La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

31,Ottobre,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:34 am

Piove da morire.
E io mi sento un po’ il buonumore idrosolubile.

 

29,Ottobre,2008

La mia nalista dice che gli inconsci si parlano.
E che, quindi, le situazioni assurde di cui è costellata la mia vita, non sono semplici casualità, ma un disegno preciso del mio inconscio che sta cercando di ri-definire il concetto stesso di assurdo.
Allora succede che ieri, per la prima volta da quando se lo sono inventato, vado a dare un’occhiata a questo festivallo delle cose degli scienziati.
Attenzione, perchè in questo post cercherò, con ogni mezzo, di beffare anche i motori di ricerca. Parlo in codice. Se il mio inconscio si accorge che può usare google per comunicare con l’esterno è la fine…
Allora io vado al festivallo degli scientisti a vedere una conferenza che mi sembrava proprio adatta per me: una conferenza su Jung e un fisico di cui fingo di non ricordare il nome. Si chiama “Due sguardi diversi sullo stesso mondo”.
Sono riuscita a trovare un barba-pass, entro gratis alle conferenze con il cartellino di un’animatrice morta. Perchè i miei amici sono comunisti sul serio, e la cultura per il popolo.
Ufficialmente mi chiamo Debora, ma senza l’acca.
E ho un cognome che non so pronunciare. Ma spero che non me lo chiedano.
Esco dall’ufficio, corro a prendere il Barba-pass, e, alla velocità della luce, mi arrampico su per scalette e e viuzze, fino ad arrivare sudata, bagnaticcia dal temporale e sbuffante, alla sala della conferenza.
Mostro il pass.
Funziona come nei film.
Faccio due passi e, davanti, mi si para il mio Ex-Amante.
Con la E e la A maiuscoli, per non parlare di tutte le altre lettere. L’Ex Uomo-Della-Mia-Vita. L’Ex-Ispirazione di Tutto. L’Uomo che ha riempito i miei giovedì pomeriggio.
Anche quelli in cui non c’era. Soprattutto quelli in cui non c’era, perchè erano la maggior parte.
Insomma, entro e me lo trovo davanti.
Lo saluto con disinvoltura e, con disinvoltura, mi siedo nel primo posto libero, fingendo di cercare nella borsa, giocare con il cellulare, essere a mio agio.
Subito entrano i relatori e io non faccio in tempo a essere contenta che lui mi si para davanti: “ti sei seduta vicino alla mia giacca”.
Porca merda.
Quattrocento posti, di cui occupati cinquanta.
E io mi siedo vicino alla sua giacca.
Tra l’altro io sono sola, lui è solo.
Ma dove si sono mai visti due che se ne vanno da soli a una conferenza su Jung?
E poi passano tre quarti d’ora gomito a gomito facendo finta di niente, nell’imbarazzo totale, abbozzando commenti più o meno senza senso?
Noi due.
Dinamite Blà e la Reginetta dell’Autismo.
Fortunatamente, dopo circa mezz’ora la porta si apre, entra un signore che gli fa segno.
Lui si alza e, a mezza voce, perchè non è capace di parlare sussurrando, mi dice: “VADO A UN’ALTRA CONFERENZA!”
E io: “Ah, ciao!”
“A presto!!!”

Ennò.
Ho passato la mattinata a depennare conferenze dal programma…

 

AUGURI NEsSI !!! 28,Ottobre,2008

Archiviato in: Radio Nessi — diversamentequilibrata @ 11:45 am

 

Al posto della messa— 26,Ottobre,2008

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 9:43 am

Mi godo un momento di solitudine, persa da qulche parte, presumibilemnte sulle colline sopra Padova.
E’ una bella giornata d’autunno, non fa freddo, il cielo è azzurrissimo. Intorno è verde, giallo, rosso e marrone.
Il Chimico sta cantando una messa in questa chiesetta modernissima e appena restaurata, dove il parroco salutava la gente che arrivava fuori dalla porta. Con la tonaca bianca che sventolava, come un fantasma buffo.
Non è male questa trasferta, se escludiamo il fatto che stamattina avrei avvelenato con la cicuta il caffè del mio fidanzato.
Risolta in pullman, arrivando qui.
Adesso non ricordo cosa ci aspetta. Aperitivo con le autorità in agriturismo e pranzo spaccafegato.
Chi dice che gli emiliani condiscono troppo il cibo non ha mai mangiato a Padova.
Padroni di cani chiacchierano a diecimila decibel sul sagrato. Un labrador nero e un golden retriver biondo-biondissimo. La padrona del golden è isterica. Tutte le volte che quel povero cane si china ad annusare qualosa lo sgrida…Non mangiare schifezze perterra.
Ma lui la guarda con gli occhi tondi e adoranti, se la ride. E io non capisco come fanno certi animali a essere così sportivi.
Arivano col vento le voci del coro. Qui è una domenica da uscire dalla chiesa e andare a pranzo dalla mamma con le paste.
E domani è lunedì di lavoro, scuola, analista.
Non vedo l’ora di andare, domani. Ho cose da raccontarle. Una cosa da raccontarle, a dire la verità.
Venerdì parlavo con nia madre. Mi diceva che è andata al cinema a vedere “il papà di Giovanna”.
>Io l’ho trovato inquietantissimo e lei ha concordato. Lei l’ha trovato neorealista e io mi sono stupita, cazzo, è vero, è un film neorealista.
E poi le ho detto che sono uscita dal cinema pensando che, tutto sommato, mio padre non è poi così male.
“E’ vero, spesso il troppo amore è più nocivo dell’indifferenza!”
Indifferenza?

 

Week-end nel nordès! 24,Ottobre,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:50 am

Questo week-end il Chimico canta a Padova, ospite di un coro dell’industrioso nordès.
In borsa avrò un vasetto di alka-selzer, due blister di magnesia per sopravvivere al menù devastante (già consegnato ai coristi).
E un bel pacchetto di sigarette, che non si sa mai…

 

Un Chimico (in un giorno da Jena…) 23,Ottobre,2008

“Berlusconi vuole mandare la polizia nelle università???
Sarà la volta che imparano qualcosa?”

 

Parole per giovani donne 22,Ottobre,2008

Il mio armadietto in palestra ha preso vita.
Le tute sporche abbandonate, le ciabattine di bamboo bagnate, le scarpe e l’asciugamano sono germogliati e si sono coperti di una muffa soffice che sembra schiuma di sapone.
Segna: l’asciugamano si può lasciare nell’armadietto fino a quindicibarraventi giorni. Poi è meglio portarlo a casa e lavarlo.
Un giorno scriverò una pagina nuova di questo blog che si chiamerà “Consigli per giovani donne” dove metterò tutte le cose che imparo e che, magari, possono essere utili a qualcun’altro.
Per esempio: un asciugamano bagnato può sopravvivere, senza andare in putrefazione, in un armadietto, per circa quindici giorni.
E’ più facile usare l’epilèdi se sei costante una volta alla settimana.
Se ti provi una cosa che ti piace ma ti sta male è il vestito che non ti sta bene, non sei tu che non stai bene al vestito.
Nessuno ti guarda come ti guardi tu.
E’ vero che se aspetti dieci minuti lo sbrano ti passa.
Ognuno ha diritto di avere la sua maniera di tenere sotto controllo lo stress.
E’ inutile aspettare il Principe Azzurro.
Altresì è inutile aspettare:
a) Che qualcuno venga a salvarti la vita
b) Che una botta di culo venga a salvarti la vita
c) Che la campanella della ricreazione venga a salvarti la vita
La pasta si cuoce (e bene) anche buttandola nella pentola, aspettando che riprenda il bollore e spegnendo il gas.
Sempre meglio provare da sole prima di chiamare l’idraulico.
Prima si mette l’aceto e il sale e poi l’olio.
Si impara da tutti, ma di più da quelli più grandi.
Le chiappe non stanno su da sole, è il bicipite femorale che le sostiene (con tutte le metafore del caso).
Sempre meglio somigliare a sè stessi. Così se non piaci a nessuno puoi farti delle domande.
La terza è elegante e non impegna (io parlo delle marce della macchina, ma ogniuno ci mette quello che vuole).
Il posto del telefonino non è nella borsa ma nella tasca dei pantaloni.
A letto nessuno ci riprende con una videocamera quindi è inutile mettersi in posa.
L’acido per sturare i lavandini buca i vestiti anche quando sulla pelle non brucia tanto.
Di solito la gente è arrabbiata per motivi suoi. E spessissimo noi non c’entriamo niente.
Le chiavi di casa sono sempre sotto la borsa, dietro il cuscino della poltrona oppure sulla Gina. Se non sono in nessuno di questi tre posti il Chimico le ha spostate (questa forse è utile solo a me…).
Alla coop si può pagare con i buoni pasto ma solo al banco gastronomia.
I discount non prendono il postapay.
Sempre meglio pulire i peperoncini con i guanti.
Non sempre siamo obbligatio a dare spiegazioni e, comunque, spesso possiamo prendere tempo.
La coca-cola fa male esattamente come la cola del discount ma costa molto di più.
L’amicizia resta.
Se ti picchiano in manifestazione non andare all’ospedale (me lo ha insegnato la Strega).
Meglio farsi scrivere sulla carta d’identità un mestiere carino, tipo maestra elementare o educatrice, lo guardano quando ti chiedono i documenti.
Quando hai tempo non accontentarti di un pasto mediocre.

Ecco, vabbè, potrei continuare per sempre…

 

Goooooooogle!!!!! 21,Ottobre,2008

Archiviato in: Goooooooooooogle! — diversamentequilibrata @ 10:15 am
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nessi brilli porno

Nessi Brilli????????????????

 

 

Cambiamenti 20,Ottobre,2008

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 10:59 am
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Sarà che mi sono circondata di energie positive e belle serate e adorabili amici. Sarà che i miei amici sono speciali, ma speciali duri, anche quando  ci hanno mille casini e sono nervosi e incazzati come i coguari(qualsiasi cosa sia un coguaro)
E sarà che il primo coguaro sono io.
Ma sono dieci giorni dieci che mi capitano cose assurde. E me ne rendo conto che sono come pugnoni brutti e cattivi che mi avrebbero sbattuta il tappeto a piagnucolare sulla spugna gettata e a dire oh, come mio solito, il destino si accanisce contro la mia felicità.
Sarà che mi è capitato di leggere su un muro  che la non c’è una via per la felicità.
La felicità è la via.
E io la sto praticando con dedizione.
Sarà, ma queste cose  sono successe.
E io mi sento come un pugile su un ring che si è appena preso un  destro micidiale nella pancia, non ha sentito male e ha pensato, automaticamente,
Belin, che addominali!

 

Vi aspettiamo tantissimi!!!! 17,Ottobre,2008

Archiviato in: Papaveri e Papere (sulla rivoluzione e giù di lì) — diversamentequilibrata @ 11:04 am

E c’è anche il sito!

 

16,Ottobre,2008

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 1:11 pm
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‘Mo me lo segno.

 

Ovunque i fascisti 14,Ottobre,2008

Ho appena aperto la pagina di wordpress per scrivere cose sul blog.
E ho trovato questo.

L’ho anche aperto, c’è gente che farnetica lì dentro.
C’è gente che si sente qualcosa tipo glorioso figlio della repubblica sociale.
Si può scrivere in massa al signor Word-press? Oppure cambiamo piattaforma?
Perchè il fatto che ci siano degli utenti fetenti, sul numero, va bene così.
Ma in evidenza.
In evidenza non mi sta bene.

 

Intermezzo 13,Ottobre,2008

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 10:40 am

 

Mi sto picchiando tantissimo con il sito della mani-festa.
Cioè, sto cercando di spaccargli le mani a facciate, come diceva quello.
Ma lui ha sempre la meglio.
Lo sfondo fa schifo, così, grigio.
La locandina è venuta enorme e non riesco a stringerla.
L’unica cosa bella è l’intestazione che, però, ha messo Paolino. Con l’eleganza di un cestista. L’ha appoggiata lì.
Aiuto!

 

la Mani-festa! 9,Ottobre,2008

Metti una serata in cui i musici musicano.
E gli altri preparano una cena d’imprò, spaghetti con le melanzane e polpette. Metti i discorsi in cucina. E Paolino che “Qui entriamo a culo…”
”Te l’hanno insegnato al conservatorio?”
”Anche Von Karajan lo diceva sempre…”
Metti la genialata che gli è venuta in mente ai musici sulla fine dei Morti di Reggio Emilia. E metti che mi dovete torturare perché non ve la dico neanche a morire, è una sorpresa di quando facciamo le generali generalissime. E voglio vedere la faccina del Kggb.
Metti un clima da orlo del baratro, dove la radio continua a riempirsi la bocca di crisidelventinove, crisidelventinove e ogni blog che apri ognuno che si chiede: come andremo a finire?
Perché non è i pochi soldi, o il mazzo tanto. Non è cominciare a vivere con rigore, spegnendo la pasta a metà cottura, la giacca rattoppata, il cinema solo una volta ogni tanto.
Il baratro è la cattiveria delle persone quando si impoveriscono. La svolta autoritaria, la sicurezza e anche faccio il culo al mio vicino.
Quindi, col cielo che si annuvola, sapendo che dovremo affrontare una tromba d’aria da Festa dell’Unità, ci teniamo compagnia.
Da quando il Nano Malefico ha tolto i finanziamenti ai giornali, il Manifesto ha grossi problemi economici, anche più grossi di prima.
Ne aveva già parlato la Nessi.
E allora noi ci mobilitiamo. La Comune-ty sta preparando uno spettacolo bellissimo per raccogliere qualche soldino da mandare al giornale.
E’ uno spettacolo con gli attori che leggono e i musici che suonano le canzoni del nostro cuore, quelle da karaoke comunista. Quelle della chitarra e dei falò.
Ma noi abbiamo trovato anche la Compagna Ambera che suona il violino. E ce le ha trasformate…Le dovete sentire.
E io mi rotolo beata in questo clima dove ognuno di noi mette quello che sa fare. La Compagna Ambera suona il violino, io faccio le polpette, Il Chimico suona la Chitarra, Paolino sta al coordinamento dei musici e la Pacefortissima sta alle domande difficili: quante polpette ci sono a testa? Perché a quello italiano non ci hanno dato il nobel? Cos’è un termovalorizzatore al plasma? Quanto fanno settanta grammi di pasta per sei persone? E il Puntoggì fa bastare lo spazio della Bat-Caverna per tutti, cani compresi.
E mancano ancora gli attori.
Mi piace.
C’è un clima di festa nella Comune. C’è il Gufo che intrattiene esilaranti conversazioni notturne con il Puntoggì. E scrive i post un po’ tristi, ma poi ci manda per mail le foto che ti fanno strozzare dal ridere. C’è la Vladia che, invece, indennèt ci fa schifo, ma ogni tanto ci chiede come si apre un blog.
Ci sarà la mia Nuova Amica, forse, spero.
Ci sarà la Domy che ci fa il documentario. E intanto viene a farsi una bella gita nel vicolo.
Ci sarà l’Attrice Bionda, che però vuole selezionare i pezzi, ma tanto la Vladia li vuole censurare, ma tanto la Nessi li vuole cambiare, ma tanto la Strega ne vuole trovare degli altri. E intanto pregusto la faccia del Kggb quando ascolterà la fine dei Morti di Reggio Emilia. A-ha, sorpresa…
E’ la prima volta che giriamo tutti così bene. Sembra un vecchio ingranaggio ripulito e oliato.
E io ho ritrovato la voglia di far teatro. Perché ho ritrovato il teatro che piace a me.
C’è gente che è di casa in serie bì.
Io sono di casa nelle palestre, a casa tua o a casa mia, io sono di casa prove e poi cena. Io sono di casa oddio, sono emozionata.
Ho imparato troppissime cose. Però basta produzione di spettacoli.
Sto troppo bene così. A fare il teatro con le mani.
Così mi batte il cuore lungo.
E me li guardo, questi Comunardi meravigliosi e mi si illuminano gli occhi.
E trovo il coraggio anche di non andarci a una manifestazione che vorrei, vorrei per un sacco di motivi che li ha già detti la Nessi. Ma non posso perché non c’è verso, non mi convince.
Trovo il coraggio di pensare, prima, e poi andare in piazza. Anche se la voglia dice piazza e il cuore dice piazza e i piedi piazza e le mani piazza e il sorriso piazza e il naso rosso e il mio termos nuovo per farci la crema-whysky –home-made.
Ma resisto. Stoica.
Nonostante mi ritrovi a scambiare lunghi messaggi a tema partito unico con l’altra stordita, all’una di notte…se non è amore questo!

 

La Sciura 8,Ottobre,2008

Vi chiederete che c'entri quel gran gnocco di Denzeluoscinton con questo piccolo, inutile post...Beh, stavo cercando "sciura" nelle immagini di google e mi è capitato lì. Potevo non metterlo, amiche????

Ieri mi hanno chiamata dalla segreteria dell’Istituto Ultima Spiaggia.
C’è una nuova allieva per me. Una signora sulla cinquantina che ha deciso di tentare i cinque anni in uno.
Già me la immagino: l’Orchetto con la parrucca, l’ombretto verde e un buffo vestito a fiori che mi dice “Proooooooooof, questo non lo faccio…E’ una vasca!”
Me la immagino che si dondola sulla sedia, e che arriva in classe, dopo la pausapranzo con gli occhi rossi.
“Prof, c’ho la congiuntivite”.
La vedo la prossima settimana.
E ancora non riesco a credere di non essere costretta, almeno per qualche ora alla settimana a picchiarmi con un adolescente.

 

Barricatevi in casa che ci sono i cani assassini e assetati di sangue… 7,Ottobre,2008

Ho pensato molto all’opportunità di incazzarmi così tanto per un articolo che, in fin dei conti, parla del problema meno importante che abbiamo in Italia: i cani feroci.
Tenendo conto che sta vacillando il capitalismo e proprio adesso che vacilla noi siamo rimasti in cinque e non ce la facciamo, secondo me, a fare la rivoluzione. E ho paura di sapere chi la fa.
Guardando il Nano Malefico che distrugge la scuola, lo stato e anche il mio apparato digerente. Guardando, otemporaomores, i miei concittadini lobotomizzati, rincoglioniti dalla televisione, dal cibo cattivo, dallo stadio. Che passano direttamente dal lavoro al nulla e poi ancora al lavoro. E, se sei fortunato la parrocchia, i figli da portare a ginnastica, la macchina bella, la gnocca in tivvù.
E’ un quadro abbastanza triste.
E invece io parlo di cani, oggi, anche perchè mi salvo facendo un discorso più ampio su un certo giornalismo. Il giornalismo che urla, che allarma, il giornalismo che attinge a piene mani nelle paure. Dice attenti, quell’articolo, sbraneranno i vostri bambini, dice che c’è una guerra. Diomio, una guerra, perchè? Dice attenti, succederà anche a voi. Addirittura dice attenti al vostro cane, perchè un giorno potrebbe impazzire.
Tutte queste cose dice e non hanno senso. Non hanno senso perchè piega la realtà a uso e consumo del suo discorso.
I casi che cita, per esempio, io me li ricordo benissimo: erano tutti cani da guardia, tutti di ville, tutti tenuti alla catena. Addirittura quella la signora sbranata dal pitbull del figlio era una storia da tragedia greca. Da libro di Marquez, impossibile dimenticarla: lei era stata mille anni in prigione per aver ucciso il marito, padre del padrone del cane. Era appena tornata a casa ma il figlio la odiava. L’ultima volta che ne ho sentito parlare il figlio era indagato per omicidio.
Non c’è nessuna guerra. Ci sono mille storie differenti, di mille persone che non sono nemiche. Di mille persone che sono fragili e, come diceva giustamente la veterinaria intervistata, cercano sicurezza in un cane.
Ma certi articoli servono a far paura, mica a ragionare.
Tanto il nostro paese punta sempre di più alla paura e sempre meno al ragionamento, sempre più sul divieto e sempre meno sulla responsabilità personale.
L’orribile Barbie-camicia-verde, in questo caso, secondo me (e mi cadranno le dita come nelle malattie medievali per averlo scritto), sta fecendo un buon lavoro.
E’ vero, non esistono razze pericolose, esistono padroni pericolosi. Ed è vero, bisogna responsabilizzare, devi conoscere il tuo cane. E anche devi sapere che non è un giocattolo, non è una scemenza da regalare ai bambini. E’ una responsabilità, è un gregario della famiglia che prendi ora e che starà con te per i successivi quindici, vent’anni.
Io penso che se fossi quella che decide, prima di tutto metterei l’assicurazione obbligatoria, patente e libretto del cane, tutti i cani. Anche i cani-topi.
Quando ti porti dietro un cane bisogna sapere se è assicurato, se è vaccinato, a quale veterinario è in carico e chi è il padrone. E poi, come nei civili paesi europei, che i padroni abbiano la responsabilità penale di quello che può succedere.
Infine, basta corsi di addestramento all’attacco e alla difesa.
Quando la cana Ganja era una cucciola insopportabile e viziata siamo stati in un posto dove facevano corsi di stai-al-guinzaglio-e-non-rompere-i-maroni.
In pratica ti insegnavano, in cambio di una cifra considerevole, a usare un guinzaglio a strozzo e darle i cocchi in testa quando lo strozzo non bastava.
E io ho pensato che potevo addestrarla anche da sola.
Ho usato lo strozzo ma, naturalmente, non la brutalità. E la mia cana, che pure è pastora tedesca e razza a rischio, non mi disobbedisce. Magari capita che qualche volta si fa pregare un po’, si fa sgridare, litighiamo. Ma io sono orgogliosissima di lei quando gioca con qualche altro cane, la chiamo e arriva al trotto, bellissima, con la lingua di fuori.
La mia cana non è aggressiva, se non quando fa la sorella gelosa del Cirano, e io non credo che potrebbe impazzire e fare una strage. Che possa succedere a mio fratello non lo escludo deltutto, sul mio fidanzato lo ritengo probabile, io ce la posso fare, e metto sempre in guardia quelli che si avvicinano alla gatta. Ma la cana no.
La cana è mansueta.
E potrei scommettere su di lei.
Detto questo, il giorno che i fascisti mi pesteranno a sangue con la scusa di scroccarmi una sigaretta, spero solo che riusciamo a scappare veloci uguali, io e lei.
Ma c’è un altro aspetto della storia agghiacciante del bambino ucciso che mi ha fatto pensare.
C’è che mi è sembrata la fiaba del Pifferaio di Hamelin, dove la crudeltà e le promesse mancate dei genitori ricadono sui figli.
Dieci anni or sono, dieci giusti quest’estate, ho fatto un viaggio a sud con la macchina e ho potuto vedere con i miei occhi, passando sulle autostrade, nelle campagne, nei paesi, in che condizioni versano gli animali abbandonati, randagi, radunati in branchi, schiacciati sull’autostrada. Ma non uno ogni mille e mille chilometri, che lo stronzo che fa una cosa del genere, purtroppo, c’è sempre. Mille cani schiacciati. Ma anche grossi. Uno spettacolo raccapricciante.
Tanto per farvi un’idea, vi ho preparato qualche link.
Apritelo solo se avete lo stomaco a prova di orrore. Sono linchi presi dal sito dove alcune volontarie, anche molto naif, anche un po’ fasce, credo, cercano di trovare casa agli animali che, man mano, soccorrono.
E’ il sito dove abbiamo trovato Cirano.
Quella trovata senza un occhio, quello in canile, buttato dalla macchina in corsa, randagi, branchi, qui c’è come funzionano gli allevamenti di cani di razza, buttato nella spazzatura, investita e lasciata due giorni a urlare sul ciglio della strada.
E sono solo di quest’estate. Più vecchi non avevo voglia di cercarli.
Allora io penso che, in particolare, i cani che hanno sbranato il bambino di Benevento (tra l’altro cercavano un maremmano, mica un molossoide) sono figli di questo quadro. Non sono la pit-bulla che ha cercato di uccidere Cirano. Sono ritornati selvatici come i lupi.
Ma è ovvio che, a seconda del posto e della cultura del posto, l’intervento deve essere diverso. Massiccio a Sud, in cui esiste anche il problema dei branchi di randagi che, lo dico, andrebbero catturati, sterilizzati e, al limite anche abbattuti. Un monitoraggio serio sui cani da guardia e sui cani da caccia. Perchè un cane “da qualcosa” è sempre, potenzialmente pericoloso o sfruttato o maltenuto. L’educazione e la responsabilizzazione dei padroni. Ha ragione la Barbie-camicia-verde.
Mi spiace dirlo.
E mi spiace che un giornale come repubblica abbia cominciato a pubblicare articoli il cui tono è un’offesa alla capacità di giudizio dei lettori.
Il Chimico l’ha letto sul giornale di carta questo articolo qui.
Io l’ho sbirciato e ho detto: “Minchia, ci hanno messo anche la foto di un pastore tedesco, guardala lì la Ganja!”. Era un cane ringhiante, con venti centimentri di canini in bella vista.
E lui: “Maddai, è un pastore tedesco questo?”
Con la faccia cattiva non l’aveva riconosciuta…

 

6,Ottobre,2008

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:22 am

Stavo uscendo ma mi sono inciampata in questo vergognosoi articolo di Repubblikit.

Dateci un’occhiata.

Ne parliamo domani…

 

Improbabili incontri prima dell’alba… 6,Ottobre,2008

Mattina, ore 6.40
Vicolo buio, una signora anziana sta frugando nei cassonetti.

Signora: è cattivo il cane?

Io: No, stia tranquilla.

Signora: posso dargli un pezzetto di pane?

Io: eh no…l’ha appena preso dalla spazzatura!

Signora: Ma non è che sono una barbona, io…Che delle volte mi ci prendono per una barbona, ma io prendo il pane per darlo ai colombi. Perchè io tutti i giorni ci spendo due euro e cinquanta, volentieri, eh…però se riesco a trovare dell’altro pane…Mangiano di più.
Una volta, mentre stavo frugando un bidone si è avvicinata una signora con un bel pane, sa di quelli rotondi, degli arabi? Mi ha detto “mangi questo se ha fame”. E io ci ho spiegato che ho la pensione, il pane lo prendo per i colombi.
Però c’hanno una sensibilità ’sti negri…

 

La vita è un incubo oppure gli incubi aiutano a vivere peggio? 3,Ottobre,2008

 

Scena d’interno, tipo casa ma più grossa della mia.
Personaggi: La Nessi, la Moglie della Nessi, la Giuly e io. Poi c’era anche qualcun altro, ma faceva da comparsa e non me lo ricordo.
Allora, siamo in questa casa e c’è un pazzo di quelli che sogno io, tipo il Joker del Cavaliere Oscuro, che sta uccidendo e mangiando tutto quello che trova. Ho il sospetto che fosse un ex-moroso della Moglie della Nessi.
La questione è che le altre non se ne occupano particolarmente, ma io sono terrorizzata da questo coso. E allora, mentre le amiche sono in cucina che parlano e sfumazzano, io lo sto spappolando a padellate. Giuro, lo sto maciullando a colpi di padella. Tanto non fa schifo. Non c’è sangue, al posto del sangue ha una cosa che sembra gel.
Quando l’ho ridotto a una poltiglia sono più tranquilla.
Ma (ta-na-ta-na-ta-na-na) a un certo punto mi accorgo che tutta questa poltiglia si muove e si riorganizza come se stesse lievitando.
Metto tutto in un tupper e corro in cucina.
Le amiche mi dicono ehi, è normale, prima si è mangiato un geco.
E io penso: porcatroia, si è mangiato un geco e ora ci ha il potere dei gechi di farsi ricrescere la coda. E spiego che è pericolosissimo, diomio, cosa facciamo? Sicuramente sta resuscitando, ci ucciderà e poi cimangerà.
Ma loro non si preoccupano neanche così. Prima che riesca a crescere noi saremo lontanissime, vah, andiamo a dormire.
E io nonnò dormire, questo domattina è già bello e resuscitato!

In lontananza suona l’internazionale.

E’ la sveglia.

Il mostro divoratore non mi ucciderà. Ma un dubbio rimane, se l’internazionale non mi avesse salvata svegliandomi, cos’avrei fatto?

 

Goooooooooooogle! 2,Ottobre,2008

Mi è uscita una chiave di ricerca splendida.
Ma la giro alla Nessi, che non è il mio campo:

la scorreggia e l’infanzia

(Io mi occupo di scoregge dall’adolescenza in poi…)