La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Mentre tutto il resto del mondo faceva ponte…qui era lunedì. 23,Giugno,2008

 

 

Ieri ho fatto il primo bagno della stagione in un’acqua inquientante, oleosa.
Il Chimico si è ustionato.
Io, a regola, me la sono cavata bene.
Nonostante ciò, oggi, il mio umore è pessimissimo.
Oggi sono seriamente convinta che moriremo tutti entro venerdì, purtroppo.
Ho voglia di fare mille cose ma mi spaventano tutte.
Ho sonno, non ho voglia di andare in palestra, non ho voglia di portare fuori il cane, non ho voglia di stare rintanata nel vicolo a oziare, non ho neanche voglia di cucinare.
E, a pensarci, non c’è niente che avrei voglia di fare, neanche se stringo forte gli occhi e ci penso con un sacco di sforzo.
Non lo so.
Come quando non hai fame, hai voglia di qualcosa di buono.
E Ambrogio è morto.
Beati i reduci della televisione degli anni novanta.
Avrei voglia di andare a fare shopping, ma in un posto dove mi sta bene tutto e tutto costa pochissimo e comunque pago con una carta di credito trovata per strada e intestata a qualche figlio di puttana di centrodestra razzista, cattolico e devoto a Padre Pio.
Adesso che ci penso, non c’è neanche bisogno che costi poco.
Ieri, sull’autobus che ci portava al mare, c’era una tipa che parlava da sola. Mi faceva tenerezza, era magrissima, tutta bruciacchiata dal sole e con gli occhi iniettati di psicofarmaci.
A un certo punto ha tirato fuori dal portafoglio una foto del Nano Malefico, l’ha baciata e l’ha riposta con gran cura.
E’ l’inizio della fine…

 

14 Responses to “Mentre tutto il resto del mondo faceva ponte…qui era lunedì.”

  1. sara Says:

    Se non avessi precisato che la tipa con gli occhi iniettati dagli psicofarmaci si trovava sul pullman CHE PORTAVA al mare, avrei pensato che il suo neurone solitario si fosse abbrustolito al sole…

  2. tommasa Says:

    cosa ti hanno fatto i cattolici che credono in Padre Pio?
    Forse non sai che la tua amica siciliana è una di loro e ciò non toglie che io sia di sinistra, faccio parte di una associazione laica quale l’Arci e e mi sto specializzando in diritto dell’immigrazione.
    Non bisogna mai fare di niente e di nessuno “di tutta l’erba un fascio” e la parola chiave deve essere “rispetto” .

  3. lanessie Says:

    tommasa, me la dai la tua carta di credito?
    :O))))

  4. Anonimo Says:

    cara nessie, nessuna carta di credito.
    Lavoro da quando avevo sedicianni, ho aperto insieme al mio ragazzo con mille debiti una cartoleria, e nel frattempo studiavo e un anno fa mi sono laureata in legge e ora continuo a lavorare in cartoleria e faccio anche la pratica legale.
    Quindi di soldi se ne vedono ben pochi.

  5. tommasa Says:

    soldi pochi e sacrifici tanti e ancora la strada è lunga.

  6. Mario l. Says:

    In Calabria quella sensazione di noia, angoscia, apatia e atarassia, quasi abulia, l’aprire i cassetti e richiuderli senza aver preso nulla, lo sciabattare per casa senza meta, l’aprire il frigorifero e guardare per mezz’ora il formaggio (o altro cibo da frigorifero a scelta) come a chiedergli ma tu ti faresti mangiare, lo stare seduti e guardare nel vuoto con la testa di sbieco e lo sguardo crucciato, il voler uscire ma non sapere dove andare, ecco, quella sensazione in Calabria la chiamiamo “Poseja“.

  7. diversamentequilibrata Says:

    Allora, per te, Tommy.
    Scusami, non sapevo che fossi devota di Padre Pio. E non sapevo neanche che fossi credente. Quindic’anni che ci conosciamo e mi mancava un pezzo del genere.
    Quindi mi dispiace prima di tutto per questo.
    E poi per essere stata poco delicata. Da cretinetta uso ogni accorgimento se si tratta di robe africane animiste o culti indiani, o qualsiasi altra cosa bislacca in cui credano i miei vicini.
    Senza rendermi conto che il culto dei Santi ha delle valenze a Sud che noi qui non vediamo. Per noi è un carrozzone di cadaveri esposti, miracoli e fenomeni paranormali da primo spettacolo del venerdì sera. E ci sentiamo di poterne parlare male, che tanto sono cose italiane, sono cose nostre.
    E invece sono cose nostre fino a un certo punto. Perchè da questa distanza quel tipo di spiritualità si capisce poco.
    Con tutta che, tra l’altro io di questa cosa di Padre Pio ne so poco e niente. Lo ammetto.
    Scusami perchè se fossi stata anche solo un po’ oltre confine avrei avuto più rispetto.
    Posto che la mia parte di disprezzo per la chiesa cattolica ha le sue ragioni e lunghe e antiche e fondate, forse non dovrei andare più in là delle mie ragioni.
    E questo per quanto riguarda me.
    Per quello che riguarda la Nessi, invece, era una battuta.
    Se la conoscessi di persona lo sapresti che l’avrebbe fatta sul mio portafoglio e anche sul suo medesimo. Visto che, più o meno, sono conciati male uguali.
    Io sempre le dico che il suo umorismo un giorno le procurerà un trauma cranico.
    Ma noi le vogliamo bene anche per questa sua inopportunità cronica.

  8. diversamentequilibrata Says:

    MARIOOOOOOOOO
    Quella che dici tu è la SCOLOPENDRA. Ce l’abbiamo anche noi qui :-) ))))

    La pecundria.
    La….oddio, avevamo anche un altro nome ma me lo sono dimenticato.

  9. pacefortissima Says:

    pecolla?

    PS: la nave della foto l’abbiamo vista per davvero!!! è in una squallidissima periferia di Arrecife, proprio di fianco a un club med :D

  10. diversamentequilibrata Says:

    No, non era quella, ma se da voi si dice così lo segno.

    Ma la nave è così maestosa e desolata anche nel contesto oppure ci sono i mille cumuli di cose che nella foto non si vedono?

  11. lanessie Says:

    …per la battuta mi farei spellare…
    (però c’era la faccina che rideva, eh!) :O)

  12. pacefortissima Says:

    sìsì, la pecolla è, per definizione (qui italianizzata) “la pel dal cul che se scolla” :)

    e la nave ha, ad una certa distanza però, un villaggio turistico appunto e dall’altra parte dei pezzi di porto merci… che faceva anche un sacco strano!

    ma se funziona il link questa è la foto di paolino:
    http://paolino.deviantart.com/art/Relics-88450969

  13. Mario l. Says:

    Secondo la definizione fornita dalla Strega Nocciola qua, la Pecundria, ha un che d’aggressivo che la poseja non ha…
    La poseja è un non sapere che fare, un desiderio di fare qualcosa con una mancanza di voglia di fare qualunque cosa delle stesse esatte proporzioni a controbilanciare.
    Ma non è scorbutico, almeno non sempre, solo come effetto secondario, qualora non si riesca ad identificarla subito…
    :-D

  14. diversamentequilibrata Says:

    Beh…devi tenere conto delle differenze culturali e geografiche. La Strega è lombarda :-)
    Anche io ci metterei un pizzico di incazzo in più se fossi lombarda :-D


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