La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Arrivederci!!!! 29,Agosto,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:00 am

Occhei.
E’ l’ultima ora di lavoro dell’ultimo giorno.
Stasera si parte!

Ci rileggiamo il 15 settembre.

Vi ho postato una foto di Essaouira, l’unica tappa sicura del viaggio insieme a Marrakech.
Immaginatemi qui che mi empio la panza di pesce oceanico, prendo il sole e sfumazzo aspettando il tramonto sull’atlantico insieme al Chimico.

 

Sostiene la Genni 28,Agosto,2008

Sostiene la Genni che ci sia qualcosa che non va nell’ordinanza della Sindaca per chiudere i bassi dove lavorano le prostitute.
Ieri abbiamo parlato a lungo.
Innanzi tutto questa ordinanza qui è un’ordinanza mascherata, perchè, a quanto mi ha spiegato la Genni, non è che dice che non ci si deve prostituire nei bassi. Come, per altro, sospetto che dica anche la legge.
Dice che devono essere destinati all’uso che c’è scritto al catasto, magazzino, stalla, cantina. E non possono essere case. E quindi, se non sono case, niente letto, niente mobili, niente televisione.
Questo, però, va a colpire solamente un certo tipo di prostituzione e, solamente in una certa zona. Sostanzialmente sotto casa mia.
Perchè le ragazze della Maddalena lavorano in appartamento, per esempio.
Da noi lavorano le signore, di giorno.
Parentesi: e, vi giuro, se non me l’avesse detto ieri la Genni che si prostituivano, mai l’avrei sospettato. Per me erano vecchiette che si prendevano il fresco sui gradini, che davano da mangiare ai piccioni.
Mi sono sentita che ho preso il Premio Biancaneve 2008.
Chiusa parentesi.
E poi lavorano una selva di persone, nei bassi, che non sono esattamente transessuali. Sono quasi tutti uomini vestiti da donne, a dire il vero. Ma si distribuiscono abbastanza uniformemente in un arco che va da “tutto su mia madre” alla Genni che guarda le partite di calcio. Mille storie differenti.
Mille sostegni che andrebbero dati.
E invece chiudiamo i bassi, che sta male averci dei travestiti di sessant’anni a tre passi dall’expo, con i turisti che passano. Che figura ci fa la città dei diritti?
Ma c’è un’altra cosa che dice la Genni, che il marito della Sindaca si è comprato un bel po’ di case nella zona. Ecco perchè questa necessità di ripulire tutto e bene.
Ci aspettano bei vicoletti lindi e il first-lady alle assemblee di condominio. Ve lo immaginate? Adesso le mie assemblee di condominio ci potresti fare su uno spettacolo. C’è il padrone del basso della Genni che, tutte le volte, arriva, resiste cinque minuti e poi esplode in una sceneggiata diretta verso l’amministratore, in stile Vladimir Luxuria con un’unghia rotta e in napoletano stretto.
Vado all’assemblea solo per il quarto d’ora di sceneggiato. Impagabile.
Comunque, questa sarebbe ordinaria tristissima amministrazione.
Senonchè, sostiene la Genni, sono arrivate assicurazioni, da parte del comune, che costruiranno uno splendido quartiere a luci rosse, tutto per loro e non avranno più bisogno di questi bassi schifosi e maleodoranti.
Ma lui il quartiere a luci rosse non lo vuole. Tanto adesso, il più, si lavora su internet. E poi il nostro è già un quartiere a luci rosse…
Fin qui quello che mi ha detto la Genni.
E prendetelo così, come una cosa che ho sentito e che vi riporto.
Ma questa idea del quartiere a luci rosse è agghiacciante.
Già da tempo vado maturando l’idea che la legge Merlin sia stato il passo avanti più importante che le donne hanno fatto il questo paese, dopo il diritto di voto. La legge Merlin ci ha regalato l’emancipazione sessuale, soprattutto. Perchè un uomo che voglia fare sesso disimpegnato con una donna prima poteva pagare. Adesso può pagare meno facilmente e meno socialmente incoraggiato. E allora c’è spazio anche per imparare a fare sesso gratis. Per scambiarsi piacere. Più appagante ma anche più emotivamente impegnativo.
Ma questo lo scrissi approfonditamente in un altro post.
Una società che riesce a contrastare la prostituzione è una società che riesce a insegnare ai suoi figli che non tutto si può pagare. Non tutto è in vendita.
E quindi io il quartiere a luci rosse non lo voglio perchè in Italia la prostutuzione non può essere tollerata fino a questo punto. Già è tollerata troppo.
E poi i quartieri a luci rosse sono ghetti. Nel nostro quartiere, a quanto pare, sono prostitute anche le vecchiette che danno da mangiare ai piccioni. Ma ci siamo anche noi, c’è il pompiere del quarto piano. Filippo il suonatore di organetto. C’è il call-centre, c’è la moschea. E tutti sono bene integrati. Parliamo, ci diamo una mano uno con l’altro, ci prestiamo il cavatappi, la ventosa per sturare il lavandino. Come vicini normali.
Ammettiamo anche che ci siano luci rosse nel nostro vicolo, ma non ci sono solo quelle.
Io penso che il Comune, a lasciar perdere le cose che dice la Genni sul marito della Sindaca, che quando ha cominciato a parlare del marito della Sindaca io già mi aspettavo succosissimi pettegolezzi. E invece solo una tristezza immbiliare. Comunque dicevo, io penso che il comune, abbia giocato sporchissimo su questa questione dei bassi.
Io penso che, se decidi di non tollerare la prostituzione. E giuro che se la Sindaca lo decide io l’amerò per sempre e incondizionatamente. Se decidi di non tollerare la prostituzione, ti metti d’accordo con il prefetto e cominci a controllare a tappeto, prima di tutto i documenti delle ragazze straniere, che sono quelle che stanno peggio. Poi cerchi gli sfruttatori. E poi fai in modo che la legge, che c’è e che ci dobbiamo tenere, sia applicata. Perchè in Italia la prostituzione è legale ma non si può organizzala né esercitarla al chiuso (e qui, tra l’altro, ci stava la questione dei bassi, forse) ma soprattutto è punito chi sfrutta e chi favorisce la prostituzione.
Allora dico, una legge c’è. E’ accettabile. Applichiamola.
Ma perchè ci dobbiamo inventare sciocchi espedienti? Perchè tutta questa storia mi deve sembrare un modo per “ripulire” le strade senza prendere una vera posizione?
Non è che vogliamo nascondere la polvere sotto i tappeti?

 

Ciononostante (meno due…) 27,Agosto,2008


Io sembra che sono qui.
Ma con la testa sono in Marocco da una settimana.
E questo non è particolarmente zen. Bisogna vivere tutti gli attimi.
Ma se posso allungare la vacanza di una settimana mentre con le chiappe sono in ufficio non è meglio?
Per me è meglio.
Ciò-non-o-stante oggi è il pomeriggio dell’università.
La ssis è morta.
A questo punto, forse, conviene optare per la seconda laurea. Sempre che si fa presto, sempre che mi fanno lo sconto… Umpf!

 

Un pezzo di Comune-ty lì, proprio al centro della traggèdia… 26,Agosto,2008

Stamattina su Repubblikit, nella colonna delle immagini, tra i bambini indiani ciechi, le modelle anoressiche che hanno deciso di fare coming-out, il caro scuola e le immancabili tette, c’eravamo anche noi. Un pezzo consistente e curioso di Comune-ty che si è trovato, per caso, all’expo in questa scena surreale di ascensore bloccato, sbirri, vigili e pompieri, e transenne e un sacco di persone ferme a guardare.
Aspettavamo l’Uomoragno a salvare la situazione.
Ma non è venuto…Pazienza.
Guaddateciumò…qui e qui

 

Si parte! 22,Agosto,2008

E quindi si parte, signoresignori!
E’ ufficiale.
Venerdì prossimo sarò qui a dirvi che è l’ultimo giorno di lavoro e patapim e patapam, tutti i discorsi che mi faccio sempre adosso quando parto.
Meno 7 giorni.
Partiamo Sabato 30 agosto da Malpensa alle 6.05.
Adesso, per la cronaca, l’ultimo treno disponibile da Genova per Milano è alle 21.49.
Arriva alle 23.35
Poi prendiamo il pullman alle 2.15 oppure alle 3.15 oppure alle 4.15.
Che cavolo facciamo a Milano Centrale dalle 23.35 fino alle 4.15 non so.
Potremmo organizzare una festicciola sul binario.
Facciamo ‘ognuno porta qualcosa’. Chiunque sia in zona mi manda una mail e viene a tenerci compagnia.
Vinello e chiacchiere in stazione.
Sarebbe bellissimo.
E se fosse un film la scena successiva sarebbe io e il Chimico sperduti in una deserta Milano Centrale, con un cane che si avvicina, ci annusa e se ne va.
Ma la cosa bella è che non partiamo perchè l’Azienda-Spaziale ci ha detto di no, che il Chimico non lo vuole. Partiamo su consiglio del suo Relatore che ci ha detto ‘partite’. Basta mandare una mail all’ufficio personale spiegando che siamo irreperibili per due settimane. Tanto prima di ottobre, dice, la selezione non si chiuderà.
Abbiamo vinto una vacanza.
E non abbiamo perso la speranza.
E adesso tutto il mondo mi sorride. Penso che quando torniamo posso anche decidere che fare con questa storia dell’università. E ieri, mentre cenavamo da fidanzati, nel nostro ristorante cinese per cinesi è arrivata la cameriera, il cuoco, la padrona, il marito della padrona e pure il figlio a chiederci se per caso sapevamo quante medaglie aveva preso l’Italia. Perchè loro sapevano le medaglie della Cina, tipo seimilacinquecentosettantatrè, solo d’oro. Ma l’Italia come sta andando? Sorriso.
Io li adoro.
Beh, comunque, dicevo, tra uno sfottò cinese e l’altro il Chimico era contentissimo di sapermi a pensare a un mio futuro lavorativo diverso da così. Adesso tocca a me sostenerti.
Quindi, ufficialmente, oggi si apre la programmazione dell’autunno.

   
 

Divagazioni 21,Agosto,2008

Ma se parto per il Marocco.
Se il Chimico non lo prendono nell’Azienda Spaziale.
O se lo prendono dopo.
O se lo prendono prima.
O se lo prendono invece.
Se parto, poi torno a settembre.
E bisogna che mi organizzi la vita. Sogno una vita in cui non bisogna inventarsi anno dopo anno.
O meglio.
Sogno una vita in cui il mio dilemma principale per i piani annuali sia iscrivermi a yoga oppure a thai chi.
Sogno la pensione.
E invece si avvicina settembre, inizia l’anno.
L’anno che, secondo i nostri programmi, potrebbe essere l’ultimo.
L’ultimo inverno in analisi.
Inizia l’anno e inizia il tempo dei piani di fuga. Dei piani di qualcosa di diverso per me.
Due opzioni, per quest’anno. Per prepararmi a fare la siss (o quello che inventeranno all’allegro ministero).
- Aggiungo gli esami che mi mancano per la classe di concorso di storia e filosofia.
- Mi iscrivo alla specialistica di filosofia-per-quelli-che-vogliono-insegnare.
Devo capire quale costa meno.
E quale mi conviene fare.
Ci penso mercoledì prossimo.
Così, se parto, parto con le idee già chiare.
E devo ancora ritirare il passaporto.
E devo fare un po’ di training autogeno, dopo l’orribile incidente che è capitato in Spagna.
Nota bene: se vedi qualcosa di strano, in aereo, prima di partire, scendi, perdìo, scendi!
Non che io, di solito, sia quel genere di donna che prepara le valige, prima di partire. Ma questo viaggio passerà alla storia come il meno organizzato della mia vita.
O forse è solo che oggi ho mille preoccupazioni che non so, di preciso, da dove vengono.
Ero già triste alle sette del mattino.
Ma adesso esco e non ho niente da fare. Cercherò qualcosa di carino da mettermi, nei rimasugli dei saldi.
Mi farò bella, che il Chimico mi ha promesso una serata da fidanzati, stasera.
E spegnerò quello che resta del mio cervello fino a domani.
Anzi, fino a lunedì, tanto fino a lunedì non mi serve a un tubo.

 

Sbrano 20,Agosto,2008

Due pezzi di focaccia del panificio Fiordiponti a Santa Margherita, la pizza del panettiere all’angolo di via San Lorenzo. Non quello fighetto, quello dentro il vicolo. La pasta al pesto col pesto del dì per dì. La torta di bietole di sa pesta. La farinata della friggitoria di sottoripa. E, già che sono lì anche un bel cartoccio di panissa e frittini di mare. I frisceu no perchè mi rimangono sullo stomaco. I ripieni del take-away di Di Negro.
Oggi ho voglia di street-food genovese.
Oggi, se non ero qui al lavoro, mi trovavate arenata sul divano a digerire a a lamentarmi.
Per non parlare dei rustici di Messina…
Mezzogiorno.
Minchia, che fame!!!!

 

Il gioco-gioco del pomeriggio 19,Agosto,2008

Allora, nell’afa di questo noioso pomeriggio, cliccate qui.
E fate il test.

Poi, se siete La Streganocciola, la Nessi, la Gigi, la Giuly, la Gìa o la Pacefortissima andate a vedere nel primo commento cosa penso che abbiate votato…

 

Come l’abbiamo fatto… 18,Agosto,2008


l'entrata della Casa di Haldo Moro

L'entrata della casa di Haldo Moro

Il coraggio di affrontarlo, alfine, è arrivato quando mio padre non ha saputo resistere alla tentazione: “Vabbè, dai, Ciccia, se non riesci vengo giù io lunedì”.

Un quarto d’ora dopo ero acquattata nella casa di Haldo  Moro e studiavo il tubo. L’ultimo possibile.
L’unico dove poteva essere ancora nascosto il Mostro.
Sola nella pancia della casa.
Io e il Basilisco.
Senza neanche Lancillotto il Chimico a darmi una mano.
Per lui troppo poco spazio e troppo caldo per tentare una discesa.
E’ un lavoro per nanerottole cocciute.
Così smonto il primo nodino di tubo e ne esce un fiotto di acqua nera e acido. E subito sento il frizzolino sulla mensola, e subito comincio a invocare la Santa Vergine degli scarichi, protettrice di tutti gli idraulici. Intercedi per me. Che la Grande Fogna mi accolga se perirò nell’impresa.
Perchè già gli schizzi mi aggredivano le braccia, come se mi ero rotolata nelle ortiche, porcazzozza.
Aspiro e il bidone butta fuori aria bollente e puzzolente.
Il primo tratto è pulito.
Ma subito mi viene in mente che forse anche il pezzo rettilineo è otturato. E, quando comincio ad aspirare capisco che è lì. Un vischioso, irritante, puzzolente Basilisco che si contorce e urla e si dimena, mentre viene mangiato dall’aspira-tutto.
Non c’è scampo per lui.
E riemergo vittoriosa, sebbene puzzolente.
E festeggio insieme a Lancillotto il Chimico, che vegliava e otturava e spingeva con sondini.
L’incubo è finito

Liquori che riposano (ignari del pericolo)

Liquori che riposano (ignari del pericolo)

 

 

 

 

 

Il tubo dove si nascondeva il Basilisco
Il tubo dove si nascondeva il Basilisco
Panoramica di barattoli e avanzi di scenografie

Panoramica di barattoli e avanzi di scenografie

Quel che resta del putrido Basilisco

Quel che resta del putrido Basilisco

Casino totale dopo i giorni della battaglia
Casino totale dopo i giorni della battaglia
 

Occupazione militare a Genova 14,Agosto,2008

Stamattina, sull’autobus, già mi era venuto un coccolone, a leggerlo sulla locandina mentre passavo.
E poi adesso sul sito, qui.
A parte che il titolo dice SICURO ARRIVANO I MILITARI e invece avendoci lo stomaco di leggere l’articolo, si capisce che ne parleranno. Ma non è detto.
Magari la Sindaca, in cui tutti speriamo, li minaccerà di farsi esplodere a Palazzo Ducale se ci occupano militarmente.
Io non li voglio i militari a Genova.
Ma vi sembra normale che Sindaco e Prefetto dicono che non ci servono e loro ce li impongono?
Ma non vi sembra che c’è qualcosa che non va?

 

Come si uccide un basilisco 13,Agosto,2008

Quindi, armati di coraggio e determinazione, ieri pomeriggio abbiamo inforcato
io la Ester
Il Chimico la sua Turboberta
E siamo tornati da Castorama.
Lì abbiamo comprato:
altri tre flaconi di sciogli-cadaveri
un imbuto.
Ci siamo buttati in mezzo al traffico di Cornigliano.
All’ora in cui quelli che escono dall’ufficio si incontrano con quelli che stanno tornando dal mare. Ed è odio da finestrino a finestrino e noi ci pedaliamo in mezzo.
Il Chimico ostenta la sicurezza di quello che nello zaino ha tre litri di acido, la bicicletta kamikaze.
Io respiro come un mantice e mi scrivo in testa la lettera che manderò alla Vincenzi per chiederle, perdìo, di fare spazio a una pista ciclabile.
Ma il peggio è a casa, che quasi quasi speravo di essere stritolata dal diciotto, piuttosto che dover telefonare a mio padre per chiedergli di prestarmi l’aspirapolvere che aspira anche l’acqua.
E invece devo farlo.
Mi siedo in cucina, mi accendo una sigaretta.
“Posso prendere il bidone?”
“Prendilo pure…” E poi quello che temevo “A cosa ti serve???”
Ripasso le scuse che avevo preparato:
Mi si è rotta l’aspirapolvere (poco efficace).
Lo devo prestare alla vicina (assolutamente attaccabile).
Il Puntoggì ha lo scarico intasato (Perfetta!).
E invece mi dico che non ho quattordici anni e posso affrontarlo.
“Ho lo scarico intasato”.
“Ok, è in magazzino, prendilo”.

(pausa di sconcerto)

(respiro)

(altra pausa di sconcerto)
“Se non riesci a aspirare dal tubo del lavandino prova da quello nella Casa di Haldo Moro“.
Mio padre dev’essere stato in analisi, quando l’ho perso di vista.
Sì, perchè io mi aspettavo che mi tirasse un pistolotto di venticinque minuti (mi consolava solo avere l’autoricarica nel telefonino) per poi dirmi di lasciar stare tutto che sarebbe tornato lui a distruggermi la casa, aprire il pavimento, fracassare muri, fino a trovare il guasto.
E invece no.
Me la devo segnare che è la prima volta che non mi tratta da figlia-femmina-lassastà-che-ti-si-scheggiano-le-unghie.
Così, armati di aspira-acqua, imbuto e acido-sciogli-cadaveri, abbiamo iniziato la bonifica dei tubi dal temibile Basilisco.
Abbiamo tappato con lo straccio lo scarico del lavandino e quello della lavastoviglie e abbiamo cominciato ad aspirare dalla lavatrice.
Acqua sporca.
Acqua sporca.
Acqua sporca e basta.
Poi abbiamo preso l’imbuto e abbiamo versato nelle profondità dei tubi intasati tutto l’acido.
Tre litri spariti senza fare rumore.
Pausa sigaretta.
E poi acqua bollente.
Lo dico per i bookmakers inglesi, che stavano raccogliendo le scommesse già da ieri, che non mi sono bruciata con l’acido né con l’acqua bollente.
Quindi abbiamo richiuso tutto.
Abbiamo avvitato i tubi e i sifoni al loro posto.
E abbiamo aperto l’acqua.
Il Basilisco è sempre, drammaticamente, ostinatamente incastrato nei nostri tubi.
E l’acido lo ingrassa a quel figlio di un serpente e di qualche altro animale schifido.
Oggi pausa.
Perché, dopotutto, siamo in vacanza.
Domani proviamo ad aspirarlo via prendendolo per la coda che spunta dalla casa di Haldo Moro.

(continua…)

Il fantatubo a pistola dell'aspira-acqua

 

L'aspira-acqua

 

 

L'imbuto fissato allo scarico della lavatrice

L'imbuto fissato allo scarico della lavatrice

lo scarico del lavandino

lo scarico del lavandino

L'acqua bollente

L'acqua calda

L'angusta casa della lavatrice dove si è svolta l'azione...

L'angusta casa della lavatrice dove si svolge l'azione...

 

 

 

 

 

 

 

 

12,Agosto,2008

 C’è un basilisco nello scarico della cucina di Vico dell’Olio.
Il lavandino si riempie d’acqua, la lavastoviglie scarica dentro la lavatrice, la lavatrice emette gemiti da orco con la gastroenterite e tira certe puzzette da far arrossire un cavallo.
Inoltre Dio non esiste e io non ho il coraggio di chiamare un idraulico la settimana di ferragosto.
Ieri io e il Chimico abbiamo tentato una spedizione da Castorama e ne siamo usciti con un flacone di acido-sciogli-tutto, indicato anche per usi criminali quali l’occultamento di cadavere, e un sondino di tre metri e mezzo, da calare dentro lo scarico per vedere a che altezza è l’otturazione.
Nulla.
L’otturazione è troppo lontana.
E l’acido, dopo aver ribollito, puzzato, minacciato e quasi ucciso la gatta, si è dato per vinto.
Il basilisco è ancora nello scarico.
Fortunatamente stamattina, su yahoo answer c’era qualcuno che si è posto lo stesso problema:
“Come si uccide un basilisco?”
Con la spada, oppure col canto del gallo.
Proverò ancora col gallo.
E poi con l’idraulico.
Perchè l’ultima, terribile, temibile, finale soluzione è chiedere a mio padre, che, con le sue manine d’oro, ha posato i tubi.
Sarà per questo che così facilmente si infestano di spiriti maligni e inquietanti presenze?

 

L’odio 12,Agosto,2008

“E’ il tuo momento, sparagli Vinz, sparagli! Perchè sbirro buono qualcuno lo trovi…ma l’unico nazi buono è il nazi morto…!”

 

Il ritorno del cavaliere oscuro 11,Agosto,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:47 am
Tags: , ,

 

“Tutto quello che non ti uccide
Ti rende più strano”

 

Scalpintando sui miei sandali 8,Agosto,2008

Ieri 14 chilometri.
Vicolo-Ufficio-Ufficio-Vicolo.
Tempo di percorrenza Vicolo-Ufficio: quaranta minuti.
Considerazioni generali: devo comperarmi una mascherina. Perchè il fiatone dietro i tubi di scappamento delle macchine è micidiale. Devo trovare il modo di montare lo specchietto retrovisore perchè prima o poi vado a schiantarmi, intanto che guardo se c’è un autobus dietro.
Un signore di sessant’anni su una bici da corsa (mica barbatruccata come la mia) mi ha superato in volata.
Non aveva neanche il fiatone.
Spero che l’ha investito un tir.
Non ho gambe e non ho fiato.
Però ho un caschetto bellissimo sul quale andrà obbligatoriamente apposto l’adesivo delle Bisbetiche.
E’ vero che l’aspirina aiuta a eliminare l’acido lattico.
Per adesso è ancora tutta fatica e tentativo di non farsi schiacciare da cose più grandi e lamierose di me. E’ tutto un resisti, è tutto un semaforo con la lingua fuori.
Ma anche l’inizio della palestra era così. Poi è diventato anche un po’ bello.
Perchè tutte le cose all’inizio sono faticose. Come cominciare a studiare. Quando non sei allenato ti sembra ipossibile ricordarti tutto, leggere un libro intero senza farti venire la bolla al naso.
E invece poi ci riesci.
E sei felice perchè ci sei riuscito.
Poi ti sembra normale riuscirci e puoi andare a cercare la bellezza in quello che fai.
La vita è tutta così che inizia in salita.
Devo ricordarmelo quando rinfaccio senza pudore al Chimico il delirio dei nostri primi mesi insieme, le teglie di pane che volavano dalla finestra, le litigate e i momenti veramente brutti.
Magari è solo che abbiamo iniziato in salita e adesso che abbiamo gambe e fiato possiamo goderci la strada.
L’andata è stata stremante.
Al ritorno ho scoperto che, in realtà, la Valbisagno è in salita.
Al ritorno non tocchi quasi i pedali. Si poteva immaginare dallo scorrere del fiume. Io credo.
Ma le salite lunghe e costanti sono quelle di cui in autobus non ti rendi conto.
In bici sì.
Sono in salita le due gallerie, portello e corvetto.
Sono in salita via Cairoli, via venticinque aprile e anche via Roma.
Ma sono a senso unico e non puoi prenderti la soddisfazione della discesa al ritorno.
Il ritorno, ecco.
A metà di Corso Monte Grappa la batteria mi ha abbandonata.
Mille tornanti in salita.
Mille tornanti in salita spingendo la bicicletta. Perchè non è che mi chiamo Bartali di cognome.
A casa sono crollata.
Ma ho preso l’aspirina e quindi mi sono svegliata tutta bella piena di buona volontà.
Ho ripreso la Ester e ho pensato “Si PUò FA-RE!”.
E invece è stato l’inferno delle gambe che chiedevano pietà.
Fino a Staglieno, dove al coro delle gambe si è unito anche il lamento della batteria bip-bip-bip, mi sto scaricando, bip-bip, ma quanto sono duri questi pedali, bip-bip, aiuto!
Dall’ombelico in su ero incazzata.
Dall’ombelico in giù i miei muscoli hanno dato una festa.
Ho preso l’autobus al volo e, stamattina, la prima cosa che ho fatto, arrivata in ufficio, è stato scrivere una mail all’Uomo di e-bay.
Caro, la batteria non funziona, cheffacciamo?

Dieci a uno che non risponde.

 

In the darkness of the early morning 7,Agosto,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 1:29 pm
Tags: , , , , ,

Oggi ho dato tutto per mail.
Sto cercando di organizzare mille fantacose splendide per l’autunno, come al solito.
Un bel gruppo d’acquisto, tanto per cominciare.
E poi ho discusso a lungo con l’amica che ci ha i problemi etici-ormonali.
E mi piacciono un fracco le discussioni con questa amica, che siamo in analisi tutt’e due e parliamo una lingua simile simile e, ogni volta, non devo schivare le verdure che mi lancia la gente quando gli chiedo: cosa ci metti di tuo?
Quando le chiedo cosa ci mette di suo lei non mi lancia le verdure, non sbuffa, non mi fa una sceneggiata di un quarto d’ora per dirmi che sono una pazza rompicoglioni. Lei mi risponde.
E così, anche se oggi è giovedì, e non ho postato su Scongelarestanca perchè mi sono dimenticata la penna usb con le foto a casa, una cosa la segno lostesso, questa:

In the darkness of the early morning

Non trovate che abbia un suono bellissimo? Era l’inizio di un post sull’homepage di wordpress. Post che non ho letto perchè era una muffa in inglese che parlava di religione, di cancro e di Dio.
Ma il suono di questa frase qui è bellissimo.
Anche se toglierei il secondo “the”. In the darkness of  early morning suona meglio. E’ sbagliatissimo in inglese? Voi che non parlate come Toro Seduto…

Anche se è una frase come le maglie che compri da H&M, bellissime, e poi non sai mai con cosa metterle.

 

Free Italia 6,Agosto,2008

L’esercito nelle città.
Le morti sul lavoro superano gli omicidi.
Povertà.
Ignoranza.
Violenza.
Entro il 2010 le impronte digitali sulla carta d’identità.
I superpoteri dei sindaci.
Giornalisti cretini
Imperdonabile xenofobia
Teocrazia e fondamentalismo religioso.
Minacce alla libertà di stampa

E qualcuno dice che dovremmo boicottare la sfilata di apertura delle olimpiadi.

Forse è la sfilata di apertura delle olimpiadi che dovrebbe boicottare noi.

 

5,Agosto,2008

 

Lunedì 4,Agosto,2008

E mentre questo paese regala al mondo l’immagine più triste e stupida di sè.
Io me la giro con la Ester.
E ringrazio di avere dei concittadini che, mentre io mi ammazzavo di dubbi e no, non la votavo neanche a morire, loro invece la votavano Mamma Vincenzi.
E adesso i militari al porto antico, almeno quelli, non li dobbiamo vedere.

 

Guardate cos’ho trovato all’agriturismo del 25 Aprile! 1,Agosto,2008

Kggb!!!!!!!!