Sostiene la Genni che ci sia qualcosa che non va nell’ordinanza della Sindaca per chiudere i bassi dove lavorano le prostitute.
Ieri abbiamo parlato a lungo.
Innanzi tutto questa ordinanza qui è un’ordinanza mascherata, perchè, a quanto mi ha spiegato la Genni, non è che dice che non ci si deve prostituire nei bassi. Come, per altro, sospetto che dica anche la legge.
Dice che devono essere destinati all’uso che c’è scritto al catasto, magazzino, stalla, cantina. E non possono essere case. E quindi, se non sono case, niente letto, niente mobili, niente televisione.
Questo, però, va a colpire solamente un certo tipo di prostituzione e, solamente in una certa zona. Sostanzialmente sotto casa mia.
Perchè le ragazze della Maddalena lavorano in appartamento, per esempio.
Da noi lavorano le signore, di giorno.
Parentesi: e, vi giuro, se non me l’avesse detto ieri la Genni che si prostituivano, mai l’avrei sospettato. Per me erano vecchiette che si prendevano il fresco sui gradini, che davano da mangiare ai piccioni.
Mi sono sentita che ho preso il Premio Biancaneve 2008.
Chiusa parentesi.
E poi lavorano una selva di persone, nei bassi, che non sono esattamente transessuali. Sono quasi tutti uomini vestiti da donne, a dire il vero. Ma si distribuiscono abbastanza uniformemente in un arco che va da “tutto su mia madre” alla Genni che guarda le partite di calcio. Mille storie differenti.
Mille sostegni che andrebbero dati.
E invece chiudiamo i bassi, che sta male averci dei travestiti di sessant’anni a tre passi dall’expo, con i turisti che passano. Che figura ci fa la città dei diritti?
Ma c’è un’altra cosa che dice la Genni, che il marito della Sindaca si è comprato un bel po’ di case nella zona. Ecco perchè questa necessità di ripulire tutto e bene.
Ci aspettano bei vicoletti lindi e il first-lady alle assemblee di condominio. Ve lo immaginate? Adesso le mie assemblee di condominio ci potresti fare su uno spettacolo. C’è il padrone del basso della Genni che, tutte le volte, arriva, resiste cinque minuti e poi esplode in una sceneggiata diretta verso l’amministratore, in stile Vladimir Luxuria con un’unghia rotta e in napoletano stretto.
Vado all’assemblea solo per il quarto d’ora di sceneggiato. Impagabile.
Comunque, questa sarebbe ordinaria tristissima amministrazione.
Senonchè, sostiene la Genni, sono arrivate assicurazioni, da parte del comune, che costruiranno uno splendido quartiere a luci rosse, tutto per loro e non avranno più bisogno di questi bassi schifosi e maleodoranti.
Ma lui il quartiere a luci rosse non lo vuole. Tanto adesso, il più, si lavora su internet. E poi il nostro è già un quartiere a luci rosse…
Fin qui quello che mi ha detto la Genni.
E prendetelo così, come una cosa che ho sentito e che vi riporto.
Ma questa idea del quartiere a luci rosse è agghiacciante.
Già da tempo vado maturando l’idea che la legge Merlin sia stato il passo avanti più importante che le donne hanno fatto il questo paese, dopo il diritto di voto. La legge Merlin ci ha regalato l’emancipazione sessuale, soprattutto. Perchè un uomo che voglia fare sesso disimpegnato con una donna prima poteva pagare. Adesso può pagare meno facilmente e meno socialmente incoraggiato. E allora c’è spazio anche per imparare a fare sesso gratis. Per scambiarsi piacere. Più appagante ma anche più emotivamente impegnativo.
Ma questo lo scrissi approfonditamente in un altro post.
Una società che riesce a contrastare la prostituzione è una società che riesce a insegnare ai suoi figli che non tutto si può pagare. Non tutto è in vendita.
E quindi io il quartiere a luci rosse non lo voglio perchè in Italia la prostutuzione non può essere tollerata fino a questo punto. Già è tollerata troppo.
E poi i quartieri a luci rosse sono ghetti. Nel nostro quartiere, a quanto pare, sono prostitute anche le vecchiette che danno da mangiare ai piccioni. Ma ci siamo anche noi, c’è il pompiere del quarto piano. Filippo il suonatore di organetto. C’è il call-centre, c’è la moschea. E tutti sono bene integrati. Parliamo, ci diamo una mano uno con l’altro, ci prestiamo il cavatappi, la ventosa per sturare il lavandino. Come vicini normali.
Ammettiamo anche che ci siano luci rosse nel nostro vicolo, ma non ci sono solo quelle.
Io penso che il Comune, a lasciar perdere le cose che dice la Genni sul marito della Sindaca, che quando ha cominciato a parlare del marito della Sindaca io già mi aspettavo succosissimi pettegolezzi. E invece solo una tristezza immbiliare. Comunque dicevo, io penso che il comune, abbia giocato sporchissimo su questa questione dei bassi.
Io penso che, se decidi di non tollerare la prostituzione. E giuro che se la Sindaca lo decide io l’amerò per sempre e incondizionatamente. Se decidi di non tollerare la prostituzione, ti metti d’accordo con il prefetto e cominci a controllare a tappeto, prima di tutto i documenti delle ragazze straniere, che sono quelle che stanno peggio. Poi cerchi gli sfruttatori. E poi fai in modo che la legge, che c’è e che ci dobbiamo tenere, sia applicata. Perchè in Italia la prostituzione è legale ma non si può organizzala né esercitarla al chiuso (e qui, tra l’altro, ci stava la questione dei bassi, forse) ma soprattutto è punito chi sfrutta e chi favorisce la prostituzione.
Allora dico, una legge c’è. E’ accettabile. Applichiamola.
Ma perchè ci dobbiamo inventare sciocchi espedienti? Perchè tutta questa storia mi deve sembrare un modo per “ripulire” le strade senza prendere una vera posizione?
Non è che vogliamo nascondere la polvere sotto i tappeti?

io credo che debellare la prostituzione sia una lotta senza speranza. anche con una legge buona come la merlin il fenomeno si è modificato in altre forme. siamo un popolo fantasioso: qualsiasi legge si riesce ad aggirare con un po’ di italica creatività. sospetto che i primi clienti delle ragazze che stanno sotto casa mia siano proprio gli impiegati di palazzo tursi in pausa pranzo!
la tristezza infinita è che la sindaco mascheri dietro provvedimenti improvvisati e mal strutturati gli interessi di parenti e amici. fossimo stati in brasile, avrebbero usato armi automatiche, forse…
OT che tu stai partendo e io ho lo sciacallo alle spalle
prima di tutto: BUONE VACANZE e attenta alla diarrea
e poi … sarò a ABITARE IL TEMPO – VR nel fine settimana (ven sera – dom pom) per lavorare a gratis per l’azienda che espone. sabato sera sarei libera, col gran rimpianto di non poter scroccare la cena all’azienda ma vuoi mettere conoscere te?
Uuuuuuh….ma QUESTO WE????
Perchè io sono in marocco fino al 14 settembre.
no no … 19/21
vedi come si fa? “dice la genni” si è subito trasformato in verità: mai come adesso vox populi è stata tutto fuorchè vox dei, però. ripugna difendere senza prove, ma dovrebbe ripugnare di più accusare, soprattutto quando è così facile inventarsi motivi privati per ogni iniziativa pubblica. Quanto all’iniziativa in sè,più che preoccupante la trovo demagogica: chi manda via chi, in quanto tempo, da dove e, non ultimo, per mandarli/e dove? Con che soldi si costruisce il quartiere a luci rosse? e dove, se chiunque salta su solo all’idea di avere vicino non dico i trans, ma perfino i cassonetti della rumenta?
E io non credo che si possa negare che ora come ora c’è tutto un mondo di speculazione intorno alla prostituzione di cui i proprietari dei bassi fanno ampiamente e lautamente parte: o vogliamo considerarli benefattori perchè, almeno, così non è ghetto?
E, infine, siamo così sicuri che un quartiere a luci rosse sia un guaio? A guardare Amsterdam non sembra, per quello che ne so.
Me mi pare che la questione sia esattamente identica a quella dei negozianti che non vogliono le isole pedonali, nè più nè meno, e che moralità, ghetti e mariti delle sindache, come d’altra parte la sicurezza, c’entrino come i cavoli a merenda.
Per una volta tanto sono d’accordo con il post dell’amica E. (soprattutto sulla legge Merlin e contro i quartieri a luce rosse!).
Il marito della Sindaco non fa l’immobiliarista ( si occupa di trasporti..).
Per quanto riguarda i “bassi” è giusto chiuderli perchè è un fatto di igiene (prima di tutto) in quanto sono magazzini non abitazioni!
Poi bisogna punire severamente chi li affitta ( come chi li affitta a 1000 Europ a 10 immigrati e li fa vivere in tuguri senza acqua nè luce!), mandare per 25 anni in galer ai “papponi” e i clienti!
Il sesso (sono d’accordo con la E.) deve essere un momento piacevole, caldo, gioso, di attrazione, d’amore, ecc.
Che schifo pagare una….ma che gusto c’è?
Poi gli italiani si devono leggere l’ultimo rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità che dice che il “sesso” non è vitale per l’organismo umano e tutto è controllato dalla psiche.
Psiche e sesso, non istinti animaleschi!
Mi fanno incazzare chi dice che è “una necessità” cosi giustificano “la botta e via” con una prostituta.
Il problema che il “machismo” italiano (figlio del fascismo) è duro a morire.
Paghi una e hai dato sfogo ai tuoi istinti piu bassi, insomma, sei un animale (ma almeno gli animali sono attratti da odori, dal calore delle femmine e per riprodursi!).
Ci sarebbero molte altre cose da dire ma devo andare.
Concordo l’E.pensiero!