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Ieri mattina avevo sonno.
Ma mi sono dovuta alzare.
Mi sono pesata e, dopo il week-end bolognese, è uscito il genio della bilancia a chiedermi se avevo dimenticato il ferro da stiro in tasca.
Sono uscita con la cana che ha pensato bene di andare a rompere le palle, rumorosamente e minacciosamente, al solito cane, del solito signore che, ogni volta si incazza come se gli avesse sbranato il bambino.
E io ogni volta non lo riconosco e non riesco a fermarla in tempo.
E ogni volta sono urli e parolacce mentre noi scappiamo come ladre.
Tutto questo prima delle sette.
E allora io dovevo saperlo. Dovevo darmi malata e restare a casa.Stolta è la donna che ignora i segni.
Nel pomeriggio, a scuola, ho trovato un coltello a serramanico lungo come una sciabola turca nella cartella dell’Orchetto.
Non mi crederete, ma la prima cosa che ho pensato, mentre lo prendevo in mano, è stata la barzelletta del rabbino che trova un signore infelice che sta cercando di buttarsi dal ponte.
Non ve la racconto.
Raccontatela voi…
