Oggi ho la Talpite.
Che è una malattia che non fa diventare ciechi. Ma che ha una sacco di sintomi fastidiosi, tra i quali:
- sensi di colpa immotivati
- egocentrismo
- mania del puntiglio
- logorrea.
Così stamattina ho mandato alla Streganocciola un commento forse un po’ acido (primo sintomo).
Perchè mi sembra che diciamo femminismo. Ma non intendiamo proprio le stesse cose.
Quando parliamo di difesa della centonovantaquattro non si vede. Perchè, per fortuna, remiamo tutte dalla stessa parte. Siamo brave.
Ma quando scendiamo nei particolari del come, del quando, del perchè, del con chi, quando scendiamo nei complementi, allora dimostriamo di essere veramente di sinistra, dieci persone, dieci opinioni, dieci linguaggi, dieci diversi modi di voler fare le cose.
Allora io vorrei chiarire il mio modo (egocentrismo).
Prima di tutto io sono femminista perchè nella nostra società c’è un problema. Il problema è che per minchiamila anni si è vissuto in una società patriarcale dove noi donne eravamo umani di serie b. Adesso le cose sono cambiate, noi siamo umane come tutti gli altri, andiamo a scuola, votiamo, lavoriamo, paghiamo le tasse, ma c’è rimasto qualcuno che non si è convinto.
Ecco. Se queste persone non convinte non ci fossero, io non mi considererei una persona di classe A++, semplicemente perchè perdo sangue per cinque giorni di seguito ma poi non muoio (è bellissima, non è mia).
Io mi godrei la vita e non ci penserei.
Ma, sta di fatto, che c’è gente, in massima parte maschi, ma anche un sacco di femmine, che sono convinte che io debba stare a casa a fare il bucato e obbedire.
E allora no.
Ma io penso anche che questo è un problema sociale. Col cavolo che è un problema mio. Se un uomo becero e cattivo, faccio un esempio, Ruini, mi perseguita e mi dice che non decido io per il mio corpo e che brucerò nelle fiamme dell’inferno e che dovrei votare Binetti, io mi aspetto che tutta la società civile, al di là del genere, mi difenda.
E’ per questo che è giusto e lecito che anche gli uomini siano femministi e ci affianchino e ci aiutino e vengano a fare i volantini con noi.
Perchè se mi intimidiscono è un problema di tutti. Anche un problema loro.
Dicevo nel commento (mania del puntiglio) che noi parliamo in continuazione di razzismo. Siamo dalla parte del manico del razzismo, mi sembra. Ma lo consideriamo un problema nostro.
Allora come la prenderemmo se un giorno i senegalesi si facesero le riunioni antirazziste per i cavoli loro, voi siete bianchi e state fuori?
Io mi incazzerei.
Secondo punto.
Basta vittimismo. Basta donne scavate col cucchiaio, basta avvelenamenti col prezzemolo, basta emorragie e piccole storie ignobili. Perchè scendiamo solo al loro livello, quello dei feti smembrati.
Basta grand guignol.
Ci sono stati quei tempi. E noi non ce li dimentichiamo, col cavolo.
Ma io penso che dovremmo evitare di buttarli in faccia agli antiabortisti, di usarli come argomento.
L’unico argomento è che la legge sull’aborto c’è, che l’abbiamo approvata tutti insieme e che noi continuiamo a volerla.
Basta con questa mentalità da vittime. Ci vuole uno cambio di mentalità da parte nostra.
E’ assurdo porci in questo modo davanti a persone per principio prepotenti.
Facciamogli vedere quanto siamo dure. Non chiediamo pietà.
(E a questo punto wordpress maschilista, clericale e paternalista si è mangiato l’altra metà del post. E io non mi sento in piena comunione con l’universo, no.)
Terzo punto.
E sugli altri possiamo non essere d’accordo ma su questo è obbligatorio.
Lo scopo di tutto deve essere la nostra tutela e la tutela dei nostri figli. La nostra salute, garantita e gratuita. La scuola. L’esercizio dei nostri diritti, che ci sono e non si devono toccare. La formazione di una coscienza, se per caso c’è qualcuno che ancora non ce l’ha. (Logorrea).
E concludo dicendo che abbiamo la fortuna di essere nate in questo ventunesimo secolo, dove se vogliamo possiamo parlare con le donne di reggio Calabria, di Dakar, di ogni altro paese. Che possiamo discutere e scambiarci le idee. Possiamo decidere azioni comuni.
Anche perchè c’è internet.
E, se non portasse sfiga, citerei anche Seattle.
Quindi io continuerò a fare politica e farla anche con i modi della mia generazione, che in questo momento mi permettono di essere più efficace che in piedi su una cassetta della frutta, con un megafono.
E questo non implica che firmerò i volantini “Coniglietta77″.
Ho scritto troppo?
Vi ho offeso?
Nessi, si vede che ti ho provocata, in qualche punto?
Ma mi volete ancora bene?
E ora scusate, c’ho una riunione della TAV.

all’inizio e alla fine, mi hai provocata? ;O)
altrimenti no, non si vede…
be’, ragazze, quanto a acidume e voglia di vivere non scherziamo nessuno, neh? una settimana cominciata bene, si direbbe. e la discussione su maschietti sì e maschietti no è più vecchia della 194, e anche a me sembrava assurdo, trent’anni fa, escluderli. ora un po’ meno, ma non è che li odio….
Perfetto.
Ora posso smetterla di sentirmi strano quando faccio discorsi ‘femminism..’, ‘femministic..’, ‘femminin..’, insomma, come questo, perbacco!
[...] Tornando alla legge sull’aborto, credo sia dovere di tutti difendere una legge che ci rende tutti più civili e più liberi. E quando dico tutti, intendo tutti, uomini e donne. Al riguardo voglio segnalare un post che condivido pienamente, dotato della giusta vis polemica, che in questi casi non guasta: “Il mio femminismo“. [...]
Vq…Tu SEI strano.
!
…Ma non per questo
Gosh, è un complimento?
Naturalmente