La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Pilates 12,Giugno,2008

“Che cos’è Pileitz?”
Il ragazzo-gestore-di-palestra, simpatico, tonico, pratico, non riesce a trattenere un sorrisone e io, in quel momento, realizzo che è sputato il Gatto del Cheshire.
“Pi-la-te-s? E’ una specie di streccing lento, con un po’ di aerobica dolce”
“Ma pensi che muoio, io, a farla?”
“Nu!”
Così mi presento alle quattordici spaccate, con la mia tutina da palestra marrone e rosa confetto. Capelli legati, lenti a contatto che ci vedo meglio.
Vado a presentarmi all’insegnante, una signora sudata, con una tuta sgarruppata e le ascelle mal depilate e penso: cominciamo bene.
Inizia la lezione, facile, aerobica. L’insegnante comincia subito a parlare con una strana voce da Loona Park e dice tutto quello che le salta in mente, mille cazzate. E io salto e me la ridacchio, che le poche aerobidonne che ho visto sembravano Jane Fonda e io un orso ballerino.
Da un momento all’altro mi aspetto che annunci un’altra corsa, venghino venghino, signore, mentre ci promette che se saltiamo una corda immaginaria, salta salta e ci vengono le gambe come Naomi Campbell. Lunghe e nere?
Non mi ci vedo proprio, ma continuo a saltare. E comincio a pensare che se questa è un’aerobica leggera chissà che culo senza significato si fanno i leggendari corsi della sera, che hanno nomi di tribù guerriere, fitbocs, aeropamp, supertonap.
Passa la prima mezz’ora e ci dobbiamo mettere le cavigliere ripiene di piombo, avevo visto una puntata in cui Mimì Aiuara ce le aveva uguali uguali.
E quando le altre vanno a destra io vado a sinistra e sono sempre un passo indietro. E non imbrocco mai una mossa, anche quando l’insegnate si avvicina e me li fa vedere. Perchè io sono così che se uno fa un movimento io non sono capace di rifarlo uguale.
Si chiama intelligenza motoria.
E’ quella che ha permesso a Mike Tyson di diventare campione del mondo senza mai aver preso un pugno (o almeno il Puntoggì mi ha raccontato così). E io ci penso a Mike, che sembra stupido. E invece l’intelligenza non è libri e non è  acume, non è cultura, non è empatia. L’intelligenza è averci sei di tutto.
Non che lui abbia sei di tutto. Ma neanche io. E neanche la Rita Levi Montalcini.
Perchè sei di tutto è per pochi eletti.
Pausa, tirate fuori i tappetini, intanto mi scolo mezzo litro d’acqua, sono sudata come se mi avessero cotta al vapore.
Muscoli che bruciano. Era meglio l’aerobica.
A un certo punto l’insegnante si blocca in un’espressione assorta, si gira e mi dice:
“Ma non è che eri venuta a fare Pilates?”
Sant’antonio protettore dei bicipiti delle atlete che non si chiamano Naomi si sfracella sul parquet.
E, con lui, Santa Rita Chiappe Sode e la Madonna Addolorata Addominale.
“Perchè, questo cos’è?????”
Ha cambiato orario.
Pilates non c’è più perchè alla gente piace muoversi e sudazzare al ritmo dei grandi successi anni ottanta, in versione disco.
Ma in cuor mio già sbocciava una piccola gioia.
Sono sopravvissuta a una vera lezione di ginnastica vera e massacrevole.
Cristosanto, inconsapevole.
Ma ce l’ho fatta.

In caso di resistenza in montagna le mie possibilità di arrivare al venticinque aprile si moltiplicano.

 

8 Responses to “Pilates”

  1. Mario l. Says:

    Mi pareva strano che il Pilates fosse così pesante, considerando che l’avevano inventato come terapia riabilitativa per i mutilati di guerra (che poi gli attori l’abbiano scelto come ginnastica del momento poco importa)…
    Complimenti comunque, io sarei crollato verso metà del percorso, non prima, però, di aver ricostruito la completa genealogia dell’istruttrice e del signore Pilates, indicando in quale momento il loro trisavolo comune avesse preso la sifilide dal mulo di casa.

  2. diversamentequilibrata Says:

    :-D Fantastico!

  3. diversamentequilibrata Says:

    Ma però mi lasci qualche linco su questa cosa della riabilitazione? Potrebbe servire a un mio allievo per la tesina della maturità.

  4. Aleks Says:

    :-D
    Sto ancora ridendo…

    Ma sei di tutto vuol dire proprio sei sei in tutto tutto, oppure da sei in su? Perché a me una volta è capitato di avere tutto con almeno sei. Ho pensato ad un errore, ma non ho mai protestato…

  5. Mario l. Says:

    Sulla vita di Pilates e sulle origini di questa disciplina qualcosa la dice sulla pagina inglese di wikipedia: “Pilates was formed by Joseph Pilates during the First World War with the proposal to improve the rehabilitation program for the many returning veterans. [...]He recommended a few, precise movements emphasizing control and form to aid injured soldiers in regaining their health by strengthening, stretching,and stabilizing key muscles.
    Altrimenti in italiano c’è anche questo sito, in cui si parla sempre della vita di Pilates e di come ha inventato il metodo grazie al lavoro sui veterani di guerra.

    Altri siti che ho visto per lo più sono traduzioni approssimative, non parlano dell’origine di questa ginnastica o ripetono più o meno quello già detto…
    Spero d’esserti stato d’aiuto.
    Mario

  6. G. Says:

    @ mario: ma non ci sono notizie sulla sifilide presa dal mulo di casa? :-D

  7. [...] “Che cos’è Pileitz?” Il ragazzo-gestore-di-palestra, simpatico, tonico, pratico, non riesce a trattenere un sorrisone e io, in quel momento, realizzo che è sputato il Gatto del Cheshire. “Pi-la-te-s? E’ una specie di streccing lento, con un po’ di aerobica dolce” “Ma pensi che muoio, io, a farla?” “ … Source: Pilates [...]

  8. Mario l. Says:

    @ G.: Nessuna documentazione fotografica. L’unico dagherrotipo dell’evento, avendo una esposizione di circa dieci minuti, è uscito leggermente mosso, a causa anche del poderoso calcio a due zoccoli nel plesso solare del trisavolo dato dal mulo, il quale si era accorto di essere preso da terga.


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