La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Donne sull’orlo di una crisi di nervi 12,Luglio,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 3:57 pm

Ieri la mia incintissima parrucchiera si è fatta prendere la mano e mi ha tagliato tantissimi capelli.

Mi ha fatto un bel taglio. Tremendamente corto ma molto bello. Con la frangia, da bambolina.

Mentre mi guardavo allo specchio, mi raccontava del suo cesareo che si avvicina, dell’altro suo bambino e del ginecologo che ha dovuto cambiare. E io mi guardavo.

I miei capelli, naturali, non li vedevo da una marea di tempo.

Mia nonna mi diceva sempre che mi sarebbero venuti bianchi molto presto, perché lei, già a sedici anni aveva un fascinosissimo ciuffo alla Crudelia De Mon.

E invece no. Non ne ho neanche uno.

Pensavo che si fossero nascosti dietro la facciata eclatante delle mie tinte rosse, che avessero nidificato nel nero recente, e che sarebbero venuti fuori, a tradimento. Ci avevo anche fantasticato un po’. Forse non sarebbero stati brutti, sulla mia faccia. Con le lentiggini e i capelli grigi.

*

Ecco.

Ho scritto un post per dire che non ho i capelli bianchi.

Perdonatemi.

E’ stata una giornata da forca. Una giornata da farsi il segno della croce coi gomiti. Sono riuscita anche ad alzare la voce con un collega. Quelle classiche situazioni in cui senti la tua voce che dice:

“Non permetterti di usare quel tono con me!”

E, contemporaneamente, pensi: “L’ho detto sul serio oppure l’ho pensato troppo forte?”

Ma tra l’indignazione e il pensiero fuori campo il nulla.

Zen.

Solo la testa con la voce, finalmente connesse.

L’ho pensato e l’ho detto: “Non permetterti di usare quel tono con me!”

Si è aperto e si è richiuso. Come una visione.

La testa e la voce in comunicazione diretta.

*

Ma non ho capelli bianchi.

Neanche un capello bianco.

Va tutto, tutto bene.

 

4 Responses to “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”

  1. Se può consolarti al sottoscritto si sta imbiancando il pizzetto. Come vedi le sventure pilifere spuntano ovunque… ciao!

  2. VQ Says:

    Evidentemente ci sono ogni tanto quei brevissimi momenti di sospensione del tempo e della vita frenetica in cui ci si guarda allo specchio e ci si sente sollevati di essere ancora se stessi. Senza capelli bianchi.

    Poi tutto ricomincia, con almeno un grammo di fiducia in più.

    (approposito, ma anche no, ho visto l’altro posto che hai arredato: penso che l’attraverserò con regolarità. Intanto ti lascio il link al mio ‘nuovo posto’: http://aleks.altervista.org)

  3. elisewin Says:

    Coi capelli bianchi ho avuto un rapporto strano.. A vent’anni, mi sono sentita dire, mentre un parucchiere armeggiava sui miei capelli che ne avevo tantissimi e proprio bianchi bianchi ai lati della testa.. paura.., anche mia nonna pare a vent’anni fosse candida e costretta a continui cachè (si chiamano ancora così?). Poi più nulla: o si sono ricolarati da soli -poco credibile -, o i colpi di luce coprono bene..

  4. G. Says:

    oh, a me è capitata la stessa cosa ieri sera alla riunione shiatsu. non i capelli bianchi (averceli…), ma il pensiero che si collega da solo alla voce. ho investito l’istruttrice truffaldina dicendole quello che in due anni nessuno ha mai preso coraggio di dirle. però non è che s’è riaperto e poi richiuso. ci ha messo tipo un quarto d’ora a richiudersi. alla fine non aveva una bella faccia.
    mappoi, con calma, le ho detto di far chiarezza dentro di sé e poi nei rapporti con la struttura. ma sembrava aver capito…


Leave a Reply