
Dodici e dieci.
Fra diciassette minuti chiudo la porta dell’ufficio. E, con un po’ di buona fortuna, mi lascerò indietro, senza danni, la prima metà di questa giornata lavorativa.
Oggi un’utente mi ha trattata molto male.
Era bionda e molto cattiva.
E, naturalmente, neanche a dirlo, andava dalla mia collega antipatica.
Così la collega antipatica è andata dal clintoniano capo.
Ci sono problemi tra lei e la capa del mio piano.
Sembra i dinosauri che si prendono a morsi in Jurassik Park, questi scontri tra dipendenti pubblici.
E, non contenta, si sta lamantando ad altissima voce.
Di me.
E io avrei voglia:
a. Bi-bi-di-bo-bi-di-bù, di scomaparire
b. Di andare di là e fare una scena tipo Haldo, Giovanni e Giacomo, miiiiiii, mi hai rotto i cogghiooooniiii….
c. Ripiegare su un atteggiamento Divina Garbo, passare e, con nonchalance, dirle: “Deciditi cara, o cominci a mangiare oppure cominci a scopare, così non puoi andare avanti…”.
Sono questi, i momenti, nella vita di una donna, in cui preferiresti essere stretta nella manona di King-Kong, porcazza.

voto la lettera “c” e, dopo aver detto “c”, fare “a”…
lettera c lettera c lettera c:)