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Stamattina ho la testa piena di pensieri, come la torre dei gufi di Hogwarts. Mi svolazzano di qua e di là.
A dire il vero è qualche giorno che è piena di pensieri svolazzanti. Sarà l’ultimo mese di scuola. La vertigine e insieme l’ansia di tutte quelle ore libere.
Mille pomeriggi per me.
Uscirò col cane, cucinerò un sacco, andrò in palestra, vedrò le amiche, guarderò film, scriverò, cazzeggerò su internet, mi esfolierò, mi depilerò e mi maschererò con tutta calma, leggerò libri al sole. E’ una strana sensazione, per me, la stanchezza con la certezza del riposo. E’ uno strano lavoro la costruzione lenta.
Ho corso tutta la vita, adesso ho bisogno di imparare a camminare.
Forse è per questo che ho sempre odiato le palestre. Sentivo sempre che dovevo riparmiare energia. Avevo sempre paura di non farcela ad arrivare a sera.
E mi sembravano posti cretini dove si mischiano le puzze di sudore di quelli che corrono sulla ruota. Ma non è meglio muoversi all’aria aperta, perdìo?
Adesso ho capito che, invece, correre sulla ruota è un momento di profonda concentrazione. Io ho vissuto negando ogni bisogno a sud del quinto chakra. Ho provato a vivere senza sole, senza cibo, senza carezze. Ho provato seriamente a scomparire, in qualunque modo mi venisse in mente.
Adesso mi sento come se mi stessi materializzando.
E correre sulla ruota, in questa mia palestra sgualcita, e sentire il mio odore, e sentire il sudore di quelli che si allenano con me, mi concretizza. Sento cose che non ho mai sentito.
E’ stato un risveglio lento quello dei miei sensi. C’è stato il risveglio della mia pancia, quando ho ricominciato a nutrirmi.
Poi c’è stato il risveglio del respiro, quando mi sono innamorata del Chimico. Ho capito che stava succedendo qualcosa perchè vicino a lui respiravo fino in fondo. L’aria mi si infilava da tutte le parti, ben sotto il diaframma. Primavera non bussa…
E adesso vivo questo risveglio dei muscoli, della pelle, il risveglio dei nervi, dei tendini. E mi sento come se avessi cambiato casa. Specialmente gli addominali ho capito a cosa servono. Perchè le gambe le usavo già abbastanza e i dorsali li avevo ereditati dalle gare di nuoto a cui mi ero costretta da bambina, convinta che fosse più facile voler bene a una piccola campionessa di nuoto, sebbene svogliata e competitiva come una duna verde in garage.
Ma gli addominali, ti alzi con un movimento solo anche se sei sdraiato.
Ecco, mi sento come se mi fossi comperata il robot da cucina nuovo, che impasta, trita, centrifuga, fa le carote alla julienne e gli zucchini a fette.
Per dirla con la maestra di yoga, credo che mi si sia aperto muladhara e che ci sia tutta questa Kundalini che l’attraversa.
Certo è che l’organo di senso di muladhara è il naso e l’organo d’azione sono i piedi. Le cose entravano e non uscivano.
Adesso bisogna capire come interpretare la ricomparsa dolorosa di Carla, la mia verruca.
Chiederò al mio saggio consulente di Seghe Mentali Bio Naturali.
Ecco, la torre dei gufi.
Avevo in canna un post sui neologismi meravigliosi dei miei allievi, uno su quello che ho capito della bellezza, in questi ultimi trent’anni, dedicato alla Compagna Amber che deve cercare il suo stile e smetterla di aver paura di diventare invisibile. Uno, naturalmente, sul venticinque aprile che è stata una giornata meravigliosa. Uno sul venticinque aprile che è stata una giornata meravigliosa nonostante gli scazzi col Chimico.
Ma è inutile chiedersi perchè gli scazzi col Chimico, che le coppie hanno le loro ragioni che non sono spiegabili al resto del mondo. Sebbene sia un resto del mondo curioso.
Ma la meraviglia del vivere in comunità è che subito dopo il litigio si è tutto organizzato, magicamente, per poterci lasciare tranquilli a discutere. Questo vuol dire avere intorno gli amici veri. Quelli che ti conoscono. Quelli che sanno fare quello che serve, al momento giusto.
E poi, quindi, c’è il post sui rapporti conflittuali, e su quello che ho pensato. Che non sempre sono brutti e si vive male e si sta male. A volte sono conflittuali perchè ci gira dentro un sacco di energia. E i litigi sono una specie di potlatch.
E c’è che devo chiedere scusa alla Giuli, che venerdì sera ero stanchissima e sono stata antipatica con lei. Devo imparare a ricalibrarmi perchè mi succede come ai bambini, sto bene fino a un certo punto, poi mi stanco e divento una rogna.
Mille frullare d’ali di gufo.
Troppe per i miei due neuroni…