La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

la Mani-festa! 9,Ottobre,2008

Metti una serata in cui i musici musicano.
E gli altri preparano una cena d’imprò, spaghetti con le melanzane e polpette. Metti i discorsi in cucina. E Paolino che “Qui entriamo a culo…”
”Te l’hanno insegnato al conservatorio?”
”Anche Von Karajan lo diceva sempre…”
Metti la genialata che gli è venuta in mente ai musici sulla fine dei Morti di Reggio Emilia. E metti che mi dovete torturare perché non ve la dico neanche a morire, è una sorpresa di quando facciamo le generali generalissime. E voglio vedere la faccina del Kggb.
Metti un clima da orlo del baratro, dove la radio continua a riempirsi la bocca di crisidelventinove, crisidelventinove e ogni blog che apri ognuno che si chiede: come andremo a finire?
Perché non è i pochi soldi, o il mazzo tanto. Non è cominciare a vivere con rigore, spegnendo la pasta a metà cottura, la giacca rattoppata, il cinema solo una volta ogni tanto.
Il baratro è la cattiveria delle persone quando si impoveriscono. La svolta autoritaria, la sicurezza e anche faccio il culo al mio vicino.
Quindi, col cielo che si annuvola, sapendo che dovremo affrontare una tromba d’aria da Festa dell’Unità, ci teniamo compagnia.
Da quando il Nano Malefico ha tolto i finanziamenti ai giornali, il Manifesto ha grossi problemi economici, anche più grossi di prima.
Ne aveva già parlato la Nessi.
E allora noi ci mobilitiamo. La Comune-ty sta preparando uno spettacolo bellissimo per raccogliere qualche soldino da mandare al giornale.
E’ uno spettacolo con gli attori che leggono e i musici che suonano le canzoni del nostro cuore, quelle da karaoke comunista. Quelle della chitarra e dei falò.
Ma noi abbiamo trovato anche la Compagna Ambera che suona il violino. E ce le ha trasformate…Le dovete sentire.
E io mi rotolo beata in questo clima dove ognuno di noi mette quello che sa fare. La Compagna Ambera suona il violino, io faccio le polpette, Il Chimico suona la Chitarra, Paolino sta al coordinamento dei musici e la Pacefortissima sta alle domande difficili: quante polpette ci sono a testa? Perché a quello italiano non ci hanno dato il nobel? Cos’è un termovalorizzatore al plasma? Quanto fanno settanta grammi di pasta per sei persone? E il Puntoggì fa bastare lo spazio della Bat-Caverna per tutti, cani compresi.
E mancano ancora gli attori.
Mi piace.
C’è un clima di festa nella Comune. C’è il Gufo che intrattiene esilaranti conversazioni notturne con il Puntoggì. E scrive i post un po’ tristi, ma poi ci manda per mail le foto che ti fanno strozzare dal ridere. C’è la Vladia che, invece, indennèt ci fa schifo, ma ogni tanto ci chiede come si apre un blog.
Ci sarà la mia Nuova Amica, forse, spero.
Ci sarà la Domy che ci fa il documentario. E intanto viene a farsi una bella gita nel vicolo.
Ci sarà l’Attrice Bionda, che però vuole selezionare i pezzi, ma tanto la Vladia li vuole censurare, ma tanto la Nessi li vuole cambiare, ma tanto la Strega ne vuole trovare degli altri. E intanto pregusto la faccia del Kggb quando ascolterà la fine dei Morti di Reggio Emilia. A-ha, sorpresa…
E’ la prima volta che giriamo tutti così bene. Sembra un vecchio ingranaggio ripulito e oliato.
E io ho ritrovato la voglia di far teatro. Perché ho ritrovato il teatro che piace a me.
C’è gente che è di casa in serie bì.
Io sono di casa nelle palestre, a casa tua o a casa mia, io sono di casa prove e poi cena. Io sono di casa oddio, sono emozionata.
Ho imparato troppissime cose. Però basta produzione di spettacoli.
Sto troppo bene così. A fare il teatro con le mani.
Così mi batte il cuore lungo.
E me li guardo, questi Comunardi meravigliosi e mi si illuminano gli occhi.
E trovo il coraggio anche di non andarci a una manifestazione che vorrei, vorrei per un sacco di motivi che li ha già detti la Nessi. Ma non posso perché non c’è verso, non mi convince.
Trovo il coraggio di pensare, prima, e poi andare in piazza. Anche se la voglia dice piazza e il cuore dice piazza e i piedi piazza e le mani piazza e il sorriso piazza e il naso rosso e il mio termos nuovo per farci la crema-whysky –home-made.
Ma resisto. Stoica.
Nonostante mi ritrovi a scambiare lunghi messaggi a tema partito unico con l’altra stordita, all’una di notte…se non è amore questo!

 

2 Responses to “la Mani-festa!”

  1. sara Says:

    mi piace leggere questi post anche se non conosco le persone, tanto per dire la mia: disertare le piazze è pericoloso, lo stanno facendo in troppi, e alla fine ripiegare sul privato è quello che ci ha portati dove siamo arrivati. detto da me che diserto le piazze perché non posso andare fino a Roma e me ne dispiaccio e mi riprometto di recuperare. per l’incattivimento nella povertà, può darsi, però i peggiori esempi di avidità sono certi capufficio…certi potenti che più hanno e più vorrebbero. l’avidità non si estigue con il benessere. ANZI. chissà che nel bisogno non venga fuori qualcosa di meglio e di più nobile di quello che c’è adesso. sarò incosciente, ma finché non vedrò se è vero….

  2. [...] dell’esistenza di Faccialibro, attraverso cui e arrivato l’invito di E, oppure per la Mani-Festa con libreria e bicchiere di bianco inclusi. Certamente per la [...]


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