La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

29,Giugno,2007

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 12:45 pm

BelushicrazyScade il trenta di giugno.

Il 26 giochi a nascondino con i colleghi, sotto le scrivanie.

Il 27 ti gratti la panza.

Il 28 leggi il giornale on-lain.

Il 29 giugno arrivano duecentocinquanta persone.

Perchè?
Perchè solo l’ultimo giorno?

 

28,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 2:26 pm

All’apice della noia estiva, nella luce al neon di quest’ufficio. Non sopportando più lo spiro di Cortina che soffia dal condizionatore, dritto sulla mia cervicale, ho rubato il giornale al mio collega e mi sono imboscata.

C’erano tre pagine su Veltroni.

E c’era un articolo sulla ragazzina che voleva andare in Malawi e, invece, è morta di leucemia. Raccontava di quando è andata ad ascoltarlo, per l’ultima volta, e camminava già con le stampelle.

Ho dovuto chiudere il giornale per smetterla di piagnucolare.

*

Verranno tempi molto molto duri.

*

E neanche Iena è più quello di una volta…

 

Un Chimico (Ormai abitante del vicolo) 28,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:00 am

Circo LaE.?

La cana famelica
La gatta acrobata
Il passero logorroico
per non parlar del fidanzato

Pure il gatto cieco vuoi?

________________________________________

Salvatemi, adottatelo voi!

I contatti sono qui.

 

Elucubrazioni di una mente malata (Che in realtà sta elaborando altro) 27,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:08 pm

Salvaschermo
(è il titolo vero…)

Da qualche anno sono arrivata a un’illuminazione.

I dolci non mi piacciono.

Ci ho messo venticinque anni a scoprirlo.

In realtà, negli anni bui dei miei disturbi alimentari, non me li permettevo mai. Erano il peggiore dei peccati mortali peggiori. Tre rosari pater-ave-gloria, sul tapirulàn.

Poi sono guarita e ho scoperto che non mi piacciono.

Succede sempre così, che le cose proibite le desideri tantissimo.

Scema.

Quindi ci sono le donne depresse che piangono mangiando la nutella e il gelato, è un grande classico.

Per me la cena-depressa-me-la-prendo-col-mio-medesimo-fegato consiste in pringles alla paprica e coca-cola (Mmmmmh le tuberine!)

Sono vizi salati, i miei.

E allora io credo fossero otto anni che non mangiavo un cornetto algida.

Proprio quello, il cuore di panna.

Perché ieri, col Chimico, abbiamo fatto un giro in vespa sulle alture e abbiamo trovato un paese con l’acli e i campi di bocce e i tavoli con i cartelli “Si prega di non bestemmiare”.

E la scenografia voleva il cornetto, oltre al fatto che il prosciutto viola dei tost, , mi ha allarmato un po’. (Questo prooo-sciutto viola noooooo…non lo mangio piùuuuuu).

Ma il cornetto è diventato buonissimo. Tanto per cominciare sopra non ha più il copricapo di noccioline e cacao sfigato. Sopra ha un disco di cioccolato al latte, spesso un dito e buono. E poi, dentro, c’è una specie di anima che somiglia alle caramelle elah. Segno forse che le caramelle elah, che francamente ho perso di vista, magari sono morte. Ma non è finita. Il cono è sempre quello, ma dentro c’è una parete di cioccolato croccante. E il mitico fondo cioccolatoso del cornetto è molto ma molto più grosso.

Insomma. E’ un cornetto come se mi avessero chiesto di progettarlo, quando ero alle elementari.

Ma, in questo periodo, mi sembra che tutta l’industria alimentare produca cose progettate dai bambini. Cose con gli occhi più grandi della pancia.

Ci devo pensare un po’ su, deve voler dire qualcosa, ci deve essere un risvolto sociale e politico che mi sfugge.

Proposito…

Le fanno ancora le galatine?

 

26,Giugno,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:59 pm

Questa domenica in Settembre

non sarebbe pesata così

l’estate finiva più nature…

Il mio passato mi rotola sempre tra i piedi, come i barattoli vuoti e lavati nella credenza.

Oggi è rotolato sotto forma di Mimmo, compagno di liceo.

Sono passati solo sette anni…

E mi guardo e sono contenta.

E guardo la mia vita, e sono contenta.

E guardo il mio uomo, che mangia la marmellata a cucchiaiate, direttamente nel vasetto e rigurgito il fastidio che mi dava questo fidanzato che viveva di fettine e insalate. Per piacere, mica per virtù.

E conto sulle dita gli anni che ho vissuto da sola, le passeggiate col cane, gli amanti e i bicchieri bevuti. E so che non ci sarebbero stati.

Ma per come è finita fa ancora male.

 

Imperdibili cronache del collocamento 25,Giugno,2007

Archiviato in: La rubrica del sorriso minimalista — diversamentequilibrata @ 12:02 pm

"Ma perdo l’anzianità se mi assumono venticinque ore come autista necrofilo?"

 

Ammettiamo che una un blog anonimo ce l’abbia già… 22,Giugno,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 12:45 pm

Or ora, per completare la sensazione sgradevole che questa giornata sta lasciando sulle mie papille gustative, mi è arrivata una mail del mio ex fidanzato storico.
Godetevela.
Un giorno vi racconterò tutta la storia di come è diventato "L’uomo che non ho sposato".

(continua…)

(continua…)

 

22,Giugno,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 12:05 pm

Ott Vorrei avere un blog anonimo per parlare male di tutti quelli che conosco.

E far finta di non sapere che, per quanto misere, le cose che mi irritano, mi irritano così tanto per un motivo che è mio. Anche se non siamo tanto in confidenza, spesso, io e i miei motivi.

http://ilmiobarbaricofanchiulosuitettidelmondo.blog.kataweb.it/

 

Piccole donne crescono 21,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:00 pm

Oggi è il compleanno della mia Amica Serena Adorata.

 

Prosecuzioni mediatiche di discorsi notturni su passeggiate di legno 21,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 2:13 pm

"Fatti non foste per viver come i bruchi…"

 

il mio TFR e altri animali 21,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:06 pm

Esterne191354451902135807_big E menomale che il Puntoggì mi ha fatto un trattamento che mi ha dato la forza,
(Dammi la forza)
Di telefonare al caaf e prendere un altro appuntamento.
Farmi dire che loro non mi aiuteranno a pagare l’ICI
Telefonare all’amministratore
(lodiolodiolodiolodiolodiolodiolodiolodio)
Che forse mi manderà, o forse non mi manderà,
(vedo se lo trovo)
il resoconto delle spese delle scale.
Mentre cerco i documenti che mancano, sciocchezze tipo il CUD, mi telefona un tizio.
"Ho telefonato per dirvi che sono vent’anni che cerco lavoro.
E ho trovato solo enti pubblici che mi sfruttano.
Le poste mi hanno sfruttato,
Mi ha sfruttato anche la spazzatura.
E menomale che non sono una persona violenta, perchè se ero una persona violenta venivo lì e facevo una strage.
Scusi, mi sta finendo il credito…
Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…
Tu tu tu tu"

E, nel frattempo, due persone davanti, mi guardano con aria compassionevole.
E il telefonono si illumina qualcosa6005 il cellulare dell’Uomo dei Turni che mi sta tampinando da un mese. Devo (DEVO) fargli avere il foglio del TFR.
Ieri ho deciso di lasciarlo alla cooperativa.
Mai (MAI e poi mai) io gli avrei lasciato dei soldi miei, agli squali di questa cooperativa.
Ma ho pensato che non ho una soluzione. Non me la sento (C’è un limite anche alla Forza dello Sciazzuca) di fare il giro- giro-previdenzaprivata, che mi spaventa come quello che ho dovuto fare per il mutuo.
So che Banca Etica sta organizzando qualcosa, ma non è ancora qualcosa che viene a casa e mi spiega per bene. E io ho bisogno di altro tempo. E, se lo lascio in azienda (il mio succulento trattamento di fine rapporto, che alla fine dell’appalto saranno anche cinque/seicento euri) posso ripensarci.
Se smetto di lavorare per un po’? E se vado a guidare le autobotti per l’acqua in Africa (Qualcuno sa perchè)? E se ritorno all’Università? E se faccio un lavoro fico che però mi pagano solo una volta ogni tanto?
Non è che tutti i mesi i signori della previdenza-privata mi vengono a suonare a casa, come il papà di Portnoy?
E allora, spettumpò, allora io mi sono detta che, per ora, squali per squali, lo lascio ancora all’azienda e poi ci penso.
Richiama, qualcosa6005.
Gli dico che ho compilato tutto. Ho deciso, occhei, te lo mando tramite la bionda collega leghista.
E lui: "Sai, dove devi mettere la crocetta, eh? Nel secondo quadratino, all’azienda, mi raccomando…"

Perchè?

 

Un anno di blog 20,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:35 pm

Tinaalba

Festeggio con un bel re-styling.
Tutto nuovo.

E vi ringrazio di avermi tenuto compagnia.
Giorno su giorno, trecentossessanta e spicci.

Tra un utente e l’altro.
Come fossimo colleghi di lavoro, le vostre storie da leggere in pausa caffè.

E’ giugno un’altra volta.
E, un’altra volta, si ricomincia.

 

19,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 8:48 am

Chicco e Spillo saltano come due gatti sulla sella
e schizzano tuttamanetta
"Figli di puttana! Non ci prenderete mai !"

 

I Numeri 18,Giugno,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 9:18 am

Al Family Day, secondo la questura, c’erano duecentomila persone.
Bambini compresi. Quando conti con l’elicottero non puoi distinguere.

Al Gay pride, sempre secondo la questura, c’erano trecentomila persone.
Quasi tutti, immagino, maggiorenni e consenzienti.

 

Diaz 15,Giugno,2007

Archiviato in: Amarcord — diversamentequilibrata @ 12:08 pm

Se seguo il filo del ricordo mi viene ancora da piangere.

Avevamo nelle gambe quattro giorni pieni, di città bloccata, di percorsi inconsueti, di autobus consueti che ci regalavano paesaggi incredibili. Avevamo affettato mille panini a San Benedetto e avevamo avuto il privilegio di distribuirli gratis ai compagni che avevano fame. Avevamo parlato, ci eravamo spaventati.

E adesso, a sei anni, già sei anni, di distanza, io credo che non si debba sottovalutare lo shock collettivo di vedersi una città trasformata nella Palestina, le grate, i muri, i checkpoint , la gente sparata.

Sembra niente, se ne parla, ogni tanto, ci sono gli aneddoti, tu dov’eri? Poi arrivano le notizie dai processi e senti che un po’ di dolore c’è ancora. Tanto lo sai che, a volte, succedono cose che fanno da spartiacque tra prima e poi. Lo sai quando passa un elicottero basso, lo sai quando vedi uno sbirro con i pantaloni negli stivali, lo sai la mattina che vai in manifestazione, scarpe basse, zaino leggero, sempre con l’eventualità, in tasca, che possa capitare di nuovo.

Poi arrivano le notizie dei processi e mi viene in mente quella sera, io, il Puntoggì, mia madre, nel salotto dei miei genitori. Tutto a posto, la doccia, una cena calda.

Guardiamo la televisione e c’è un telegiornale con le notizie che scorrono. Casarini dice che ci sono le prove che i Blecbloc altro non sono che agenti infiltrati.

Più tardi spunteranno le foto degli strani ospiti vestiti di nero, nella caserma di albaro.

(E sospendo un attimo il racconto per dire questa semplice, biblica, cosa. Se c’è una certezza nella mia vita è che nessuno, in nessuna caserma di genova dovrebbe mai ordinare una pizza. Sbirri, ci sarà sempre un compagno pizzaiolo, un compagno cameriere, un compagno-ragazzino-col-motorino, che ci avrà sputato dentro, ricordatevelo. Questa è la nostra piccola, dolce vendetta.

Scusate, riprendo, è stato più forte di me, vedete?, riemerge il trauma)

Guardiamo la televisione, sta succedendo ancora qualcosa alla Diaz. E, in quel momento preciso in cui ci stiamo rilassando, con la classica reazione del sopravvissuto, in quel momento preciso, telefona a casa, isterica, l’ex fidanzata del mio Biondo Fratello. Più tette che cervello (E mi scuso con quelli che non l’hanno mai vista e non possono apprezzare la battuta fino in fondo).

Il Biondo Fratello è alla Diaz. Il Biondo Fratello ha il telefono staccato, alla Diaz sta succedendo qualcosa di brutto. E, in quei giorni qualcosa di brutto era proprio brutto.

Cominciamo a telefonare anche noi, appena riusciamo a convincerla a riagganciare.

Staccato.

Wind, il cliente chiamato…

Wind, il cliente chiamato…

Cominciano a uscire le barelle, fanno vedere la stessa immagine diecimila volte e, per diecimila volte, cerchiamo di vedere, speriamo di non vedere un ricciolo biondo, qualcosa di suo.

Wind, il cliente chiamato…

I parlamentari non possono entrare.

Wind, il cliente chiamato…

Passano tronfi e con la faccia coperta.

Passano armati.

Passano le barelle, diecimila volte la stessa barella.

Wind, il cliente chiamato…

E avevano già sparato a Carlo Giuliani, e avevano già picchiato le vecchie, e avevano già arrestato i compagni e c’era la gente che ancora era a bolzaneto.

Wind, il cliente chiamato…

E’ passata un’ora prima che arrivasse a casa, il rumore delle chiavi dentro la serratura. L’avrei ucciso con le mie mani.

“Avevo la batteria scarica”, ha giurato, un po’ indispettito, anche.

Era arrivato tardi, aveva notato movimenti strani e non era entrato nella scuola. Ma è rimasto lì tutto il tempo.

E non ne ha mai più voluto parlare.

Ora dicono che sembrava una macelleria messicana, dicono che si può tacere per spirito di corpo.

Sono cose difficili da leggere, dal mio punto di vista.

 

14,Giugno,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:36 pm

Esco dalla piscina, elegante e disinvolta come il mostro della palude.

Non vedo un cazzo, mi mancano le lenti a contatto e ho gli occhi annebbiati dal cloro. Conquisto lo spogliatoio trascinando le ciabattine e portandomi dietro l’asciugamano come la coperta di Linus. C’è un cartello docce. Vado a sbattere su una pulsantiera, leggo le istruzioni a cinque centimetri dal naso, Mister Magoo.

Ci dev’essere uno stramaledetto buco per la tesserina, non lo trovo.

Mentre cerco di infilarla nell’ennesima fessura sbagliata

- Ciao!

Mi avvicino con gli occhi a fessura.

Una mia ex collega.

Bella anche in cuffia di plastica. Accappatoio.

Mi sorride, accende la sua doccia e sparisce nel vapore.

Certe volte mi chiedo se gente come me e gente come lei venga dallo stesso pianeta.

 

13,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:43 pm

Eccomi tornata dai seggi.

Gli ennesimi seggi.

Adesso tutti quelli che hanno vinto hanno vinto e allora il 276 rimane chiuso fino al referendum (perché c’è sempre un referendum che spezza la monotonia).

Oggi, in pausa pranzo, me ne vado in piscina perché ho la pelle che continua a essere nervosa, ha bisogno di muoversi, e la muoviamo.

E stasera andiamo a fare lo sciazzu, seconda puntata.

passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore

Il Chimico è a Roma.

E mia madre ha fatto la marmellata di amarene.

E’ un post crepuscolare questo.

In questo mercoledì che per tutti è mercoledì ma per me è lunedì, in una valbisagno grigia, calda, umida.

Una giornata di quelle che, agli sportelli, amiamo chiamare “giornate Basaglia”, una giornata in cui i matti della zona si danno appuntamento davanti alla mia scrivania.

Come stai?

Ormai ci conosciamo.

Domani arriva la prima partita di bio-cose. Mi piacerebbe postare una ricetta ma la Nessi dice che sto diventando la Susanna Agnelli della cucina casalingua.

E forse ha anche ragione.

Ma c’è che la cucina, in questo periodo, mi rilassa ancora meglio che la lettura.

Volevo scrivere un post sulla disoccupazione che abbruttisce. E’ arrivato un signore che vedo spesso, ma oggi aveva i pantaloni tutti smacchiolati, la maglietta slabbrata e brutta, la barba lunga, la pelle messa male e era molto ma molto incazzato.

E io pensavo “guarda in poco tempo come ti riduce la disoccupazione”.

Sale.

Non lo vedo per tre quarti d’ora.

Ritorna, lo guardo e è tornato ordinatino come una volta, sbarbato, anche.

“Cercavo mio fratello”.

 

Una protesta virtuale (Virtual protest) 8,Giugno,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 10:15 am

Dear President Bush,

We are tremendously sad not to be able to come to manifest
against your criminal politics, during your visit to Rome.
Consider this virtual protest like our adhesion to the
manifestation.

Comunicato_bush

 

Cripticamente 7,Giugno,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:24 pm

Ti darò tutta l’importanza che non meriti per dirti ‘messaggio ricevuto’.

Spero che leggermi ti tenga compagnia, come, ai tempi della nostra amicizia, ti teneva compagnia la cronaca puntuale della mia vita sconclusionata.

E’ sempre elegante, sempre leggero il tuo modo di sedurmi. E’ sempre intelligente il tuo modo di parlare e non parlare, di alludere e lasciare indizi. E ho amato giocare te.

Ma questo nasconderti nell’armadio per farmi ‘bu!’, quando passo, dai, non è da te.

Esiste un tasto dei commenti, usa quello.

Ma se ti senti timido continua pure a leggere nell’ombra, i tuoi occhi li avevo notati.

E il mio lato narcisista, beh, quello lo conosci da molto tempo.

 

Lo sciazzu 7,Giugno,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:55 pm

Martedì sera, come da programma, dopo la Nalista, io e la mia tuta nuova siamo andati a farci fare lo sciazzu dal Puntoggì.

Era già successo una volta, tanti anni fa, che io avevo fatto lo sciazzu, un’estate in cui dormivo nella mia vecchia casa, tutta piena di scatoloni, in un sacco a pelo che le lenzuola erano già state scatolate, niente frigo, niente fornelli, niente più niente, tutto nei cartoni.

E la casa nuova somigliava, giorno dopo giorno, a una caverna e non migliorava.

E mio padre degenerava, di negozio di piastrelle in negozio di piastrelle, di caldaia in caldaia, di sanitario in sanitario, sempre peggio.

In seguito sarei finita a vivere due settimane da una serial killer che saponificava le sue vittime, avrei finito il lavoro a calci e sputi e bestemmie, e avrei passato capodanno a brindare con l’idraulico e non perché fosse sbocciato l’amore tra una guarnizione e una chiave a pappagallo.

Ma questa è un’altra storia, ai tempi del mio primo sciazzu era ancora estate e io avevo cominciato a impazzire piano piano, attacchi di panico, crisi d’ansia. Allora avevo fatto tre trattamenti, ma questo sciazzuca che mi trattava era un pervertito e, visto che sono una pervertita anch’io, erano trattamenti di respiri e di sfiori, di mani calde, di appoggi, di fantasie che non si sapeva bene dove iniziavano le mie e dove finivano le sue. Divertente, ma non tanto utile, se non che mi aveva distratto il tempo che ero partita per le vacanze.

Allora poi non ci ho più provato.

E invece, adesso che il Puntoggì è diventato bravo e tratta tutti ho pensato di farmi trattare anche io.

Nonostante siano due giorni che mi chiama Tutancamon per la mia naturale predisposizione a essere morbida e malleabile durante il trattamento, io ero molto più rilassata e a mio agio. E ho scoperto che lo sciazzu normale è molto meno sospiri e profumi di corpo. Più doloroso e più rassicurante.

Anche se il Puntoggì mi ha messo un dito nel terzo occhio, anche se eravamo disturbati da un gruppo di imbecilli che faceva reichi nell’altra stanza, si scambiavano le energie mentre si lamentavano delle tasse e della dichiarazione dei redditi.

Oggi mi fa male la schiena come se qualcuno mi avesse sparato con una pistola a gommini. Ho la pelle anche più trasparente del solito, mi si vedono tutte le vene blu, ho un’afta sulla lingua, all’altezza dei molari, a sinistra, ho sonno, sono stanca ma la mia pelle sembra che abbia sniffato coca, schizza da tutte le parti e i muscoli sono stanchi e non le vanno dietro. E il cervello smongola.

Ecco, questo perché il Puntoggì mi ha detto di fare caso a tutto quello che succede. Questo succede.

Ah, anche mi sono sbrodolata la tuta col pesto di rucola, proprio su un punto che mi fa male…