La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Il Compleanno della Tommasa 31,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:10 pm

Immagine_012_1 Io non è vero che sono anni che mi dimentico il suo compleanno.

Sono anni che ce l’ho memorizzato sul telefonino nel giorno trentuno.

E allora oggi squilla la sveglia.
Ehi, è il compleanno della Tommasa!!!

E allora io apro la posta.

E scopro che il suo compleanno era ieri. Come l’anno scorso.

E allora ti dico AUGURI TOMMI!

E ti dico che non vedo l’ora di festeggiare ad aprile, insieme a te, anche il tuo compleanno.

Un Bacio

 

La Linea 31,Gennaio,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 11:52 am

La Comune-ty è in fermento.

Si continua a parlare delle primarie e della disgraziata possibilità che non sia il Poeta a vincere ma La Signora Diessina.

*

Riporto i link per uno storico della discussione:

Il senso : http://lastreganocciola.blogspot.com/

La sinistra non è una questione di squadra: http://diversamentequilibrata.blog.kataweb.it/la_storia_di_e/2007/01/la_sinistra_non.html#comments

Sinistra e’ starci dentro: http://continentaldivide.blog.kataweb.it/chiamami_aquila/2007/01/sinistra_e_star.html#comments

Serie argomentazioni: http://ilblogdellanessie.blogspot.com/

Giorno verrà, per il puffo mietitore: http://lastreganocciola.blogspot.com/

*

C’è da dire che il resto dell’alanarchica mi ha lasciata sola, persa nella progettazione di week-end romani romantici oppure impegnata in serate orgiastiche a base di autoreggenti colorate e tiramisù.

Ma io aspetto, ah, se aspetto che vengano a darmi man forte.

*

Allora il primo punto da mettere in chiaro è che non andare a votare non significa tirarsi fuori da un dibattito politico. E non significa scendere dall’Aventino zitta zitta per protesta.

Non sono una di quelli dell’ora di silenzio per la pace, che chi tace acconsente.

E, come, purtroppo, tutti sanno, fin troppo bene io, non sto mai zitta.

Io gradirei moltissimo, da parte del resto della comune, impegnato nella discussione, di prendermi sul serio. Perché la decisione di non votare per me è sofferta, molto.

Io non sono lo scrutatore non votante.

E non mi interessa particolarmente lo shopping della Vincenzi durante quel doloroso (soprattutto per motivi personali) sciopero generale.

*

Io dico che in questo paese c’è una sinistra che fa schifo.

E fin qui sfido chiunque a obiettare.

Date un’occhiata al dibattito sui pacs. E’ indecente.

Siamo di fatto uno stato che per varare una legge deve chiedere il permesso a uno stato straniero.

Ma mica uno stato straniero normale, una monarchia teocratica.

Ce n’è abbastanza da chiedere la cittadinanza svizzera, se non avessi qualche problema con la conformazione del territorio.

*

Succede che noi di sinistra stiamo votando dal novantaquattro, almeno, sempre la stessa gente.

Quelli che hanno fatto, tanto per rimanere nel mio campo, una riforma del lavoro che neanche i salumieri della lega. Sono quelli che hanno aperto agli interinali e altre amenità su cui non mi dilungo, se volete vi scrivo un post a richiesta.

E, sempre per rimanere nel mio ambito, chi l’ha inventata la Ssis?

E la smetto, che poi finisce che divento noiosa citando la legge sul conflitto di interessi…Quale legge sul conflitto di interessi?

Siamo d’accordo quando dico che abbiamo dei vertici da cambiare?

*

Bene.

*

Io un giorno, a Mantova, sono andata a sentire un dibattito molto bello, sull’architettura e la letteratura. C’era uno scrittore napoletano di cui, forse, si ricorda il nome la Sire, che diceva questa cosa interessante, che l’Italia, al di là dell’amnistia, non è riuscita a cavarsi mai fuori completamente, dal fascismo, perché anche il linguaggio dell’architettura è rimasto simile.

Che i monumenti ai caduti della resistenza non hanno un linguaggio di forme e materiali diverso da quelli precedenti, eccetto uno, che citava e non mi ricordo.

Così ci ho pensato e questa cosa del linguaggio mi è girata per la testa un bel po’.

E ho pensato che si applica ai materiali e alle forme ma anche alle parole.

Io non ho visto un linguaggio così tanto diverso, nella mia frequentazione di partigiani. Nelle lettere, nei discorsi. Il contenuto era diverso diversissimo. Ma le parole erano le stesse, la Patria, l’Italia, L’Onore. La Madre, la Dura Battaglia.

E la Nessi, io la vedo già, che arriccia il naso e si mette già più dritta sulla sedia, Ema, i Partigiani non si toccano.

Nessi, io lo so da che parte sto, non ti preoccupare, dammi un po’ di fiducia e continua a leggere.

I Partigiani hanno fatto le scuole nel ventennio e hanno usato esattamente le parole che hanno imparato. E con le parole che hanno imparato hanno detto cose diverse.

Ma io ho fatto le Scienze dell’Educazione.

E sempre dico che è una facoltà che non serve a niente.

E poi, sempre più spesso, mi accorgo che una parte consistente della mia formazione, viene da lì.

In un esame di una qualche psicologia io devo aver imparato che il linguaggio è un pezzo importante dell’organizzazione delle idee.

Quindi prima si cambiano le idee.

E poi si cambia il modo di dirle.

Si cambiano le parole.

Si cambiano i monumenti, i materiali, le facciate delle case.

Perché la gente non deve avere dubbi che qualcosa è cambiato.

*

E ho anche una spiegazione marxista di tutto ciò, che cambia la struttura e cambia con la struttura tutta la sovrastruttura.

*

Scusa, Streganocciola, lo so che queste cose tu le hai già sentite negli anni settanta.

E so che poi, negli anni ottanta ci sei rimasta male.

*

Ma io ho trent’anni, quasi quasi.

E penso di avere il sacrosanto diritto di pensare e provare:

a. A considerarmi una classe sociale nuova di zecca.

b. A decidere che cosa intendo per classe sociale (E i miei prestiti dal marxismo sono un altro post a parte)

c. A provarci a usare un linguaggio nuovo.

In sostanza ho diritto anch’io a fare la rivoluzione.

E che nessuno provi a dirmi che la rivoluzione l’ha persa anche per me.

Hanno già detto.

E non ha funzionato.

*

Quindi io penso che è più facile cambiare le cose quando al governo ci siamo noi, che quando al governo ci sono loro troppe manganellate.

Noi un po’ meno.

*

Ma penso che per cambiarle sul serio, e qui rispondo al Chimico, non dobbiamo usare le loro parole.

Dobbiamo portare idee nuove con linguaggi e modi nuovi.

Perché la sinistra giovanile non mi piace.

Per un sacco di motivi personali (Grazie Nessi, ormai ti ho interiorizzata).

Ma anche perché è la dirigenza che replica sé stessa. Senza possibilità di cambiamento.

E quello è anche il motivo per cui alle riunioni, anche dei dissidenti, anche di quelli che se ne vanno dal Partito perché non vogliono quello democratico e sono più vicini a rifonda, io finisco per invocare una cintura esplosiva.

*

E, in definitiva, questo è il motivo per cui sto cercando di non andare a votare.

Perché con il voto, di fatto, si legittima uno stato di cose.

Uno stato di cose che nei limiti di Sanguineti io posso sopportare.

Dalla Vincenzi in poi no.

*

E’ la questione della Linea.

E io sono sicura che, piano piano, viene fuori la linea e anche l’ideologia.

Che fa venire la pelle d’oca all’amica Matematica. Ma solo perché, col tempo, la gente, nel linguaggio comune, si è dimenticata cos’è.

E io penso che adesso la situazione sia, giustamente, in embrione.

Ma che ci stiamo lavorando sopra.

*

Io ci lavoro sopra nelle discussioni della comune.

E nelle discussioni con chiunque mi finisca tra le grinfie.

Non sottovalutatemi, anche Socrate faceva così.

*

Ci lavoro sopra impastando.

Perché l’uomo è quello che mangia. E perché ho scoperto che la cucina è un buon “argomento-piede-di-porco” per arrivare alla testa delle persone.

*

Ci lavoro sopra documentandomi.

Domandando.

E quando ho afferrato pensandoci sempre su.

*

Ci lavoro sopra cercando di non abituarmi all’idea che, comunque, funziona così.

*

E ci lavoro sopra decidendo, e non senza sofferenza, che credo di essere l’unica anarchica al mondo che non ha mai saltato un’elezione, un referendum, nulla, e in più fa la presidente di seggio, (decidendo non senza sofferenza) di non andare a votare. Perché io ho smesso di dividere il mondo in destra e sinistra.

Il mondo si divide tra chi vuole la tav e chi non vuole il tav. Ma anche il terzo valico. Ma anche tutte le schifezze che alla fine si sono costruite, tra chi ha voluto che la Fiumara fosse un centro commerciale all’ammeregana, e chi pensa che debbano esistere anche spazi dove passare il tempo senza comprare niente.

Tra chi vende porcherie e chi non le vende. Perché è presto per non comprarle.

*

E mi scuso con Saramago pur’io, ma la gomma, dai, la teniamo per i post d’ammòre e poesia.

 

30,Gennaio,2007

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 12:43 pm

Il paradigma di Fefo

Il problema è di chi se lo pone.

 

Ma cosa ci fa una ragazza carina come me…(Stralci di conversazioni da ufficio) 29,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:44 pm

"Picchiava la moglie perchè pensava che non avesse l’anima. Ma sai cosa? E’ andato in una chiesa musulmana e si è fatto abbindolare dal santone.
Una storia di ignoranza…"

 

La sinistra non è una questione di squadra. 29,Gennaio,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 11:20 am

Succede che Genova, in questo periodo, è in fermento. Tutta piena di cartelli e di incontri, d’interviste e volantini. Ci sono le primarie, tra un po’.

E noi sinistri andiamo a votare per vedere chi sarà il nostro candidato sindaco.

C’è un signore con le orecchie grandi che si chiama come una via della Genova-fighetta, ma anche come una nota catena francese d’abbigliamento fighetto. E a me non mi piace.

Poi c’è una signora diessinadiessinadiessina che parla di cose diessine tipo il  terzo valico e altre oscenità. E io, sicuro, non la voto.

E poi c’è quello che piace a me. Che ha centosette anni e fa il poeta.

Ma non è questo il punto, che alle primarie il Poeta tutti quelli che sono "di sinistra veri" lo votano.

Il punto è che sto elaborando la più anarchica delle mie posizioni elettorali. Quella più sofferta, quella con la lacrimuccia, quella che spero non mi chiamino ai seggi, perchè sarebbe ancora più difficile.

Io penso che ho votato questo governo con la molletta per non sentire, l’arbre magique al collo e il vicks vaporub sotto il naso come le autopsie di csi.

Perché cinque anni di governo di destra io sono sicura che l’hanno rovinato questo paese. Perché un’altra legislatura di Nano Malefico ci avrebbe traghettati direttamente in uno stato autoritario dove Dio, la Patria e la Famiglia, ma anche la Razza e l’Obbedienza e l’Italia Chiamò! Con il punto esclamativo, non so se mi spiego.

E va già bene che ho votato, nonostante.

Perché il governo è importante per l’impronta che dà a un paese. I fascisti al governo sono “I Fascisti al Governo”, sono la polizia come strumento di repressione, sono una politica estera scellerata, una politica economica senza vergogna, sono la propaganda e le bugie.

E quindi ho votato e non sono pentita.

Ma

Questa sinistra che si ostina a inseguire la gente invece che formarla non mi piace.

Non mi piace che sia ostaggio del vaticano, legata e imbavagliata.

Non mi piace la piega che stanno prendendo i pacs.

Non mi piace il guanto di velluto con i privilegiati. Pugno di ferro e scorta armata per Bersani, fosse per me.

E ora la base americana.

Andremo a Vicenza, a manifestare.

Questo governo fa schifo. Nello schifo ha qualche lato positivo, che un po’ è di sinistra.

Però io penso che questa sinistra dovrebbe smetterla di usare il Ba-bau dei fascisti per farsi votare e perpetrare sé stessa in un’orgia di facce che sono sempre le stesse e sempre più di centro.

Se non mi voti chiamo l’uomo nero che ti tiene un governo intero.

Allora se dalle primarie vengono fuori i soliti candidati io ci sto pensando a non votare.

Perché un sindaco Ba-bau non mi fa tanta paura. E, se al governo ci sono loro, l’Uomo Nero capo dei vigili non ci può fare tanto male. Ma può essere un segno.

“Non mi piacete neanche un po’ e la novità è che non mi lascio imbarcare con la paura, come quelli che guardano il telegiornale e poi votano (ancora) la sicurezza e la disciplina”.

E’ che mi sembra che stiano usando con noi lo stesso meccanismo che la destra usa con i suoi elettori.

Loro li spaventano con il caos, l’anarchia, l’esproprio, i tossici e i panchettoni dei centri sociali. A noi invece ci propinano la giusta dose di lager e i nazisti e il fantasma di nuovi balconi.

E allora io penso che non sono una lobotomizzata da televisione. E che facendomi paura nessuno ha mai ottenuto niente da me, figuriamoci un voto.

Io questi li voglio poco.

E quando ci saranno i fascisti li vorrò niente.

Ma io penso che non debba essere Prodi o Mastella o D’Alema l’ultimo baluardo della democrazia. Se proveranno a tornare (i fascisti, dico) saremo noi sufficientemente coraggiosi da opporre la nostra resistenza.

(Continua dopo le primarie…E’ mica finita qui!)

 

Ciononostànte 26,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:34 am

“Vengo per una ragazza, un’universitaria, incinta.

Bisogna aiutarla perché ha deciso di tenere il bambino…”

Aspetta. Respira, sorridi. Giusto il tempo di non dare voce all’altra te, già in piedi dietro la scrivania, che li guarda e chiede:

“Perché, se aveva deciso di abortire la lasciavamo in mezzo alla strada?”

Effettivamente questi due signori, lui sessanta, cravatta. Lei quasi-sessanta, con l’aria di chi avrebbe avuto bisogno di andare un po’ più spesso dal parrucchiere, già vent’anni fa. Non hanno l’aria degli oltranzisti religiosi che immagino quando vedo, sull’autobus, la pubblicità dell’aiuto alla vita . Bellissima bambina bionda con sorriso accattivante e testo fatto apposta per farti sentire in colpa se ti sei disgraziatamente messa nei casini.

Questi sembrano due pensionati con il pallino dello sportello sociale della parrocchia.

E mi parlano di questa ragazza che studia erboristeria, e aveva un orto biologico. Comincia a essere simpatica anche a me.

Finisco per concordare con loro un piano : adesso se ne stia tranquilla, poi quando è disponibile facciamo l’iscrizione, l’orientamento e vediamo. Magari un lavoretto a breve termine per tirare su qualche soldino, che le servirà, e intanto cerchiamo di farla laureare.

Le dica di venire, così parliamo un po’.

Infondo, ma molto in fondo, nascondo un cuore tenero e non c’è verso di neutralizzarlo.

 

La legge di murphy 26,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:24 am

La mia pagina di google è personalizzata.
Ci ho messo:
Wikipedia
Babel Fish
Gìmeil

Le fasi lunari
La mia età esatta
E poi una citazione al giorno dalla legge di Murphy.

Quella di stamattina era:

Principio di Omodei
Ogni problema può essere risolto con un’adeguata quantità di esplosivo

Chi ben comincia…

 

Descrizione del posto dove voglio spendere la mia vacanza d’inverno. Qualcuno, per favore, sa indicarmi dov’è? 25,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 3:08 pm

“A Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo,
deserta dell’ estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera
e noi, senza nemmeno un poco d’ ironia, fra gusci e quarzo,
ad inventare insieme primavera.”

Vorrei un posto dove si possono raccogliere le conchiglie.

Un ristorante con la veranda sulla spiaggia per pranzare davanti al mare.

Voglio una pensione deserta, con le camere piccine.

E vorrei portarci anche la caña.

Non mi serve il bagno in camera, ma voglio che dalla finestra si veda solo il cielo, e il mare.

Voglio terra da passeggiate.

E vento.

E la torta, per colazione, al mattino.

Vorrei riposarmi qualche giorno. Voglio fare le chiacchiere quando vado a comperare le sigarette.

Una serata di liscio, un mercatino, qualcuno a cui dire che compio trent’anni quel giorno.

Vorrei fare qualche foto, sentire il rumore delle onde nelle cianfrusaglie dei negozi di souvenir.

Innamorarmi di una collanina che non metterò più.

E andarmene pensando che tornerò ogni volta che avrò bisogno di aria e di sale.

Ma, naturalmente, non tornare più.

 

Stralci di conversazione su msn 25,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:42 am
Lui definisce così la nostra situazione: "direi che siamo persone con parecchi incastri in comune, che stiamo molto bene insieme, che a volte ci basta uno sguardo x capirci; che mi fai bollire il sangue quando ti sono vicino, che mi piace guardarti e ascoltarti e cosa non ultima non ci rompiamo i coglioni a vicenda. Non ho mai trovato tante cose positive in una donna…"
 

Un altro pezzo delle cose che non racconto mai a nessuno (e che è il caso di cominciare a affrontare) 24,Gennaio,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 12:43 pm

Ci sono due vite nella mia vita.

E c’è un punto preciso e doloroso che è una cesoia tra le mie due vite.

C’è un prima e un dopo.

Ci sono i racconti di prima e quelli di poi. E c’è che “Con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia”.

E, a volte, la mia storia viene a cercare me.

C’è il mio essere figlia di operai. La mia infanzia giocata nello spazio di un quartiere, ai giardinetti, a scuola e in parrocchia. E c’è che, a un certo punto, ho deciso di studiare e ho scoperto le strade, le piazze, le case che andavano oltre le mie strade e le mie piazze. Ho scoperto le persone e ho scoperto che mi assomigliavano. E ho imparato ad assomigliare a loro più di quanto assomigliassi ai miei compagni di giochi.

Il primo anno è stato molto duro. E me lo ricordo poco perché per uscirne ho dovuto trattenere il fiato e non ascoltare nulla perché faceva tutto troppo male.

Non andava a genio a mio padre l’idea che io volessi studiare. Liceo Classico, immagino che non si sposasse bene con la sua idea di figlia femmina. Magari la commessa, o un negozio da parrucchiera. Magari se fossi stata un’atleta. Ma avanti negli anni, quando ormai la mia strada era presa, il suo modo per uscire illeso dalle discussioni con me è sempre stato “Intellettuale di merda”.

Il primo anno era quello in cui si decideva il mio futuro. Mio padre aveva ceduto sulla scuola, a patto che fossi promossa e mi aveva vietato di prendere ripetizioni.

Il greco antico a quattordici anni non è cosa facile. Per me, poi, era stato difficile anche inserirmi in una scuola che era frequentata dalla buona borghesia genovese. Come “Ovo Sodo”, quando il ragazzino protagonista entra a scuola e i bidelli lo scambiano per l’idraulico.

E’ stato verso gennaio, credo, che mia madre ha avuto quest’idea da romanzo delle ripetizioni di nascosto, immagino che lo sponsor fosse mia nonna.

Avevamo trovato un ragazzo di terza liceo. Lezioni di latino e greco.

Si chiamava Federico, andavo a casa sua, abitava leggermente in collina, ci si arrivava con l’ascensore.

Lui mi ha coccolata, come poteva fare un ragazzino di diciotto anni, mi ha fatto vedere che un metodo c’era per imparare quelle cose che per me erano così difficili. E me le ha insegnate, con calma. Lui, i suoi pantaloni di velluto a coste e la sua incredibile somiglianza con Lucio Battisti. Che non mi è mai piaciuto, Battisti, dico, ma tutte le volte che mi capita di vedere la copertina di un disco penso a Federico. E penso che per convincermi che era bello mi faceva leggere Catullo e Virgilio e Saffo. E io mi sono innamorata perdutamente di quelle lingue bellissime. Non mi ha insegnato la grammatica, mi ha insegnato che la grammatica è solo una chiave.

E mi ha consolata. E mi ha incoraggiata. E adesso, che ho trent’anni, mi stupisco di come, lui, a diciotto, non sia scappato in quella situazione dove io mettevo in gioco anche i problemi che avevo, a monte, le mie ferite, una storia dolorosa e imbarazzante.

E poi l’anno è finito.

E io sono stata promossa. E mi sono guadagnata il mio diritto a continuare a studiare.

Ci siamo salutati con un bacio a fior di labbra e poi non ci siamo più visti.

Salvo che ho sempre pensato che un giorno sarebbe tornato come un vero principe azzurro delle favole.

Poi ieri pioveva. Ero dal fruttivendolo e mi cade l’occhio su un bambino bellissimo. Alzo lo sguardo e c’era lui.

Qualcosa di me è ancora perso quindici anni fa. E io, d’istinto, ho fatto quello che avrei fatto allora, mi sono girata e mi sono nascosta.

Non me la sono sentita di salutarlo.

Perché anche se è stato il mio salvagente, in quel periodo, io ancora, con questi miei quattordici anni complicati non riesco a fare i conti. Perché non mi andava di sorridere al passato, cosa fai? Che bel bambino, ti presento il mio fidanzato, dai, vi chiamate Federico tutti e due.

E allora ho fatto una carezza alla mia vita di adesso, ho sorriso al Chimico, ho comprato la verdura e ho respirato aria di presente.

Ma io lo so che non è nel presente la soluzione.

 

La caccamizzazione continua…(Sarà l’inverno che si avvicina?) 23,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:12 pm

Sonno

 

Stamattina è stato difficilissimo… 22,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:33 pm

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Una domanda per il collettivo mia martini 19,Gennaio,2007

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 10:52 am

Catastrofe nucleare.
Ti salvi solo tu e il tipo con la sciarpa azzurra…


Dopo quanti secondi decidi di estinguere l’umanità?
a) Due, e con piacere.
b) Quattro ti è scappata una piccola bestemmia…Volevi Raoul Bova.
c) Dieci, sei miope ci è voluto un po’ per metterlo a fuoco.

 

Gli spledidi detti dell’Amica Tommasa 19,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:17 am

"Veramente c’è da farsi le budella fradice…"

 

Dei Siti ‘mmeregani di ricette della Streganocciola. 18,Gennaio,2007

Archiviato in: Per la gola e per il naso — diversamentequilibrata @ 4:29 pm

La Steganocciola streganoccioleggia anche se non siamo ancora sull’isola.

E stimola discussioni che ti viene la lacrimuccia a non coglierle.

E così, anche se è stata il solito delirio di mattinata, divisa tra utenti e mail programmatiche con il Chimico, ho provato a curiosare fra i siti che consiglia nel suo ultimo post:

http://lastreganocciola.blogspot.com/

Si parla di cucina. La Strega si dice drammaticamente negata. Sebbene non specifichi che parte della sua negazione è anche data dal fatto che è allergica a tutti i carboidrati, tranne quelli con gli occhi verdi, a tutti gli animali, tranne quelli a dodici zampe, ma se raggiungono dodici zampe in numero di animali dispari allora ci si può pensare, le verdure sì ma solo rotonde e la frutta gialla o in colori compatibili. Insomma, la streganocciola ci ha le sue ragioni, freezer a parte.

Il primo sito tratta di cucina sostenibile, se volete darci un’occhiata il link è:

http://www.sustainabletable.org/kitchen/recipes/index.php?view=viewrecipe&rnum=36

L’idea sostanziale è che mangiare biologico è più sano. E bisognerebbe mangiare meno carne di quella che mangia l’americano medio, Homer Simpson.

Secondo me ce la possiamo fare. Sul fronte delle ricette, invece è più interessante perché se uno va a leggerle bene, queste ricette degli americani si accorge di quanto siamo virtuosi. E io amo sentirmi virtuosa.

In particolare la strega aveva adocchiato “I Can’t Believe It’s Not Crab Cakes”. Che sono frittatine di zucchini, da quello che ho capito. E vado a vedere gli ingredienti:

Ingredienti:

Zucchini, vabbuò.

Sale, occhei.

Una tazza di mollica di pane. Occhei.

Un cucchiaino emmezzo di condimento Old Bay: Mmmmmh…Che cos’è?

Cerco su wikipedia:

http://en.wikipedia.org/wiki/Old_Bay_Seasoning

Non è una cosa che inserirei nella mia dieta. Come dire “un cucchiaino di spezie per l’arrosto”.

Un cucchiaino di mostarda di digione, occhei.

1 Cucchiaio di maionese sostenibile?

Io la majonnaise la faccio in casa. Mi sembra più sostenibile.

Succo di mezzo limone occhei

Prezzemolo, occhei.

Olio vegetale PER FRIGGERE?

SALSA TARTARA?

Scorza di limone, credo, ma non sono sicura della traduzione.

A me hanno insegnato che queste cose tutte piene di grassi e senza nessuna proteina non sono cibo sano. Magari c’è la majonnaise sostenibile e gli zucchini organici. Ma, comunque, questo non basta per essere equilibrato.

Anche le altre ricette più o meno, sono su questo tenore. E non sono convinta del cocco in lattina.

Bocciato. Secondo me esistono alternative alla carne che possono anche lasciarti vivo per qualche anno e con il fegato intero.

Il secondo sito è una campagna per aiutare gli americani a mangiare come si deve.

http://www.meatlessmonday.com/site/PageServer?pagename=a_index

Questo mi piace di più.

Ci sono articoli che, letti da noi, sono esilaranti, tipo quello che inizia così:

Some people say "pizza," and some say "pizza pie." Could pizza really be pie?

Un dubbio amletico.

Le ricette sono carine, si inciampano un po’ sui grassi. Consigliano indistintamente Olio di Canola, che su wikipedia sembra c’entri con campi di fiorellini gialli. Colza? Oppure olio d’oliva.

Il blog dell’altra strega, quella che pubblica ricette medievali, invece, ha trovato un posto nella mia colonna dei siti di cucina che mi salvano la vita.

Ma io penso, a questo punto, di rilanciare alla comune-ty:

Carne sì o carne no?

Perché io incoraggerei a mangiare carne migliore possibile. Ma mangiarla, tutta. La carne rossa, la carne bianca. Poi il pesce (non la strega, che può mangiare solo i mostri marini) e i legumi.

Bisognerebbe imparare a leggere le etichette, che io leggo male anche quelle della coop e trovare i posti dove si può comprare sana anche la carne.

Cosa ne pensate?

 

Mirabolanti cronache del collocamento 18,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 1:32 pm

"Mio figlio, quindici anni fa, ha fatto la chiamata per fare lo spazzino. Lei si ricorda? Lavorava già qui?"
"Io quindici anni fa ero alle medie…"

 

Lo capisco, capita sempre anche a me… 18,Gennaio,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:02 am

- Ma ti giuro che le avevo lasciate, belle incartate, nel secondo scaffale.

- Non ci sono.

- Mi devi sempre scocciare quando non trovi le cose…oh…sto lavorando! Ti ho detto che sono nel secondo scaffale, fruga bene.

- Non ci sono, dai, vieni giù.

- Cheppalle, no. Guarda se sono finite nell’archivio in fondo.

- Ma che archivio lì non ci sono sicuro.

- Guardaci, dai…

(Squilla di nuovo il telefono)

- Non ci sono.

- Te lo giuro che se mi fai venire lì e poi ce le hai sotto il naso…Cerca nei ripiani in fondo.

- Macchè, niente, già guardato.

- Sgabuzzino del bagno?

- No.

- Mmmmh! Stanzino delle scope?

- No.

- Armadietti?

- No.

- Ma porca troia, fossero pallottole, ma sono molotov, molotov. Fottute bottiglie, possibile che non le trovi?!?!?! Vabbuò, scendo…

 

Continuazione! 17,Gennaio,2007

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 12:20 pm

A quel punto G. farà pratica di sciazzu e altre discipline alternative nel suo casolare. E si guadagnerà da vivere con i turisti che vorranno imparare.

La Nessi aprirà una scuola elementare per i bambini dell’isola, di quelle scuole dove c’è una stanza in cui si insegna a tutti, senza le classi. E poi organizzerà il museo didattico di Canna Island.

La streganocciola streganocciolerà, ovvero scriverà e farà l’ideologo del gruppo, mentre il Kggb avrà tutti i gabbiani grigi che vuole, quando ci verrà a trovare da Londra, dove studierà antropologia. L’uomo Barbuto, innaffiando l’erba Luisa continuerà a chiedersi cosa comprarsi di migliore.

Paolino sarà il medico dell’Isola, con la valigetta e tutto. E anche la Pace Fortissima ci curerà quando stiamo male. Hanno fatto il corso della Crocerossa. E, sicuramente, faranno qualcosa anche con le loro fighissime lauree scientifiche che non mi ricordo.

La Sire, finalmente, scapperà dall’impero del male e seguirà la sua misteriosa vocazione a tempo pieno. E chiacchiereremo per ore, sbucciando la verdura.

L’amore avrà le guance rosse tutto l’anno e sorriderà asimmetrico al suo laboratorio senza i muri.

Visto che non c’è Scozia senza Pub verrà con noi anche Stavros, con tutte le sue invenzioni, le nostre chitarre e i trabocchetti. E costruiremo un teatro e quando non ci saranno teatranti ci faremo il cineforum.

Io dico che è proprio una bella idea questa qui dell’Isola in Scozia.

 

Continuazione 17,Gennaio,2007

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 11:48 am

Andrò ad abitare a Canna Island e aprirò un ristorante italiano.

Immagino una casa bassa, di pietra, con i muri spessi e il tetto spiovente. Sopra la porta un’insegna: “Dalla Bella di Torriglia. Italian food”.

Ai miei ospiti racconterò la triste storia della bella Clementina, che era l’amante di Sinibaldo Fieschi, conte di Lavagna e Feudatario di Torriglia. Lui l’amava, tanto che si era fatto affrescare una bussola, nel suo palazzo, che indicasse direttamente casa sua e, naturalmente, non l’ha mai sposata. La parte romantica della storia comincia quando i Fieschi tentano un complotto per rovesciare Andrea Doria ed impadronirsi del potere nella Repubblica di Genova. Il complotto fallisce ed i Fieschi sono uccisi o esiliati. Lui è esiliato e non tornerà più. E lei lo aspetterà per il resto della sua vita, rifiutando qualsiasi altro pretendente. "A L’E’ A BELLA DE TORRIGGIA, TUTTI A VEUAN NISCIUN A PIGGIA".

Nel menù metterò solo pasta fresca: tagliatelle e taglierini, poi ravioli, tortelli e tortellini. Farò gli gnocchi e le lasagne. Il pesto me lo farò mandare con un corriere dalla mamma di G. perché non lo so fare, non c’è abbastanza liguria nel mio sangue. In compenso farò il ragù sulla stufa a legna, come lo faceva la mia bis-nonna. Impasterò il pane e proverò la focaccia e magari anche la pizza nella teglia, che quelle rotonde bisogna saperle fare. Farò arrivare dall’Italia il vino, l’olio, il miele e il formaggio. Dalle mie cugine mi farò mandare anche i salumi, mentre l’Amor Chimico si diletterà in marmellate e mostarde. E ci saranno anche i secondi, di pesce pescato, e di carne, naturalmente. E poi la rattatouille, fatta con le verdure dell’orto, le torte di verdura, i polpettoni e i ripieni.

Sarà così il mio ristorante in Scozia, davanti al mare, con i dolci allo yogurt della mia mucca, che, a questo punto, è doveroso, si chiamerà Clementina.

Poi, quando non ne potrò più di mare, di cielo e gabbiani allora lascerò tutto a qualche altro fuggiasco e tornerò a Genova dove aprirò “Da Maria Stuarda. Cucina Scozzese”.

Ma questa è un’altra storia.

 

Forse sono Scozzeze e non lo sapevo… 17,Gennaio,2007

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 9:34 am

Stamattina il giornale onlain era tutto incrostato di notizie noiose. E quelle che si intravedevano sotto la muffa erano un po’ tristi, come quella della base americana di Vicenza.

Posto che questo blog è contrario alle basi americane tutte, anche quelle in America, ho tirato dritto subito dopo la galleria fotografica.

E poi c’era la mia notizia.

Stanno cercando di ripopolare un’isola in Scozia che si chiama Canna Island. Allora uno si trasferisce a Canna e mette su un bedenbrecfast. Poi si coltiva l’orto, va a pescare. Alleva le galline e i conigli e magari si compra anche una mucca e magari anche una capra.

Cercatevela su internet quest’isola. E’ bellissima. Dà l’idea di essere un po’ fredda, a dire il vero. Ma è splendida, tutta verde e azzurra.

E immagino la gatta a caccia di uccellini e la cana libera per i prati. E io potrei guadagnarmi da vivere facendo cose con le mani. E potrei scrivere che tanto c’è internet.

In Scozia, non per tanto, qualche anno. Un po’ di ossigeno.

Io penso che potrei essere felice lì.

Rimedio al fatto che sul giornale il link dei siti non c’è mai. Questa è la fondazione che offre le case a prezzi stracciati:

http://www.nts.org.uk/web/site/home/home.asp?