Piove da morire.
E io mi sento un po’ il buonumore idrosolubile.
29,Ottobre,2008
La mia nalista dice che gli inconsci si parlano.
E che, quindi, le situazioni assurde di cui è costellata la mia vita, non sono semplici casualità, ma un disegno preciso del mio inconscio che sta cercando di ri-definire il concetto stesso di assurdo.
Allora succede che ieri, per la prima volta da quando se lo sono inventato, vado a dare un’occhiata a questo festivallo delle cose degli scienziati.
Attenzione, perchè in questo post cercherò, con ogni mezzo, di beffare anche i motori di ricerca. Parlo in codice. Se il mio inconscio si accorge che può usare google per comunicare con l’esterno è la fine…
Allora io vado al festivallo degli scientisti a vedere una conferenza che mi sembrava proprio adatta per me: una conferenza su Jung e un fisico di cui fingo di non ricordare il nome. Si chiama “Due sguardi diversi sullo stesso mondo”.
Sono riuscita a trovare un barba-pass, entro gratis alle conferenze con il cartellino di un’animatrice morta. Perchè i miei amici sono comunisti sul serio, e la cultura per il popolo.
Ufficialmente mi chiamo Debora, ma senza l’acca.
E ho un cognome che non so pronunciare. Ma spero che non me lo chiedano.
Esco dall’ufficio, corro a prendere il Barba-pass, e, alla velocità della luce, mi arrampico su per scalette e e viuzze, fino ad arrivare sudata, bagnaticcia dal temporale e sbuffante, alla sala della conferenza.
Mostro il pass.
Funziona come nei film.
Faccio due passi e, davanti, mi si para il mio Ex-Amante.
Con la E e la A maiuscoli, per non parlare di tutte le altre lettere. L’Ex Uomo-Della-Mia-Vita. L’Ex-Ispirazione di Tutto. L’Uomo che ha riempito i miei giovedì pomeriggio.
Anche quelli in cui non c’era. Soprattutto quelli in cui non c’era, perchè erano la maggior parte.
Insomma, entro e me lo trovo davanti.
Lo saluto con disinvoltura e, con disinvoltura, mi siedo nel primo posto libero, fingendo di cercare nella borsa, giocare con il cellulare, essere a mio agio.
Subito entrano i relatori e io non faccio in tempo a essere contenta che lui mi si para davanti: “ti sei seduta vicino alla mia giacca”.
Porca merda.
Quattrocento posti, di cui occupati cinquanta.
E io mi siedo vicino alla sua giacca.
Tra l’altro io sono sola, lui è solo.
Ma dove si sono mai visti due che se ne vanno da soli a una conferenza su Jung?
E poi passano tre quarti d’ora gomito a gomito facendo finta di niente, nell’imbarazzo totale, abbozzando commenti più o meno senza senso?
Noi due.
Dinamite Blà e la Reginetta dell’Autismo.
Fortunatamente, dopo circa mezz’ora la porta si apre, entra un signore che gli fa segno.
Lui si alza e, a mezza voce, perchè non è capace di parlare sussurrando, mi dice: “VADO A UN’ALTRA CONFERENZA!”
E io: “Ah, ciao!”
“A presto!!!”
Ennò.
Ho passato la mattinata a depennare conferenze dal programma…
Al posto della messa— 26,Ottobre,2008
Mi godo un momento di solitudine, persa da qulche parte, presumibilemnte sulle colline sopra Padova.
E’ una bella giornata d’autunno, non fa freddo, il cielo è azzurrissimo. Intorno è verde, giallo, rosso e marrone.
Il Chimico sta cantando una messa in questa chiesetta modernissima e appena restaurata, dove il parroco salutava la gente che arrivava fuori dalla porta. Con la tonaca bianca che sventolava, come un fantasma buffo.
Non è male questa trasferta, se escludiamo il fatto che stamattina avrei avvelenato con la cicuta il caffè del mio fidanzato.
Risolta in pullman, arrivando qui.
Adesso non ricordo cosa ci aspetta. Aperitivo con le autorità in agriturismo e pranzo spaccafegato.
Chi dice che gli emiliani condiscono troppo il cibo non ha mai mangiato a Padova.
Padroni di cani chiacchierano a diecimila decibel sul sagrato. Un labrador nero e un golden retriver biondo-biondissimo. La padrona del golden è isterica. Tutte le volte che quel povero cane si china ad annusare qualosa lo sgrida…Non mangiare schifezze perterra.
Ma lui la guarda con gli occhi tondi e adoranti, se la ride. E io non capisco come fanno certi animali a essere così sportivi.
Arivano col vento le voci del coro. Qui è una domenica da uscire dalla chiesa e andare a pranzo dalla mamma con le paste.
E domani è lunedì di lavoro, scuola, analista.
Non vedo l’ora di andare, domani. Ho cose da raccontarle. Una cosa da raccontarle, a dire la verità.
Venerdì parlavo con nia madre. Mi diceva che è andata al cinema a vedere “il papà di Giovanna”.
>Io l’ho trovato inquietantissimo e lei ha concordato. Lei l’ha trovato neorealista e io mi sono stupita, cazzo, è vero, è un film neorealista.
E poi le ho detto che sono uscita dal cinema pensando che, tutto sommato, mio padre non è poi così male.
“E’ vero, spesso il troppo amore è più nocivo dell’indifferenza!”
Indifferenza?
Week-end nel nordès! 24,Ottobre,2008

Questo week-end il Chimico canta a Padova, ospite di un coro dell’industrioso nordès.
In borsa avrò un vasetto di alka-selzer, due blister di magnesia per sopravvivere al menù devastante (già consegnato ai coristi).
E un bel pacchetto di sigarette, che non si sa mai…
Un Chimico (in un giorno da Jena…) 23,Ottobre,2008
“Berlusconi vuole mandare la polizia nelle università???
Sarà la volta che imparano qualcosa?”
Parole per giovani donne 22,Ottobre,2008
Il mio armadietto in palestra ha preso vita.
Le tute sporche abbandonate, le ciabattine di bamboo bagnate, le scarpe e l’asciugamano sono germogliati e si sono coperti di una muffa soffice che sembra schiuma di sapone.
Segna: l’asciugamano si può lasciare nell’armadietto fino a quindicibarraventi giorni. Poi è meglio portarlo a casa e lavarlo.
Un giorno scriverò una pagina nuova di questo blog che si chiamerà “Consigli per giovani donne” dove metterò tutte le cose che imparo e che, magari, possono essere utili a qualcun’altro.
Per esempio: un asciugamano bagnato può sopravvivere, senza andare in putrefazione, in un armadietto, per circa quindici giorni.
E’ più facile usare l’epilèdi se sei costante una volta alla settimana.
Se ti provi una cosa che ti piace ma ti sta male è il vestito che non ti sta bene, non sei tu che non stai bene al vestito.
Nessuno ti guarda come ti guardi tu.
E’ vero che se aspetti dieci minuti lo sbrano ti passa.
Ognuno ha diritto di avere la sua maniera di tenere sotto controllo lo stress.
E’ inutile aspettare il Principe Azzurro.
Altresì è inutile aspettare:
a) Che qualcuno venga a salvarti la vita
b) Che una botta di culo venga a salvarti la vita
c) Che la campanella della ricreazione venga a salvarti la vita
La pasta si cuoce (e bene) anche buttandola nella pentola, aspettando che riprenda il bollore e spegnendo il gas.
Sempre meglio provare da sole prima di chiamare l’idraulico.
Prima si mette l’aceto e il sale e poi l’olio.
Si impara da tutti, ma di più da quelli più grandi.
Le chiappe non stanno su da sole, è il bicipite femorale che le sostiene (con tutte le metafore del caso).
Sempre meglio somigliare a sè stessi. Così se non piaci a nessuno puoi farti delle domande.
La terza è elegante e non impegna (io parlo delle marce della macchina, ma ogniuno ci mette quello che vuole).
Il posto del telefonino non è nella borsa ma nella tasca dei pantaloni.
A letto nessuno ci riprende con una videocamera quindi è inutile mettersi in posa.
L’acido per sturare i lavandini buca i vestiti anche quando sulla pelle non brucia tanto.
Di solito la gente è arrabbiata per motivi suoi. E spessissimo noi non c’entriamo niente.
Le chiavi di casa sono sempre sotto la borsa, dietro il cuscino della poltrona oppure sulla Gina. Se non sono in nessuno di questi tre posti il Chimico le ha spostate (questa forse è utile solo a me…).
Alla coop si può pagare con i buoni pasto ma solo al banco gastronomia.
I discount non prendono il postapay.
Sempre meglio pulire i peperoncini con i guanti.
Non sempre siamo obbligatio a dare spiegazioni e, comunque, spesso possiamo prendere tempo.
La coca-cola fa male esattamente come la cola del discount ma costa molto di più.
L’amicizia resta.
Se ti picchiano in manifestazione non andare all’ospedale (me lo ha insegnato la Strega).
Meglio farsi scrivere sulla carta d’identità un mestiere carino, tipo maestra elementare o educatrice, lo guardano quando ti chiedono i documenti.
Quando hai tempo non accontentarti di un pasto mediocre.
Ecco, vabbè, potrei continuare per sempre…
Intermezzo 13,Ottobre,2008
Mi sto picchiando tantissimo con il sito della mani-festa.
Cioè, sto cercando di spaccargli le mani a facciate, come diceva quello.
Ma lui ha sempre la meglio.
Lo sfondo fa schifo, così, grigio.
La locandina è venuta enorme e non riesco a stringerla.
L’unica cosa bella è l’intestazione che, però, ha messo Paolino. Con l’eleganza di un cestista. L’ha appoggiata lì.
Aiuto!
La Sciura 8,Ottobre,2008

Vi chiederete che c'entri quel gran gnocco di Denzeluoscinton con questo piccolo, inutile post...Beh, stavo cercando "sciura" nelle immagini di google e mi è capitato lì. Potevo non metterlo, amiche????
Ieri mi hanno chiamata dalla segreteria dell’Istituto Ultima Spiaggia.
C’è una nuova allieva per me. Una signora sulla cinquantina che ha deciso di tentare i cinque anni in uno.
Già me la immagino: l’Orchetto con la parrucca, l’ombretto verde e un buffo vestito a fiori che mi dice “Proooooooooof, questo non lo faccio…E’ una vasca!”
Me la immagino che si dondola sulla sedia, e che arriva in classe, dopo la pausapranzo con gli occhi rossi.
“Prof, c’ho la congiuntivite”.
La vedo la prossima settimana.
E ancora non riesco a credere di non essere costretta, almeno per qualche ora alla settimana a picchiarmi con un adolescente.
6,Ottobre,2008
Stavo uscendo ma mi sono inciampata in questo vergognosoi articolo di Repubblikit.
Dateci un’occhiata.
Ne parliamo domani…
Improbabili incontri prima dell’alba… 6,Ottobre,2008
Mattina, ore 6.40
Vicolo buio, una signora anziana sta frugando nei cassonetti.
Signora: è cattivo il cane?
Io: No, stia tranquilla.
Signora: posso dargli un pezzetto di pane?
Io: eh no…l’ha appena preso dalla spazzatura!
Signora: Ma non è che sono una barbona, io…Che delle volte mi ci prendono per una barbona, ma io prendo il pane per darlo ai colombi. Perchè io tutti i giorni ci spendo due euro e cinquanta, volentieri, eh…però se riesco a trovare dell’altro pane…Mangiano di più.
Una volta, mentre stavo frugando un bidone si è avvicinata una signora con un bel pane, sa di quelli rotondi, degli arabi? Mi ha detto “mangi questo se ha fame”. E io ci ho spiegato che ho la pensione, il pane lo prendo per i colombi.
Però c’hanno una sensibilità ’sti negri…
La vita è un incubo oppure gli incubi aiutano a vivere peggio? 3,Ottobre,2008

Scena d’interno, tipo casa ma più grossa della mia.
Personaggi: La Nessi, la Moglie della Nessi, la Giuly e io. Poi c’era anche qualcun altro, ma faceva da comparsa e non me lo ricordo.
Allora, siamo in questa casa e c’è un pazzo di quelli che sogno io, tipo il Joker del Cavaliere Oscuro, che sta uccidendo e mangiando tutto quello che trova. Ho il sospetto che fosse un ex-moroso della Moglie della Nessi.
La questione è che le altre non se ne occupano particolarmente, ma io sono terrorizzata da questo coso. E allora, mentre le amiche sono in cucina che parlano e sfumazzano, io lo sto spappolando a padellate. Giuro, lo sto maciullando a colpi di padella. Tanto non fa schifo. Non c’è sangue, al posto del sangue ha una cosa che sembra gel.
Quando l’ho ridotto a una poltiglia sono più tranquilla.
Ma (ta-na-ta-na-ta-na-na) a un certo punto mi accorgo che tutta questa poltiglia si muove e si riorganizza come se stesse lievitando.
Metto tutto in un tupper e corro in cucina.
Le amiche mi dicono ehi, è normale, prima si è mangiato un geco.
E io penso: porcatroia, si è mangiato un geco e ora ci ha il potere dei gechi di farsi ricrescere la coda. E spiego che è pericolosissimo, diomio, cosa facciamo? Sicuramente sta resuscitando, ci ucciderà e poi cimangerà.
Ma loro non si preoccupano neanche così. Prima che riesca a crescere noi saremo lontanissime, vah, andiamo a dormire.
E io nonnò dormire, questo domattina è già bello e resuscitato!
In lontananza suona l’internazionale.
E’ la sveglia.
Il mostro divoratore non mi ucciderà. Ma un dubbio rimane, se l’internazionale non mi avesse salvata svegliandomi, cos’avrei fatto?
Goooooooooooogle! 2,Ottobre,2008
Mi è uscita una chiave di ricerca splendida.
Ma la giro alla Nessi, che non è il mio campo:
la scorreggia e l’infanzia
(Io mi occupo di scoregge dall’adolescenza in poi…)






