La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Per il SubComandante 11,Luglio,2008

Quando ci siamo incontrati io e il Puntoggì abbiamo cominciato una storia.
In realtà io non ero convintissima. Venivo da una serie di sfasci e rivolgimenti sentimentali e vitali.
Ma poi abbiamo pensato che era una buona idea.
E siamo andati a convivere.
Questo della convivenza è stato un errore fatale perchè proprio io e il Puntoggì siamo come le frittelle di fiore di zucchina pucciate nella nutella, come le acciughe sott’olio con la marmellata, io e il Puntoggì ci accostiamo bene come il barolo al sushi, come la pizza col cappuccino.
Io starei sempre fuori di casa, lui si caccamizzava sul divano.
Lui aveva un’immensa collezione di fumetti. Per me tutto quello che si impolvera è da buttare.
Io mi porto a casa qualsiasi cosa, animale o persona bisognosa. Lui non voleva neanche la Gattamelata.
Io preparo una cena in tre minuti con qualsiasi cosa ci sia nel frigo. Lui mi chiamava con i lacrimoni perchè andava in tilt per il brodino di dado.
Abbiamo provato a scrivere una sceneggiatura insieme.
E la sceneggiatura è venuta anche carina, ma abbiamo dovuto ingoiare così tanti rospi e compromessi che abbiamo optato per le stanze separate.
In più avevamo un sacco di difetti in comune, eravamo due scialacquatori incontrollati, siamo entrambi introversi e coviamo il rancore per anni.
Poi, diciamolo, il Puntoggì è un uomo da culo. Io, fisicamente, non c’entro proprio niente.
E quindi, un bel giorno, ci siamo lasciati.
Perchè insieme era un inferno.
Quando ci siamo lasciati c’erano due opzioni:
La prima era continuare a darci le colpe a vicenda, E., ma checcavolo, ci tenevi proprio così tanto al quella minchia di omofobia? E potevi tirare un po’ meno la corda, potevi evitare di contraddirmi in pubblico, come quella volta di Vicenza, come i disgraziati giorni del No Tav.
E tu, Puntoggì non sei più l’uomo che ho conosciuto, ti sei impantofolito, imborghesato. Sei diventato uguale a tuo padre.
Ma sai che cosa c’è? Sai che cosa c’è? Io non sono tua madre!
Oppure potevamo tirarne fuori qualcosa di buono, a partire proprio dalla nostra diversità.
Dove vado io quando mi si rompono le cose elettroniche? Chi mi presta l’avvitatore? Chi mi fa vedere i film di fumetti?
E lui a quale porta bussa quando scrive le sue sceneggiature e ha bisogno di qualcuno che gli dica dove non va? E quando se ne va dove lo lacia il cane? E la ‘nduja? Con chi se la smezza la ‘nduja?
Perchè io e Il Puntoggì siamo diversi e sappiamo fare cose diverse.
Siamo stati insieme, non ha funzionato, ma io per crescere ho bisogno di lui e lui per fare ordine dentro di sè ha bisogno di me.

 

10 Responses to “Per il SubComandante”

  1. G. Says:

    oh. bello il parallelo politico.
    …ma io, con tutto il culo che mi sono fatto per costruirmi un’immagine…? :-D

  2. diversamentequilibrata Says:

    Nel senso che ti ho fatto fare la parte di Ueltroni? :-P

  3. SUB Says:

    Primo: cos’è la ‘nduja?
    Piu che il PD e la Sinistra mi sembrate Bossi (la Ema) e Silvio (punto G). ihihihihi
    No…dai…bel paragone.
    Lo prendo ocme spunto.
    Poi tu sai che io sono che mi incazzo e li mando a fanculo quelli della Sinistra estrema ma poi sono sempre stato li a ricucire, a cedere qualcosa, a dire “vabbè su questo facciamo come dite voi ma è l’ultima volta” pur sapendo che non era l’ultima.
    E insieme (ex Ds e PRC in particolare) a Ponente (dopo esserci presi amazzate) stiamo governando assieme da 6 anni e abbiamo facendo un sacco dic ose carine (saremo la prima Circoscrizione totalmente ecocompatibile, ecc).
    Baci Amica E, bacini Puntoggi.
    Eppoi vi ricordate quando stavate assieme e gestivate l’ARCI?
    Tra casini dei soliti scemi quante cose belle avete fatto?
    E quanti incazzature per la politica con l’amica E.?
    E il “coccio?” :-)
    baci
    Sub

  4. paolino Says:

    COME COS’E’ LA ‘NDUJA! NON HAI VISSUTO SE NON SAI COS’E’ LA NDUJA! (tutto maiuscolo per fare il tono di voce scandalizzato allibito… :P )

  5. SUB Says:

    sono andato su Wikipedia (bleah…piccante…)
    “La ‘Nduja (dal francese Andouille ⇒ Anduja) è un tipico salame calabrese morbido e particolarmente piccante.

    Viene prodotta prevalentemente nella zona di Spilinga (VV), ma oggi imitazioni del prodotto suddetto, anche di qualità paragonabile, sono ormai prodotte o comunque reperibili in tutta la regione, a tal punto da essere un alimento tipicamente associato, come avviene per il peperoncino, a tutta la Calabria.

    Preparata con le parti grasse del suino, con l’aggiunta del peperoncino piccante calabrese, è conservata nel budello cieco (orba), per poi essere affumicata.

    Si consuma spalmandola su fette di pane abbrustolito, meglio se calde, o come soffritto per la base di un ragù o di un sugo di pomodoro, con aglio; sulla pizza, prima degli altri condimenti se cruda, oppure appena sfornata; su fettine di formaggi semi-stagionati o nelle frittate.”

  6. diversamentequilibrata Says:

    La pastazza con la ‘nduja è la passaporta per il paradiso… :-)

    Sentito Streganocciola? Altro spunto interessante per la tua rubrica la circoscrizione ecocompatibile, sissì…

  7. SUB Says:

    La porta dell’inferno vorrai dire….ma tu solo roba piccante? O trippe? Bleah ! :-P

  8. SUB Says:

    x Paolino: odio il piccante….
    Ora che i ricordo ad una festa d qualche parte mi offrino sta nduja ….cribbio se brucia!
    Me ne regalorono pure due o tre vasetti che credo che siano andati a qualche vecchietto calabrese dell’ARCI….(spero che non sia morto):-)

  9. SUB Says:

    Scusate ma ho sempre la tastiera rotta….

  10. Mario l. Says:

    Allora, precisiamo con buona pace di wikipedia che la ‘nduja viene dal francese almeno quanto la parola ‘cerasa‘ viene dall’inglese ‘cherry’, o ‘perciare‘ viene sempre dall’inglese ‘to pierce’ o quanto il Parmigiano viene dal Parmesan.
    Che abbiano la stessa radice è indiscutibile, ma che i francesi abbiano qualcosa a che fare con la NOSTRA (essì son di Vibo) ‘nuduja è n’altra faccenda. :-P

    Comunque la ‘nduja è sì piccante, ma solo quella cattiva è veramente piccante, perché l’abbondanza di peperoncino deve coprire il cattivo sapore della carne.
    La vera ‘nduja non è troppo piccante, non è rosso vivace, ma rosso scuro, è fatta di frattaglie, non solo di parte grassa.
    Ma mi sa che è meglio chiuderlo questo fuori tema casareccio…
    :-D


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