C’è un ragazzo Tunisino che viene sempre a cercare lavoro da noi.
Deve firmare all’entrata e all’uscita perché è in libertà vigilata, o qualcosa del genere.
Perché lui, da quello che si sa, era un piccolo pusher. E, quello che si sta cercando di fare è trovargli un lavoro prima che esca definitivamente dal carcere.
Oggi qui ho visto uno dei più disgustosi, raccapriccianti, stupidi, beceri e ingiusti episodi di razzismo che siano mai capitati qui.
Esco a fumare una sigaretta perché avevo le lacrime agli occhi dalla rabbia. E perché non ero più sicura di sapermi controllare.
Fuori che fumava c’era questo ragazzo galeotto tunisino che mi ha dato una mano a risolvere le cose. A cose risolte, ha aspettato che io mi sciogliessi in due minuti di insulti e fumo compulsivo e, alla fine, mi ha detto:
“Devi pensare che le persone che si comportano in questa maniera sono più infelici, più problematiche di noi. Il problema del razzismo non è di noi che lo subiamo. Il razzismo è un problema dei razzisti”.

*Questo post nasconde un concorso a premi…
Una cena per chi coglie la citazione cinematografica nel titolo…
Mi sa che mi posso accontentare della focaccia di consolazione anche questa volta.
Ma il galeotto tunisino lo vorrei conoscere.
bella storia…
Boh, a me ricorda solo quella storiella yiddish del tipo sull’ascensore..
Ti ha dato una risposta molto bella e davvero molto saggia. Io avrei reagito cme te, non sopporto certi atteggiamenti mi fanno male. Ciao Giulia
un vero fico.
per la citazione, escludendo il filosofo sufi del “gioiello del nilo” che è un film orrido, azzarderei “la crisi”. ma non son sicuro.
No, puntoggì.
Non è la crisi
G ha sbagliato una citazione!
G ha sbagliato una citazione!
A! Ha!
Focaccia di consolazione anche per puntoggì.
E., mi sa che ti svenerai a furia di focacce di consolazione. hihih
Faremo una sagra della focaccia di consolazione
Però la facciamo a SantaMargherita dall’amica Rì, che sotto casa sua c’è il panificio spaziale della focaccia più buona dell’universo.
concordo col panificio di santamargherita, ma io non ti scherzo così quando tu toppi!
cmq, son l’unico che cià provato… e riuscirò!
mm..mm..mi prenoto già per la focaccia diciamo di consolazione..l’unica cosa che mi viene in mente è “la sposa turca”..:forse così ho perso anche il diritto a una biretta di bonus..
bel post: capisco i tuoi sentimenti ed è vero il razzismo è un problema di chi lo prova (e questo spiega perchè sia un problema che secoli di cd. civiltà non hanno sconfitto) ma è anche un problema, ingiusto, di chi lo subisce..e penso sia un problema proprio di relazione anche fra chi non lo prova e chi sì..cioè mi spiego, mai provato ad avere una discussione “civile” con uno non diciamo razzista, ma anche soltanto diffidente verso l’arabo, il nero, il rumeno che sia? hai voglia te di portare tesi e controtesi, esperienze di vita ed esempi..Ti senti sempre dire che vivi nel mondo delle fiabe e non hai cognizione..
oddio che è successo!? ho intasato tutte le linee..bo!
biretta, biretta, biretta..(con una r, please!)
SORRY!
E’ stato molto saggio. Ma il razzismo coostringe sempre a questo tipo di saggezza, è come se, a un certo punto – tu capissi che non ti rimane altro.
Se passate date un’occhiata anche qui, che è importante!
http://ilblogdellanessie.blogspot.com/2007/04/no-ritalin-chiedo-scusa-ma-ho-unoretta.html
Il razzismo si fonda più che altro sull’ignoranza. Si ignorano i processi che portano molti stranieri a trasgredire le leggi e a cadere nelle mani dell’illegalità organizzata. Sono lontani dal loro paese e dai loro affetti, senza nessuna prospettiva che non sia lavoro nero e sottopagato, senza nessuna integrazione ne rispetto per le loro tradizioni e usanze, senza possibilità di prendere parte ai processi decisionali e legislativi (tramite voto)del paese dove vivono. L’esclusione totale nella quale vivono porta a non riconoscersi nelle regole di un paese che fondamentalmente non li accetta. E comunque gli italiani emigrati all’inizio del secolo scorso hanno fatto più o meno lo stesso….chi ha portato la mafia in America?..la delinquenza non è questione di razza ma di condizioni di vita, quando ci sarà una reale integrazione allora la percentuale tra delinquenti di origine straniera e quelli di orgine italiana sarà più o meno la stessa…
Dal ministero dell’Interno un dato: tra gli immigrati regolari in Italia la percentuale di crimini è minore rispetto alla media dei crimini commessi dagli italiani. Da un mio post: “Dimmi, babbo, cos’è il razzismo?”
“Tra le cose che ci sono al mondo, il razzismo è la meglio distribuita”
Tahar Ban Jalloun, Il razzismo spiegato a mia figlia.
“La propria libertà non finisce dove comincia quella degli altri, inizia includendo quella degli altri”.
Duccio Blog, qualche post addietro.
C’è una poesia molto bella di Eduardo De Filippo, ‘Vincenzo De Pretore’, che racconta di un ladruncolo, ex galeotto, devoto a San Giuseppe.
Durante uno scippo, il derubato gli spara. Lui, convinto d’essere morto, sogna la porta del paradiso. Lui non potrebbe entrare, essendo un ladro, ma spiega al Signore la sua vita ed i motivi che l’hanno portato sulla cattiva strada. Tralascio i simpatici siparietti con S.Pietro, S.Giuseppe, Maria, San Giacchino, Sant’Anna, Gabriele e San Ciro. Così ottiene il suo posticino, provocando il silenzio imbarazzato dei cori angelici.
Il mattino successivo il Signore convoca un’assemblea in cui spiega a tutti che Vincenzo rubava, sì, ma per sopravvivere, ora che si trova in Paradiso (‘tetto sicuro, pane ben diviso’), ‘De Pretore ch’arrubbasse a ffa?’.
Mi pare che in una frase, quest’ultima, Eduardo abbia racchiuso tutti i motivi per cui chiunque di noi – ripeto, chiunque – potrebbe diventare ‘delinquente’, pur restando, in fondo onesto.
P.S. Il finale della storia lo tralascio per chi vorrà avere il piacere di scoprirlo. Dalla poesia Eduardo trasse successivamente una commedia in due atti.
Non aggiungo altro: quel che penso è ben espresso da francescaxxxx.
Storia illuminante. E mi ritrovo nella maggior parte dei commenti. Il razzismo nasce dall’odio, dall’ignoranza e, aggiungo, dalla pigrizia intellettuale. E’ più comodo pensare che noi siamo i migliori, piuttosto che siamo fortunati e ci comportiamo “bene”, perché è il modo di rimanere incastonati nel sistema sociale in cui siamo nati.
Il razzismo è la malattia degli sciocchi e degli ignoranti!
http://titoorangedog.blog.kataweb.it/
P.S. Il vento e il leone? Ho vinto qualche cosa?!??
Ho vinto qualche cosa?!??
Stiamo iniziando un nuovo blog sulla scuola realizzato da genitori, insegnanti e studenti. Ti invitiamo a partecipare. Una buona scuola è interesse di tutti, parliamone. L’indirizzo è
http://fuoriclasse2007.blog.kataweb.it/
Il razzismo nasce soprattutto dall’ignoranza… ma attenti amici miei tutti: non e’ una prerogativa dei ricchi… Vivo, per lavoro, da quasi un anno in un paese islamico… L’intolleranza, qui, e’ di casa… come o peggio che da noi…
E i molti uomini islamici (in genere soprattutto padri di famiglia che lavorano e vivono nel rispetto delle leggi) che vivono sul suolo italiano e considerano in generale le donne (specie le ragazze) italiane tutte delle puttane che vivono nella perdizione, quelli sono ignoranti e razzisti oppure no?
Amica, molti padri di famiglia che vivono in molte zone d’Italia considerano le ragazze di oggi puttane che vivono nella perdizione, figghio mio, scopa ma portamene a casa una illibata.
Se vogliamo fare il gioco del ‘celo”celo”manca’ dei cretini, questo ‘celo’.
Prova con qualcos’altro. Magari sarai più fortunata!
Italo Calvino…
Ammesso che sia come dici tu, E., il discorso allora potrebbe essere: già siamo persone di merda noi, forse non avevamo tutto questo bisogno di rimpolpare le fila con altri tipi umani dello stesso tipo.
O forse il discorso è:
Ognuno di noi dovrebbe curarsi delle persone schifose che appartengono alla sua cultura. Così farebbe un favore a sè stesso e agli altri.
Dovresti ricordartelo il discorso della trave e della pagliuzza. Sai, io non sono cattolica, ma penso che certi discorsi, specialmente in un periodo ingrato come questo, possano essere validi a prescindere.
Cara E.,
nemmeno io sono cattolica. E forse proprio per questo non ho problemi a distinguere le persone tra quelle con le quali il contatto è desiderabile e arricchente e quelle con le quali non lo è. E lo faccio assolutamente a presciendere dalla loro appartenenza culturale/etnica/nazionale. In altre parole, so benissimo che tra i miei connazionali ci sono molti stronzi e evito accuratamente di avere rapporti con loro. Ma faccio proprio lo stesso con i “migranti”, che non sempre sono persone belle e buone, ma possono essere belle o brutte persone proprio come gli italiani.
Grazie. Adesso è tutto veramente più chiaro.
Brava Paola.
E poi ci penso su.
E penso che menomale che ci sono le persone come me che cercano e diffondono le cose che ci uniscono. Perchè il mondo farebbe schifo se ci fossero solo persone come te, Paola, che a fronte di una storia che racconta la saggezza e il superamento del pregiudizio e ci dà un minimo di speranza sul valore non punitivo, ma educativo del carcere, ricordano sempre e a oltranza che ci sono cose che ci dividono.
Sempre che da una parte ci sono degli ipotetici loro e, dall’altra parte, noi.
Sono le persone che non sanno vedere le buone notizie che rischiano di mandare in vacca il mondo.