di grano e di quelle macchine bellissime che sui campi di grano spruzzano l’acqua. Mi perdoni chi ama le strade dritte e i paesi e quest’agglomerarsi di case, che, come dice Lucarelli, un  genio in queste cose, è tutta una metropoli, non ci sono posti senza case. E’ tutta una città che parte da Piacenza e arriva a Rimini. Te ne accorgi passando col treno.

E da piacentina, in Lombardia mi dovrei sentire a casa. Tanto per cominciare capisco il dialetto, e poi mi capita più spesso di vederne delle donne come me con le lentiggini sulle spalle e questa pelle chiara, che i liguri, quelli veri, dicono “pelle da milanese”. E in pianura la gente non ti chiede ossessivamente “Mi dici ramarro marrone?”.

Ma io no. Io sono una creatura marina. Per caso e per scelta.

Una salda donna emiliana, ligure per adozione. E pensare che il mio bisnonno il mare non l’ha mai voluto vedere. Quando mia nonna si è sposata non è mai venuto a trovarla, lui. Aveva paura di trovarselo davanti, il mare.

E mi rendo conto che questo pezzo fa molto Fossati, fa molto “Questi posti davanti al mare”. Ma io tutte le volte mi stupisco. Perché mi sembra di averci un sacco di stereotipi in testa. Però è vero. Sono diversi da noi.

 

Sogni nel cassetto 31,Luglio,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 11:27 am

"Ma tu lo sai che cosa vuoi fare da grande?"

"Beh…io vorrei fare il calciatore…"

"Ma giochi a calcio?"

"No!"

 

Avviso importante 28,Luglio,2006

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 11:52 am

Dal 7 al 10 settembre, a Mantova, ci sarà il festival della letteratura.
E io ci vorrei tanto andare.
Ma sono povera, in settembre. Sempre, tutti i settembri io non ci ho mai una lira.

Allora, se qualcuno di Mantova. O dei dintorni di Mantova. O che c’ha un camper che gli avanza, o che ha una roulotte che gli avanza, o che ha un furgone che gli avanza, o parenti o amici che gli avanzano, e mi vogliono ospitare.

Allora io gli prometto, a questi che mi fanno vedere il festival anche se sono povera:
a) Che sono una ragazza carina e simpatica
b) Che passo un sacco di tempo a vedere gli incontri, quindi mi basta un letto
c) Che arriverò con un sacco di pesto vero e un sacco di focaccia genovese buonissima, tanto per rompere il ghiacchio in maniera gustosa
d) Che non sono una serialchiller
e) Che non sporco
f) Che sorrido quasi sempre
g) E che ricambierò con ospitalità marittima.

C’è qualcuno? C’è qualcuno?
Scrivetemi dove c’è scritto SCRIVIMI!

 

27,Luglio,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 3:44 pm

Come sai,io sono un grande appassionato di fumetti,sopratutto di quelli sui supereroi.
Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante.
Prendi il mio supereroe preferito,Superman.
Non è un grandissimo fumetto,la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia non è soltanto eccelsa,è unica.
L’Elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alterego. Batman è di fatto Bruce Wayne. Spiderman è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker. Deve mettersi un costume per diventare Spiderman. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Superman è nato Superman. Quando superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alterego è Clark Kent. Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quanto i Kent lo trovarono. Sono quelli i suoi vestiti.
Quello che indossa come Kent,gli occhiali,l’abito da lavoro,quello è il suo costume. E’ il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E’ debole,non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana, più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.

Tu avresti indossato il costume di Arlin Plympton, ma tu sei nata Beatrix Kiddo, e ogni mattina al tuo risveglio saresti stata Beatrix Kiddo.

Per cause estranee alla loro volontà, due delle attrici che quotidianamente trionfano su questo palcoscenico, oggi non possono essere qui. Poverine. perciò, lo spettacolo è sospeso. A chi lo desidera verrano ridati i soldi del biglietto, però, per chi non ha niente di meglio da fare, per una volta che venite a teatro, è un peccato andarevene, se restate prometto d’intrattenervi raccontandovi la storia della mia vita.
Se v’annoio fate finta di russare, così…arrrggrrr…lo capisco benissimo e non mi sento ferita nella mia sensibilità…heè, veramente!
Mi chiamano AGRADO perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri. Oltre che gradevole, sono, “molto” autentica. guardate che corpo! Tutto fatto su misura: occhi a mandorla 80.000, naso 200 buttate nell’immondizzia perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata, lo so che mi dà personalità , però se l’avessi saputo non me lo toccavo. Continuo, tette, due perché non sono mica un mostro, 70 ciascuna, però le ho già superammortizzate, silicone: labbro, fronte, zigomi, fianchi e culo, un litro sta sulle 100.000 perciò fate voi il conto che io l’ho già perso. Limatura della mandibola 75.000, depilazione definitiva con il laser, perché le donne vengono dalle scimmie, tanto quanto gli uomini: 60.000 a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute, però, se balli il flamenco, ce ne vogliono di più! è chiaro?
Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, Signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa.

"Noi creature del caso abbiamo desideri bizzarri e amori inspiegabili. Ci sono tizi che potrebbero distruggersi senza ottenere un’unghia da noi e altri che ci portano a casa con un mazzo di fiori. Tu mi hai senza contropartita. Perché?

Perché quando mi hai vista sputare sangue mi hai preso la mano. Perché hai pianto. Allora ascolta, amico, io avevo un cane una volta. Quando tossivo mi guardava, abbassava le orecchie e diventava triste. E’ l’unica creatura che io abbia mai amato. Io ti ho amato subito come quel cane.

Se voi omini sapeste che cosa si può ottenere in cambio una lacrima.

E allora, amico, adesso cerca di usare la tua intelligenza del cuore con me, perché quelle come me sono abituate ad avere intorno gente che scruta ogni nostra frase, che interpreta ogni nostro desiderio. E questi non sono amici, no. Sono solo amanti, egoisti, che sperperano i loro capitali non per noi, come credono, ma per la loro vanità. E noi siamo di buon umore quando loro sono di buon umore e dobbiamo essere in salute quando loro hanno voglia di andare a ballare. Siamo professioniste, oggetti del loro lusso, al primo posto della loro superbia, ma ultime nella loro stima.

Noi non possiamo permetterci né amori né amicizie sincere, non possiamo, perché sappiamo come va a finire.

Almeno, io lo so, come va a finire perché già tutte le ho conosciute, ho conosciuto tutto. Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi, ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè. Così come potrei rischiare?

Eppure se volessi io, per una volta, rischiare, posso io, per una volta, pretendere un uomo che non mi chieda conto della mia vita, che sia l’amante dei miei sentimenti, più che del mio corpo? Ho incontrato te, giovane, raggiante e ora sto cercando di capire se sei in grado di emanciparti dalla rumorosa solitudine che mi circonda. Allora, amico, guardami, guardami, ci vuoi provare, eh? Perché se ci stai per me va bene, ma se sei il solito amante volgare, allora fa come tutti gli altri, pagami e non ne parliamo più".

 

Stanze di delirio quotidiano 27,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:00 am

“Ero sul rettilineo di Ovada.

Di solito faccio anche i centotrenta, centoquaranta, ma quella mattina andavo tranquillo.

Tipo novanta.

Mi attraversa la strada un cinghiale. L’ho investito, poverino.

E ho sfasciato il paraurti.

Così ho pensato che, danno per danno, potevo portarlo dal macellaio a farci le salsicce.

Oh, l’ho dovuto finire col crick!”

 

Un Chimico (Prima o poi l’amore arriva) 26,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:53 pm

"E ho voglia di abbracciarti, di contare una dopo l’altra le tue lentiggini, per ognuna un bacio, dei tuoi fianchi e del tuo seno su cui adagiarmi, cozza sul suo scoglio adorato.

Ho voglia dei tuoi sorrisi e anche della tua mano tesa di fronte a me: "no, non ora".

Ho voglia di te, integrale. come la pasta che (forse) addenteremo, come il casco di valentino rossi, come il nudo dei naturisti, come il contrario di una derivata."

 

26,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:00 am

“E’ stata gentilissima, vorrei omaggiarla di un’agenda, a dicembre…”

“Guardi che non c’è bisogno, io ci lavoro qui e mi pagano per essere gentilissima.”

(Poco, mi pagano)

 

Ta mellonta 25,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:00 pm

La mattina guardo i segni, per capire che cosa succederà.
Leggo i fondi di caffè delle mie giornate. Il mio futuro nelle piccole coincidenze, la mia vita nei disegni dei ciottoli sul marciapiede.

 

24,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 8:58 am

Squilla il telefono.

La padrona di casa va a rispondere.

Torna.

“Era un maniaco”

Secondo squillo.

Tutti corrono verso il telefono

”Ciao, se di nuovo tu?”

“Le mutandine? Dai, non me le posso togliere le mutandine, sono qui con i miei figli, i loro amici”

“Anzi, guarda, te li passo”

“Ciao caro”

“Ti piace la mia voce? Perché tu hai una voce molto sexy, sei sprecato a fare il maniaco…”

“Ehi, non parli più?”

“Raghe, gli ha mangiato la lingua il gatto!”

“Ti passo un’altra amica…”

“Ciao bello…!”

Click

 

21,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:46 am

venerdì 21 luglio 2006 Nessuna variazione di rilievo: ancora bel tempo ma da fine giornata una debole onda sulle Alpi potrebbe portare un parziale aumento dell’instabilità a Ponente, dove non si escludono locali addensamenti ed occasionali deboli rovesci nell’ interno.

Umidità: in lieve salita verso valori medio-alti.

Pressione: in diminuzione.

Venti: in regime di brezza con rinforzi locali da Sud Ovest in particolare a Ponente nelle ore centrali.

Temperature: in lieve aumento.

Mare: poco mosso.

Avvisi: disagio fisiologico per caldo e possibile aumento dell’afa.

La mia analista se ne va in vacanza.

Oggi c’è l’’ultima seduta.

L’ultima puntata.

E poi se ne va in vacanza.

E io resto qui.

 

20,Luglio,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:09 pm

 

L’amore fa 20,Luglio,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 9:06 am

…fa crescere i gerani e le rose
aprire i balconi
l’amore fa
confondere le citta’
ma riconoscere i padroni
l’amore lo fa
aprire bene gli occhi
amare piu’ se stessi
l’amore fa bene alla gente
comprendere il perdono
l’amore fa.

(Ivano Fossati, naturalmente)

 

Il Subcomandante, dopotutto. 19,Luglio,2006

Archiviato in: Amarcord — diversamentequilibrata @ 9:04 am

…non ho l’occhio abituato a te? Ma lo sa che ti ho vista tutta sudata dopo ore che mi incoraggiavi nel mio lavoro di facchinaggio in via Gramsci…che ti ho vista incazzata con …come cazzo si chiama…ah si (omissis)…..che ti ho vista gaudente dopo che lo stesso di prima ( il omissis) si era bevuto un beberone al gutalax….che ti ho vista titubanete sul tuo futuro…incazzata per il mio presente…felice.

 

Burn-out 18,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:40 am

martedì 18 luglio 2006 Condizioni anticicloniche garantiscono una giornata di sole sulla Liguria. Si prevede cielo ovunque sereno o poco nuvoloso, salvo qualche addensamento mattutino in rapido dissolvimento.

Umidità: su valori medio-alti.

Pressione: stazionaria.

Venti: in regime di brezza con locali rinforzi da settentrione.

Temperature: massime in aumento, minime stazionarie.

Mare: poco mosso.

Avvisi: lieve disagio fisiologico per caldo.

Le dieci di un mattino pre-mestruale.

Ufficio deserto.

Tranne la solita gente. La solita orribile gente.

Lavorare all’ufficio di collocamento è come lavorare nel sifone della società-lavandino. Viene tutto a finire qui.

L’estate, passati i ragazzini che si sono diplomati e finiti i precari della scuola rimane solo la zona dei “furbi”, che, incurante del caldo, aspetta fuori dall’ufficio a orari impensabili, tipo le sei del mattino, che al collocamento fa bello andarci presto, anche adesso che le code non ci sono più.

Bisogna essere i primi a farsi chiedere “Sta cercando lavoro?”

“Chi? Io? No, perché?”

Non lavoreremo mai e poi mai, perché essere disoccupati serve:

- Per non pagare l’autobus (se sei disoccupato l’abbonamento costa 19 euri, contro i miei 32)

- Per non pagare le visite mediche

- Per le case popolari

- La bolletta del telefono

“Mi spiace, il requisito fondamentale per l’iscrizione è la disponibilità immediata al lavoro”

(precise parole)

“Ma io sono disponibile, sto cercando lavoro”

(precise parole).

Metto la mano sotto il tavolo, cerco il pulsante collegato alla botola.

Niente pulsante.

Niente botola.

Niente coccodrilli nel fossato.

Ma come vive questa gente?

Io lavoro in questa cooperativa che mi affitta, anzi, affitta il mio lavoro (che se affittasse me sarebbe un’interinale) a questo ufficio. Quarantadue ore alla settimana. Poi, tanto per arrotondare, mi mandano a passare il sabato, o la domenica, o il sabato e la domenica, in un palazzo deserto, che il mio lavoro è stare lì, che ci vuole sempre un umano, lì, anche di notte.

Il tempo pieno nella mia cooperativa sono quarantacinque ore alla settimana.

“Se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorare”.

I primi tre giorni di mutua non sono pagati.

Il mio contratto è per trentadue ore, e, naturalmente, ferie e tredicesima sono calcolate sulle trentadue ore, mica sulle quarantacinque/cinquanta che faccio ogni settimana.

La quattordicesima non ce l’ho.

E guadagno qualche spiccio meno che quattro euri e cinquanta all’ora.

Fatevi i calcoli.

E, come se non bastasse, ogni due anni, circa, mi tocca la gara d’appalto, dove, da serva della gleba, insieme al mio lavoro vengo ceduta da una cooperativa all’altra. E l’altra succede sempre che per vincerla, la gara, deve fare un prezzo più basso. E dove risparmia? Eh? Dove risparmia la nuova cooperativa?

Oggi è passata una signora, sessant’anni.

Tre anni di collocamento ti insegnano a capirlo dai particolari come vive una persona. Specialmente le donne, guardi l’usura delle scarpe, guardi i capelli, guardi la grana della pelle e le mani. E capisci subito se si fermeranno nel sifone oppure scorreranno e non le vedrai più. Ormai distinguo il quartiere dai vestiti. Riconosco le bancarelle, lo stile di mercati che non ho mai visto. E, nella banca dati, mi scorrono davanti intere famiglie: padre, madre, figli.

Come vive questa gente?

E com’è che nessuno se ne accorge che ci sono certe famiglie che non hanno neanche un reddito? E poi dicono che non ci sono soldi per la sanità. Grazie, imbrogliano. E non pagano, non pagano mai. E magari il marito lavora in nero e loro sono disoccupate e non pagano. Hanno lavorato qualche mese, vent’anni fa.

Ma quanto ci costa regalare l’assistenza sanitaria a tutti? Quante casalinghe ci sono in Italia?

E allora io resisto.

La signora di oggi, scarpe nuove, occhiale da presbite. Ottico, non farmacia. Arriva e mi fa vedere la tessera dell’autobus, quella con i bollini dei disoccupati.

“Cerca lavoro?”

“No, no, per carità, alla mia età!” (Proprio tutti tutti i torti non li ha)

“Mai lavorato in regola?”

“No.”

Le do da compilare il modulo. Le do la penna e lei non si decide a iniziare a scrivere.

Le chiedo un documento per fotocopiarlo.

E lei non scrive e mi guarda come se mi dovesse chiedere qualcosa.

L’ufficio è vuoto.

Non c’è nessuno che aspetta dopo di lei.

Io le sorrido.

E sparisco.

Lasciandola sola con il suo modulo e la sua penna.

Non sa scrivere.

 

Possibilità 17,Luglio,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 1:14 pm

Preferisco il cinema.

Preferisco i gatti.

Preferisco le querce sul fiume Warta.

Preferisco Dickens a Dostoevskij.

Preferisco me che vuol bene alla gente a me che

ama l’umanità.

Preferisco avere sotto mano ago e filo.

Preferisco il colore verde.

Preferisco non affermare che l’intelletto ha la

colpa di tutto.

Preferisco le eccezioni.

Preferisco uscire prima.

Preferisco parlar d’altro con i medici.

Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.

Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al

ridicolo di non scriverne.

Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da

festeggiare ogni giorno.

Preferisco i moralisti che non promettono nulla.

Preferisco una bontà avveduta a una credulona.

Preferisco la terra in borghese.

Preferisco i paesi conquistati a quelli

conquistatori.

Preferisco avere delle riserve.

Preferisco l’inferno del caos all’inferno

dell’ordine.

Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.

Preferisco foglie senza fiori che fiori senza

foglie.

Preferisco i cani con la coda non tagliata.

Preferisco gli occhi chiari, perché li ho scuri.

Preferisco i cassetti.

Preferisco molte cose che qui non ho menzionato a

molte pure qui non

menzionate.

Preferisco gli zeri alla rinfusa che non

allineati in una cifra.

Preferisco il tempo degli insetti a quello

siderale.

Preferisco toccar ferro.

Preferisco non chiedere per quanto ancora e

quando.

Preferisco considerare persino la possibilità che

l’esistenza abbia una sua

ragione.

Wistawa Szrymborska

 

14,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 1:16 pm

venerdì 14 luglio 2006 Prevalenti condizioni di tempo buono, con cielo generalmente poco nuvoloso. Lievi condizioni di instabilità determinano la possibilità di locali addensamenti e fenomeni temporaleschi, di debole o al più moderata intensità.

Umidità: su valori medio-alti.

Venti: deboli in regime di brezza.

Mare: poco mosso o quasi calmo.

Avvisi: Moderato disagio fisiologico per afa

"Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a

trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta.

She was Lo, plain Lo, in the morning, standing four feet ten in one sock. She was Lola in slacks. She was Dolly at school. She was Dolores on the dotted line.

But in my arms she was always Lolita."

(Vladimir Nabokov)

“Bella, non ti ho dimenticata”

14 luglio.

Potrebbe sembrare una festa nazionale.

E invece è un anniversario.

Non me lo ricordavo.

E invece è passato un anno.

E pensavo a cos’è successo. Tutti questi giorni.

E non mi sembrava molto.

E’ stato un inverno faticoso.

E ti ringrazio, un anno dopo, per avermi tenuto compagnia. Per essere stato un compagno d’armi, più che un amante. Ti ringrazio per avermi dato ancora una possibilità, che io potessi capirla questa storia tra noi. Grazie per aver capito sempre, nonostante io abbia sempre cercato di spiegarti. Per il tuo autismo che due persone simili non funzionano insieme. Grazie per tutti i cioccolatini che abbiamo mangiato a letto. Grazie per tutti i giorni che non c’eri, e non c’eri quasi tutti, perché ho potuto camminare da sola.

E grazie a me che sono stata in equilibrio anche in questo inverno difficile, che è stato la mia personalissima Stalingrado. Perché trovo il miele nel fondo dei barattoli. Perché riesco ancora a lavorare dodici ore e poi andare a teatro. E grazie alla mia amica V., che spesso insiste perché di mia spontanea volontà non lo farei.

Era partito come il brano di chiusura di un amore dismesso e poi, invece, piega così, nel bilancio di un anno, nel sentiero che mi porta a passare in rassegna i miei amici sorridenti, anche nel pieno delle nostre solite catastrofi. Dadino che mi psicanalizza sui divani del mercatone-zeta. Due spettacoli meravigliosi: “Mai morti” e “Maggio’43”. E poi l’amica S. “Sei scappata dal convento? Come sei conciata?” e ancora lei, in vacanza, “Io mi sono sempre sentita Beth. E sempre speravo di incontrare mia sorella Jo”. E le chiacchierate in chat con il mio amico Lucido Nazario da Sousa Carmencito do Nascimento, leccese. Fascio. Antiaborista. Eppure adorabile.

Ma la mia vita è piena di amici improbabili, eppure amici.

Un anno. Un pittore pazzo. Lo spazzolino della Moira.

Le prime sedute con la mia analista.

Un anno di riunioni di teatro. E a novembre si va in scena.

Un anno di mail alla mia amica matematica, che è la mia memoria storica, la mia consigliera, la mia primissima lettrice. La scoperta di M. E le misure per quando avrò cinquant’anni.

E la sera “Ho perso la rivoluzione anche per te” e l’idea del mio prossimo spettacolo.

E il nostro ultimo pomeriggio insieme, il tuo odore. Buono. Maschio pulito, senza deodorante e muschio, il mio. E lenzuola. Il nostro ultimo giovedì. E come al solito, nel mio spettacolo ci sarai tu, che è anche ridicolo avere un fisico cinquantenne come Musa Ispiratrice.

E’ un periodo che si è chiuso bruscamente, quest’anno passato. Che è sfociato, letteralmente, nel fiume in piena di una primavera clamorosa, radiosa, da sentirla battere in gola, da fermare tutto, come una banda che passa e tu sei in macchina e non lo sapevi che, girato l’angolo non si passa più, che c’è la festa, la lotteria, l’omino dello zucchero filato e, la sera, il ballo in piazza. E posteggi. Cosa prosegui a fare.

E più ci penso più ringrazio la mia buona stella, che, ogni tanto si ricorda di essere la mia buona stella e fa finire gli amori in India. Thank you India, anche quelli che non sono iniziati, ma che ti ritrovavi sempre tra i piedi, come la caña quando ha sete o vuole uscire.

Grazie al destino che ha truccato le carte. Al genio che ha votato due schede alla Camera, senza accorgersene e, quasi, mi faceva arrestare. E anche al rappresentante di Forza Italia, che quasi mi faceva arrestare, in una trama da opera lirica, dove il “basso” sai qual è anche quando sta zitto.

E grazie ai compagni della Valsusa che mi hanno dato da dormire. E a tutti quelli che mi hanno dato da mangiare e mi hanno offerto da bere.

E grazie G. che ce la siamo vista brutta, quest’anno. Ma siamo stai bravi, siamo stati i più bravi di tutti. A quale capitolo siamo arrivati? Terzo? Quarto? Non li conto più, tante volte abbiamo saputo ricominciare, inventarci di nuovo, riscoprirci e ripartire.

Mi hai tenuto compagnia fino qui. E questo va ben oltre l’impresa, se pur ardua, di far capire la teoria della relatività a una scienziata, dell’educazione.

Un anno.

Arrivederci, amico mio.

 

Letterature 13,Luglio,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 8:11 am

"No, non si parla molto dei babbani"

"…"

"Beh, perchè sono romanzi che parlano dei maghi, mica dei babbani.
(pausa)
Se vuoi un romanzo che parla dei babbani leggiti Tolstoj!"

 

“Outing” 11,Luglio,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 1:16 pm

martedì 11 luglio 2006 Permangono condizioni di tempo buono con cielo in prevalenza soleggiato. Nel corso della giornata una debole perturbazione transiterà sull’Europa favorendo un aumento dell’instabilità anche sulla Liguria: possibili isolati rovesci o temporali in serata.

Umidità: su valori medi.

Pressione: stazionaria.

Venti: deboli, in prevalenza settentrionali o in locale regime di brezza.

Temperature: stazionarie.

Mare: poco mosso, localmente calmo.

Ho “Un’ottima mira e un pessimo carattere”.

Sono incline a giudicare le persone alla prima occhiata. E, di sicuro, alla prima occhiata non mi piacciono.

Poi mi ravvedo e allora mi piacciono.

Poi mi deludono.

Ecco, non ci azzecco molto con le occhiate.

Sono ipersensibile. E vendicativa.

Sono cintura nera di “Dottorfroid” e spesso, per farmi smettere, bisogna prendermi a mazzate sulla

testa, come le sveglie.

Sono, inconsciamente, portata a fare in modo che gli altri non abbiano mai il coraggio di farmi un appunto, o una critica, o darmi un consiglio.

E sono introversa, al punto di fingermi estroversa, che la gente non faccia domande.

Ho un’odiosa propensione alle doppie punte.

Sono miope.

Ho fatto troppe schifezze e il mio corpo è finita che ha vent’anni più della mia faccia.

Sono orgogliosa. Attaccabrighe. Spesso agisco prima di pensare, specie quando sono convinta che ci sia di mezzo un’ingiustizia.

Tendo al monologo, come il peggior Nanni Moretti.

Metto le mani in bocca ai cani e poi mi dimentico di lavarmele perché non mi fa schifo. Ma dovrei considerare che, magari, agli altri sì.

Tendo all’entropia, al caos, al disordine come stile di vita.

Il mio bioritmo va col fuso di Melbourne.

Mangio preferibilmente pesce crudo, carne cruda e, con raccapriccio degli astanti, fegato crudo.

Quando sono proprio stanca finisce che dico quello che penso, senza neanche un po’ di filtro e, a volte, risulta decisamente imbarazzante.

Bevo come una spugna.

E ho un pessimo rapporto con l’autorità, specie quella maschile.

Critico sempre l’abbigliamento altrui, come se io mi vestissi decentemente.

E quando ho a che fare con qualcuno c’è sempre un sottofondo di seduzione, sia uomini che donne. Come se fosse più facile ipnotizzare la gente che riuscirgli semplicemente simpatica.

Premo il dentifricio a metà tubetto. Lascio sempre sul lavandino le confezioni delle lenti a contatto.

Non so fare i dolci.

E certi giorni, vicino al ciclo, sono tremendamente autoreferenziale.

 

Cannavaro 11,Luglio,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 11:12 am

"Però tutto nudo nella foto sta meglio"

"Sai cosa c’è? Che si è tagliato i capelli e, secondo me, si è dato una spuntatina anche alle sopracciglia. Guarda da vicino, sono diverse…."

"Quello è Del Piero!"

 

Chi ha vinto? Noi, ma non è finita, gioca… 10,Luglio,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:21 pm

Non credo di aver mai visto una partita di calcio tutta intera.
Cannavaro Quella di ieri l’ho vista.
Eroicamente.
Il primo tempo.
Il secondotempo.
Il primotemposupplementare.
Il secondotemposupplementare.
I rigori, in piedi.

E ho bevuto birra, che il calcio vuole la birra.
E ho mangiato la pizza, tanto per sentirmi patriottica, che non era serata da erre moscia e occhi azzurri, ieri.

E poi ho pensato.

Novanta minuti sono tantissimi. Ho fatto la muffa tutto il secondo tempo.

Mezz’ora per tempo basta e avanza.
E poi il campo è troppo grosso. Si patisce a vederla correre avanti e indietro, quella povera gente.

E, se posso dire la mia, rimangono sempre un po’ troppo vestiti.
Sempre un po’ di più della femminile di pallavolo.

Che dire.
Non è il mio sport.

Rimango fedele al Quiddich.

lunedì 10 luglio 2006 la Liguria è interessata da una rimonta anticiclonica che garantisce il ritorno a condizioni di tempo stabile e soleggiato. Possibili addensamenti residui sui rilievi del Levante, in dissolvimento nel corso della giornata.

Umidità: su valori medi.

Pressione: in aumento.

Venti: settentrionali con rinforzi fino a moderati su genovese e savonese.

Temperature: in aumento.

Mare: poco mosso.