La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Duemilaotto 31,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:55 am

Io per la prima volta
In trentuno (quasi) anni di vita.
Per la prima volta in assoluto pensavo ai progetti dell’anno nuovo.
E non mi veniva in mente niente di nuovo.
Perchè andare in vacanza non è un progetto per l’anno nuovo.
Allora io ho pensato che l’unico proponimento per l’anno nuovo, l’unico che mi viene in mente è
continuare così.

Porcazza.

Sembra un passo importante verso la felicità, sperando che non sia il segno della fine imminente come la Beth delle Piccole Donne.

E per voi che passate di qui.
Ma soprattutto per voi che vi conosco, per le nostre serate, per le chiacchiere, per il nostro tempo insieme.
Anche voi continuate così.
Perchè, se ci pensate bene, il futuro è già tutto qui.

 

Piccoli falegnami crescono 31,Dicembre,2007

Archiviato in: Progetti bislacchi — diversamentequilibrata @ 7:19 am

 

 

28,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 7:09 am
 

Psyco-Natale 27,Dicembre,2007

Archiviato in: Collettivo Mia Martini — diversamentequilibrata @ 11:55 am

Così sembra che sono sopravvissuta anche al Natale.
Anche a mio padre nella casa del vicolo.
Anche allo scarto dei regali.
Anche alla scoperta che, per quanto uno si complichi la vita da solo, spesso alla vita non basta. La vita ti fa le sorprese.
Spesso a natale.

Così ero in bagno che mi stavo preparando in fretta, di corsissima, per andare a cena dalla mamma del Chimico, che a sua volta era fuori a convincere la fornaia a aprire la serracinesca e liberare i salatini che avevamo promesso di portare, che a loro volta erano cresciuti e si erano moltiplicati, fino a un numero di quattro cabaret, tre chili e mezzo, sessanta euri, ma era già troppo tardi.
Io mi preparavo e si preparava a entrare in casa mia, da casa dei miei, un monumentale forno a microonde, un metro cubo di tecnologia tedesca, grigio metallizzato.
La casa nel vicolo misura venticinque metri quadrati, di verde e rosa.
Quello sembra la Morte Nera di Guerre Stellari e suona pure la marcia dell’impero, al momento del grill.
Io mi preparavo in fretta e furia, gonna, collant violetti a righe, mentre, probabilmente mio padre si preparava la faccia con cui dirmi ‘permesso’, sulla porta. Non è facile saper che faccia fare.
Mi allacciavo il push-up di Natale, mentre mio fratello si preoccupava, mio fratello che è uscito dal vicolo alle quattro del mattino, dicendomi che erano due giorni due che aveva un mattone di ansia sui polmoni.
Mi mettevo le scarpe mentre la mamma del Chimico meditava sull’idea di friggerlo, quell’agnello, che in forno non sai mai come viene, mentre la cana Ganja si chiedeva se l’avremmo portata con noi.
Mentre la Gattamelata sonnecchiava sul soppalco, queste faccende umane non la riguardano.
Ma proprio mentre mi lavavo i denti squilla il telefonino.
Numero che non conosco. Ordinaria amministrazione, mi annoio a mettere i numeri nella rubrica.
Rispondo:
“Pronto, ciao, sono la Sara, volevo farti gli auguri…”
“Ciaooooo (festosa) come va? Come stai? La bambina bellissima?”
“Bene, bene…”
“E Mohamed?”
“…Eh. Forse non hai capito chi sono.”
No, non avevo capito.
Era la mia amica dell’università con cui, per inciso, sono otto anni che non ci vediamo. La donna dell’Uomo dell’appalto.
Otto anni dopo mi ha telefonato perchè ha sentito l’Uomo che non ho sposato per farsi gli auguri. E allora gli ha chiesto il mio numero.
Domanda uno:
- da quando quell’uomo ha il mio numero
Domanda due:
- come sarebbe a dire gli auguri di natale.
Loro si sono frequentati per un periodo, lei era la mia amica del cuore e lui il mio fidanzato.
Perchè otto anni dopo si scambiano gli auguri di natale per telefono?
Puoi alzarti molto presto la mattina, ma il tuo passato si è alzato un’oretta prima di te, si è già lavato la faccia, e  si sta telefonando tra loro.
Il passato non passa. Puoi mettere quanti anni vuoi, tutti in fila, fra te e un passato doloroso, ma poi finisce che il passato si telefona tra loro e, alla fine telefona a te.
Ma che cosa avranno poi da dirsi.
Forse molto più di quello che, entrambi, avevano da dire a me, venendo dalla stessa borghesia genovese, con i pavimenti in graniglia, moderatamente di sinistra, nell’ombra dei loro armadi tengono lini e vecchie lavande. Lasciaci tornare ai nostri temporali…
Abbiamo capito che l’autore di questa storia è arrivato al capitolo in cui la E. che sono adesso fa i conti con tutto il resto.
Del resto, dopo che mio padre è entratto nel vicolo, non sarà certo questo passato a farmi paura.

 

24,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:54 am

12.51Compare questo misterioso link al mio blog.
Chi sono?

E’ il mistero di Natale….

 

La pessima notizia di Natale 24,Dicembre,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 10:42 am

Leggo qui la storia del cronista di liberazione che si è finto gay e si è fatto ricoverare in un lager cattolico, per farsi curare.
Poi la leggo anche qui, su repubblikit.

Fate il gioco delle differenze…cosa manca nell’articolo di repubblica?

Manca il commento di questa imbecille.
Ve lo riporto io:
«Cantelmi svolge un lavoro eccellente. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario».

Dunque, vediamo.
E’ brutta, è una fondamentalista cattolica. E’ prepotente e abbraccia la tesi del complotto.
Forza Italia?
Udc?
Boh, forse qualcosa tipo Alleanza nazionale.
O magari quella roba che gli somiglia, che hanno fatto adesso, la destra di destra.

E invece no.
Partito democratico.
Il Puntoggì si chiede perchè viene buio.
Perchè succede che gli sediamo vicino, a questi rifiuti, succede che viene buio.

 

24,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:21 am

*

All’una e mezza andrò dal parrucchiere con la stampa di questa foto.
Estaremo a vèdere!

 

Il post più importante di tutti 21,Dicembre,2007

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 7:56 am

Ci sono due tipi di storie brutte.
Le storie brutte che non c’è niente da fare.
E le storie brutte dove qualcosa si può.
Allora la Nessi ha pubblicato l’appello del Manifesto per la sottoscrizione a favore delle famiglie dei lavoratori uccisi alla ThyssenKrupp di Torino.
E io aderisco volentieri. Sono figlia di un operaio, ci sono cresciuta in mezzo ai discorsi incazzati sulla sicurezza del lavoro.
E, già che ci sono, per semplificare le cose, ho fatto questo:

Voi lo ritagliate e lo aggiungete ai regali di Natale.
Non sono tanti soldi. Ma è l’unico modo che abbiamo per fare qualcosa anche noi. Non è un regalo, non è un’elemosina.
E’ un atto di giustizia che vi regalate.
Pensateci.

 

Nucleare e ancora nucleare… 20,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 7:10 am

Io stamattina ho letto questo.
E ve lo riporto come nuovo spunto nella discussione sul nucleare.
Scientisti, c’è il pane per i vostri denti!

 

I tempi shakespeariani arrivati 19,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:08 am

*
Ieri, a ridosso dell’ora di pranzo, il Clintoniano Capo mi ha convocata nel suo ufficio finto-radica.
Era al telefono.
Parlava di me.Voi dovete sapere che l mio lavoro qui al centro è un lavoro a tempo indeterminato come serva della gleba.
Perchè il mio lavoro è dato in appalto, ogni diciotto mesi circa, a una società diversa.
Chi vince l’appalto vince anche noi.

E, ogni diciotto mesi cambio datore di lavoro, senza cambiare lavoro.

Quindi il Clintoniano Capo parlava di me perchè da gennaio arrivano i padroni nuovi.
Allora adesso comincia la trafila per:
- Spiegare che loro hanno vinto il servizio con noi attaccati
- Spiegargli chi siamo
- Fare colloqui in cui, sempre, mi viene chiesto “Perchè fa questo lavoro, con il suo curriculum?”
- Sempre non rispondere “Fatti i cazzi tuoi”, perchè non sta bene. Fa brutto al primo colloquio.
- Fare il calcolo degli spiccioli che ci daranno e capire se il passaggio conviene.
- Sperare che questi mi ripristinano la mutua, che è una gran cosa.
- Vedere cosa vuol fare la cooperativa vecchia.

I colleghi sono in fermento.
Ci si telefona, ne sai niente? Come andremo a stare?

Dicono meglio. Ci vuole poco.

Io cerco di rimanere più serena possibile. Tutto si aggiusterà in qualche modo.
Spesso preferirei sapere il modo.
Anche perchè rimane sempre in piedi la questione dell’omino dell’appalto. E il Chimico sta facendo colloqui.
Sarebbe disdicevole cominciare a girare entrambi con i mazzetti di curricula.

Non resta che votarsi a qualche Santo, dopotutto sono italiana, c’è nella mia cultura antica, votarmi a qualche Santo.
E allora farò questo fioretto, che se mi confermano non dovrò più passare i miei week-end nel Palazzo Deserto, e preparerò il pane dell’appalto per tutti quelli che me lo chiederanno.
San Precario, pensaci tu!

 

La strada giusta della mia amica Tommasa 18,Dicembre,2007

Archiviato in: Il fiore del partigiano — diversamentequilibrata @ 10:03 am

Quando qualcuno si laurea in legge ha mille strade che gli si aprono davanti.
Perchè l’esercizio del diritto è anche un bel gioco. Io ho sempre pensato che anche l’odioso Taormina si diverte ad aver ragione coi cavilli, a farla spuntare ai cattivi, a rotolarsi nel diritto come un enigmista.
E, magari, ti viene da pensare che il tuo lavoro sia difendere il tuo cliente, a prescindere.
Io ho sempre pensato, e c’è dell’autobiografico in questo, che studiare legge ci si mette un’ipoteca sull’etica. Alla fine, al di là di quello che è consentito non capisci più che cosa è giusto.

E invece la mia amica Tommasa si è laureata in legge. Ci tengo a dirlo, lavorando a tempo pieno nella cartoleria che ha aperto, fra mille difficoltà, con il suo fidanzato.

Adesso sta facendo praticantato da un’avvocata dell’arci, che difende i migranti. E ieri mi è arrivata questa sua mail:

Cara e. che casino con questo decreto flussi, il ministero hatto proprio flop, puoi dirlo sul tuo blog, noi dell’arci l’ho abbiamo provato sulla nostra pelle.

Gia da diversi giorni la sede dell’arci era in delirieo nell’organizzazione delle schede, nella richiesta dei documenti e marche da bollo.

Da ieri mattina alle 8 abbiamo iniziato ad inserire le domande nel programma, mentre ancora arrivavano persone a chiedere informazioni e portare documenti.

Io ho buttato la spugna alle 3 di notte mi ballavano le cifre davanti agli occhi.

Gli altri operatori hanno finito alle 6 di questa mattina.

Consolati solo da vivande e dolci portanti dagli sri lankesi, the marocchino e cous cous, nel freddo più totale.

Anche enrico ci ha dato una mano in serata e rimasto con me fino alle fine.

Stamattina tutti lì pronti con il dito sul mouse, circa 15 postazioni e alle 8 in punto via.

E così è iniziato nuovamente il delirio dopo due ore eravamo arrivati al 3% dell’invio ovvero una sola domanda.

Sono state finalmente inviate alle 16 di oggi.

Ti rendi conto del super sistema del ministero?

Con quale criterio faranno questa graduatoria?

Eppure i media oggi a pranzo hanno riportato tutto rose e fiori, ma l’arci nazionale ha già fatto dei comunicati stampa sperando che non vengano censurati.

Ma che dirti ho dovanti il viso di tutte quelle persone che stamattina ci guardavano con gli occhi colmi di speranza, e noi cosa potevamo rispondere?

Nonostante tutto se n’è parlato.
E io penso che il ministero ci metterà una pezza.
Ma, in tutto questo, mi rimarrà l’orgoglio di avere la Tommasa come amica.

 

Il fiore del partigiano 18,Dicembre,2007

Archiviato in: Il fiore del partigiano — diversamentequilibrata @ 9:27 am

Giacomo Buranello è stato torturato per ventiquattr’ore al forte San Giuliano, prima di essere fucilato. Erano i primi di marzo del 1944.
Adesso, voi pensate a quanto è lunga un’ora dal dentista, per avere una misura di ventiquattrore in mano ai torturatori fascisti.
Aveva ventitrè anni.
A marzo del 1944 bisognava ancora aspettare un anno e ancora qualche mese, prima di riuscire a vedere il venticinque aprile.
Ma Giacomo Buranello, in quelle ventiquattr’ore non lo sapeva che il venticinque aprile ci sarebbe stato.
Non sapeva che ci sarebbe stato il giorno meraviglioso in cui tutti sono tornati a casa. Non sapeva che Mussolini sarebbe stato appeso per i piedi. E non sapeva che ci sarebbero stati i nostri tempi, dopo.
Non sapeva della nostra gratitudine, perchè noi non saremmo stati gli stessi, se lui non avesse combattuto. Sto leggendo un libro che è ambientato nella Barcellona dei tempi del regime di Franco.
Anche i nostri anni cinquanta sarebbero stati così.
Non che la nostra storia, recente e meno, sia stata una festa, negli ultimi sessant’anni.
Ma si può scrivere e si può pensare, e si può dire e si può discutere e si può ancora sperare che migliora. Non c’è confronto.
Non ci fosse stato il venticinque aprile sarebbe stato solo il grigio della Spagna di Franco.
E allora, se Buranello, nel paradiso dei rivoluzionari, magari ha internet mi piacerebbe raccontargli delle giornate di sole meravigliose, in manifestazione. Mi piacerebbe potergli dire che sorridiamo, cantando bella ciao. E che quelle ventiquattr’ore noi le sappiamo. Che non è stato un cadavere tra i tanti. Che gli abbiamo intitolato una via, con un teatro bellissimo. Perchè il pensiero più brutto , morendo, al suo posto, sarebbe stato che forse era inutile. Che erano troppi, troppo cattivi.
Che, se avessero vinto loro, la storia si sarebbe dimenticata di me.
L’Arci ha fatto una campagna bellissima, questa qui del fiore del partigiano. Mi commuovo tutte le volte che vedo un adesivo in giro, anche quello con la bambina, che è tutto dire.
Allora ho pensato che inauguro questa categoria nuova, “Il fiore del partigiano”, in cui metterò tutte le cose che, a poter andare indietro nel tempo, ci siederemmo in montagna, vicine vicine alle sentinelle e cominceremmo a raccontare per rincuorarle.
Per rincuorare loro, e anche per rincuorare noi, che riusciamo ancora a trovare i fiori del partigiano.

 

17,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 8:28 am

Lunedì faccio sempre fatica a focalizzare un argomento.
Sarà che mi monto la testa con il tempo libero.

Venerdì pomeriggio, aula, Orchetto. Mi guarda con sguardo profondo e intenditore:
“Prof, ma lei, quando era giovane, se le faceva le canne?”
“Come sarebbe a dire quando ero giovane?”
“Sì, quando era ragazza…”

E poi chiudo le citazioni meravigliose con una cosa che ho sentito alla televisione, durante la merenda, domenica, nel Palazzo Deserto:
PRESENTATRICE: “Voi avete qualcosa, un gesto scaramantico, che fate prima di entrare in scena?”
CANTANTE: “Un gesto scaramantico? Sì, facciamo il segno della croce”.

E adesso devo approfittare dei potenti mezzi informatici dell’ufficio per organizzarmi le cosine di Natale.
Poco manca…

 

La seconda cosa di oggi… 14,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:27 am


E’ che ho sentito Paolino su msn.
Era a Bruxelles a fare una cosa per la comunità europea.
Ma lì c’era la nebbia fredda e si sentiva solo, in mezzo all’Europa del nord.
E allora abbiamo pensato che sabato, che è già tornato, ci vediamo tutti da Stavros, birra, chitarra e chiacchiere.
Tutti insieme, la metà di mille, che è un sacco di tempo che non facciamo una bella serata.
Allora io vi ho avvisati qui.
Voi avvisate tutti gli altri….

 

La prima cosa di oggi… 14,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:09 am

Sono gli auguri tardi allo Gnomo del Balcone. Che, senza tanta pubblicità, ha compiuto gli anni.
Sarà questa registrazione l’inizio di un nuovo blog della comune-ty?

 

Diamo inizio ufficialmente ai preparativi! 13,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 2:44 pm

 

12,Dicembre,2007

Archiviato in: Acciacchi, bue, bacini e ipocondrie — diversamentequilibrata @ 11:15 am

Quando si manifesta bisognerebbe stare sempre attenti ai gesti che si fanno. Non si sa mai che ti possa scappare un braccio un po’ più teso, una mano un po’ più aperta, un braccio sbagliato, che la gente finisce a farsi domande.
Che cosa vogliono i compagni autotrasportatori?
Io non l’ho capito, neanche dopo aver letto questo articolo (e ditemi se non tengono un braccio un po’ troppo teso, questi…). Non l’ho capito, tra l’altro, anche perchè quando sono passata per Bolzaneto, dove c’è il blocco, non mi hanno dato un volantino, un sorriso, una spiegazione. Niente.
Va da sè che i compagni autotrasportatori mi sono antipatici, soprattutto perchè spesso, in autostrada cercano di uccidermi.
E anche perchè il trasporto delle merci su gomma è una follia. Una follia pericolosa sulle strade, una follia che inquina, e una follia che ci lascia in balia di una manica di maschi in camicia di flanella e barba lunga, che se non vengono a portarci le verdura io come faccio?

 

11,Dicembre,2007

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:44 am

ORCHETTO: prof, se non parla bene di me con i miei genitori, le faccio un sorriso da gola a gola…

E: Si dice da orecchio a orecchio.

ORCHETTO: Ah sì? Grazie prof…

 

Una giornata senza pretese 10,Dicembre,2007

Archiviato in: Strampalate recensioni, Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:59 am


Capita, a volte, che i pomeriggi di domenica sono bellissimi. Se non lavoro, se non facciamo le liti col Chimico, se è un pomeriggio a pensare i regali di natale, cestini, vasetti autoprodotti e sorprese.
Allora decidiamo di andare al cinema di pomeriggio, piove, fa freddo.
E scegliamo lezioni di cioccolato che poteva essere un’atroce marchetta per la perugina che, in quanto nestlè, è assassina di bambini africani. Poteva, e infatti lo è, piena di bacetti di qua, baci di là, tavolette e immagini della fabbrica.
Ma c’è anche che questo film-marchetta è una commedia degli equivoci leggera e intelligente, c’è che è ben recitata, che è ben raccontata.
C’è che il protagonista è bello.
E c’è che mia sorella non ha tutti i torti quando dice che Neri Marcorè, in fondo, è un uomo fascinoso. Tutto il fondo fascinoso l’ha messo in questo personaggio qui, del maestro di cioccolato.
Se vi capita andate a vederlo.
Vale la pena, duecentocinquanta stellette di recensione.
E poi abbiamo cenato nel nostro ristorantino adorato, in Val Bisagno.
C’era una festa.
Entrando la prima impressione, di trucco peso, vestiti a paillette e croci d’oro che ornavano colli, omioddio.
E invece non era un matrimonio calabrese. Non ero tornata indietro vent’anni, e non era la comunione di uno qualsiasi dei miei cugini.
Era una festa rumena di battesimo.
E c’era la musica rumena, che è un misto fra Capossela, Bregovich e, ahimè, Casadei. E ci hanno offerto da bere, da fumare, le paste e gli auguri.
Purtroppo non mi hanno fatto ballare.
Ci sono rimasta un po’ male.
E mentre io non stavo ferma sulla sedia e distribuivo sorrisi a destra e a manca, il Chimico si dava alle riflessioni politiche.
“Questo è il privilegio di essere di sinistra. Un fascista si sarebbe rovinato la cena…”

 

Giornata di mal di testa 7,Dicembre,2007

Archiviato in: Acciacchi, bue, bacini e ipocondrie — diversamentequilibrata @ 11:38 am