La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

31,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:43 am

Quando ero piccola c’era il giorno dei santi che nessuno ha mai capito che cos’era. Ma bisognava andare a messa e Suor Nicolina diceva che era la festa di tutti, perchè siamo tutti Santi.
E poi c’era il giorno dei morti e io lo preferivo perchè andavamo con mia nonna a Santa Margherita, al cimitero dove c’era mio nonno.
Stavamo un sacco di tempo dal fioraio, odore di cera e fiori e di strada di lenvante ligure, strada di sole, di acqua salata, novembre, finalmente senza le creme da sole dei turisti. Santa Margherita fa male da quanto è bella, in novembre.

 

30,Ottobre,2007

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 4:10 pm

E poi vengono quei giorni dipioggia in cui ti tocca provare a salvare un’amicizia a colpi di centosessanta caratteri.
Se io avevo una sorella minore eri tu. Perchè sei una lurida, complicata, bacata testa di cazzo. Neanche tanto diversa da quella luridabacatacomplicata testa di cazzo del mio Biondo Fratello.
Se c’è qualcuno qui che se ne capisce di astrologia, me lo può dire perchè c’è sempre uno scorpione da qualche parte, quando io mi sento triste?
E c’è che sono cresciuta in mezzo agli scorpioni muti e scontrosi. E adesso che sono grande non mi piace più fare finta di niente, se sento che c’è astio. Se sento che in un rapporto ci sono dei non detti, se sento tensione.
L’altra notte ho sognato che prendevi cinquanta centesimi dal barattolo dei miei spiccini del caffè. Speriamo che l’iper-comune-ty, quella dei nostri ‘nalisti, se la stia cavando meglio di noi, nelle loro segrete riunioni.
Avevo bisogno di scriverlo con qualche carattere in più. E avevo bisogno di dirlo a tutti che sono un po’ triste.
Perchè credo che si veda che sono un po’ triste. E poi chissà la gente cosa pensa.
E centosessanta caratteri, dopo centosessanta siamo arrivate a un accordo. A una chiarezza che, per ora, mi basta.
Ma sappi che non ci sono solo io. Che io sono quella che ha imparato a parlare molto chiaro, e sono quella che sta imparando a dipanare i sentimenti tra il bene che ti voglio e la tentazione di spaccarti il naso a ginocchiate.
E va bene così, a che cacchio mi serve avere quasi trentun’anni, se no.
Diciassette e dieci.
Vado a recuperare Caterina, se tutto va bene.

 

Tornata 29,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:57 am

Eccomi.
Sono tornata, alfine.
E mi sono trovata immersa nella più colossale, pantagruelica chiamata da bidelli che si sia mai vista. Centinaia di persone fuori dalla porta dell’ufficio. Centinaia, come in un film neo-realista, ma a colori. I nani, le ballerine, gli acrobati e un bestiario che venghino, venghino, signore e signori, provate la casa che rende pazzi, l’unico posto al mondo dove per firmare un foglio dovrete fare tre code. La Capa, quando ci si mette, a organizzare, e non ci sono io a contenerla, diventa sovietica. Secondo la sua filosofia gli utenti non devono mai stare troppo tempo raggruppati a far niente perchè si annoiano, si lamentano tra loro e poi finisce sempre che si lamentano anche con noi. Invece se sono occupati a cercare di passarsi avanti tra loro non si annoiano e tutto scorre liscio. Divide et impera.
Ieri sera io e il Chimico abbiamo festeggiato la fine della settimana dell’edile con un tete a tete etilico esilarante, che si è concluso sulle scale di casa, io che barcollavo, piegata in due dagli accessi di riso e lui che cantava ‘momenti di gloria’, dai che ci riesci a salire le scale.
Nel vicolo, indubbiamente, si stava stretti. La mia casa del Vicolo era pensata per una, io. Allora, complice il tempo della laurea, e qualche soldino in più, abbiamo deciso di fare grandi restauri, una specie di pulizia di primavera, ma in autunno. 
A cominciare dal Mostro Finale. 
Sono passati tre anni dal capodanno tragico in cui la fogna del palazzo si è riversata nello sgabuzzino, la Casa di Aldo Moro. Davanti allo scempio io ero stata debole. Ho chiuso la botola.
Nel frattempo, dalla finestrina è entrata tutta la polvere dei lavori delle scale.
Quando sono entrata sembrava un film horror. Con tutti i crismi, gli angoli bui, i brutti ricordi che affiorano, la claustrofobia. E l’avevo anche sognato, la sede del mio inconscio incasinato.
E’ stato un restauro con profondi significati. Sono riuscita anche a buttare via gli attrezzi che aveva lasciato mio padre. Quasi tutti.
E poi abbiamo cambiato le tende, abbiamo messo i lampadari, noi, con le nostre manine e abbiamo incorniciato la manina che il ladro ci ha lasciato sul muro. E’ strano, ma da quando ci hanno derubato, le cose nel Vicolo vanno meglio.
Non so spiegarmi il perchè.  C’entrerà anche il fatto che ci hanno derubati la notte della laurea del Chimico, c’entrerà.
Ma relativamente.
Dentro il compiùtero Caterina c’erano tutte le nostre foto, quelle delle prime vacanze insieme, anche. E le nostre canzoni,  quelle delle prime notti insieme. E poi il cellulare del Chimico. E la macchina fotografica, cazzarola, quella mi serviva per fotografare le ricette.
Ma le nostre prime vacanze insieme io me ne frego delle foto, le prime vacanze ce le abbiamo nella testa. E le nostre canzoni.
E così siamo stati meglio.
Con le nostre solite tensioni. Ma, non so come dire. Come se qualche molla fosse scattata nella testa di tutti e due.
Oggi ci dedicheremo al restauro della cucina.
Sono stata un’intera settimana senza rete. Niente posta, niente blog, niente giornali on-lain, niente messenger.
Eppure
Eppure mi sento tornata come se avessi passato una settimana con le mani in qualcosa di più profondo. Una settimana con le mani nella mia casa.
Centrata
Soprattutto su me stessa.
E sul mio rapporto col Chimico e sui miei rapporti, in generale.
Perchè si pensa meglio con le mani occupate.
E se sono sporche è meglio.
Adesso sono tornata. E va bene così, che preferisco il collocamento che fare l’edile.
E c’era qualcos’altro, sì, ne sono sicura.
Ma me lo sono dimenticato.
Lo scriverò domani, che è venuta l’ora di scappare da qui.

 

La mia vita ai confini della realtà 20,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 3:32 pm


Il Chimico si è laureato.
Abbiamo brindato, abbiamo giocato, abbiamo cantato e abbiamo fatto le ore piccole. Siamo tornati a casa belli brilli e ci siamo addormentati abbracciati, tutti nudi.
E, naturalmente, qualcuno, nel frattempo è entrato dalla finestra e ci ha svaligiato la casa.
Ma questo ve lo racconto in un altro succulento post…

(Voce fuori campo)
Nella prossima puntata:
La Gattamelata, gatto da guardia, la misteriosa impronta sul muro, gli sbirri impiegati delle poste, il carabbinièere, se potevo ci venivo io di persona, la triste storia del Compiùtero Caterina e dell’acrobata…

 

Si laurea! 18,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 1:08 pm

 

Aspettando Novara, Roma… 18,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:50 am

Giovedì.
Mattina.
Oggi dovremmo sapere qualche cosa di questa benedetta laurea del Chimico. “Al più tardi in tarda mattinata”.
Ci si può fidare di uno che non ti mette mai la firma e quando, finalmente gli chiedi, ma quando? Lui usa una frase si sei parole di cui due sono ‘tardi’?
Il fatto è che la laurea del Chimico cambierà in modo sostanziale il menage del Vicolo, la routine del Vicolo. Il fatto è che il futuro viene con la laurea del Chimico. Si passa a una fase successiva, diversi orizzonti, diverse cose su cui lavorare.
E quindi non mi piace che il futuro venga non si sa quando, in tarda mattinata. Mi piacerebbe poterlo aspettare ben pettinata, con una bella gonna, che ho visto, che pensavo di comprare per l’occasione.
Ma l’occasione lascia poco tempo per cercare le gonne e comprarsi le calze e le scarpe belle che metterò tutto l’inverno, con la gonna.
Oppure il futuro verrà a dicembre, col tempo per accoglierlo.
Cosa pensavo quando non sapevo ancora come sarebbe andata a finire? Lascio l’incertezza qui. Per non dimenticare com’era, quando tutto si riorganizzerà sulle certezze dell’azienda di Novara. L’odiosa azienda di Novara.
E in tanto che ho tempo per aspettare tempo allora mi mangio lo yogurt e penso a Roma. La manifestazione.
Il primo dato è che io non ho ancora capito perchè andiamo a manifestare, visto che, fino a prova contraria, siamo al governo.
Cioè, mi spiego. Io sono un’elettrice della sinistra pesante. E ho votato gente che si è candidata con un programma che, più o meno è quello della piattaforma. Da quel momento loro sono lì che lavorano per me.
E non capisco perchè ci devo mettere una pezza io se loro non ce la fanno a farsi ascoltare dagli altri.
Mettiamola così che ci sono cose che si fanno con la testa e cose che si fanno con i muscoli. Io sono il muscolo e mi gonfio e minaccio e mi bullo se il Nano Malefico trama spaventevoli piani per conquistare il mondo. Ma non mi gonfio e mi tronfio se ci sono ampi spazi politici percorribili.
E gli spazi politici se non ci sono adesso che siamo al governo, io non lo so quando ci sono.
Il secondo motivo è il motivo Cachemire.
Ovvero che la nascita del Piddì ha centrificato i dìesse. Ma ha spostato al centro ben bene anche noi, riversando a sinistra tutti gli scappati di casa che erano nei dìesse e non se la sono sentita di diventare democristiani.
Così, sabato come sempre, mi tocca manifestare in mezzo ai dìesse, perchè lo sono, lo erano fino a qualche mese fa, dìesse. E non mi è mai piaciuto. Gomito a gomito con quelli.
Gomito a gomito con quelli, saranno manifestazioni sempre più rosa, che rosa più rosso fa rosso più scialbo, anche se uno non ha fatto il liceo artistico.
Il terzo motivo è il motivo delle scuole medie. Un gruppo bello come Vicenza avrebbe giustificato la mancanza di ragioni oggettive. Ma vale anche il contrario.
Quarto, ho pensato che nel ghetto, in questa stagione non si troveranno, comunque, i carciofi alla giudia.
Dodici e trenta.
Ancora non si sa nulla.

 

L’orri-zzonte della sfiga 17,Ottobre,2007

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 10:52 am

Immagino che voi pensiate stupidamente che io sia qui, in ufficio, circondata dallo schiamazzo dei miei colleghi.
Che stia cercando di organizzare questa festa di laurea del Chimico, senza certezza. Tra l’altro oggi è mercoledì. L’azienda non fimerà prima di domani e la laurea è venerdì. Forse.
Paradossale.
Tra l’altro non capisco se è colpa mia, che mi succedono sempre cose strane, e allora cominciano a succedere cose assurde anche alla gente che mi sta vicino, l’orizzonte, il confine della realtà turbato dalla mia sfiga willycoyotesca.
Magari il Chimico si laureava normale, se quel giorno, ai seggi, non cominciava a farmi la corte, intanto che gli dicevo, in bagno, che mi ero persa una scheda.
Magari.
Ma intanto l’orizzonte si è spostato. Sull’assurdità di quella scheda rosa persa.
Poraccio.
E io non sono qui.
Ieri mi è anche successo un incidente canino al Compiùtero Caterina, quello di casa. E oggi devo andare a farlo aggiustare.
Me ne sono andata, quindi, ho staccato la spina stamattina, quando ho sentito questo stralcio di monologo:
Io i vestiti che non uso più li mando con un container in Africa. Non li dò alla parrocchia perchè magari vanno a finire agli zingari.
E allora preferisco mandarli in Africa.
Ho fatto male ad andarmene?
E, se siete curiosi di sapere da dove mando questa cartolina, eccomi:

Io sono a bordo piscina e tengo un mojito in mano.

 

Senzatitolo 15,Ottobre,2007

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 4:54 pm

Se c’è una cosa bella dell’essere donne è lo sciopping. E poi c’è che ti puoi tingere i capelli e fare pasticci meravigliosi. Se c’è una cosa bella è che la ‘pistola del punto di vista’ con te non funziona, e sei libera di chiedere a qualcun altro di cambiarti le gomme della macchina. Se c’è una cosa bella è che sei capace di parlare, di fare due cose contemporaneamente, scambiarsi ricette, teorie sulla rivoluzione, vestiti e fidanzati. Se c’è una cosa bella delle donne è il comunismo delle donne, l’anarchia delle donne e il mutuo soccorso.
Ma la cosa più bella, quella che mi fa ringraziare tutti i giorni che ci sono e sono qui e sono io, sono le mie amiche. Le mie amiche di tutti i giorni, che non sono diverse dalle amiche delle feste. Le mie amiche che ho avuto la fortuna di incontrare, che ho scelto e non ho potuto più fare a meno di amare. Le mie amiche di quando le cose vanno bene, ma che non c’è paragone, non c’è altro, non c’è storia, quando le cose vanno male. Le mie amiche delle chiacchiere e le mie amiche dei discorsi tesi. Quando sei abituata a parlare con gli uomini e ti sorprendi di quante cose, quante tante cose riescano a capire. Le mie amiche che sono bellissime anche quando ti si attaccano come gatte ai coglioni, che dividono con me l’avventura di una generazione sfigatissima, le mie amiche che vogliono cambiare lavoro, tutte.
Magari non ci pensi e per un sacco di tempo, le dai per scontate. E poi viene un giorno, e per me è oggi, che pensi: che culo che ho. C’è gente che non riesce a metterli insieme tutta la vita un nido di sentimenti così, una rosa di racconti così. Le diecimila cose che possiamo dire l’una dell’altra, le diecimila cose che facciamo una per l’altra e che sono maledettamente naturali, senza bilancini, senza recriminazioni, senza neanche pensarci.
Stasera non si sa ancora se è vero che il Chimico si laurea, ho un mal di testa da sonno che mi mangia la cervicale a morsetti. Ho fame anche io, l’inverno sta arrivando e radio capital (porco schifo) sta trasmettendo l’ultimo disco di Venditti in anteprima (radiocapital, porco schifo).
E, in tutto ciò, l’unica cosa che mi viene da pensare, stasera, è
Grazie, ragazze!

 

Mi sento fortunata… 15,Ottobre,2007

Archiviato in: Goooooooooooogle! — diversamentequilibrata @ 11:15 am

La nuova piattaforma c’è un bottone che si schiaccia e viene fuori le ricerche dei motori di ricerca.
Allora, visto che è lunedì 15 e tutti dovrebbero dire se vanno o non vanno alla manifestazione a Roma, e visto che ci devo ancora un po’ pensare, e visto che la mia partecipazione è vergognosamente legata a chi c’è, come la gita della scuola. Allora io temporeggio, con il mio primo post goooooogle. Aspettando gli altri e chiedendomi se mi si nota di più se vengo e non canto bella ciao oppure se non vengo ma lo canto a casa.

Misteriosamente la chiave di ricerca più usata per arrivare al mio blog è ‘anoressica’. Lo cercano quasi tutti i giorni, insieme a Lourdes.
Allora io adesso scrivo “Guarigioni miracolose di anoressiche a Lourdes”, e chissà che cosa esce la prossima volta…
Analogamente, ho un lettore affezionato che, invece di salvarmi nei preferiti (settimo tasto sopra il tuo naso: preferiti-colonnina-aggiungi-occhei, caro) mi cerca sempre su google, diversamentequilibrata.
Per completare la serie ‘incredibilia’, c’è qualcuno che mi trova digitando:

- Arrivi in pulmann ha Lourdes (coll’acca)

- Marina Cento Vetrine (Ma chi è?)

- Mia Martini suicidio

- Fantasmi web-cam (ma si vedono???)

- Piccoli regalini fatti a mano boy scout

- Corso di tiro al volo

- Donna che mangia maracuja foto

- Cose viventi

- L’onore dei sopravvissuti è sopravvive (in Albània)

E abbiamo anche una rassegna porno:

- Storie travestiti (soft)

- Il mio ragazzo pisciami addosso (scritto proprio così)

- Culo frusta

- La storia di troia (ambiguo, se non l’avesse scritto minuscolo)

C’è una sola domanda, che rimane aperta.
Ma

Thrill Curve

Chi è?

 

Disgusto e raccapriccio 12,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:57 am

Peggio dello sfoggio di opulenza a nostre spese.
Peggio dei cadaveri di animali mollemente adagiati sulle spalle di signore freddolose e signori poco eleganti.
Peggio del fatto che fossero finanzieri. Perchè io la guardia di finanza, dopo il g8, specialmente dopo il g8, la schifo.
Peggio di una festa sulla neve.
Peggio di tutto questo peggio c’è:

Ma come cacchio fai a mangiare pesce sulle dolomiti???? Ma dove ce l’hai il palato?

E d’estate, a Portofino? Canederli?

 

Dedicato alla Nessi… 11,Ottobre,2007

Archiviato in: La rubrica del sorriso minimalista — diversamentequilibrata @ 2:22 pm

Oggi, come sempre, il cinismo ci salverà la vita.

 

Illuminazioni sciazzuche 11,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:23 am


Il mio lavoro mi piace.
Lo so che sono quattro anni quattro che mi lamento.
Ma ieri sera, nei mille pensieri che mi sgomitavano nel cervello, o meglio, tra i mille pensieri confusi e premestruali che mi si affollavano nel cervello, si è fatto strada questo.
Io a parlare con la gente tutta la mattina sto bene.
O meglio, satarei bene se fossi una provinciale, starei bene se avessi uno stipendio sensato, se avessi la mutua. Starei bene se non fossi legata a un appalto. Sempre legata a un appalto, la mia vita di due anni in due anni.
Mi piace dare una mano alla gente che lavora. Vengono da me e mi chiedono soluzioni e capita che io le soluzioni ce le ‘ho.
Ieri ho incontrato a scuola il mio ex-allievo Tatuato, che lavora in una comunità di recupero per alcolisti. Tempo fa aveva fatto sfoggio dei suoi bicipiti nel mio ufficio, per iscrivere un suo utente.
Ieri mi ha raccontato che però questo suo utente disoccupato non ce l’ha fatta a smettere di bere e dalla comunità se n’è dovuto andare. Adesso vive per strada.
E lo diceva con dispiacere, sì, ma senza tutta la rabbia che ci avrei messo io, brutto stronzo non lo vedi che ti rovini la vita come puoi farmi una cosa del genere.
Perchè io se fossi nata nel millecinquecento sarei salpata per convertire a forza. E sarei stata giacobina e russa sovietica, e allenatrice di nuoto cinese.
Ci vuole una certa stoffa a fare gli educatori. Ci vuole il cervello per capire che non si può salvare nessuno. Che la gente si salva da sola. Se vuole.
E c’era anche l’Orchetto, a sentire questa discussione tatuata. E dopo mi ha fatto mille domande. Perchè non lo tengono in comunità per forza? Io se ero il capo di una comunità chiudevo tutti a chiave dentro.
Ci hanno già provato, non funziona.
L’Orchetto ha glissato. Ma mi è sembrato che prendesse l’informazione e se la mettesse via, in un cassetto con la targhetta “Cose”.
Gli tornerà in mente al momento giusto, io spero.
Mi sembra che mi assomigli molto questo mio allievo, devo stare attenta a non immedesimarmi troppo.
Esistono storie simili, non esistono storie uguali. Come non esistono sinonimi nella stessa lingua.
E mai solo un contrario.
E come ho poche risposte da dare all’Orchetto che chiede, ne ho tante, invece, da dare ai disoccupati, che arrivano preoccupati e si alzano tranquilli, dalla mia scrivania.
Mi gratifica. Mi piace saper rispondere.

Beato il diritto del lavoro, che da qualche parte c’è sempre scritto cosa devi fare. E se non lo trovi lo chiedi alla Capa.
E se non lo trova neanche lei,
cazzi suoi.

 

Sto meglio… 9,Ottobre,2007

Archiviato in: Acciacchi, bue, bacini e ipocondrie — diversamentequilibrata @ 2:36 pm

Tanto di cappello alle mie difese immunitarie…

 

Sto bale… 8,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:02 am

Oggi sono balata.
Ho il daso tappado. Ho la tosse, mi brugia la gola e non cabisco niente. Bella dovità, direte.
Spero solo di contagiare anghe il mio studente del doposcuola. Quando è balato non faccio lezione, ba bi pagano lo stesso. E boi faccio un po’ fatica a fare i combiti gon questo allievo che mi sfida in gontinuazione, è alto un metro e dovantasei e tiene una storia alle spalle che mi si strizza il cuore tutte le volte che qualcuno aggiunge un barticolare.
Piccolo tenero orco.
Ma resta il fatto che mi tocca l’orchetto e io sono balata. E lui cercherà di torturarmi per due ore. E io dovrò resistere, stoica, solida e tranquilla.
Non fa male, Rocky.Vediabo se questa duova fase “Non fa male, Rocky”, porterà i suoi frutti. Il mio piano è questo, il mio piano è dire le cose come sono. Ba questo l’ho già scritto. E lo sto mettendo in pratica. La fase B del mio piano è non incazzarmi in contiduazione. Può la gente cambiare in un giorno? Può il mio allievo Orco decidere di farsi addomesticare come la volpe del Piccolo Principe, in due lezioni? Può il Chimico diventare un uomo attento, se io mi incazzo ogni tre per due, invece di spiegargli dove e come voglio attenzione?
Ecco il mio piano è dire. E incazzarmi solo se strettamente necessario.Se non fa male a Rocky…

Leggo poi, i post della comune, sempre a tema:

20 OTTOBRE (Si chiama shock-traumatico-da-g8, quello che mi fa scrivere 20 luglio. Non mi prendete in giro perchè è una cosa bolto grave, e anche bolto triste).

Dicevo che impazza il dibattito, ba io non ho niente da dire, oggi. Tranne, forse il fatto che se avevo la mutua col cavolo che ero qui. E anche non andavo a impestare l’Orchetto, untrice.

Ma c’è questo, che a me piace questo dibattito on-lain. Io non trovo che sia il surrogato di un dibattito vero a casa di qualcuno. Ha il suo posto, naturale, qui. In rete.
Poi, sono d’accordo che dovremmo vederci più spesso, che l’ultima volta che sono stata dalla Nessi c’erano ancora gli scatoloni. Ma questo è un problema ulteriore.
Un conto è un dibattito pubblico, e un conto sono tutte le cose che ci racconteremmo di persona. Mancano le cose di persona.
Ma io trovo tremendamente stimolante questo confronto tra blog.

Tossisco.
Mi fa male il petto.
Sono sicura di essermi ammalata di tubercolosi. Ma state tranquilli, continuerò a cantare anche sul letto di morte, come Violetta, come Mimì,
naturalmente.

Ma se è aviaria???

 

Continua l’assemblea virtuale 5,Ottobre,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 9:18 am

Compagne e compagni,
Continua l’assemblea virtuale a tema: “Che fare il 20 luglio?”.
Segnalo brevemente, prima di cominciare, gli interventi di Paolino, della Nessi e della Streganocciola.
E, prima di cominciare, lancio una proposta. Oggi è il cinque di ottobre. Io direi che entro il 15 dovremmo prendere una decisione. Perchè qui si parla della rivoluzione, della scalinata di Odessa e delle frittelle della festa dell’Unità e si rischia di perdere il filo.
Quindi mettiamoci dentro pure tutto. Ma lunedì 15 ognuno di noi dovrebbe uscire con un post in cui spiega perchè partecipa, oppure perchè non partecipa. Cosa ne dite?E adesso passo alla mia replica.
L’idea della Nessi, della Casa del Popolo, mi piace.
Ma la accetto solo come sostegno durante la rivoluzione. Mi spiego, mentre scioperiamo duri perchè ci diano asili meno cari, assistenza migliore, un posto di lavoro decente allora è giusto sostenerci a vicenda. Ma sostenerci a vicenda perchè siamo vessati dal precariato no, non direi. Perchè se no finisce come le pubbliche assistenze, che io non ho mai capito perchè le ambulanze devono essere una cosa che si basa sul volontariato e sulle donazioni. E’ un servizio importantissimo, sicuro dovrebbe fornirlo lo stato.
Quindi la Casa del Popolo, per come la vedo io, dovrebbe essere strumento di lotta ma non di assistenza quotidiana.

Primo punto.

Il secondo punto è personale.
Lo metto qui anche perchè il personale è politico, ma anche perchè poi mi passa, me lo dimentico e invece vorrei parlarne.
E’ questa frase qui:
“E io non voglio che poi sembri che mi lamento, ma quando si tratterebbe di andare a dipingere il muro di rosso, crolliamo addormentati. Oppure facciamo yoga per ritornare a respirare, che non ne possiamo mica fare a meno.”
Sia chiaro a tutti che lo yoga non si fa invece di dipingere i muri di rosso. Se un’iniziativa è interessante, affascinante. Se non è il solito dibattito genovese trito e ritrito, non c’è stanchezza e non c’è routine che tenga, io ci vado. E parlo di me perchè mi sento chiamata in causa, dopotutto quella dello yoga, nella comune sono io.
Mi dispiace se qualche volta, per evitare di dire che un’attività, un’iniziativa, un’idea, mi sembrava una cretinata ho addotto la scusa della stanchezza, del lavoro, dello yoga. E’ anche un po’ un’autocritica la mia.
Ma non mi piace che si pensi che il precariato ci (mi) distrugge ed è per questo che non facciamo attività politica in senso più o meno tradizionale.
Io, per quanto mi riguarda, credo di aver partecipato a una riunione di qualsiasi cosa si sia inventato in questa città. Centri sociali compresi. E vi giuro che sono sempre uscita con un senso di tristezza come l’unto sulle piastrelle in cucina.
Ma il mio proponimento per l’anno nuovo è questo, parlare chiaro. E se penso che un’iniziativa sia una porcheria dirò porcheria, invece che dire “sono stanca, sono appena uscita da yoga”. Voi, però, non odiatemi, per favore.

Fine dell’inciso personale.

Per quanto riguarda, invece, il post della Strega, ho una lancia da spezzare in favore del Compagno Cachemire.
Tengo a precisare che Cachemire è stato assunto come segretario, dal partito. Ma segretario tipo rispondere al telefono, mica segretario D’Alema. L’attività politica di Cachemire all’inetrno dell’associazione era cosa a parte.
Detto questo anche io tengo un’associazione di teatranti, lo sapete. Adesso vi faccio un esempio teatrante che così si capisce meglio la posizione di Cachemire.
Io e i miei amici teatranti produciamo gli spettacoli e, se un giorno ci saranno dei ricavi ce li divideremo e, quando andiamo fuori budget ci dividiamo le spese.
Un giorno imbrocchiamo uno spettacolo e guadagnamo un po’. Allora io vado dal Puntoggì e gli dico “Puntoggì, vuoi lavorare per noi? Farai il segretario nella nuova sede, apri, chiudi e rispondi al telefono”.
Allora il Puntoggì è teatrante e associato nel tempo libero e segretario quando lavora. E, giustamente stipendiato, perchè quello è il suo lavoro.
Nello stesso modo Cachemire era compagno dell’associazione nel suo tempo libero e lavoratore vessato, sottopagato, sfruttato e deriso, durante le ore di lavoro.
Così è più chiaro? Mica faceva le frittelle. Le frittelle sono tempo libero e, se volete sapere la mia non s’hanno da pagare.
Io non lo pago il Biondofratello quando mi fa le luci e non pago le regie all’Adoarato regista e, men che meno, qualcuno mi paga le sceneggiature.
(Nonostante, in tanti, mi abbiano promesso cene giapponesi…).

La seconda considerazione è una seconda considerazione di carattere personale. Oggi è un vizio.
La casa di proprietà non è un lusso. Io tengo una casa di proprietà, venticinquemetri quadri nel vicolo perchè non esisteva un affitto più basso del mio mutuo. E, ancora adesso, coi tassi alti e tutto il resto, se fossi in affitto pagherei di più.
Quindi basta discorsi sulla casa di proprietà, per favore. Perchè è una questione di scelte. C’è chi preferisce una casa un po’ più bella, ma che presto dovrà cambiare e chi preferisce una casa sua. Magari un po’ più modesta.

Noi lottiamo per le brioches.
Falso.
Noi lottiamo per la qualità del nostro tempo. Per non svendere la nostra vita preziosa, i nostri giorni.
Non si tratta di quello che compri con 715 euri, non si tratta dell’aperitivo o del viaggio. Si tratta del fatto che otto ore della mia vita non valgono 715 euro.
E’ facile, come concetto. E’ marxista.
Io, lavoratore, vendo al datore di lavoro otto ore della mia vita e devo ricavarne una cifra che mi consenta:
- di avere un tetto decente sopra la testa
- di mangiare decentemente, mangiare da rimanere in salute.
- e poi di andare a teatro, di prendere l’aperitivo, comprare il giusto numero di maglie, mandare mio figlio all’asilo, comprare il cibo del cane, andare dal dentista, fare lo yoga e copmprare la vernice rossa per la Casa del Popolo.
Io lo devo pretendere, perchè in cambio di tutto questo io vendo il tempo della mia vita. E queste non sono brioche. Anche se poi, in definitiva, sono le brioche, che mancano. Ma sono brioches per cui abbiamo dato molto.
Io lotto per me. Per avere il giusto prezzo.

Ecco, chiudo con una nota frivola, pur io, questo post peso.
Streganocciola, tu che borbotti di scollature profonde e push-up…Siamo sicuri che ti scaglieresti anche contro le mini-minigonne, qualora andassero di moda molto mini e mettessero in risalto tutte le tue splendide gambe da airone?

 

Intermezzo salutare, tra un pezzo di puzzle e l’altro 4,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:13 am

Io ieri sera ho cominciato a fare yoga.

Tempo fa il Puntoggì aveva scritto questo post. E io non so perchè sono andata a provare, visto che mi aspettavo sul serio che qualcuno mi chiedesse di respirare con un polmone solo.

E invece ho fatto bene.

L’insegnante ha una voce bellissima. Spiega gli esercizi, li spiega mentre li fa, in modo che, con un po’ più di familiarità uno può farli bello rilassato, a occhi chiusi.

Mi piace perchè sono due ore a contatto con me stessa. Come se mi guardassi da dentro, riprendessi confidenza con me. Parlare un po’ con le mie dita, sentire il respiro che si infila nella pancia, la schiena che si snoda piano piano.
Mi piace anche se scricchiolo e sono legata come l’omino di latta del Mago di Oz. Mi piace perchè le mie compagne di corso sono sciure con l’aria di chi ha nella borsa il sacchetto di stoffa per fare la spesa. Ma sono molto più snodate di me. Mi piace come ci sorridiamo tra di noi.

E, tutto sommato, non era neanche una novità. Il pezzo del saluto al sole lo avevo già fatto a kung-fu. Ma lo facevamo di corsa, come allenamento. Altre cose le avevo fatte ad Alcatraz, altre ancora ai seminari di teatro.
Come dire che l’ho sempre usato per fare altre cose e adesso guardo cosa c’è dentro.

 

La triste triste storia del mio amico Cachemire (riflessioni sul 20 ottobre-parte prima) 3,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:26 am

Avevo promesso che avrei raccontato la triste storia del mio amico Cachemire.

Il mio amico Cachemire è stato chiamato così perché era segretario di una sezione dei dìesse in un quartiere fighettino. Ma mica fighettino che per fargli i dispetti gli parcheggiano i suv davanti alla saracinesca e poi ridono grasse risate. Un quartiere della sinistra chic. Falce, martello e champagne.

Anche il mio amico Cachemire è molto falce, martello e champagne. Ma, dalla sua, ha che è laureato in scienze politiche e quindi fa fatica a trovare lavoro. Fatica, tanto che a trent’anni fa quello che trova.

Un bel giorno, però, è successo il partito democratico.

E allora tutti si sono trovati a dover decidere se insegnare a quelli della Margherita la ricetta segreta delle frittelle della festa dell’unità, oppure andarsene via.

Cachemire ha sentito dentro che non avrebbe potuto mai morire democristiano.

E allora è saltato giù.

Basta dìesse.

C’è da dire che non è saltato giù solo lui, è scappata un sacco di gente. E, fra la gente scappata, alcuni hanno fondato associazioni, di sinistra, la vera sinistra di sinistra. Un tono di rosso-quasi-rifondazione.

Una di queste associazioni, ha messo su una bella sede. Ha sostenuto un candidato sindaco delle primarie, alternativo alla Sindaca-di-tutti, e pure ha assunto il mio amico Cachemire.

Finalmente un lavoro, finalmente utile.
Non solo un lavoro, una missione.

Certo, bisognava accontentarsi di un contratto di collaborazione.

Progetto per dodici mesi.

Per imbustare, tesserare, aprire, chiudere, rispondere al telefono, organizzare, ribadire, ricordare, scovare, parlare con i fornitori del caffè.

Un segretario fac-totum.

E lui fa totum.

E sta lì, in ufficio sette, otto ore al giorno.

Per uno stipendio, tenetevi, da capogiro.

Settecentoquindici euri.

Ve lo scrivo in cifre, che magari uno pensa che ha letto male.

715 euri.

E’ uno stipendio o una paghetta?

Ma lui ci va a lavorare, certo che ci va. Tanto Cachemire vive ancora con i genitori. Si può sacrificare, dopotutto, per la causa. Non capita tutti i giorni di scappare di casa, da un partito, tutti insieme.

Solo che, qualche mese più tardi, finite le primarie, finite le elezioni, finito il lavoro, diciamo grosso, finiscono anche i soldi.

Viene convocata una riunione in cui si dice a tutti che i soldi sono finiti e che la sede dell’associazione passa a un posto più economico, tipo casa di qualcuno.
E Cachemire, in quella riunione, si sente come il tredicesimo a tavola, come il maiale quando si avvicina la festa, come il personaggio nero nei film di paura.

Infatti viene convocato dal Capo dei Capi che gli dice che non ci sono più soldi. Neanche i suoi 715 euri, niente più. Gli dice di staccare il telefono e gli dice che ha due settimane per sgombrare la sua scrivania.

Povero Cachemire.

Due settimane.

Ma c’è di più, il Capo dei Capi gli allunga un foglio da firmare.

Il foglio delle sue dimissioni.

Di Cachemire, mica del Capo dei Capi.

 

Ecco, vi ho raccontato la triste storia di Cachemire perché ieri al Chimico è arrivata una lettera dell’Associazione.
Ve la scrivo:

 

Date: Tue, 2 Oct 2007 15:33:49 +0200
From: ***************
@yahoo.it
Subject: appello per mani
festazione 20 ottobre
To: i*******
Allego un appello rivolto ai giovani precari. Potete farlo girare e raccogliere adesioni? Ciao 

Per tutte le informazioni http://www.20ottobre.org/

 Nel corso degli ultimi anni la crescente  precarizzazione del mercato del lavoro ha privato un’intera generazione del proprio futuro.Una generazione che ha investito molto in termini di studio e preparazione si ritrova a svolgere lavori precari e sottopagati, priva di qualunque diritto, sotto la costante minaccia del “mancato rinnovo” del contratto da parte del datore di lavoro.Non solo, la precarietà lavorativa si trasforma nei fatti nell’impossibilità di fare qualunque progetto per il futuro.Non è infatti possibile per i precari accedere al credito, per esempio accendere un mutuo per la casa.Nell’incertezza di una continuità salariale diventa improbabile costruire una vita personale o familiare autonoma.Un’attenzione particolare meritano i giovani ricercatori, precari e sottopagati, che infatti, non appena ne hanno occasione cercano di lavorare all’estero, in contesti di stabilità, con buone retribuzioni e con la possibilità concreta di sviluppare al meglio la propria professionalità e le proprie ricerche. Il risultato è che lo Stato investe milioni di euro per la formazione di giovani ricercatori per poi cedere a titolo totalmente gratuito le loro competenze all’estero!Per queste ragioni chiediamo la stabilizzazione del mercato del lavoro, diritti per tutti, sicurezza per il futuro.Il programma dell’Unione conteneva impegni condivisibili. Per questi motivi aderiamo alla manifestazione del 20 ottobre e invitiamo tutti a partecipare.

 

Ecco. Ma questi vogliono venire a manifestere con me.Che cosa devo fare? 

 

 

 

Dai…cominciamo bene! 2,Ottobre,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 2:41 pm

La Nessi ha lanciato un appello importante, per la manifestazione del 20 Ottobre: Chi non viene non è più mio amico! E pure non è più di sinistra. E ci buco le ruote della macchina.
E mi sa che è ora che cominciamo a pensarci a questa manifestazione del 20 Ottobre, che si avvicina, inesorabile.
Il Chimico è immerso nella tesi. E quindi io sono diventata la Responsabile per ‘Il da farsi’, in Vic’olio. Se dico di sì partiamo tutti, cana compresa.
Roma d’autunno.
I panini.
Il treno.
Millemila persone carine.
Io amo Roma in manifestazione. E amo roma d’autunno.
Io, se fosse per me vado. Sicuro.
Ma sono la responsabile del ‘da farsi’ in Vic’olio. E devo pensarci bene. E’ mica come quando c’era il Nano Malefico che a ogni corteo s’andava senza pensaci. Con la leggerezza meravigliosa dell’opposizione, che se me lo ricordavo che al governo ci si faceva venire questo patè d’anima, coi voti che mancano e i mille casini, lo giuro che votavo AN.
Ma ormai siamo al governo.
Nel senso che ognuno di noi ha votato un partito che bene o male sta governando. E allora bisogna pensarci bene.
Mica come per la Sindaca-di-tutti che sempre posso dire: io questa non l’ho votata e ho fatto bene.
Allora come primo passo sono andata a cercare su Google:
‘Manifestazione 20 Ottobre 2007′
Per prima cosa ho trovato l’appello. I sette punti.
- Lavoro
- Questione sociale
- Diritti civili e laicità dello stato
- La cittadinanza
- La Pace
- L’ambiente
- La legalità democratica.
E questi sono importanti, cazzarola. Di questo parliamo da sempre.
E allora a Roma ci guardiamo, ci contiamo, e ci facciamo contare, noi, quelli di sinistra che questo governo l’hanno votato e finiamo per sentirci come quel ragazzino che si è lasciato convincere dagli amici a salire sul Tornado. Un governo che ci fa i sentimenti a testa in giù, e poi il cuore in gola, e il giro della morte.Questo per oggi.
Domani vi racconto del mio amico Cachemire e di quello che gli è successo, che è il mio primo motivo di perplessità.

 

Ben Arrivati!!!! 1,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:31 pm

Ecco, il trasloco è fatto!

D’ora in poi io scrivo qui…

 

1,Ottobre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:18 pm

Avevo promesso a VQ un monumento per ringraziarlo dell’aiuto prezioso che mi ha dato, in una mattinata di mail deliranti. Per non aver riso molto quando ho sbagliato anche la piattaforma e ho aperto il blog sbagliato. Per non aver detto nessuna parola strana di vago sentore anglosassone, per essersi documentato e avermi consigliato quest’adorabile alternativa.

Grazie!