La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Autosussistenza tricologica (siamo arrivati…) 20,Settembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 12:19 pm


E, visto il successo che le mie tragedie tricologiche hanno riscosso, e visti i messaggi di solidarietà che mi sono giunti da ogni parte del paese, vi racconto com’è finita.

E’ finita che ieri mi guardavo e mi riguardavo e non mi andava proprio questa pettinatura Goldrake, Riù-ragazzo-delle-caverne, Goku, se siete giovani e avete bisogno di icone più recenti.
Così sono tornata a casa e, armata di forbice maffa dell’ikea, e specchietto tenuto con amore dal Chimico, ho tagliato ogni asimmetria.
Adesso ho i capelli cortissimi.
Più Betty-Boop che Mimì Aiuara, finalmente.

E poi ho pensato che era ora di scoprire cosa c’era veramente sotto la mia tinta rossa e squillante.
Voglio cominciare a familiarizzare con i miei capelli veri.

Forse il Puntoggì penserà che tutto questo ha a che fare con i miei reni.

 

9 Responses to “Autosussistenza tricologica (siamo arrivati…)”

  1. G. Says:

    veramente i capelli, come la pelle, c’entrano con polmone e intestino crasso…
    in ogni caso, tutto torna… ;-)

  2. e. Says:

    Veramente io pensavo a tutte quelle cose tipo il giardino davanti, il giardino didietro e le energie ereditate.

  3. gufo Says:

    non sai quanto approvo, sia esteticamente che salubremente che psicologicamente. nonostante i miei ciuffi viola, continuo a pensare che piacersi per come si è sia molto, molto meglio. e, parlando di chimicazza, le tinture sono fra i peggio assoluti.

  4. e. Says:

    Esteticamente mi fa un sacco piacere.
    Salubremente vabbè, sì. Tieni conto che le tue sono tinte all’acqua e sono molto meno chimiche e aggressive.
    Psicologicamente non è tanto una questione di piacersi, che più o meno siamo sempre lì, non è che uno cambia tanto con i capelli di un colore piuttosto che un altro. Ma credo che, adesso ci vorrebbe il Puntoggì che lo spiega. Adesso scavo nella mia storia, e nelle mie eredità, diciamo. E allora mi guardo con i miei capelli, i capelli di quando ero piccola, i capelli proprio quelli dei miei geni, quelli che crescono da soli. E cerco di riconoscermi.
    Poi ci farò mille altre porcate sopra, che è uno dei miei passatempi preferiti.
    Ma adesso ho bisogno di ricordarmi come sono veramente.

  5. gufo Says:

    e anche ciò lo si approva, molto.

  6. Approvo anch’io e ringrazio per la citazione :-)
    Giuliana

  7. G. Says:

    @ e.: sissì, avevo capito… (cielo, non giardino. ma avevo capito…)
    @ e. (2): sì, stai facendo una bella cosa. ma io credo di dover spiegare poco, forse, meglio, niente. considero tutte le cose che mi dici, ma mi incasinerei a spiegarle. bello che ti cerchi. e mi piace pensare che ti sto dando una mano. o un pollice. continuiamo così. facciamoci del bene. :-)

  8. zauberei Says:

    Ah io pure dico che è bene sissì, in primis perchè Riù che coglioni con quell’aria de boy scaut dee caverne, in secundis perchè mo fai amicizia coi colori tuoi:)


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