Di giovedì ho deciso che scrivo su Scongelarestanca!
Un minuto di silenzio, prego… 29,Luglio,2008

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Oggi è arrivata una telefonata importantissima al Chimico.
E’ arrivata una telefonata per fissargli un colloquio nell’azienda dove sempre vuole lavorare e mai lo chiamano.
Probabilmente a San Qualcosa MIlanese.
Un anno, a tempo determinato.
Non un granchè, ma è comunque un piede in azienda.
Giovedì pomeriggio intorno alle cinque.
Questa novità lavorativa del Chimico, inoltre, avrà tali e tanti risvolti positivi sulla mia vita.
E quindi, o voi che passate di qui anche per caso. Fatemi questo favore di sostenere energeticamente* il mio fidanzato in questa prova.
E allora io vi chiedo di rispolverare preghiere, riti e credenze.
Avete una candela, andate ad accenderla, fate una preghierina al Clemente e Misericordioso, una danza intorno al fuoco. Qualsiasi rito propiziatorio è ben accetto.
Io, da parte mia, se lo assumono, rinuncio al Marocco. Pazienza.
E rispolvererò anche una cosa che faceva sempre mia nonna. Regalerò cinque euri a Sant’Antinio.
Ma però sono quelle che mi piacciono di più, nella vita, le situazioni così che se va male vinci una vacanza in Marocco, se va bene te ne fotti del Marocco.
*(“Sostenere energicamente”, naturalmente non è mio. E’ del mio allievo impallato con le bio-cose-spirituali-angeli-e-agacure.
Ma rende.)
Fotografia (2) 28,Luglio,2008
Per quanto.
Ho deciso di farla finita con l’autobus.
Era cominciata con la bicicletta di Grosseto, il cui proprietario è sparito, si è dato alla macchia.
Probabilmente ha deciso che non poteva separarsi da lei per nove e uri e cinquanta.
E quindi.
Ho cominciato a guardarle e pensarci.
Potrei venirci anche in ufficio.
E, d’inverno, andarci a scuola.
E, uscita dall’ufficio, potrei infilarmi su per le strade della campagna a raccogliere ortiche.
Potrei fare la spesa senza dover calcolare il milligrammo entro cui il giorno dopo mi fanno male le mani.
Potrei potrei comperarmi un casco rosa intonato con il mio zaino.
Potrei arrivare prima.
Potrei sorridere quasi tutti i giorni.
E vantarmi tantissimo che giro a emissioni zero.
Dunque cerco su e-bay, perchè nei negozi costano novecento euri e non ce li ho tutti quei soldini lì.
Neanche la metà, se è per questo.
Sabato scadeva un’offerta per due biciclette. Una per me e una per la Nessi.
Scadeva l’offerta nel bel mezzo del concerto del Pastore. E noi, sotto il palco, col portatile, come due ingegneri. Come due nerds all’ultimo stadio.
Ma ci ha fregate un odioso tizio con una connessione più veloce, con più dimistichezza con le aste e trenta euri, dico trenta euri più del nostro budget.
Odioso capitalista.
Fotografia (1) 28,Luglio,2008
Ieri ero sulle scale di casa.
Parlavo con il mio vicino preferito delle mie sventure condominiali di questo periodo.
Passa uno sconosciuto abitante della scala. Mi guarda, mi sorride, tira fuori il pacchetto di sigarette dalla tasca dei jeans e mi dice: “Oh, io le fumo rosse le Marlboro!”.
Due sospettati in meno.
Giovedì pomeriggio (panzerotto non andare viaaaa) 24,Luglio,2008
Ho postato tremila ricette e il mondo ha ricominciato a sorridermi un poco.
E allora qui vi racconto il mio ultimo incontro assurdo da autobus che mi è costato venti minuti aggiuntivi di attesa del trentaquattro sotto un sole cocente.

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Sul’autobus.
Io e una signora sulla settantacinquina. Ben vestita, loquace.
Signora: la settimana scorsa mi hanno rubato il portafoglio, millecinquecento euro.
Io: Ma signora, ma perchè si porta dietro tutti quei soldi???
Signora: Dovevo pagare l’amministrazione.
Io: (penso) Ma dove cazzo abiti, a Versailles??? (dico) Dovrebbe usare il bancomat per queste cose, è più sicuro.
Signora: non lo so usare.
Io: Signora, bisogna che impari, millecinquecento euri sono un sacco di soldi. Un giovane come me li guadagna in due mesi. Non è il caso di portarseli nella borsa.
Signora: pensi che una volta ho trovato una valigetta piena di soldi.
Io: Uh
Signora: pioveva, ero a Sammartino e ho posteggiato. Sono uscita dalla cinquecento e c’era questa valigetta. L’ho aperta e c’erano trentadue milioni, trent’anni fa. Un sacco di soldi.
Io: uau!
Signora: li ho portati subito dai carabinieri.
Io: U!
Signora: e da quel giorno hanno cominciato a pedinarmi. Un giorno con una macchina, un giorno con un’altra, non ero mai sola. Sempre qualcuno che mi seguiva, anche in vacanza. Un anno così.
Io: porcazza…
Signora: poi ho scoperto che erano i carabinieri, alla fine mi hanno detto che quelli erano i soldi di un sequestro.
Io: storie…
Signora: ma per un anno, sempre pedinata. Pensavano che c’entrassi qualcosa anche io.
(E nel frattempola mia fermata era passata da un pezzo…)
Elenco delle cose che mi piacciono (in un pomeriggio troppo, troppo troppo azzurro e lungo) 22,Luglio,2008

La spiaggia bianca e ventilata sull’atlantico dove sarò sdraiata a collassare fra trentanove giorni.
Il fatto che questi trentanove giorni sono comprensivi di sabati e domeniche.
I vasetti zen.
La cana quando mi guarda e ride.
L’idea che prima o poi mi chiamerà l’uomo della bicicletta.
Il caldo porco che ci sarà sullo stradone tra un’ora e trentacinque minuti.
La strada già fatta.
Il riso in bianco che mi curerà il pancino questa sera, insieme alla poltrona e al plaid.
Giuro, il plaid.
Sapere che se mi fermo un attimo, se non metto mille cose in cantiere, se accetto il fatto che è estate e la gente e anche io d’estate si riposa, non succederà niente.
Non un maremoto.
Non una tempesta di sabbia.
Non una piccola tragedia che mi spaccherà le gambe definitivamente.
Non è un film americano dove io sono un pulmann con una bomba sopra e non devo scendere mai sotto i duecentallora, se no la bomba esplode.
Perchè la verità è che non mi sono mangiata nessuna bomba.
Ma erano le cose che mi piacciono.
Quindi Villetta di Negro scoperta da poco.
L’idea che, per quanto questi pomeriggi siano troppo azzurri e lunghi, se ci sono o non ci sono non è la stessa cosa. Spesso c’è gente incazzata nera, stanca, triste che entra qui.
Un giorno eravamo con mia madre in un enorme negozio di elettrodomestici, doveva comperarsi il telefonino.
Al banco dei telefonini c’è una mia utente e io faccio di tutto per evitarla.
Buffo Rain Man.
Lei, invece, è decisa, ci punta contro e io devo mettere su il sorriso dell’ufficio. E quella comincia: “Ma tu sei quella dell’ufficio di collocamento”.
E io mi stavo preparando già a risponderle che nain, io turista tettesca di Cermania senza telefoninen, ia.
Ma lei non mi dà il tempo e risucchia mia madre in un quarto d’ora di monologo su quanto sono gentile e professionale.
E mia madre ascolta e sorride.
E io penso, vabbè. Bastava pochissimo per farla contenta.
Peccato non averlo scoperto prima.
Ma eravamo alle cose che mi piacciono. L’odore dell’erba tagliata.
Un bacio a lungo desiderato.
i ravioli di ortiche.
Trovare una ricetta di cui andare orgogliosa.
L’odore el bucato stirato.
L’odore del bucato stirato da qualcun altro, soprattutto.
Trovare le acciughe per metterle sotto sale.
Il momento preciso in cui realizzi che ti è passato il mal di testa.
La mia gatta quando mi dà le testate.
La riunione del teatro di settembre in cui, se riesco.
I film di fumetti col Puntoggì.
Pensare che, male che vada, c’è sempre un cinema. C’è sempre un’amica, c’è sempre il mare, c’è sempre il tempo che, per quanto lento, passa.
C’è sempre le dita sulla tastiera, anche se non sono diventata una pianista, come sognava mia madre.
Anche se in due anni ho imparato a suonare Sur le pont d’Avignon.
C’è sempre una tastiera su cui passare il tempo e scoprire che mancano cinquanta minuti.
Quarantotto.
La mia pancia mi sta lasciando. Sento come se c’è Alien che ci si rotola dentro.
Un plaid, il riso in bianco, un film.
Stasera è di scena Stephen King in vico dell’olio.
Mentre preferirei star bene e uscire tutta la sera.
C’è anche questo, che non vorrei mai star male.
Ti sei mangiata il fottuto Bianconiglio?
Stai a cuccia, una sera.
Il nulla che avanza non si mangerà il tuo mondo.
Sarà tutto lì, il giorno dopo.
E tu avrai dormito.
Non manca molto.
Mezzoretta.
E va meglio anche la claustrofobia.
O-ho. 21,Luglio,2008

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Ieri, dopo la manifestazione in piazza Alimonda ero una donna tutta acciaccata dall’umido, dal tempismo assassino del mio medesimo ciclo, dalla commozione e dalla cana che in questi giorni è noiosa causa eritema da allergia.
Allora il Chimico mi ha portata sulle chiatte a prendere il fresco del tramonto e mi ha comprato la guida del Marocco, per cominciare a sognare.
Ed è lì, seduti in mezzo a una cornice di traghetti, cefali e gabbiani, che l’abbiamo scoperto.
Prendiamo in pieno i primi quindici giorni di Ramadan.
Mica i secondi quindici, che, almeno, alla fine c’è la festa.
I primi quindici di penitenza, digiuno e preghiera.
In cui il Chimico ha realizzato di non poter mangiare, nè bere, nè fumare in pubblico.
E io non me lo dimenticherò mai lo sguardo con cui si è girato a guardarmi, nonappena ha finito di leggere il paragrafo “Festività religiose”.
Perchè forse poteva sopravvivere al caldo.
Ma il Ramadan non me lo perdonerà mai.
Smisurata preghiera 18,Luglio,2008

La prima cosa più bella che ha inventato Dio sono i compiuteri portatili, così, d’estate, le ragazze non devono scegliere tra portare fuori il cane e cazzeggiare su internet, ma possono cazzeggiare direttamente su una bella panchina all’ombra.
La seconda cosa più bella sono le chiavette per andare su internet, perchè, da solo, il computero portatile non basta.
Quello che, invece, fa vacillare la mia fede è il blocco-poppap.
Perchè la vita è così ingiusta che non posso usare msn neanche qui?
Come si concilia l’idea che la maledizione del CED mi segua anche nei pomeriggi liberi con quella di un Dio buono, perfetto e onnipotente?
E, se esiste Dio, come può permettere un’ingiustizia simile?
Aiutami Signore, perchè la mia mente è troppo piccola per concepire un mistero come questo.
Sorreggimi mentre schiacchio ostinatamente “ELIMINA BLOCCO POP-UP” ma non succede niente.
Dio dell’Informatica, creatore di tutte le cose che ci stanno dentro lo schermo, fautore di tutti gli aggeggi che si attaccano, signore dell’input e dell’output. Vieni in mio aiuto. Guarda con benevolenza questa tua figlia disperata e aiutala a non perdere la fiducia nella tua inesauribile misericordia…
Cheffaccio? Chiudo tutte le finestre e riavvio???
17,Luglio,2008
Così si intitola.

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Qualcuno può mandare un messaggio alla Nessi e dirle che ho risolto con la bici?
Che vado a prenderla a Livorno. E Livorno ci arrivo senza problemi.
E che spero che stia bene.
E che si ricordi la promessa che mi ha fatto riguardante il sacco a pelo.
E il proprietario del sacco a pelo, in questo momento, forse starà leggendo e si starà chiedendo se lo rivedrà mai. Intero, dico. E dico non ti preoccupare, c’entra niente.
PERò RESTITUISCIMI IL LIBRO DEL SILENZIO DEGLI INNOCENTI.
Ma questo non c’entra con il sms.
Perchè io ho il telefonino screditato e devo uscire dall’ufficio di corsa, che mi aspetta il dentista.
Probabilmente mi prenderà il calco dei denti.
E io vomiterò l’anima.
Umpf.
Menomale che domani è venerdì…
16,Luglio,2008
Fra cinque minuti questa bicicletta sarà mia.
Non è bellissima?
L’ho vinta a 9 euri e 50 su e-bay.
L’unico problema è che quel giorno che alle elementari facevano la Toscana io ero assente perchè avevo il morbillo.
Così finisce che confondo Massa Carrara con Grosseto, tipo.
E penso che Grosseto sia dietro l’angolo.
Solo Ritiro? No problema, vengo a prendermela col treno.
E invece il viaggio costa più che andare a Parigi con la Ryanair.
Ecco, devo andare a Grosseto a prendermi la bicicletta.
E non so come fare.
Suggerimenti?
15,Luglio,2008
Vabbè, non è che nel giorno in cui tutta l’Italia civile è indignata io parlo solo dei cavoli miei.
Ve lo dico che sono indignata anche io.
E anche protesto.
In risposta a un fastidioso commento di qualcuno che pensa di poter usare il mio blog come la posta di cioè 15,Luglio,2008
Questa è la mia vita.
Mi rendo conto che sembra una canzone di Ligabue.
Ma sta di fatto che è questa ed è la mia.
E ci ho messo un sacco di tempo, nell’ordine dei dieci anni e più, a renderla abitabile. A eliminare, a sfrondare e a innaffiare e far crescere quello che, per me, è veramente importante.
E’ la mia vita e la curo con rigore. Amo tenerla pulita.
E amo essere pulita anche io, a costo di farmi dire che sono troppo dura, che dò tagli troppo netti, che ho una morale da anni cinquanta.
Nella mia vita non c’è posto per l’ambiguità. Non c’è mai stato.
Figuriamoci adesso che comincia a essere bella e comincio a godermela in pieno, in mezzo alle persone belle di cui ho scelto di circondarmi.
Tutte selezionate, tutte volute, tutte amate anche nei loro casini, anche quando vanno in tilt e sono odiose, anche quando mi dicono cose che mai vorrei sentire, anche quando non approvo quello che fanno.
Io, fondamentalmente, sono una persona gentile. E, nella mia introversione di fondo, dò una possibilità a tutti.
Ma quando ho cominciato la storia con il Chimico mi sono ritrovata in un mondo dove l’ambiguità, il non detto, dove la malizia e il pettegolezzo erano la regola.
E io e il Chimico ci siamo trovati a dover fare una scelta.
La scelta è stata tagliare il marcio. Tagliare le mille pettegole che parlavano e parlavano di quello che c’era e non c’era tra noi.
Ma anche tagliare con il passato e con chi pensava di poter trattare me come era stata trattata la sua ex-fidanzata. Ho ascoltato racconti agghiaccianti su come veniva derisa, presa in giro. E li ho ascoltati dalle stesse persone che la deridevano. E che lo raccontavano come fosse stato esilarante, non immorale.
E io rabbrividivo.
E pensavo: queste persone no, queste persone non le voglio vicine (aspetta Strega, quello che stai pensando viene due righe più giù. Lo so che il Chimico ci ha messo del suo).
Non che l’ex-fidanzata del Chimico sia il genere di donna che mi andrebbe di frequentare. Era piuttosto un capolavoro di morale borghese e senso del pudore e dell’educazione. L’ex-fidanzata del Chimico era una donna di cartone. E perchè il Chimico si sia portato dietro una coperta di Linus per dieci anni questo è un problema che approfondirà lui, decidendo per sè stesso quando e come.
E spero che, per sè stesso, un giorno, anche faccia chiarezza sul perchè si trascinava dietro una personalissima corte dei miracoli. E perchè lasciava carta bianca a questa corte dei miracoli, e perchè permetteva che succedessero determinate cose.
Io penso che può succedere di tradire e di essere traditi. Ma salvaguardando sempre il proprio compagno, l’altra persona. Rispettando l’altra persona. Non trasformandolo nello scemo del villaggio.
E un’altra cosa che ho imparato (ma di recente) è che siamo due persone diverse. E che il dove e il come e il perchè sono problemi suoi.
La mia parte è scegliere che cosa è bene per me.
E non è bene per me frequentare persone per cui lo sport nazionale è parlare male una dell’altra, sopraffarsi a vicenda, mettersi in ridicolo e, per altro, cercare di fare lo stesso con me. Come se facessi parte del mucchio.
Se c’è uno stramaledetto difetto che ho è che mi porto dietro il rancore per secoli.
(Fortunatamente sono poco fisionomista. Se no chissà come sarei antipatica.)
E se ci penso sono ancora incazzata. E sono passati due anni abbondanti. Sono incazzata con chi, per invidia, per gelosia, ma anche solo per noia o per lenire il proprio personale e intimo dolore, ha fatto tutto il possibile per rovinarci il momento bellissimo dell’inizio della nostra storia d’amore.
Mi spiace.
Sono incazzata come se mi avessero telefonato all’ora di pranzo, in un giorno dal menù irripetibile.
Quindi, per favore, care amiche del Chimico, non ritornate periodicamente nella nostra vita a farmi ricordare quanto siete tristi. Perchè l’antipasto meraviglioso che avete disturbato con i vostri capricci è un fatto. Un fatto su cui non voglio tornare.
E non sono una stupida divetta da web a cui basta fare i complimenti sull’ironia e sull’intelligenza, grazie.
Siete abituate troppo bene. Siete abituate troppo facile. Siete abituate che basta chiedere scusa.
Non sarà l’ultima volta. Perchè con questa faccenda siete morbose.
Ma, mettiamola così, questa volta credo di essere stata magari meno cortese, ma sicuramente più chiara del solito.
Un’ultima cosa soltanto.
La prossima volta contattate direttamente il Chimico.
Non disturbatemi più.
Un vento bello che ti spezza il cuore 14,Luglio,2008
Ma possibile che sono tossicchiosa e raffreddata? Che mi cola il naso il quattordici luglio? E sto prendendo gli antibiotici per l’otite.
Ma possibile che c’ho l’analista alle sette meno un quarto e mi darei alla macchia, se poi non mi spremesse come un cazzo di limone per sapere il perchè.
E me ne andrei al mare.
Asciugamano, costume.
E chiuderei il cervello. E non penserei alle mille cose da fare, come se fossero veramete urgenti.
Mercoledì devo andare a chiedere cose della siss, sempre che ritrovi i fogli che mi hanno chiesto. Giovedì dentista. Le ultime settimane in palestra. Il clima da vacanze che c’è lì dentro in questi giorni. Martedì cena con la mamma. Domanda per l’inutile concorso entro venerdì.
Esci il cane.
E io non vedo l’ora che sia agosto, la cana in vacanza con la mamma in vacanza, con la nalista in vacanza, con la palestra chiusa, con il vuoto pneumatico intorno.
Niente da fare anche a volerselo cercare.
Ho un piano.
Svaccarmi nella piscina vicino all’ufficio.
Mille libri.
E sole.
E basta.
Ma c’è ancora questa settimana e la prossima.
Poi mollo le ancore.







Quello che gli herpes dicono…anche molto tempo dopo la loro scomparsa. 9,Luglio,2008
Tags: aiuto, commenti interessanti, cos'è una VERA veronese? Ci sono i veronesi maroccati?, governo di destra, ma non so cosa rispondere, verona aggressione fascista
Mi è arrivato questo commento qui, da parte di una ragazza che si chiama Ylenia.
Bisogna che mi diate una mano voi. Perchè io non so cosa rispondere.
Ma rispondete con calma e pazienza, che è una ragazzina. Toni soft d’obbligo.
ylenia
ciao diversamente equilibrata, mi chiamo ylenia e sono una ragazza di verona! volevo solo dirti che non devi assolutamente credere a quello che hanno detto i giornali sul fatto dell’aggressione razzista di verona. la vicenda è stata politicizzata perchè accaduta subito dopo le elezioni vinte dalla destra! è stato tutto gonfiato e il povero nicola è diventato un’arma d’attacco di sinistra. la sua morte è passata in secondo piano per mettere in risalto la lotta infinita tra destra e sinistra. che schifo. uno degli assassini era un mio compagno di classe e ti giuro che non ha mai sfiorato nessuno. quella sera erano ubriachi e fatti ed è successo un macello ma il razzismo non centra un cazzo!
ps il film american history è una figata
baci da una VERA veronese