La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Agonia 30,Novembre,2006

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 3:08 pm

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta

saprò vivere sola e fissare negli occhi

ogni volto che passa e restare la stessa.

Questo fresco che sale a cercarmi le vene

È un risveglio che mai nel mattino ho provato

Così vero: soltanto, mi sento più forte

Che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna

           Il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent’anni.

E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,

ne ricordo ogni sasso e le strisce del cielo.

Da domani la gente riprende a vedermi

E sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi

E specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,

ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo

di esser io che passavo – una donna, padrona

di se stessa. La magra bambina che fui

si è svegliata da un pianto durato per anni:

ora è come quel pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono,

sono come un risveglio: domani i colori

torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,

ogni corpo un colore – perfino i bambini.

Questo corpo vestito di rosso leggero

Dopo tanto pallore riavrà la sua vita.

Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi

E saprò d’esser io: gettando un’occhiata.

Mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,

uscirò per le strade cercando i colori.

Cesare Pavese

 

Telegrafica 30,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 2:54 pm

Oggi internet non funziona bene(punto)

Stop

La noia si taglia col coltello(punto)

Stop

Ma presto sarà così densa e melmosa che ci vorrà il filo come la polenta(punto)

Stop

Continua la mia ricerca di idee per i regali di natale su internet e mi sembra di essere tornata alle elementari(punto)

Stop

Pregio(punto)

Stop

 

29,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:24 pm

No, guardatevelo bene, questo.
Io oggi avevo un sacco di cose da scrivere, da dire.
Guardatelo bene, quest’uomo qui che, per quanto mi riguarda, non ha giustificazioni, per quello che ha fatto, per quello che non ha fatto. E per tutta l’inutilità di dichiarazioni e parole e interviste con cui, per cinque anni, ci ha addolorato.
Guardatelo quest’uomo poco coraggioso, poco sincero. Anche quando dice cose che sapevamo. Anche in ritardo di cinque anni .
Oggi parla lui e allora io faccio sciopero del post.

 

Considerazioni sul mio Natale Sostenibile 28,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:48 pm

Lo senti arrivare da oltre oceano.

Come un’epidemia. Come le cavallette. Come una lezione di democrazia non richiesta.

Prima c’è Halloween.

Poi c’è il giorno del ringraziamento.

E, quasi subito dopo, succede anche da noi, che finisce novembre.

Inesorabilmente.

Si accendono le luminarie.

Addobbano i negozi.

Compaiono quegli orrendi pupazzi che scalano le facciate e le insegne. Babbinatali in grandezza naturale.

Probabilmente in televisione c’è già la pubblicità del pandoro, con i bambini ariani e contenti, con le mamme ariane contente, con gli alberi e i salotti grossi come casa mia, unita a casa della mia vicina, unita a casa della sua vicina e dell’altra ancora.

Io Natale lo schifo.

Io schifo la coda degli acquisti, schifo il centro storico pieno di gente, schifo i regali, presi un tot al chilo. Schifo gli addobbi e anche quelli che sono più buoni. Non mi piacciono i dolci, non mi piace impiegare un pomeriggio intero a cercare di digerire un pranzo che una casalinga incazzata, sia pure mia madre o qualche ospite trovata all’ultimo momento, ha cucinato per giorni, in uno spreco di cibo, tempo e condimenti e parole, e sentimenti tirati su col metodo Stanislavskij.

Io frequento la mia famiglia solo a pezzetti e il mio Natale è mia madre che mi porta un regalo e dice che questa storia deve finire, che il prossimo Natale, è cinema, è un salto dalla comune-ty e il papa alla radio. Un gioco di società. Un libro nuovo da leggere.

Natale lo schifo.

E comincio a essere di cattivo umore già all’inizio di dicembre, già all’Immacolata Concezione, che non ho mai capito perché si sta a casa. E come fa la gente a credere a un dogma inventato nel 1854. A una verità di fede che per 1854 anni di storia del cristianesimo era facoltativa e poi, puff, un bel giorno è diventata obbligatoria. Immacolata.

E poi succede che il destino è baro.

E con un sense of humor che fa venire i brividi.

E io, paladina della non-festa. Io che sono anni che mi rifiuto di fare regali e prego tutti di astenersi dal farmene. Io che ho un addobbo solo, il portacandele che mi ha regalato la mia amica Tommasa, che sempre mi aspetta per farmi vedere come festeggia una vera famiglia del sud.

Io mi sono innamorata di Gesù Bambino.

Venticinquedicembremillenovecentosettantotto.

E allora Il Chimico lo adora il Natale e spegne le candeline sul panettone.

E le anime candide, i maniaci del lieto fine, i drogati di telenovelas ci vedranno il lieto fine. Come nei film di retequattro, come le produzioni disney.

E invece no, perché, se sono fidanzata con Gesù Bambino, la Madonna, San Giuseppe, Lo Spiritosanto, I Pastori, Il Bue e L’asinello ce l’hanno un loro Presepe. Un loro modo di festeggiare. Una loro routine dove scegli: ti incolli o non rompi le palle.

E allora, se voglio festeggiare anche io, ci vuole un posto, un posto nel presepe.

Me la lasceranno fare la Stella Cometa? Perché la pastorella no, la pastorella non è per me.

Natale e il mio autismo.

Ma c’è altro.

C’è un miglioramento.

C’è che questo giro io i regali li faccio. E li faccio come piace a me. Senza le code nei cazzatifici.

Io quest’anno faccio un Natale Sostenibile.

Sostenibile per me, che penserò bene a cosa voglio fare, e con chi.

Sostenibile per l’ambiente, perché non voglio essere quella che distrugge il pianeta. Perché per questa follia collettiva sporchiamo e sprechiamo come non mai, durante l’anno.

Quindi cucinerò tutte e solo prodotti di stagione.

E farò il panettone con le mie manine d’oro.

E poi farò regali riciclati. Oppure belli utili, oppure fatti direttamente da me.

Voglio fare le marmellate, le conserve e anche il pandoro genovese, ma mica coi canditi, che non mi piace, lo faccio col cioccolato, ma equo e solidale, se no non serve a niente.

E poi ci metto l’etichetta. Cerco un vasetto bello e incarto tutto con quello che trovo, senza nailon e senza scotch. E scrivo i biglietti riciclati.

E così mi piacerà di più.

E se a qualcuno viene voglia di farlo, date un’occhiata qui:

http://www.mentelocale.it/societa/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_16696

http://www.blogeko.info/index.php/2006/11/14/natale_verde_sprechi_consumi_guida

http://www.blogeko.info/index.php/2005/12/15/natale_regali_ambiente_impatto_consigli

http://www.lanuovaecologia.it/iniziative/campagne/5146.php

Qualcuno vuole una borsetta rosa, di pelle, come nuova?

 

Interrogazione generale… 28,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:53 am

Chi viene? Chi viene? Chi viene?

Ci sono volontari?

Ho appena finito di parlare con gli ispettori del controllo della qualità.

Non mi sentivo così dai tempi di Pedagogia Generale.

 

Tarte au citron meringuée (Tarta al citrone meringato) 27,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:50 am

Sperando che al mio Chimico Adorato, specializzando in torte a altri vizi, venga voglia di provare…

Per la pasta frolla
farina 250g
burro 200g
zucchero 150g
tuorli 3
sale una presa

Per la crema al limone
limone non trattato 1
zucchero 150g
burro 60g
uovo 1

Per la meringa
albumi 3
zucchero a velo 100g

Preparare la pasta frolla: lavorare il burro morbido insieme al sale e allo zucchero fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungere i tuorli, sbattere ancora. Aggiungere infine la farina e mescolare il tutto con un cucchiaio prima di avvolgere con della pelicola e tenere al fresco per due ore. Dopo questo tempo, stendere la pasta su un piano infarinato, rivestirne uno stampo da crostata (ne ho usato uno di 26cm però credo sia meglio 22 che alla fine ho dovuto rifare la meringa che non bastava per coprire tutto). Avanzerà parecchia pasta frolla: congelatela o usatela per fare delle minicrostatine. Far cuocere a 170° per 20-25 minuti (la pasta deve essere solamente leggermente dorata)
Preparare la crema: mescolare l’uovo con lo zucchero, aggiungere il burro fuso, il succo del limone e la sua buccia finemente grattuggiata, mescolare bene tutto e versare questo composto sulla crostata già cotta. Infornare di nuovo, a 150°, per una decina di minuti.
Nel frattempo preparare la meringa: montare gli albumi (devono essere a temperatura ambiente) e quando saranno quasi sode cominciare a aggiungere poco a poco lo zucchero setacciato, lasciar girare fino a quando avrete una bella massa compatta e lucida e trasferire il tutto in un sac à poche. Lasciar intiepidire la crostata e disporci mucchietti di meringa col sac à poche, coprendola tutta, poi infornare di nuovo a 100° per circa 20 minuti (o fino a quando le punte della meringa cominceranno a dorarsi). Lasciar raffreddre completamente prima di servire.

Ah!…Questa ricetta l’ho presain questo sito fantastico:

http://www.cavolettodibruxelles.it/index.html

 

E voi che torta siete? 27,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:30 am
You Are Lemon Meringue Pie
You’re the perfect combo of sassy and sweet Those who like you have well refined tastes

Adesso vado a cercare la ricetta…

 

Per le ragazze del Collettivo Mia Martini 24,Novembre,2006

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 1:28 pm

Raghe…Rifatevi gli occhi con gli Dei dello Stadio!

http://www.repubblica.it/2006/10/calendari/bellezze/rugbisti/rugbisti/1.html

 

Sono una ragazza fortunata 24,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:44 pm

Oggi ci sono un sacco di cose che voglio dire.

E poi è tutta la mattina che cazzeggio.

Se fossi, chessò, un pastore protestante in erba, potrei dire che la mia volontà non è abbastanza forte da dire le cose che devo dire, con semplicità e serenità Che le lusinghe della rete si frappongono tra me e le cose importanti che devo fare. Che io, in cuor mio, ero convinta di cercare cose utili, in rete, tipo una citazione con cui iniziare questo post, e invece poi mi sono trovata a scaricare la ricetta del tiramisù.

Sono io, grazie a Dio. Piccole psicopatiche crescono, Nostra Signora delle Situazioni Troppo Assurde anche per usarle nelle sceneggiature. E allora non mi nascondo dietro un dito e lo ammetto. Sono io e dico che sempre ho questa vena di autismo e spesso non sono capace di dirlo, quanto il mio clan è importante. Quanto la mia gente, i miei amici, sono importanti per me.

Fino a che punto dividere la mia vita con voi è importante. Dai mondiali di Trivial di stasera, alle gite, dalle conversazioni tutte spezzettate su msn. Le novità, le tristezze, le ore di sciopping, e i progetti per il futuro. Tutte le volte che ci siamo consolati.

Se me lo avessero raccontato, nella mia vita precedente, che sarebbe stato così. Se il genio della lampada avesse preso me e l’Amica Pocaontas dodicenni e ci avesse fatto vedere il filmino di ieri sera in cui io cercavo di dare un senso alla mia relazione mentre G. prendeva a librate Lamicavù, mentre bevevano il the, mangiavano i biscotti e si chiedevano che cosa stesse succedendo in bagno, tra noi. Ecco, se l’avessi vista questa serata in cui, comunque, piangevo, io avrei pensato che mi aspettava un futuro proprio bellissimo.

“…mi dissero una volta che me n’ero andato…ma quanto…però quando se sempre sto tornando a casa, quartiere, città e mai nessuno di voi è il mio quartiere…il mio barrio…

Così lo chiamerò il posto dove mi sentirò uno di voi e le vostre voci lontane saranno musiche per il mio cuore…di modo che se fossi nel mio barrio…Avrei spalle su cui appoggiare le mani e orecchie a cui confessarmi…e case…e lumi…e stelle che dall’alto sul tetto della casa dei miei vecchi mi direbbero…fermati qui.”

 

23,Novembre,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:39 pm

Mi farebbe sentire meglio fare una foto col telefonino e finisce che fa il giro del mondo. Ricevere una carezza da mano d’uomo protettivo. Che un rapinatore entrasse con un mitra, fermi tutti, che cazzo ci faccio all’ufficio di collocamento? Trovare un cucciolo abbandonato e portarmelo a casa, ricevere un complimento da uno sconosciuto. Starei meglio ad aver da andare dalla nalista, stasera. A scoprire di essere lesbica anche io. Notare un bel vestito e stupirmi di come mi sta. Un cappotto nuovo e, in tasca, un biglietto per l’opera. Una mail inaspettata, una lettera scritta a mano, una voce sotto la finestra, la riconosco, chiama me, non sa ancora che il citofono funziona. L’odore del pane caldo di Willy Wonka e un pomeriggio di cazzeggio con lui. Sentire l’odore degli armadi di mia nonna, una gita al mare e vento e gabbiani e barche e pescheria. Mano nella mano a un destino più clemente con me. Un amico che mi scrolli da questo pantano, cretina, quale destino. Una doccia calda, un asciugamano profumato. Una colf. Un po’di tempo libero, un week-end fuori. Un po’ di fiatone, sentire il cuore che batte e respirare senza che faccia male. Un’insalata, un bicchiere di vino bianco e un bel libro, che ci fa una ragazza carina come te, tutta sola? Un chewingum nuovo che questo non ha più sapore, Una ragione, una scusa e il permesso, una volta tanto. La licenza di uccidere. L’erba di Grace, tutta. E la pianta del the, per le domeniche con le amiche. Il tempo bello a Venaus. Un gatto nero da chiamare Malocchio. Mi tirerebbe su di morale msn che funziona, una notizia così bella da passare tutto in secondo piano. Un secondo piano, con la camera da letto. Un primo piano che mi convinca che sono bella. Una mattinata intera senza questo nodo allo stomaco. Una buona notizia, sabato mattina. La certezza che non mi caschi niente in testa, mentre cerco l’ombrello. Una matita nera per gli occhi, che la mia l’ho finita, il mio profumo, che l’ho finito, una crema per il viso, che ho finito anche quella. Un analcolico alla frutta. Una telefonata di scuse. L’angelo custode che mi avvisa in tempo. Una notizia carina sul giornale, il manoscritto dell’ultimo Harry Potter dimenticato su una panchina all’expo.

E anche il mostro marino che aspetto di avvistare da anni, sul mio molo.

 

I miei capelli, stamattina… 23,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:06 am

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Il sorriso minimo di oggi (Che capirà quasi solo Lamicavù) 23,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:01 am

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Le proposte del Mercoledì 22,Novembre,2006

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 9:14 am

Amiche del Collettivo Mia Martini,

Stamattina mi sono svegliata con una serie di idee blog-veterofemministemicadettocomesefosseunacosabrutta.

Seconda idea blog-femminista:
Istituzione del Premio Mia Martini per il racconto con la sfiga amorosa più esilarante.

Terza idea blog-femminista:
Non vi posso portare a Capoverde. Ma andate a vedere qui…
http://www.notav.it
Tre giorni a Venaus. Ho già scritto per saperne qualcosa di più.
Cosa ne dite?

 

21,Novembre,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:29 pm

Ragazze della comune-ty, visto che oggi è un po’ come il giorno dello scipero generale e manco c’è Harry potter da vedere…Propongo di costituire il "Circolo Mia Martini" e partire der Lourdes.

 

Come un soprano. 21,Novembre,2006

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 11:11 am

Garbo53camille1936rbttaylor_1Mi chiamo E.

Ho quasi trent’anni.

E vivo in un’opera.

Io sono Violetta.

*

Il lato positivo è che non sono malata di tisi.

E che la mia vita non è abbastanza mondana e frenetica da uccidermi.

Il lato negativo è che non imparo dagli errori altrui, non imparo dalla letteratura, non imparo dai consigli e men che meno dal buon senso.

Il lato negativo è che ho la testa dura.

*

Stamattina cercavo ispirazione per questo post. Perché, a un certo punto, ho pensato che mettere in condivisione questo mio bovarismo possa darmi una mano.

*

Mi chiamo E.

Ho quasi trent’anni.

Ma io non sono Violetta.

*

Non sono Violetta perché c’è un limite a quello che mi si può raccontare.

Perché il romanticismo è finito, morto e sepolto.

E sono morte e sepolte anche le eroine romantiche.

Giovani, sono morte.

*

E io, che non sono un’eroina romantica, e che voglio morire a novant’anni nel mio letto, ho una vita normale, da adulta normale. Un lavoro, una casa. Normale.

Mi sono laureata lavorando e vendendo marijuana ai figli di papà. Mi sono laureata facendo le ore piccole dopo il lavoro, con i libri nella borsa, per quando, tra un ufficio di telemarketing e un bambino handicappato avevo un’oretta e non riuscivo a passare da casa.

Ho fatto qualche sacrificio. E qualche sacrificio, con me, l’hanno fatto il mio cane e Guido, che si occupava di me.

Abbiamo mangiato la pasta condita con le cipolle e basta che, in casa, c’erano delle settimane che non si poteva fare la spesa. Abbiamo piantato debiti con chiunque, che la caña non morisse di fame se anche non si poteva fare la spesa. Abbiamo arredato una casa con le cassette della frutta e siamo sopravvissuti al mio licenziamento in tronco, all’estate più calda degli ultimi cinque secoli, alla calderina degli anni cinquanta e allo scaldabagno a gas.

Ma la terra con cui hai diviso il freddo mai più potrai fare a meno di amarla, diceva Majakovskij. E neanche le persone con cui hai fatto squadra, ma squadra sul serio, quando c’era da stringere i denti e basta, quando c’erano solo i tramonti sul porto, di bello, e spesso a quell’ora ero a lavorare.

E poi mi chiedono perché io e G. siamo così legati.

Perché, al d là del fatto che siamo stati amanti, conviventi, al di là della nostra storia che faceva acqua da tutte le parti, siamo stati compagni. Perché ogni volta che ho pianto su una foglia di insalata, quando facevo terapia, lui era lì, perché ho potuto chiamarlo in ufficio tutte le volte che finivo per avere un attacco isterico, a casa, quando avevo paura di non farcela, quando avevo paura che avesse ragione il terrorismo di mia madre che mi diceva che da sola non ce l’avrei mai fatta, quando mi prospettava questo fallimento triste, di trentenne con una spicciolata di esami da dare, che tutti gli anni paga le tasse. E così abbiamo vegliato al lume del rancore, certo, ma anche al lume del miraggio di qualche serata libera, delle passeggiate che sarebbero venute, di un futuro dove potessi guardare, in pace, il tramonto sul porto.

*

Ora vivo da sola.

Mi sono laureata il 23 settembre del 2003.

E quando mi sono laureata ho festeggiato per una settimana in cui non sono stata mai sobria.

Adesso faccio tre lavori, non ho una carriera avviata. Sono la più precaria dei precari. Il teatro mi succhia via le poche ferie pagate che riesco a strappare alla cooperativa.

Ma sono felice.

Non arrivo alla fine del mese.

Ma non ho fame.

E ho una caldaia nuova.

*

Stamattina il mio fidanzato, che da qualche mese vive da me, senza per questo essersi trasferito, in una condizione d’ospite senza chiavi, francamente imbarazzante.

Stamattina il mio fidanzato si è risentito perché gli ho fatto notare che mi pare un po’ strano, per uno che si laurea a febbraio, avere ancora due esami da dare. E che, in uno dei pochi momenti in cui potrebbe studiare questi benedetti esami, vada all’aperitivo di inaugurazione della sua nuova associazione.

Un po’ strano, visto che passerà il week-end in una sala d’incisione, visto che avrà due serate di prove, viste le condizioni del monolocale dove vive anche lui, visti gli orari dei suoi lavoretti.

Dice che usa il suo tempo libero per stare con me, questo mio fidanzato.

Senza capire che probabilmente è una scusa.

Io non so se spalma all’infinito questo suo tempo libero perché, in realtà, non vuole venire, con tutti e due i piedi, a vivere da me. Possibile.

Oppure è possibile che non abbia abitudine al sacrificio, come dicevano i nonni.

Oppure io ero così motivata perché non avevo via d’uscita, non potevo tornare a casa come il figliol prodigo, se questo mio esperimento di indipendenza fosse fallito.

Forse perché il mio non era un esperimento.

Forse perché io a quest’uomo sto parando colpi, forse perché quest’uomo lo sto viziando come la sua ex fidanzata ha fatto prima di me, e sua madre prima di lei.

*

Io non lo so.

E se fossi Violetta, se fossi Margherita Gauthier sarei già malata.

Se fossi un soprano.

E se mi lasciassi prendere da questo mio bovarismo, da questo mio sentirmi eroina d’opera, a volte Carmen, a volte Cio-cio-san, finirei per perdere tutto il mio, leggendario, sense of humor.

*

E quindi me la giostro così, aspettando e vedendo come il mio Alfredo (non per autocitarmi, che sta male, ma in un parallelismo di cose che se non fosse la mia vita…) deciderà di vivere la sua adolescenza.

Ma facendo outing, che mi serve, e affidando alla rete i miei propositi.

Non si sa mai che decida di immolarmi.

Che ceda alla tentazione di farmi tanto tanto male.

In questo caso “Ho sempre confidato nella bontà degli sconosciuti”.

 

La mia vita rotonda. 20,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:53 am

Come ogni mese, circa alla metà del mese, ho mal di testa. Cervicale brutta.

Ho voglia di tramezzini al prosciutto cotto.

E ho deciso di cominciare una nuova attività che rivoluzioni il corso pigro delle mie giornate.

“Se non avessi questa vita morirei
Tutto il mio cielo in questo sonno spenderei
E più ci penso e più mi accorgo che e cosi
Ogni volta mi ritrovo sempre qui

A far trottare sotto il sole e la notte questa sporca vita
Che non ha mai pietà e non e mai finita
Se no che si fa”

 

Campionati mondiali di trivial 20,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:14 am

Rapita da faccende teatrali umide e noiose io ieri mi sono persa una serata-trivial-comune-ty.
E me la sono presa, che sono cinque anni che dobbiamo fare una serata seria di trivial e poi io non ci sono. Che sono all’enel e poi a fare le cose umide di teatro.
Allora Comune-ty.
Ho deciso di indire i CAMPIONATI MONDIALI DI TRIVIAL.
Venerdì sera (perchè poi sabato sera y domenica mattina lavoro).
Luogo da precisare.
Cena "Ognuno porta qualcosa".

In palio una menzione speciale, con foto, in tutti i blog della comune.

Si fa?

 

Una sola precisazione. 20,Novembre,2006

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 8:50 am

"L’onore dei sopravvissuti è sopravvivere"

E’ una citazione dal libro di Jean Claude Izzo che in italiano si chiama "Casino totale".
Se volete sapere qualcosa di più potete cliccare qui:
http://www.jeanclaude-izzo.com/frameset.html

 

20,Novembre,2006

Archiviato in: La rubrica del sorriso minimalista — diversamentequilibrata @ 8:37 am

"Kubrick era un genio. Ha fatto solo dieci film e dopo l’ultimo è morto".

 

Trova l’intruso (Niente, mi è presa l’incazzatura sociale, in questi giorni…) 17,Novembre,2006

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 12:40 pm

REPUBBLICA.IT

Galleria fotografica.
La modella anoressica morta in Brasile.

Esterne161405351611140640_big

Galleria successiva.
Sfilata di lingerie

Reuters92335361711093629_big E’ vero.

Non è solo un problema sociale. Non è solo la moda. Non sono solo i modelli.

Sì, ma

Però…

Un po’ meno di schizofrenia