Martedì.
Martedì, qui in ufficio, è la giornata lunga per eccellenza. Perché è lunga. E perché non è giovedì, col miraggio del week-end alle porte.
Martedì è la giornata dei compiti, delle mail che devi sempre scrivere ma sono importanti e lo vuoi fare bene, la giornata delle ricerche in rete, delle telefonate, il Caaf, l’amministratore di condominio.
E poi è la giornata della pianificazione.
Comincia l’estate e ho voglia di mettere a posto, di cambiare look alla casa. Sabato io e il Chimico siamo stati all’ikea e abbiamo comprato le mensole che mancavano. Adesso dovremo aspettare che il Puntoggì abbia il tempo di venire a piantar tasselli e insegnare al Chimico a piantarne di suoi.
Dobbiamo insegnarci le cose.
E quando la superficie della casa sarà a posto, passeremo alle viscere, alla mia improbabile cantina, tre anni che penso di metterla a posto e mai che lo faccio.
Quest’estate si fa. Ho anche trovato e fotocopiato la parte del catalogo di castorama dove insegnano a mettere il linoleum.
Diventerà una cantina meravigliosa.
Ma prima bisogna che questo mese se ne vada, con le ultime macchine del caffè, la dichiarazione dei redditi da fare, e l’esame di maturità dei miei allievi.
Oggi pomeriggio avrò una serie di cose da cercare per le loro tesine, l’eugenetica nazista, la scuola frenastenica, una panoramica generale sulle leggi della scuola, almeno fino alla riforma gentile, o quello che il fascismo ha fatto alla riforma gentile.
Se fossi una brava insegnante stasera mi organizzerei un po’ di lavoro, per loro. Più probabilmente morirò dopo cena, perché prima di cena mi aspetta la Nalista e la prima seduta di sciazzu col Puntoggì.
Ho una bellissima tuta nuova comperata all’ikea. Non posso perdermi l’occasione di indossarla. E ho mal di schiena. E ho bisogno di prendermi cura di me.
Oggi è martedì, un po’ piove, un po’ non piove.
E sono vestita con una maglietta verde petrolio e ho i capelli lavati e la pelle che ieri sera si è saziata di cremidrante, dopo la doccia.
E ho sognato che un cane volpino, inventato, di mia madre, cadeva dalla finestra, facendo un rumore terribile. Ma poi adottava un gatto e al gatto ci stava più attenta.
Martedì, mentre aspetto che l’ultima utente esca, per accendermi una sigaretta.
E ieri sera ho perso il mio porta-tabacco, col tabacco, i filtrini, le cartine e tutto, sul molo. E’ rosso, con un bel fiore giallo sopra.
Se qualcuno, passando di lì per salutare il Mostro Marino, l’avesse trovato (pausa)
E’ arrivato il Collega Fascio, l’ora della pausa sigaretta.
Martedì, aspettando la pausa pranzo, ha cominciato a tuonare.