Come quando è lunedì.
E piove.
E’ umido.
E hai l’umidità che ti ristagna nell’umore.
Come quando fuori piove.
Come quando esci e hai la sensazione di aver dimenticato qualcosa.
Come quando, effettivamente, hai dimenticato qualcosa.
Come quando non hai voglia di alzarti, ma tanto non stai dormendo bene.
Come quando non hai niente di carino da metterti.
Come quando vorresti lavarti i capelli, fare le lavatrici, lavare i vetri, ma piove.
Come quando vuoi costruire qualcosa ma ti mancano sempre gli attrezzi. L’avvitatore ha la pila scarica, le punte del trapano non vanno d’accordo con i tasselli.
Come quando hai voglia di cioccolato.
Come quando usciresti ma hai sonno. E poi ti dispiace di aver perso una mattinata di sole.
Come l’avviso di raccomandata che dorme sul mio tavolo da qualche giorno.
Come la signora BovaRì al vero bivio.
Come il mio collega Andrea che da quando la fidanzata lo ha lasciato non ha più caramelle sulla scrivania.
Come il mio allievo (L’Emilio) che il primo giorno di lezione è già malato.
Come la mia famazza delle trediciezerotrè.
Come l’amicaS che prende in mano la sua vita, così, di punto in bianco, in mezzo a una chiacchierata su msn.
Come F., quando litighiamo e ci tiriamo le cose.
Come la mia testa con i buchi e le gallerie dei tarli.
Come la voglia di andare dal parrucchiere a fare un bel taglio.
Come la voglia, dopo un bel taglio, di un rosso acceso, clamoroso, luccicante, improbabile.
Come la marmellata di castagne, che non mi piace. Ma ho voglia di prepararla.
Come la mail tremenda che mi è appena arrivata.
Come la quasi sicurezza che saranno i miei sensi di colpa a farmi finire alla Giudecca.
Come le matasse da sbrogliare.
Come le parole giuste da dire.
Come le cose giuste da fare.
Come la sensazione che nessuno si metta mai nei miei panni.
Come F. che adesso mi viene a prendere. Pranzo. Telefonate, mille.
Come la scimmia di nicotina.
Basta così.
