Questa è la mia vita.
Mi rendo conto che sembra una canzone di Ligabue.
Ma sta di fatto che è questa ed è la mia.
E ci ho messo un sacco di tempo, nell’ordine dei dieci anni e più, a renderla abitabile. A eliminare, a sfrondare e a innaffiare e far crescere quello che, per me, è veramente importante.
E’ la mia vita e la curo con rigore. Amo tenerla pulita.
E amo essere pulita anche io, a costo di farmi dire che sono troppo dura, che dò tagli troppo netti, che ho una morale da anni cinquanta.
Nella mia vita non c’è posto per l’ambiguità. Non c’è mai stato.
Figuriamoci adesso che comincia a essere bella e comincio a godermela in pieno, in mezzo alle persone belle di cui ho scelto di circondarmi.
Tutte selezionate, tutte volute, tutte amate anche nei loro casini, anche quando vanno in tilt e sono odiose, anche quando mi dicono cose che mai vorrei sentire, anche quando non approvo quello che fanno.
Io, fondamentalmente, sono una persona gentile. E, nella mia introversione di fondo, dò una possibilità a tutti.
Ma quando ho cominciato la storia con il Chimico mi sono ritrovata in un mondo dove l’ambiguità, il non detto, dove la malizia e il pettegolezzo erano la regola.
E io e il Chimico ci siamo trovati a dover fare una scelta.
La scelta è stata tagliare il marcio. Tagliare le mille pettegole che parlavano e parlavano di quello che c’era e non c’era tra noi.
Ma anche tagliare con il passato e con chi pensava di poter trattare me come era stata trattata la sua ex-fidanzata. Ho ascoltato racconti agghiaccianti su come veniva derisa, presa in giro. E li ho ascoltati dalle stesse persone che la deridevano. E che lo raccontavano come fosse stato esilarante, non immorale.
E io rabbrividivo.
E pensavo: queste persone no, queste persone non le voglio vicine (aspetta Strega, quello che stai pensando viene due righe più giù. Lo so che il Chimico ci ha messo del suo).
Non che l’ex-fidanzata del Chimico sia il genere di donna che mi andrebbe di frequentare. Era piuttosto un capolavoro di morale borghese e senso del pudore e dell’educazione. L’ex-fidanzata del Chimico era una donna di cartone. E perchè il Chimico si sia portato dietro una coperta di Linus per dieci anni questo è un problema che approfondirà lui, decidendo per sè stesso quando e come.
E spero che, per sè stesso, un giorno, anche faccia chiarezza sul perchè si trascinava dietro una personalissima corte dei miracoli. E perchè lasciava carta bianca a questa corte dei miracoli, e perchè permetteva che succedessero determinate cose.
Io penso che può succedere di tradire e di essere traditi. Ma salvaguardando sempre il proprio compagno, l’altra persona. Rispettando l’altra persona. Non trasformandolo nello scemo del villaggio.
E un’altra cosa che ho imparato (ma di recente) è che siamo due persone diverse. E che il dove e il come e il perchè sono problemi suoi.
La mia parte è scegliere che cosa è bene per me.
E non è bene per me frequentare persone per cui lo sport nazionale è parlare male una dell’altra, sopraffarsi a vicenda, mettersi in ridicolo e, per altro, cercare di fare lo stesso con me. Come se facessi parte del mucchio.
Se c’è uno stramaledetto difetto che ho è che mi porto dietro il rancore per secoli.
(Fortunatamente sono poco fisionomista. Se no chissà come sarei antipatica.)
E se ci penso sono ancora incazzata. E sono passati due anni abbondanti. Sono incazzata con chi, per invidia, per gelosia, ma anche solo per noia o per lenire il proprio personale e intimo dolore, ha fatto tutto il possibile per rovinarci il momento bellissimo dell’inizio della nostra storia d’amore.
Mi spiace.
Sono incazzata come se mi avessero telefonato all’ora di pranzo, in un giorno dal menù irripetibile.
Quindi, per favore, care amiche del Chimico, non ritornate periodicamente nella nostra vita a farmi ricordare quanto siete tristi. Perchè l’antipasto meraviglioso che avete disturbato con i vostri capricci è un fatto. Un fatto su cui non voglio tornare.
E non sono una stupida divetta da web a cui basta fare i complimenti sull’ironia e sull’intelligenza, grazie.
Siete abituate troppo bene. Siete abituate troppo facile. Siete abituate che basta chiedere scusa.
Non sarà l’ultima volta. Perchè con questa faccenda siete morbose.
Ma, mettiamola così, questa volta credo di essere stata magari meno cortese, ma sicuramente più chiara del solito.
Un’ultima cosa soltanto.
La prossima volta contattate direttamente il Chimico.
Non disturbatemi più.

semplicemente perfetto
Ti adoro, cara.
Ho bisogno di incoraggiamento in questi giorni in cui mi sembra che potrei fare una strage rubando uno spianatore per l’asfalto, stile Willy Coyote…Dici che mi incazzo troppo?
naaaaaaa figurati che il mio sogno ricorrente è picchiare una fantomatica donna che non conosco e tirarle i capelli con violenza…
sarà grave?? no cmq ti capisco bene..a volte per difendere qualcosa a cui si tiene dagli assalti del “mondo” non ci si può esimere dall’incazzarsi…
Il problema è che quello a cui si tiene sono io, la mia tranquillità e la mia integrità.
Il mio rapporto con quello stordito del Chimico non ne ha bisogno.
Ora.
Umpf.
Ma la storia del tuo sogno? Mille dissidi interiori prima del grande passo?
no sorella niente dissidi per il grando passo… il sogno ricorre da anni….c’entrerà la mia avversione verso le “femmine” (non le donne, le “femmine”) misà….
per i dissidi interiori vai a trovarmi sul mio nuovo fantastico tentativo di blog che durerà da natale a santo stefano come al solito..
Subitooooooooooooo!!!!!!
Stavolta però non fartelo cancellare, neh!
Sicuro quella che stai prendendo per i capelli è una parte di te con la quale sei un sacco arrabbiata…Chissà, chissà…
oddio non c’avevo mai pensato…… forse è vero sono anni che glielo strappo tutti quei capellacci biondi
Sono cinquantacinque euri, grazie!
boh. beata che tu ammetta che porti rancore. perchè anche io ne porto ma mi atglio la lingua pur di non ammetterlo pubblicamente.
quello che descrivi, il tuo mondo, è quello utopico che vorremmo avere. poi ci sono le meschinità terrene, il voler il male altrui perchè non si riesce a voler il proprio bene, ci sono le ripicche e lo sport nazionale di rovinare la serenità altrui.
io per un pelo ci stavo cadendo. mi sono riacciuffata per i capelli. e questo è accaduto anche grazie al fatto di averti conosciuta. grazie
Scemina, così mi fai arrossire.
Certo, ammettere pubblicamente le cose ti toglie dei bei pesi.
E poi, scusa, ma se qualcuno si è comportato da schifo con te, che male c’è a incazzarsi?
Mica vivere rimestandosi nell’odio, che è sbagliato. Ma una giusta, sana incazzatura. Che male c’è?
E’ anche una cosa di rispetto per sè stessi, penso. Conta di più che la gente pensi che sono brava e bella e buona oppure la mia salute mentale?
Questo, in realtà, vale molto più per te che per me. Per quanto certa gente mi rechi piccoli fastidi, non sarà mai come le comari con cui sei costretta a dividere il paese tu. Nonnò
Non è che ho capito molto…l’ho letto velocemente…
Amichette del Chimico?
Fai bene a dettare la linea amica E.!
Non condivido però questo passaggio “Io penso che può succedere di tradire e di essere traditi. Ma salvaguardando sempre il proprio compagno, l’altra persona. Rispettando l’altra persona”.
Se uno tradisce non salvaguardia il proprio compagno/a.
Sbaglio oppure è un periodo del caz** per le mie amiche (in carne o sul web)?
Abbracci a voi tutte……
No, no. Non periodo del cazzo.
Io, a parte queste intromissioni, sono abbastanza tranquilla.
Certo, ti avevo scritto se potevamo vederci perchè avevo bisogno di parlare un po’ con te.
Ma me la sto cavando da sola. E sono molto molto orgogliona di quello che sto facendo.
Ma però.
Non ho capito perchè non mi hai mai risposto.
PIESSE: Che cosa intendi per AMICHE IN CARNE????
Mi hai scritto? Giuro che me la sono persa oppure se l’hai mandata in sezione è molto probabile che l’abbia letta qualcun’altro e l’abbia eliminata (mica sono piu il “Capo dei Capi”).
(cancella tutte le mie email, lascia solo quella del lavoro..)
Infatto dopo le tue email sui conigli non avevo visto piu nulla…
Vabbè, sono stordito ed incocludente come al solito…
In carne= vera (amica E.)
Web= conoscenza virtuale (Nessi)
Amica E. in carne= pensieri sconci :Q___
dimenticavo : Fanculo alle ballerine cubane….
grandee
sono un po’ i guai e i rischi dell’avere un blog, se vogliamo, ci penso molto ultimamente. comunque oggi sarò un po’ acida però tutte queste persone che hanno fatto mille errori e sono cresciute e maturate e hanno capito tanto…fa tanto canzone di Vasco stantia. Anche io mi sento così ma chissà che risate mi farò tra qualche anno a pensare ad adesso. Voglio dire che tutti possono cambiare, ma radicalmente? mi vede scettica. io un tempo ero sciocchina e ora penso di esserlo un po’ meno, ma sono sempre io, quella col panino alla marmellata che cammina coi piedi a papera e non mette i tacchi per comodità. mi spaventa un po’ chi cambia radicalmente. a parte questo, che è riferito al commento che sono andata a ripescare (che ficcanaso), questo piccolo scritto è molto bello e incisivo, perchè avrei potuto scriverlo io, un tempo, se avessi avuto parole e lucidità. un tempo lontanissimo. ma forse questa cosa delle amiche all’inizio di una storia è un leitmotiv di tanti. a me non mi salutavano
o mi facevano complimenti per i vestiti, tipica arma di aggressione. va beh…che ridere, a ripensarci. meglio cos’, non dimenticare e non perdonare che perdonare e non dimenticare. sara
oh però l’abbiamo spaventata…non ha più parlato l’ex amica del chimico pentita!!!!!!!!!!
Lena
Sara: sottoscrivo, ma tantissimo.
Sub: non ti preoccupa. Poi ti racconterò.
beh. brava, brava, brava. bravissima sciapoò
non ho più scritto per rispetto di una richiesta dalla proprietaria del blog.
Quello che mi dispiace ancora adesso che sono passati due anni abbondanti è che si credi ancora al fatto che ho voluto rovinare degli aperitivi, quando invece io ero felice di veder un amico finalmente sereno e spensierato. Purtroppo quell’ambiente di cui parla la E. ha colpito.
Paura di chi cambia radicalmente? Non credo sia sempre giustificato averne, certo è lecito aver paura di una persona che cambia radicalmente una mattina guardandosi allo specchio, ma credo sia un pò meno giustificato aver paura di chi cambia radicalmente perchè ha commesso troppi errori ha preso in mano la sua vita e ha capito che così no, non può andare.
Canzone di Vasco o no, mi dispiace davvero che si continui a voler tenere una certa linea di pensiero nei miei confronti.
Perchè in ogni caso quello scambio di email che ci eravamo fatte durante l’aperitivo E. mi aveva fatto cambiare totalmente idea sull’affermazione “sei come il latte scaduto” che ironicamente ti avevo rivolto dopo che mi avevi detto, forse altrettanto ironicamente che ero una bambina e non potevo parlare….
Auguri a tutti.