La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Ma quanto mi gonfio? 16,Luglio,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 12:50 pm

Circa un mese fa, a un concerto in piazza mi è capitato di dover rispondere a uno stupido questionario sull’alcolismo.

Tanto per farvi un’idea leggete qui.

Era il classico questionario “scritto col linguaggio dei giovani”. Il classico questionario che nessuno prende sul serio perché si sente che è forzato,che viene da una logica paternalista. In più ce l’ha dato una ragazzina che sembrava una scout e che si è fatta fottere la penna con una facilità sorprendente.

Insomma, se leggete da qualche parte che il 65% dei giovani ha risposto che fa sesso senza preservativo, sbronzo e fatto di coca, sappiate che il quel sessantacinque ci sono anche io.

In cambio loro mi hanno regalato una spilla “Quanto mi gonfio”, dimmi te.

Mi è tornato in mente perché sono un po’ di giorni che autisti ubriachi e recidivi travolgono e uccidono persone. E già si parla del problema dell’alcolismo e si sentono parole come piaga sociale.

Adesso io penso che se c’è una piaga sociale che uccide le persone sulle strisce è il machismo di quelli in giro in automobile.

Sono le pubblicità delle macchine, ma l’avete sentita quella del suv “Il rispetto non si chiede, si pretende”?

Io penso che, in generale, in Italia, abbiamo (salvo le eccezioni ma tengo un occhio alla società in generale, mica ai casi…non fraintendetemi). Penso che in Italia abbiamo un rapporto molto equilibrato con gli alcolici. Molto più equilibrato rispetto ai paesi del nord, rispetto all’america.

E questo è perché beviamo fin da piccoli, lo spumante ai compleanni, vediamo il vino sulla tavola dei nostri genitori. Quando si dice ‘non essere proibizionisti’.

Chiunque sia stato in un qualsiasi paese del nord o dell’est si rende conto che l’alcolismo in Italia è un non-problema.

Se l’ubriaco è a piedi.

Oggi, su repubblikit leggo:

Dopo gli incidenti mortali di questi giorni sulle strade, serve davvero tolleranza zero. Bisogna quindi aumentare i controlli sulle strade e approvare subito anche al Senato le norme molto più dure contro chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, come già fatto dalla Camera" dice Fabris che dell’Agenzia è uno dei sostenitori.

Infine la proposta lanciata dal Pm di Bologna Valter Giovannini che nei giorni scorsi aveva suscitato qualche polemica per aver chiesto la cattura per omicidio volontario di un uomo ubriaco e drogato che uccise un altro automobilista: "Provocare un incidente mortale in condizioni del genere equivale ad un omicidio volontario perchè si è accettato il rischio di causare la morte altrui".

Ottimo,qualcosa di rosa .

Ma io aggiungerei che la cultura della macchina veloce, prima e più severamente di quella dell’alcool va combattuta.

E basta questionari stupidi.

Per favore!

 

47 Responses to “Ma quanto mi gonfio?”

  1. pon pon Says:

    sono perfettamente d’accordo..sarò ignorante ma spiegami perchè, se il limite di velocità è 130 in autostrada si fabbricano e vendono macchine che vanno a 220 km/h e moto che vanno a 300 km/h??
    se ti piace correre puoi andare in pista, con una macchina o una moto senza targa che nn può circolare in strada…. pure a me piace andare a cavallo ma nn ci vado sull’autostrada al galoppo sfrenato..ci vado in posti adibiti a ciò…
    mah…chiudiamo qui…io oggi sto di un depresso ma di un depresso che se scrivo un’altra parola mi metto a piangere…baci bau

  2. N. Says:

    Hai colto nel segno! Ovvero l’ipocrisia. Del resto se il limite in autostrada è 130, ovvero la massima velocità consentita nel nostro paese, perchè non imporre ai fabbricanti di auto di produrre auto che non superino i 130? Ovvio perchè si andrebbe a colpire il settore automobilistico, che vive sulle spalle di quanti credono che con un suv sotto il culo si è migliori e che sembra intoccabile e la cui intangibilità crea dei controsensi, ad esempio le strade si riempiono di strisce blu per scoraggiare l’uso dell’auto e contestualmente si offrono incentivi alla rottamazione e quindi all’acquisto di una nuova vettura, e così si fanno campagne per sensibilizzare la gente verso il problema della guida in stato d’ebrezza e poi il testimonial della birra è un campione di motociclismo, e così via…

  3. Luna Says:

    Vivo in America, e sono assolutamente d’accordo sul fatto che in Italia il rapporto con l’alcool e’ molto piu’ sano. Qui negli states, grazie al proibizionismo puritano i giovani non familiarizzano con l’alcool sotto la guida rassicurante di genitori e nonni, ma lo scoprono solo come trasgressione del sabato sera. E l’essere astemi come virtu’ e’ un concetto molto americano nel ceto conservatore e perbenista. Che tristezza….

  4. marghe Says:

    Si dice che gli uomini con la macchina grande ce lo hanno piccinino, ma credo che sia un malignità (hihihi!!!).
    Credo che la questione sia solo una per come la vedo io: puoi bere, puoi fumare, puoi fare ciò che più ti piace se non sei una testa di bignè, se sei ben consapevole di non essere l’unico essere umano sul pianeta e se ti metti nelle condizioni di non danneggiare nessuno. Io ho 39 anni e so come divertirmi con i miei amici ma chi guida (generalemente si fa a turno) è sempre rimasto rigorosamente sobrio. Se c’è qualcuno che ha la necessità di un Suv o della moto che fa 300/h io non ho niente incontrario: ognuno vive come vuole. Ma se un deficente ubriaco e rincoglionito mi tira sotto e spezza la mia vita non per digrazia ma per superficilità e ignoranza, io lo voglio in galera!

  5. Ed. Says:

    Son d’accordo. Si tende sempre ad esternalizzare le responsabilità e a non considerare la coscienza individuale. Dal momento in cui mi metto alla guida sono consapevole che la mia autovettura è, di fatto, un’ arma. Che sia un suv o una piccola utilitaria, ho sotto il sedere una potenziale mietitrice di pedoni. Sta a me, individuo, usarla con cautela e nel rispetto delle regole. Se gli spot mi inondano di messaggi contorti, sta a me ignorarli. E comunque mettersi alla guida in stato alterato è da incoscienti(appunto) e deve essere punito con severità e senza futili attenuanti.

  6. ma.ni Says:

    Ma di che vi preoccupate, hanno giá risolto tutto. Da domani etichette con avviso al bevitore…E il problema non c’é piú.

  7. Giulio in Canada Says:

    Ma.Ni. ha ragione: la storia dell’avvertimento sulle etichette delle bottiglie fa ridere un po’…
    Tuttavia, se hai una macchina che fa i 170 e decidi di andare a 170 la responsabilita’ non e’ della macchina, ma e’ tutta tua… Cosi’ come chi decide di fregarsene degli altri, e impaccato fino a sotto gli occhi decide lo stesso di mettersi sulla macchina per tornare a casa.
    Vivo in Canada da quasi 8 anni, e prima ne ho passati 10 negli UK. Sono d’accordo con le vostre osservazioni sul rapporto della gente con l’alcol. Ma c’e’ da sottolineare che sia in UK che qui a Toronto ci sono una infinita’ di taxi a prezzi piu’ accessibili che in Italia… e qui a Toronto, i bus notturni coprono tutta la citta’…

  8. Dalmazio Says:

    quello di dire di non fare auto o moto che superino il limite massimo di velocità mi sembra un gioco pericooso. In base a quel principio, allora, sigarette vino armi ecc… tutto dovrebbe essere vietato.
    Dalmo

  9. E. Says:

    Beh, Dalmo, non è che hai detto tre cose che fanno bene…Il problema è se fanno male solo a te oppure uccidono anche gli altri, nel senso di subito, mica in vent’anni come il fumo passivo.
    In Italia abbiamo leggi molto restrittive sulle armi che funzionano benissimo.

  10. Riccardo Says:

    Cazzate! la guida in stato d’ebbrezza è una delle cause più importanti di morte per incidente stradale. Vi riporto un brano tratto dal sito dell’associazione italiana familiari e vittime della strada:

    Gli incidenti stradali sono da considerare, già da qualche anno, una vera e propria emergenza sociale e sanitaria. In Provincia di Pavia il tasso di mortalità per incidente è tra i più alti della Lombardia.

    La maggior parte degli incidenti stradali gravi avviene nei fine settimana (venerdì, sabato e domenica).

    Secondo l’OMS, le cause degli incidenti stradali gravi che provocano decessi, sono tre: eccesso di velocità, il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza e l’uso di bevande alcoliche da parte dei guidatori.

    Su tutte queste cause potrebbe essere essere effettuata una prevenzione efficace. Per questo le vittime rientrano tra le cosiddette morti evitabili.

    L’OMS ha anche stimato l’entità dei risultati che ci si potrebbe aspettare dalla presenza di queste cause.

    1- una riduzione della velocità media di circolazione di 5 km/h comporterebbe una riduzione dei decessi del 25%

    2- un uso generalizzato dei dispositivi di sicurezza produrrebbe un riduzione generalizzata dei decessi del 15%.

    3- La riduzione di alcol nel sangue dei guidatori sempre al di sotto del 0.5 g/litro, permetterebbe di evitare dal 5 al 40% dei decessi.

  11. Roberto Says:

    Da quello che vedo in giro molti giovani, con patente anche da 5-6 anni, a furia di sentirsi dire che la velocità è pericolosa, che bisogna andare lentissimi etc., non imparano mai a giudare, non dico veloci, ma neanche in modo tale da affrontare le minime difficoltà di guida, che so, una piccola derapata o uno slittamento per la pioggia. Le squole guida dovrebbero insegnare anche i primi rudimenti di queste tecniche, altrimenti chi guida perde facilmente il controllo e provoca i disastri che sappiamo. Allo stesso modo, mancando delle tecniche di base, molti non riescono neanche a valutare le distanze per i sorpassi, la vicinanza di un dosso eccetera.
    Quindi, va bene la prudenza, ma la preparazione alla guida deve essere completa e non solo limitata a velocità ridicole, necessarie ma non sufficienti.

  12. Roberto Says:

    oops, ho riletto ora squola…
    Scusate

  13. E. Says:

    Caro Riccardo,
    Sospetto che la tua modalità di comunicazione con il prossimo trarrebbe giovamento dall’astenerti dal cominciare un commento con locuzioni come “cazzate”, specie se poi, nel corpo del commento, dici le stesse cose che sono scritte sul mio post, ovvero che l’alcool è solo una delle cause.

    Ti faccio un esempio.
    Alla fine della prima guerra mondiale un tipo ubriaco ha sparato al fratello di mia nonna.
    Il problema, sicuramente, è che era ubriaco. Ma se fosse stato ubriaco ma non armato, forse non avrebbe ucciso nessuno, sicuramente non così facilmente.

    Quello che voglio dire che il problema è nella cultura della macchina. Solo in parte nella cultura dell’alcool.

  14. Ed Says:

    Certo, il problema è anche nella cultura della macchina. Ma è pur sempre l’ individuo che sceglie di usarla in modo improprio e senza la preparazione necessaria. Pensadoci bene, il paragone automobile-arma si fa più definito: entrambe danno la sensazione di POTERE.

  15. E. Says:

    …E entrambe diventano pericolose con una cultura, con un sostrato culturale sbagliato alle spalle.

    Ti ricordi il discorso in Bowling for Columbine in cui si parlava della differenza tra le armi in Canada e negli stati uniti?
    In pratica si diceva che in Canada hanno lo stesso numero di armi ma tra loro non si sparano quasi mai. E la differenza, in sostanza, stava nella paura che infondono i tiggì. Nell’ossessione per la sicurezza, nel sentirsi sempre minacciati.

    Io penso che per le auto sia uguale. Un suv, in mano a uno svizzero è meno pericoloso pure se lo svizzero è ubriaco.
    Un suv, in mano a un fottuto macho italiano è pericoloso.

  16. Erynwen Says:

    Non credo che il problema del rapporto tra gli italiani e l’alcool sia solo una questione di mancato proibizionismo. Penso piuttosto che abbiamo la buona abitudine di bere vino o birra soprattutto durante i pasti, cosa che invece non avviene nei paesi del nord Europa, nei quali bevono alcolici a qualsiasi ora del giorno (e della notte).

  17. Riccardo Says:

    Mi scuso per il mio incipit un po’ troppo rude , però ribadisco che la causa principale dell’uso improprio dell’auto sia l’abuso di alcool o sostanze stupefacenti che danno ebbrezza e generano una senzazione di invulnerabilità che prevale sulla percezione del pericolo. L’eccessiva velocità è da imputarsi spesso all’abuso di alcool. La soluzione è fermare chi guida dopo aver bevuto, anche con provvedimenti molto restrittivi, come il sequestro dell’auto e ritiro della patente per almeno 2 anni.

  18. Clamar Says:

    Mah??? mi sembrano discorsi molto fuori dalla realtà… l’auto non è un’arma, è un mezzo di trasporto, vero che può divenatarlo, ma allora che facciamo proibiamo le auto? Fare delle auto con velocità limitata, diciamo che può aiutare, ma quanto? Solo per quella percentuale di morti in autostrada: se vai a 130 in città sei molto più pericoloso di 200 in autostrada. Allora parliamo di cosa si può fare veramente, di sostenibilità, non proibizionismo. L’alcool E’ una piaga sociale e non solo per gli autisti ubriachi.

    E basta con i discorsi SUV=coglione!
    Come si fa a lanciare giudizi solo sulla base dell’auto posseduta?

  19. marghe Says:

    Ragazzi, scusate una domanda: ma a voi pare possibile che una legge possa imporre il buon senso? O le più elementari regole del vivere civile? Siamo persone adulte o bambini da accudire ai quali bisogna negare ogni cosa che potrebbe essere dannosa? E’ ovvio che la legge debba severamente controllare l’uso delle armi, ma cosa fa ad obbligare tutti ad avere comportamenti saggi? Il problema è un altro a mio modestissimo parere: stiamo perdendo l’orientamento. C’è tanta, troppa gente, che considera il prossimo come sagome di cartone e quest’errore di valutazione crea il pericolo. Quale legge, può imporre il rispetto verso se stessi e gli altri?

  20. Ed Says:

    Alla fine, sembra che tutti i ragionamenti portino ad una sola conclusione… la chiave del problema è la mancanza di rispetto…. l’ indifferenza.
    Un esemmpio banale: Quanti di voi si sono trovati a fare la “roulette russa” con un incrocio, sperando invano che qualche anima pia gli agevolasse l’ ingresso rallentando? O, addirittura, che le persone in coda lasciassero l’ incrocio libero? Ce ne sarebbero molti altri, ma li conoscete già… ;)

  21. G. Says:

    @ clamar:
    appunto l’auto è un mezzo di trasporto. e basta. il problema è che non lo è più (ammesso lo sia mai stato). è uno status symbol. dev’essere grossa, potente, infondere sicurezza (a chi la guida, mica al povero sfigato con la panda che viene maciullato dal cayenne). e qui c’è, come diceva E., un humus culturale abberrante. e se senti il bisogno di comperarti un’auto da tre tonnellate senza averne la reale necessità, tipo abitare in una cascina con tre km di sterrato, beh, perdonami, ma se non sei proprio coglione, hai quantomeno dei problemi. se poi guidi da brillo… a questi punti, se vuoi, al posto dei suv possiamo rilasciare dei diplomi di “macho vero coll’uccello grosso che ne prende a stufo perché ci ha pure i soldi e il potere” a questi individui, con tanto di cerimonia pubblica. intaseranno meno le strade e i posteggi, saranno meno pericolosi, consumeranno meno benzina e, quindi inquineranno pure meno!

  22. Ed Says:

    Mmmm… Ma sbaglio o i due casi che hanno alzato il polverone riguardavano due autovetture.. “normali”? . :D

  23. clamar Says:

    Per G.
    ma scusa che differenza c’è tra un X5 e una porche, o uno Z3, o una Alfa GT. E che differenza un jeans Lewis e jeans vattelappesca o tra scarpe adidas etc. Quello che voglio dire è che nessuno acquista SOLO ciò che gli è necessario. E’ così, è la nostra società, è la voglia di distinguersi… e l’alternativa è un comunismo stalista: tutti hanno le stesse cose, le sole necessarie! E’ su queste basi che polemizzo con chi giudica senza farsi un vero esame di coscienza; con chi giudica e non si rende conto che giudicando è solo l’altra faccia della stessa identica medaglia.

  24. mmm Says:

    Troppi delegano all’auto il compito di rappresentare la propria immagine. Se la comprano bella, ci investono un sacco di soldi, la prendono potente per apparire potenti loro, guidano veloci e aggressivi per apparire tosti e aggressivi, guidano bevuti o impasticcati, rintronati dalla musica a palla, e sgasano in macchina a mille per dimostrare al mondo che vanno a mille, per scaricare sul motore la loro aggressività. E talvolta ammazzano qualcuno. E’tutta una cultura sbagliata, solo che ad aspettare di agire con cambiamenti culturali si fa tardi, cominciamo a ritirare la patente per 1 anno e sequestrare l’auto a chi è fermato in stato di alterazione chimica (alcool e droga)con segnalazione al Servizio tossicodipendenze. E in caso si provochi un incidente con lesioni gravissime o morte, arresto obbligatorio.

  25. Ho fatto una ricerca lo scorso anno per un esame universitario e mi ricordo che le morti causate dall’ alcol in Italia sono altissime (mi ricordo che presi i dati sul sito del monistero della sanità).
    La velocità è ugualmente pericolosa ma non per questo deve passare il messaggio che bere non lo è…

  26. VQ Says:

    Io mi ritengo abbastanza corretto nella guida. Forse per i miei tredici anni senza incidenti, ma è un dettaglio.
    A me è stato insegnato il rispetto delle regole e degli altri.
    Se mi sento non in grado di guidare per quel che ho bevuto, non guido, oppure aspetto di star meglio.
    E non per il pensiero della pattuglia perfidamente in mia attesa, ma semplicemente perché non voglio farmi male, non voglio dover pagare costose riparazioni per delle stupidaggini. E’ stupido, ed io mi sento stupido a fare cose così. E non voglio fare errori. So che è molto facile sbagliare, più di una volta sono scampato per poco a pericoli improvvisi ed inaspettati. Da sobrio.

    Clamar: sarò un extraterrestre, ma due anni fa ho cambiato la macchina. Ho acquistato solo quel che era necessario, nulla di più. E senza appellarmi allo stalinismo: si possono avere esigenze diverse.
    Anche se le porsche e le altre supersportive che hai citato rispondono solo all’esigenza di mostrare l’ampiezza del proprio portafogli. Per il resto tra consumi, dimensioni e utilità non servono.

    I SUV? Servono, ma fuori dalla città: si tratta di fuoristrada. Di lusso, certo, ma sempre fuoristrada. Viene naturale, quando li vedi bloccare il traffico perché s’incastrano come elefanti nella gabbia dell’opossum, cercare il volto dell’omino alla guida e mormorare un convinto ‘coglione’ (con decenza parlando).

  27. mm Says:

    VQ, hai ragione, si dovrebbe fare come te

  28. Clamar Says:

    VQ, il sunto del mio discorso va oltre le macchine. Probabilmente tu sei davvero una delle 5 persone al mondo che rimane del tutto indifferente a qualsiasi potere di immagine e marca, e quando acquista lo fa solo ed esclusivamente per necessità (ne sei convinto? quali sono le tue necessità? e che macchina hai comprato?). Inoltre non credo ci siano statistiche secondo cui i SUV o le macchine oltre i 40.000 euro provochino più incidenti delle altre (ben lieto di ricredermi se ci fossero dati a riguardo). Oppure, più semplicemente fatemi un elenco di fastidi VERI che avete quando siete in strada per colpa della presenza di SUV. I soldi scatenano invidia, evitiamo ipocrisie!
    Quello che mi manda in bestia sono le tante persone che criticano chi si giudica migliore perchè ha un SUV ma poi sono i primi a giudicare peggiore chi ha un SUV… seguimi, è un controsenso in termini!!!

  29. marghe Says:

    Suv…..?? Non parlavamo dei pericoli dell’alcol e degli incidenti provocati da comportamenti poco responsabili???

  30. ARDENZIO DA MILAN Says:

    wue’ pirlun co la machinetta scassata che parlate voi che ne sapete di belle macchine che vi fanno trovare la figa ad ogni colpo di claccheson!! io ho porsce cayenne comprato nuovo e lo lavo tutti i giorni la matina prima di andè a lavurar..godo melio di trombare la moglie!!! e quando parto mi diverto come un pazzo a suonare il claccheson dietro lorecchia della vecchina che traversa sulle strisse…che ridere… e quando sto dietro al pirla che si scassa il culo sul cinquantino gli do un colpo di claccheson che quello pianta il culo per terra…che ridere…e me ne frego dei consumi che tanto ho la fabrichetta di mereendine per bebè al sapore di cioccolato e mi faccio pagare bene la robaccia…se non fosse per quei pirla degli operai che vogliono farsi pure pagare dopo che mi scagazzano nei bagni tutto il giorno…e alura non dovremmo divertirci sulle strade??? che me ne frega se muore la vecchina..faccio un piacere al guverno no?? meno pensioni meno tasse!!!

  31. E. Says:

    Marghe…Si parlava del fatto che stanno partendo una serie di campagne di prevenzione contro l’alcolismo che è un problema sì, per gli alcolisti. Ma mi rifiuto di credere che sia una PIAGA SOCIALE. Andate un po’ in america a vedere cos’è l’acolismo come piaga sociale, andate in svezia, andate in russia.

    Allora io dico che se c’è una piaga sociale vera, invece, è la corsa all’auto veloce, grossa e pericolosa.
    Lo chiamo machismo automobilistico.
    Perchè la gente si comporta sulla strada, troppo spesso, esattamente come dice Ardenzio, che mi ha fatto ammazzare dal ridere, ma se ci pensi c’è del vero in quello che scrive.

    Io, lo posso confessare con tranquillità di aver avuto, in gioventù, un periodo di alzate di gomiti e altre illegalità. E, per sicuro, tornavo a casa la notte, in macchina, in condizioni pietose. Bevevo gin liscio, molto british come vizio, ma vizio.
    E se sono viva e vegeta è anche perchè la mia macchina era un’adorabile mini innocenti, che sembrava una scatola di fiammiferi, e io guidavo a due all’ora. Perchè guido piano anche da sobria.
    Perchè al volante non ho niente da dimostrare.

  32. clamar Says:

    Ma siete tutti impazziti???
    In italia ogni anno ci sono 25.000 morti attribuibili all’alcol e 6.000 morti attribuibili a incidenti stradali… e di questi 6000, il 25% sono riconducibili all’alcol (dati che arrivano da una ricerca su google di 3 minuti). E qual’è la PIAGA SOCIALE? Il milanese pirla con il SUV! Ma cosa avete nella testa???

  33. E. Says:

    Aspetta, Clamar.
    Se in Italia ci sono Venticinquemila morti attribuiti all’alcool sono morti di cirrosi epatica e altre amenità. Loro e basta, sono morti.

    I seimila morti degli incidenti stradali ci sono dentro quelli che guidano e anche quelli che sono investiti.
    Di questi seimila, millecinquecento erano ubriachi, occhei.
    Adesso bisognerebbe capire di questi seimila quanti ‘c’avevano il suv perchè il rispetto sulla strada si pretende’.
    Poi bisognerebbe prendere i millecinquecento e capire quanti ubriachi con la cinquecento provocano morti sulla strada. E confrontarli con il numero degli ubriachi in suv e affini.

    Bisogna averli tutti i dati per giudicare.

  34. clamar Says:

    Per E
    Non ho ovviamente tutti i dati per giudicare, ma sinceramente non mi sembra di ricordare una preponderanza negli incidenti di particolari marche o cilindrate. Anzi, gli ultimi due incidenti mi sembra fossero provocati da auto del tutto normali ed economiche… che tra l’altro sono anche quelle con meno sistemi di sicurezza attiva. Ma del resto è comprensibile, la maggior parte degli incidenti non avviene in autostrada e a 100 Kmh su una provinciale o in mezzo alla città ci puoi andare anche con una 126.
    Come si fa a parlare di piaga sociale per le auto costose più che per gli incidenti stradali provocati da alterazione da droga o alcol???

  35. mm Says:

    il problema è dato dal fatto che uomini pirla perseguono come stile di vita il rintronarsi d’alcool e droga, e il guidare auto in maniera aggressiva, quindi veloce. Le due cose si combinano quasi sempre nelle notti del week end, magari esaltate dalla disco, ed ecco gli schianti del sabato sera.
    Ma le due cose, anche separate, fanno comunque guai: chi guida sobrio e va velocissimo e si schianta in curva o perde il controllo, e chi, magari dopo una giornata da muratore, ma anche da imprenditore del nord est, si ubriaca al bar e poi tornando a casa a 70 all’ora travolge le persone lungo la strada perchè manco le vede.
    A me è capitato questo: Torino centro, 20 di sera, traffico zero, sento uno schianto di lamiere in strada e mi affaccio al balcone, in tempo per vedere una Volvo che dopo aver centrato la mia auto parcheggiata, fa retromarcia e riparte lentamente per centrarne un’altra e poi un’altra, contro la quale finalmente si incaglia. Scendo in strada, siamo in una ventina, spavventati e furenti, ci avviciniamo alla Volvo per capire e vediamo alla guida un signore che accasciato sul volante cerca di ripartire girando la chiave, assolutamente non consapevole di cosa ha combinato. Insomma cercava di scappare, se avesse travolto persone sarebbe scappato. E’ risultato un distinto 50enne imprenditore ubriaco perso, e da quanto è risultato ai vigili intervenuti, recidivo, patente sospesa già 4 volte. Tutto quello che riusciva a bofonchiare era: ma io devo lavorare come faccio senza patente…Lo rivedo ogni tanto nel quartiere, in questo guida di nuovo, ed è sempre alterato dall’alcool. Un pericolo pubblico. Conta più il suo diritto di guidare o la sicurezza degli altri?

  36. ARDENZIO DA MILAN Says:

    wue’ pirlun che lo sapete che siamo in Europia??? che siamo nell’italia che siamo un paese libero???e alura che c’è di male se un imprenditore stanco dal lavoro e dopo aver dato da mangiare a 100 pirloni di operai si beve del vino e cerca di distrarsi un po correndo col suo macchinino? se investe il pedone sfigato saranno cavoli suoi, pagherà la multa e via..lo stato ci guadagna, l’investito pure ci guadagna co l’assicurasione e l’industriale si è almeno divertito. basta moralismi inutili gli incidenti ci sono sempre stati…cosi come l’amore libero…senza tabu’…certo se uno va addosso a un pirla oviamente deve fare attensione di non spappolargli la testa, quello no…ma una gambra rotta non fa male a nesunooooooo, siamo piu moderni per diavolo!!!!

  37. mm Says:

    ardenzio, tu stati scherzando, ma secondo me se vai a ripetere ste cose in qualche bar del nordest, mica la capiscono la tua ironia…ti dicono si, ci brindano sopra, e organizzano una battuta di caccia al pedone…

  38. marghe Says:

    Per E.
    scusami per il ritardo della mia risposta: ho avuto una mattinata infernale. E’ sostanzialemte vero quello che dici, e anch’io mi sono bevuta anche l’impossibilità e tornando a casa a 35 all’ora non ho mai fatto danni (se non a volte al mio orgoglio), è vero che l’alcol in Italia non può essere considerato una piaga sociale, visto il nostro rapporto con gli alcolici.La piaga sociale, a mio modesto avviso, è un certo tipo di coglionaggine (perdonami il termine un po’ forte) diffusa che poggia il suo deretano indifferentemente sui Suv come sui calessi. Il punto del mio discorso è che è vero quello che sostieni circa il machismo e amenità simili, ma è pur vero che, statistiche a parte, se ti guardi intorno, potrai ben distinguere un numero sempre più crescente di persone “autistiche” e concentrate solo su loro stesse che usano tutto quello che hanno a tiro (quindi anche il vinello fresco e frizzante italiano che solo a guardarlo ti mette allegria) per poter continuare a vivere il loro patetico “film” fatto di illusioni, ignoranza, tristezza mai risolte, frustrazione di genere vario, di crediti pretesi da un mondo che giustamente gli ignora. Questa gente è capace di tutto: dall’investire una povera sedicenne che esce dalla discoteca, al comprare a rate quarantennali un Suv, al campare di espedienti. E non c’entra l’invidia, clamar. L’invidia non se la merita nessuno. Soprattutto coloro che per sentirsi meglio hanno bisogno di essere visibili a tutti i costi. Il massimo dello snob, a mio avviso, è girare in città con la bicicletta. Questa è la piaga sociale: non avere nessuna coscenza ne di se ne tanto meno del prossimo.

  39. Leo Perutz Says:

    Un non problema?
    Dovresti fidarti meno delle statistiche e di quello che vedi, di quello che percepisci dalla tua prospettiva personale che come tutte le “personali”, risulta sempre molto limitata.
    Vedi, uno dei problemi dell’alcool e’ proprio che … non lo si vede, e’ trasparente. Non se ne misura il consumo in “numero di incidenti stradali” o in densita’ di “sbronzi molesti” per chilometro quadro, al venerdi’ sera, nel centro cittadino. L’abuso di alcool e’ parte della nostra cultura piu’ di quanto pensi e forse da un tempo di gran lunga superiore alla tua giovane eta’. Lo sa bene chi proviene da una cultura contadina ad esempio e lo sa bene chi ha avuto il “privilegio” di andare in terapia dagli A.A. con tutto il proprio nucleo familiare al seguito. L’alcool attraversa trasversalmente tutti i gruppi sociali e genera conseguenze diverse proprio per la infinita, versatile molteplicita’ d’uso che se ne puo’ fare.
    Non puoi parlare di “buon rapporto”, semplicemente perche’ non ne vedi emergere chiaramente gli effetti.
    Prova a raccogliere i dati sulla mortalita’ dovuta a patologie legate all’abuso di alcool ad esempio. Scopriresti che in certe zone del nord-est, in Friuli ad esempio, la situazione e’ letteralmente drammatica e l’alcool e il suo abuso e’ parte del tessuto sociale di una comunita’ intera. Si beve al lavoro, per strada, a casa, in parrocchia, al circolo dopolavoro, ai giardinetti mentre si bada ai nipotini.
    Io non so se ne uccide di piu’ lo spot della BMW, o quello del Tavernello, quello della Alfa Romeo o quello “Ooooh, Happy Days” della Asti Cinzano. So solo che la finta cultura del “buon bere” da noi e’ una delle tante balle con le quali cerchiamo di trasformare in pubbliche virtu’ quelli che sono solo vizi privati, privatissimi, che debbono rimanere assolutamente tali. Saluti.

  40. clamar Says:

    Finalmente qualcosa di sensato!!!

  41. E. Says:

    Grazie Leo. Hai dato una svolta a tutta la discussione, secondo me.
    E, intanto, rispondo anche alla marghe e pure a clamar, che c’ha il suv e sta cominciando a guardarsi intorno per capire se è vero che la gente, sotto sotto, pensa che ce l’abbia piccolo :-)

    Io continuo a pensare che ci siano meno alcolisti in Italia che in altri paesi. E penso anche che se un comportamento è ancorato a una certa cultura così tanto, probabile anche che si entra nell’antropologia, per decidere se si vuole considerarlo patologico o meno.
    Qui bisognerebbe averci la Zaub, chiederemo a lei.
    Rimane il fatto che l’alcolismo è un male, brutto e privato, come l’anoressia, come quelli che si cercano le foto dei bambini su internet.
    E vanno curati, assistiti, sostenuti, non colpevolizzati.
    Il problema è quando mischi le cose, quando un alcolista, che è già malato di per sè, si ritrova in una cultura dove non sei maschio se non premi sull’accelleratore. Allora diventa anche un problema degli altri.
    Questo diciamo. Curiamo gli alcolisti.
    E sradichiamo la cultura che li fa essere criminali, in macchina.

  42. clamar Says:

    Se il rapporto è valido, sono un superdotato, ho solo una micragnosa Yaris del 2000… che tra l’altro vendo perchè non uso mai la macchina :-) )))
    Io m’infervoro così perchè trovo la maggior parte dei post miopi e ipocriti, mi spiego: ammesso e non concesso che il male della nostra società sia la necessità di “apparire”, da cosa pensate derivi questo stato? Secondo me deriva dalla semplicità con cui si sparano giudizi che portano le persone a sentirsi (appunto) giudicate in ogni momento. Su questo presupposto, il male della società sono allo stesso identico modo le persone che si giudicano migliori perchè hanno un SUV e le persone che giudicano un coglione chi ha un SUV (e il SUV è solo un esempio).
    Per Margherita, come si possono usare parole come “persone che vivono il loro patetico “film” fatto di illusioni, ignoranza, tristezze mai risolte, frustrazione di genere vario, di crediti pretesi da un mondo che giustamente li ignora…” senza conoscere quelle persone, senza sapere la loro storia? Come si può iniziare parlando del problema del alcol in Italia e della guida in stato alterato e rispondere che il problema non c’è, e il vero problema sono i coglioni che spendono soldi per un SUV??? Ma vi rendete conto???

  43. marghe Says:

    @clamar
    Ho l’abitudine di usare espressioni forti e forse non riesco sempre a spiegarmi bene!
    Molto meglio di me si è spiegato Leo. Non giudico frettolosamente, credimi. per esperienza personale so molto bene come il dolore del vivere fa prendere decisioni sbagliate. Il guaio di alcune persone è quello di voler credere che basti recitare la felicità per essere persone appagate, cercano fuori di loro un tappo che serri per sempre il vuoto che hanno dentro che spesso ha origini lontanissime e serissime. L’alcolismo è un problema serio, la droga è un problema serio. Quindi il dolore è tanto. Io sono uscita da una depressione terribile solo grazie al fatto di aver messo in discussione me stessa e la mia scala di valori. Chiedo pedono, se sembro dura, se sembra che io voglia giudicare. E’ una reazione emotiva: vorrei solo gridare al mondo che si può essere felici coltivando la propria anima nell’orgoglio di se stessi e della propria umanità. Si può vincere il peggiore dei dolori, se ci si mette in gioco e si accetta di essere unici, irripetibili, tra milioni di milioni di esseri umani unici e irripetibili. Mi accaloro, non giudico. Intuisco le loro storie, vorrei indicargli la via, forse con un po’ di presunzione. Io sono riuscita con fatica e dolore ad essere una persona con il cuore e la mente aperti………quindi non deve essere così difficle :)

  44. VQ Says:

    Clamar:
    Ho cercato una macchina con caratteristiche (dimensioni, motore, consumi, costo, pagamento) precise, e l’ho trovata corrispondente. Con le dotazioni di serie, nulla più. E’ una utilitaria spaziosa che consuma poco (meno della metà di quella che avevo prima). Non importa la marca.

    Ho affermato, e ribadisco, che le auto sportive non mi sembra che abbiano una grande utilità (ovviamente posso sbagliarmi) e che i fuoristrada in città sono di per sé un controsenso, oltre ad essere oggettivamente pericolosi.

    Ti rimando ad alcuni studi specifici, citati qui:
    http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2006/06/suv-pericolosi.html
    http://www.legambientepisa.it/suv.htm
    http://www.legambiente.org/ltr/antisuv/

    E ce n’è anche per i conducenti, per i motivi intuiti da E. (e non solo):
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/motori/grubrica.asp?ID_blog=57&ID_articolo=66&ID_sezione=&sezione=News
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/576498

    Statistiche? Il NHTSA, l’ente per la sicurezza stradale degli Stati Uniti considera quest tipo di veicolo il più pericoloso in circolazione per la forte tendenza al ribaltamento. Motivo? Il 25% circa delle morti per incidente negli USA è causato dal ribaltamento dei SUV.

    Nel 4 giugno 2004 un tribunale della California ha condannato la Ford ad un risarcimento di ben 369 milioni di dollari ad una donna rimasta paralizzata dopo il ribaltamento del suo veicolo, riconoscendo la causa dell’incidente nella intrinseca pericolosità dell’auto.

    In Europa, l’organismo che effettua i test di sicurezza, l’Euroncap, classifica i SUV come i veicoli meno sicuri.

    Completano il quadro i test di una rivista specializzata, Quattroruote, i risultati? Manovre semplici che diventano impegative e reazioni imprevedibili dell’auto in caso di emergenza.

    Non parliamo poi dei consumi: in media è superiore del 60%-70% rispetto ad una utilitaria, soprattutto a causa del peso di questi mezzi.

    Non è invidia (e di cosa, poi?), né giudizio su questa o quella persona, tanto meno ipocrisia. Girare in città con un Suv non è certo una dimostrazione di razionalità.

    Tutto questo senza chiedersi: perché molti scelgono il fuoristrada? Qualcuno lo sa?

  45. mm Says:

    probabilmente perchè gli piace stare alti, rispetto alle altre macchine.
    Poi credo il guidatore trasferisca su se stesso l’immagine di personalità sportivo avventurosa e wild life che la pubblicità di questi Suv evoca. Credo.
    Poi c’è la signora di famiglia bene che si sente più sicura e blindata in un Suv…La pubblicità ha grosse responsabilità nel coltivare l’immaginario, facilita dei transfer di personalità mica male, in una società in cui l’abito, ma anche l’auto, fanno il monaco.
    Però di parlava di alcoolismo, andiamo fuori tema, almeno qui a Torino spesso chi si schianta alticcio nelle notti del weekend, magari travolgendo qualcuno, risulta spesso guidare auto normalmente potenti, ma se sei sbronzo e alterato e tiri l’auto a 170 per sgasare, è facile uscire di strada.

  46. ciao Says:

    per me SOLUZIONE E’ SEMPRE NELLE LEGGI…si dovrebbe introdurre una norma perentoria che preveda la revoca PERMANENTE della patente per chi sia stato sorpreso a guidare ubtriaco. E’ quello che succede in Inghilterra ad esempio.. I giovani, e non solo, bevono dalle 18.30 in poi come spugne.. Ma con lo spauracchio della revoca della patente, una volta sbronzi salgono sui taxi o sui bus per tornare a casa, a meno che non ci sia un volontario della comitiva che si sia astenuto dal bere per riaccompagnare tutti gli altri…All’uopo vengono s stabiliti dei veri e propri turni di sobrietà!

  47. clamar Says:

    VQ, ok mi hai convinto i SUV sono la piaga della nostra società.
    L’alcool??? Noooo, anzi un bicchiere di vinello allunga la vita.


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