Eccomi tornata dai seggi.
Gli ennesimi seggi.
Adesso tutti quelli che hanno vinto hanno vinto e allora il 276 rimane chiuso fino al referendum (perché c’è sempre un referendum che spezza la monotonia).
Oggi, in pausa pranzo, me ne vado in piscina perché ho la pelle che continua a essere nervosa, ha bisogno di muoversi, e la muoviamo.
E stasera andiamo a fare lo sciazzu, seconda puntata.
passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Il Chimico è a Roma.
E mia madre ha fatto la marmellata di amarene.
E’ un post crepuscolare questo.
In questo mercoledì che per tutti è mercoledì ma per me è lunedì, in una valbisagno grigia, calda, umida.
Una giornata di quelle che, agli sportelli, amiamo chiamare “giornate Basaglia”, una giornata in cui i matti della zona si danno appuntamento davanti alla mia scrivania.
Come stai?
Ormai ci conosciamo.
Domani arriva la prima partita di bio-cose. Mi piacerebbe postare una ricetta ma la Nessi dice che sto diventando la Susanna Agnelli della cucina casalingua.
E forse ha anche ragione.
Ma c’è che la cucina, in questo periodo, mi rilassa ancora meglio che la lettura.
Volevo scrivere un post sulla disoccupazione che abbruttisce. E’ arrivato un signore che vedo spesso, ma oggi aveva i pantaloni tutti smacchiolati, la maglietta slabbrata e brutta, la barba lunga, la pelle messa male e era molto ma molto incazzato.
E io pensavo “guarda in poco tempo come ti riduce la disoccupazione”.
Sale.
Non lo vedo per tre quarti d’ora.
Ritorna, lo guardo e è tornato ordinatino come una volta, sbarbato, anche.
“Cercavo mio fratello”.

…il gemello buono e quello cattivo, o superman che aveva voglia di farsi due ghigne? o dopo la “giornata basaglia”, pensate di inaugurare anche la “giornata x-files”?