
Compagne e compagni,
Continua l’assemblea virtuale a tema: “Che fare il 20 luglio?”.
Segnalo brevemente, prima di cominciare, gli interventi di Paolino, della Nessi e della Streganocciola.
E, prima di cominciare, lancio una proposta. Oggi è il cinque di ottobre. Io direi che entro il 15 dovremmo prendere una decisione. Perchè qui si parla della rivoluzione, della scalinata di Odessa e delle frittelle della festa dell’Unità e si rischia di perdere il filo.
Quindi mettiamoci dentro pure tutto. Ma lunedì 15 ognuno di noi dovrebbe uscire con un post in cui spiega perchè partecipa, oppure perchè non partecipa. Cosa ne dite?E adesso passo alla mia replica.
L’idea della Nessi, della Casa del Popolo, mi piace.
Ma la accetto solo come sostegno durante la rivoluzione. Mi spiego, mentre scioperiamo duri perchè ci diano asili meno cari, assistenza migliore, un posto di lavoro decente allora è giusto sostenerci a vicenda. Ma sostenerci a vicenda perchè siamo vessati dal precariato no, non direi. Perchè se no finisce come le pubbliche assistenze, che io non ho mai capito perchè le ambulanze devono essere una cosa che si basa sul volontariato e sulle donazioni. E’ un servizio importantissimo, sicuro dovrebbe fornirlo lo stato.
Quindi la Casa del Popolo, per come la vedo io, dovrebbe essere strumento di lotta ma non di assistenza quotidiana.
Primo punto.
Il secondo punto è personale.
Lo metto qui anche perchè il personale è politico, ma anche perchè poi mi passa, me lo dimentico e invece vorrei parlarne.
E’ questa frase qui:
“E io non voglio che poi sembri che mi lamento, ma quando si tratterebbe di andare a dipingere il muro di rosso, crolliamo addormentati. Oppure facciamo yoga per ritornare a respirare, che non ne possiamo mica fare a meno.”
Sia chiaro a tutti che lo yoga non si fa invece di dipingere i muri di rosso. Se un’iniziativa è interessante, affascinante. Se non è il solito dibattito genovese trito e ritrito, non c’è stanchezza e non c’è routine che tenga, io ci vado. E parlo di me perchè mi sento chiamata in causa, dopotutto quella dello yoga, nella comune sono io.
Mi dispiace se qualche volta, per evitare di dire che un’attività, un’iniziativa, un’idea, mi sembrava una cretinata ho addotto la scusa della stanchezza, del lavoro, dello yoga. E’ anche un po’ un’autocritica la mia.
Ma non mi piace che si pensi che il precariato ci (mi) distrugge ed è per questo che non facciamo attività politica in senso più o meno tradizionale.
Io, per quanto mi riguarda, credo di aver partecipato a una riunione di qualsiasi cosa si sia inventato in questa città. Centri sociali compresi. E vi giuro che sono sempre uscita con un senso di tristezza come l’unto sulle piastrelle in cucina.
Ma il mio proponimento per l’anno nuovo è questo, parlare chiaro. E se penso che un’iniziativa sia una porcheria dirò porcheria, invece che dire “sono stanca, sono appena uscita da yoga”. Voi, però, non odiatemi, per favore.
Fine dell’inciso personale.
Per quanto riguarda, invece, il post della Strega, ho una lancia da spezzare in favore del Compagno Cachemire.
Tengo a precisare che Cachemire è stato assunto come segretario, dal partito. Ma segretario tipo rispondere al telefono, mica segretario D’Alema. L’attività politica di Cachemire all’inetrno dell’associazione era cosa a parte.
Detto questo anche io tengo un’associazione di teatranti, lo sapete. Adesso vi faccio un esempio teatrante che così si capisce meglio la posizione di Cachemire.
Io e i miei amici teatranti produciamo gli spettacoli e, se un giorno ci saranno dei ricavi ce li divideremo e, quando andiamo fuori budget ci dividiamo le spese.
Un giorno imbrocchiamo uno spettacolo e guadagnamo un po’. Allora io vado dal Puntoggì e gli dico “Puntoggì, vuoi lavorare per noi? Farai il segretario nella nuova sede, apri, chiudi e rispondi al telefono”.
Allora il Puntoggì è teatrante e associato nel tempo libero e segretario quando lavora. E, giustamente stipendiato, perchè quello è il suo lavoro.
Nello stesso modo Cachemire era compagno dell’associazione nel suo tempo libero e lavoratore vessato, sottopagato, sfruttato e deriso, durante le ore di lavoro.
Così è più chiaro? Mica faceva le frittelle. Le frittelle sono tempo libero e, se volete sapere la mia non s’hanno da pagare.
Io non lo pago il Biondofratello quando mi fa le luci e non pago le regie all’Adoarato regista e, men che meno, qualcuno mi paga le sceneggiature.
(Nonostante, in tanti, mi abbiano promesso cene giapponesi…).
La seconda considerazione è una seconda considerazione di carattere personale. Oggi è un vizio.
La casa di proprietà non è un lusso. Io tengo una casa di proprietà, venticinquemetri quadri nel vicolo perchè non esisteva un affitto più basso del mio mutuo. E, ancora adesso, coi tassi alti e tutto il resto, se fossi in affitto pagherei di più.
Quindi basta discorsi sulla casa di proprietà, per favore. Perchè è una questione di scelte. C’è chi preferisce una casa un po’ più bella, ma che presto dovrà cambiare e chi preferisce una casa sua. Magari un po’ più modesta.
Noi lottiamo per le brioches.
Falso.
Noi lottiamo per la qualità del nostro tempo. Per non svendere la nostra vita preziosa, i nostri giorni.
Non si tratta di quello che compri con 715 euri, non si tratta dell’aperitivo o del viaggio. Si tratta del fatto che otto ore della mia vita non valgono 715 euro.
E’ facile, come concetto. E’ marxista.
Io, lavoratore, vendo al datore di lavoro otto ore della mia vita e devo ricavarne una cifra che mi consenta:
- di avere un tetto decente sopra la testa
- di mangiare decentemente, mangiare da rimanere in salute.
- e poi di andare a teatro, di prendere l’aperitivo, comprare il giusto numero di maglie, mandare mio figlio all’asilo, comprare il cibo del cane, andare dal dentista, fare lo yoga e copmprare la vernice rossa per la Casa del Popolo.
Io lo devo pretendere, perchè in cambio di tutto questo io vendo il tempo della mia vita. E queste non sono brioche. Anche se poi, in definitiva, sono le brioche, che mancano. Ma sono brioches per cui abbiamo dato molto.
Io lotto per me. Per avere il giusto prezzo.
Ecco, chiudo con una nota frivola, pur io, questo post peso.
Streganocciola, tu che borbotti di scollature profonde e push-up…Siamo sicuri che ti scaglieresti anche contro le mini-minigonne, qualora andassero di moda molto mini e mettessero in risalto tutte le tue splendide gambe da airone?

Ah, ecco!
Mi estrometti di nuovo, che linki Paolino la Nessie e la Strega e il sottoscritto no, e allora io di ripicca ti lascio i commenti pedanti: dobbiamo decidere che fare il 20 luglio, o il 20 ottobre?
x le brioche, credo tu e la strega stiate dicendo la stessa cosa. Ciao!
20 ottobre, 20 Ottobre!!!!
E non l’avevo letta la tua cosa sul 20 ottobre. Che quando vedo che sono le cronache muffe delle assemblee in valsusa io passo
P
Il prossimo ricapitolo ti linco. Scusa.
Nel mentre ti linco qui!
ecco, lo sapevo che sulle tette dovevo star zitta, troppo facile pensarmi gialda d’invidia
Ma invece no, chè è proprio il contrario (per la prima volta nella mia vita ora potrei avere financo una terza – d’ovatta, ma pur sempre) e le gonne corte corte che si sono usate più volte da che ho le gambe… be’, alla fine mica le ho mai messe. Ma grazie per l’airone, mi piace.
Esaurita la parte seria, sulla casa non c’era nessuna menata e non pensavo a te in particolare e neppure alla comune-ty: è un dato che oggi quasi tutti, prima o poi, si trovano ad avere una casa propria. E anche qui, come per le tette, non c’è invidia o riprovazione, ma mica possiamo far finta che questo non sposti un po’ la nostra condizione. Come altre cose, ma la casa è simbolica, no? per il resto, risp sul blog, chè mica era finito.
e la foto è bellissima, chi sono?
Bello bello questo dibattito, se volete passare anche da me ultimamente si è parlato di arrivare alla fine del mese, farsi pagare il tempo, ritagliarsene di più per vivere, etc. Preparerò un post con tutte queste belle idee, ma intanto una cosa voglio dirtela, E.: sulle ambulanze sono completamente d’accordo. E’ vergognoso che ci siano volontari che si prendono una responsabilità mostruosa, se non ci sono soldi per pagare le persone che salvano le altre persone per cosa ci sono allora? Sarebbe bello parlare anche del “di più” in termni macroeconomici e non solo sempre in termini micro, ovvero: i soldi per adeguare i contratti non ci sono, perché per gli stadi si trovano?
Giuliana