La strega Nocciola scrive
”E una volta c’era un’angosciosa poesia femminista che si intitolava appunto "Aspettare", e faceva l’elenco di quante cose nella sua vita una donna deve star lì ad aspettare, per forza o per amore. Se le mie lettore ne hanno voglia, potremmo provare a rifarla: anche senza poesia, basta l’elenco. Da ghigni o da deprescion, come volete. Per esempio, io sto aspettando l’idraulico.”
Ma io ieri ero troppo triste e solo aspettavo di uscire dall’ufficio. Invece oggi…“Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera, o qualche altra primavera da aspettare ancora”
Aspetto qualcuno che vada a recuperarmi un caffè.
Aspetto di compiere trent’anni.
Aspetto un infinito radioso futuro.
Aspetto il giorno che mi chiuderò in casa a scrivere un romanzo.
Aspetto Natale, quest’anno.
Aspetto sempre i miracoli.
Aspetto un’eredità di qualche milioni di euri da un mio defunto zio africano.
Aspetto l’eredità per aggiustare lo sciacquone in bagno, che sono due anni che funziona solo perché c’è dentro un bigodino.
Aspetto che finiscano di fare i lavori nelle scale.
Aspetto che la zucca ornamentale che mi hanno regalato a Mantova diventi secca e suoni.
Aspetto di imparare a guidare la vespa.
Aspetto tantissimo l’ultimo libro di Harry Potter.
Aspetto di abitare con un maiale per chiamarlo Matamà.
Aspetto il giorno in cui la mia communidad colonizzerà un paese nell’entroterra e saremo tutti vicini di casa.
Aspetto la laurea di F.
Aspetto un altro anno come il duemilauno, però che rimetta tutto a posto.
Aspetto di conoscere i miei allievi nuovi, stasera.
Aspetto di trovarla su internet la poesia femminista.
“Aspetto che sia troppo tardi”
Aspetto, bell’
Aspetto, sala d’
Aspetto e spero.
