La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

12,Marzo,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:58 pm

Sono un po’
Tipo quando guardi dal finestrino del treno per due ore.
Non avrei scritto cose, ma la Nessi si preoccupa quando posto ritratti di Dalì.

C’era una volta uno spettacolo teatrale bellissimo, per un solo spettatore. Ti prendevano, t’incappucciavano e ti facevano sentire e toccare e respirare Amleto. Tutto al buio, senza vedere niente. E, alla fine della tragedia, di toglievano il cappuccio davanti a uno specchio.

Così, come specchiarsi a sorpresa.

Negli occhiali della Mondaini, ma soprattutto nei nostri messaggi della sera, nelle foto di casa mia, nel mio capo rilassato, nelle attenzioni del Chimico e come mi ha stretta, prima di dormire, nella solidarietà maschile che non chiede spiegazioni e non fa domande, neanche quando mi trova con gli occhi lucidi. Nel profumo buono della mia amica con i capelli lunghi, che mi mancava. E in quel commento casuale della Donna di Bergamo. Somigli di più alla persona che hai dentro.

Adesso provo a metabolizzare.
Poi si vedrà.

 

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