La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

Patronus 30,Gennaio,2009

Archiviato in: Istituto Ultima Spiaggia — diversamentequilibrata @ 11:30 am

Istituto ultima spiaggia.
Pomeriggio.
Cinque minuti di pausa tra una lezione e l’altra.
Prendo la chiave della sala fumatori, che non è altro che il secondo bagno, con la finestra grande, e mi concedo una pausa.
Accendo la sigaretta e mi prende una tristezza, un senso di vuoto, un freddo dentro e una certezza dell’inutilità di ogni cosa, che avrei voluto staccare la testa a morsi a una mucca di cioccolato in grandezza naturale.
Guardo il precipizio e sento la vertigine. Non c’è nessuna mucca di cioccolato, anche questo è un dato di fatto.
In quel momento entra l’Orchetto, mi guarda: “Prof, ma quanto è triste, in bagno a fumare da sola!”
“Sono in pausa…”
“Sì, ma è una tristezza stare qui a fumare in bagno da soli…”
“Cheddici, è bellissimo fumare da soli…”
Si accende una sigaretta.
“Per me fa schifo…”

Ma nel frattempo il dissennatore era già scappato via.

 

29,Gennaio,2009

Archiviato in: Ricreazioni — diversamentequilibrata @ 8:27 am

Ho scoperto che WordPress mi lascia fare i sondaggi…E’ un’idea bellissima!!!

.

.

 

Dinuovo tutta per me 28,Gennaio,2009

Archiviato in: Prossima fermata Lourdes — diversamentequilibrata @ 11:22 am

Oggi avrei un sacco di cose da scrivere.

Ci sono le cose politiche. C’è questa cosa degli stupri a Roma che mi fa contorcere i budelli, chiunque parli, che vorrei cambiar paese e dire ciao ciao e non farmi trovare più, tanti saluti, forcaioli incalliti, giustizieri solitari, tanti saluti maschilisti allegri, a non rivederci, voi, che sul corpo delle donne giocate partite tristi, chi vince quando e come. E intanto i Rumeni vengono e si prendono quello che vogliono, anche le donne. L’ho sentito dal vivo.
Prima di cominciare a parlare aramaico con voce maschile e terribile e sputare catarro verde: tu morirai…
Ma non c’è solo quello, c’è anche una roba che mi è venuta in mente in mattinata, qualcosa che ha a che fare con la pallottola di Gino Paoli, con gemelli, doppi, soci e lati oscuri che ognuno di noi si porta dietro. Ma ci vorrà un po’, prima devo pensarla bene.
E scrivo, scrivo per allenamento. Scrivo per non perdere l’abitudine e le dita.
Ma mi manca qualcosa.
Mi manca quella cosa che conosce chi scrive, che ti trascina a casa subito dopo il lavoro e che ti fa dimenticare la cena e gli amici e l’amore. E’ un sacco di tempo che un personaggio non mi fa visita, che non parlo tutto il giorno con persone inventate. Che non mi innamoro di una storia, non la seguo come un cane la pista di un odore.
Mi manca quello stato di grazia che fa la differenza tra un mestiere e una vocazione.
Me ne sono accorta leggendo un’amica accesa proprio da quella cosa lì. Me la immagino con gli occhi luminosi e le guance rosse, tutta contenta e incasinata e contenta e incasinata e contenta e incasinata.
Qualche giorno fa ero contenta perché avevo scoperto che, tutto sommato, sono molto ma molto più intera di quanto avessi potuto aspettarmi. Mi hanno risposto parti di me appassionate e morbide e dolci che proprio avrei pensato ci mettessero un sacco a rispuntare fuori. E invece erano lì che gongolavano. Chissà dove si erano nascoste per ripararsi dalla cacca-bomba.
E poi leggo l’amica appassionata, incasinata e felice, felice e incasinata, incasinata e felice, che ride e scrive e rilegge e aggiusta e lei e la sua storia bastano a sé stesse e io capisco che forse ci sono cose mi sono persa per strada.
Nella fatica di vivere ogni giorno con un uomo, nella mancanza di spazio, nella mancanza d’aria che pativa il mio ego, a doversi adattare a stare nella stessa stanza col suo, senza azzannarlo, senza pestargli i piedi, senza neanche dargli una gomitatina, se non per sbaglio o per poca pratica o per poca attenzione.
E su questa cosa del rapporto tra ispirazione e convivenza accetto consigli, prego, perché mi sa che possono essere utili a tutte. Anche all’amica, nonostante sia molto più brava di me.
Così io adesso spero di ritrovarla la mia parte ispirata, la mia parte innamorata delle storie che racconto. La cercherò come un gatto, sbatacchiando la scatola dei croccantini. Ehi, ispirazione, dove sei finita?
C’è spazio per te, ora, nella casa del vicolo. E, magari, adesso, ti tratto meglio. Magari dopo i mille anni di analisi sono capace a non considerarti un problema. Ma tu torna.
Ti cucirò ai piedi come l’ombra di Peter Pan.
E, ti giuro, che se me ne fossi accorta che te ne stavi andando, non ti avrei lasciata andare.
E’ che, avete notato? Queste cose non si presentano mai come una scelta. Piuttosto come una mancanza di combustibile. Si spengono lumini e quasi non ci fai caso. E poi al buio finisce che non sei capace a prendere le decisioni migliori per te.

 

Notizie dalla Sicilia 26,Gennaio,2009

Ricevo e pubblico una lettera della mia amica Tommasa di Messina che mi racconta del suo lavoro importantissimo e di quello che sta succedendo là, negli odiosi CPT.
Ti racconto.
A sant’Angelo di Brolo in provincia di Messina hanno aperto un centro di emergenza per migranti provenienti da Lampedusa, in attesa di essere ascoltati dalla Commissione per il Riconoscimento della Protezione Internazionale. Molti di loro sono Somali quindi hanno avuto o la protezione sussidiaria o l’asilo politico, data la guerra in corso. Poi praticamente li fanno uscire dal Centro e gli dicono andate a Messina a fare i documenti.
Morale della favola circa un centinaio di somali alla stazione senza mangiare e dormire e in cerca di uffici che non conoscono, in una città che non conoscono, non sapendo cosa  sia una marca da bollo da 40,29 per il passaporto o il bollettino postale di 5,35 da intestare all’Ufficio Economato della Questura, zero italiano e solo pochi conoscono l’inglese.
Allora mobilitazione del circolo Arci Thomas Sankara, alla ricerca di un posto dove dormire, colloqui per la documentazione necessaria e compilazione dei moduli, indicazione delle mense della città, casa di accoglienza strapiene. Una trentina rimangono a dormire in stazione. Incontro in prefettura “Non è un problema di ordine pubblico” ci sentiamo rispondere. Addirittura ieri stazione chiusa, l’ente ferrovie non ne vuole sapere. Mobilitazione con l’assessore , polizia, e finalmente all’una di notte riusciamo a farli dormire in una palestra con delle brandine della protezione civile che solo dopo 15 gg ci ascolta.Stamattina ore 11 conferenza stampa, scappo e poi ti racconto

conferenza20stampa20profughi20a20messina12

 

23,Gennaio,2009

Archiviato in: Istituto Ultima Spiaggia — diversamentequilibrata @ 10:37 am
Tags: , , ,

Ufficio.
Undici e zerocinque.
Leggiucchio le fotocopie sull’adolescenza per i miei studenti. Proverò a fargli uno schema per farmi perdonare di aver perso i loro compiti in classe.
Tutti contenti, tutti che mi dicevano di averli fatti per bene.
E io li ho persi.
E stavolta non è la barzelletta del rabbino. Stavolta non capisco dove cavolo sono finiti neanche se mi ripasso tutti e dieci i comandamenti.
Allora glisso.
Prendo tempo.
E oggi spiego psicologia.
E interrogo il Ragazzo-Pesce.
Ma nel frattempo a me è venuta fame. Una fame atavica. Una fame africana.
Non una fame da merendina, da metà mattinata.
Una fame da bisogno di cibo.
Una fame da costolette di maiale al forno e tagliolini al ragù. E una bella peperonata di contorno, o una rattatouille.
E invece, sul calorifero, a tenersi al calduccio c’è un triste panino con la rucola e un avanzo di bio-maiale.
E non c’è tempo per fare altri programmi, che devo essere a scuola alle due. Io e il mio inconfessabile segreto dei compiti in classe, dobbiamo essere a scuola alle due, quindi.
Niente tagliolini.
E niente costolette di maiale.
E niente rattatouille.
E faccio lezione fino alle sette. Di cui tre ore con una che non alza mai la testa dal foglio degli appunti, e mai una chiacchiera e mai una battuta. Solo il calendario dei francescani in bella mostra. A guisa di testa d’aglio, che non si sa mai con queste professoresse-comuniste-mangia-cristiani.
Vado a prendermi un caffè…

 

Goooooooooooogle 22,Gennaio,2009

il mio cuore è un ristorante americano

 

22,Gennaio,2009

Archiviato in: Radio Nessi — diversamentequilibrata @ 10:42 am

Sicuramente meno elegante di quello della Nessi, ma assolutamente efficace…

 

Lasciami entrare 21,Gennaio,2009

Ieri sono andata a vedere un film bellissimo.
E’ un film svedese, con tutte le cose dei film svedesi: la lentezza, la neve, l’attenzione maniacale ai particolari.
Io e il Puntoggì siamo andati a vederlo perchè dopo “30 giorni di buio non ci potevamo perdere un horror con quattro stellette della critica.
E invece non era un horror.
Se escludiamo che era un horror.
Cioè, è un horror nel senso che è la storia di un dodicenne che si innamora della sua vicina di casa che è una vampira.
Non è un horror nel senso che è una metafora meravigliosa sulla dipendenza.
Allora questo ragazzino biondissimo è alle medie e viene vessato in continuazione dai suoi compagni di classe bulli che gli fanno malissimo in vari modi. E lui sempre dice alla sua petulantissima e strillantissima mamma che è caduto dalle scale.
Suo papà vive da un’altra parte, lui lo adora e fanno un sacco di cose belle, insieme. E, comunque, fanno un sacco di cose belle insieme anche perchè hanno la stessa età mentale. E, come lui, il padre, non è capace a dire di no all’amico che viene a sbronzarsi a casa sua e subito, per sbronzarsi con l’amico, lascia perdere la partita a tris con il figlio.
Così questo adolescente è molto incazzato e colleziona articoli di giornale sui delitti e anche è cintura nera di Csi. E sogna una rivalsa sui suoi compagni che non è capace di mettere in atto, sebbene giri sempre con un coltello in tasca.
In tutto questo incontra una bambina che somiglia un sacco a una mia amica. E’ una bambina strana. Innanzi tutto perchè non ha freddo e gira in Svezia, d’inverno, senza giacca. E poi perchè puzza, è sporca, è trasandata, ha i capelli, proprio lerci. Una schifezza.
Però lui è tanto solo e allora diventano amici.
Nel frattempo si capisce che lei vive con il suo schiavo. Perchè nella letteratura sui vampiri sempre c’è uno schiavo, ma a tutti hanno detto che è suo padre e anche il critico dell’espresso ci ha creduto.
A questo punto continuate a leggere solo se non avete intenzione di andarlo a vedere questo film, ma volete sapere il finale, perchè, perdìo, ve lo racconterò.
Lo schiavo della bambina vampira gira di notte per procurarle il sangue e si occupa il tutto e per tutto di lei. Ma è vecchio e stanco e maldestro, ormai.
E quindi viene preso dalla polizia. Si sfigura, finisce all’ospedale e lei va a mangiarselo, come estremo sacrificio di sè stesso alla sua padrona. E’ una scena in cui lui proprio si offre a lei.
A quel punto la bambina vampira rimane da sola e deve cacciare da sola e anche fare tutte le cose della vita quotidiana da sola. Infatti puzza, come ho già detto, è zozza e ha una casa che sembra un campo nomadi dopo un’incursione degli sbirri. E ha anche tutte le patacche su vestiti trovati quà e là, roba da staccapanni. E le unghie sporche.
Vedete quanti particolari hanno i film svedesi? Te li fanno vedere tutti.
Così la vampira passa sempre più tempo con il ragazzino biondissimo e si fidanzano.
La ragazzina gli dà forza e consigli per reagire ai compagni bulli che lo picchiano e anche lo fa entrare in contatto con il suo lato oscuro, quello che va in giro con con il coltello in tasca. In cambio il ragazzino si prende cura di lei, dorme con lei, le fa fare una doccia ogni tanto.
Ma questo è un film svedese, mica un film americano. Questo non è Twilight con i vampiri gnoccoloni (rallegratevi col link, oh voi lettrici ragazzine!) che succhiano sangue con le cannucce, nei bicchieri del martini.
E allora lei se ne deve andare. Prima o poi la beccano se si mangia tutta la città.
E, visto che non è un film americano, una volta che lei se n’è andata per lui non cambia assolutamente niente. Il protagonista non diventa un superfico, e lei non si chiama Susan Lowenstein. E i bulli provano ad ammazzarlo in piscina.
Ma lei arriva, li fa letteralmente a pezzi e si porta via il suo nuovo aiutante.
E’ un film sulla dipendenza reciproca che si viene a creare tra persone molto fragili e persone molto insicure. Quelle che sono brave nello straordinario, ma poi si perdono nella relatà di tutti i giorni, e quelli che sono capaci a lavarsi, ma poi mancano della forza per imporsi.
E’ un film sull’incontro di solitudini diverse.
Io lo consiglio. Specie alle ragazze della comune-ty, ci sono grandi riflessioni nascoste sotto i dettagli splatter, per chi sa coglierle…

 

Il giorno della Marmotta 20,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:19 am

E intanto procede, questo inverno incredibile. La nebbia intrappolata fra gli alberi, e il cielo grigio e la pioggia e ti sembra che non si possa asciugare mai più tutto l’umido che c’è.
E intanto la settimana, la scuola, la nalista, i progetti, i programmi e persino un po’ di futuro.
Se prendo quello che ha scritto “odio l’estate”. Quello sarà il primo che metteremo al muro quando faremo la rivoluzione.
E intanto la mia meravigliosa Nuova Amica mi ha suggerito il mio nuovo nome partigiano, la Compagna Estate.
Aspetterò.
Nel frattempo, per favore, smettetela di mandarmi stupidi auguri per il giorno della marmotta.
O non avete visto il film oppure devo dedurre che mi odiate!

 

19,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 7:14 pm

Perchè, alla fine, buttarmi in questa relazione è stato come un negro che si auto-invita a una cena del ku-klux-clan.

 

Qualcuna sa perchè…. 19,Gennaio,2009

 

Messina dreamin’ 19,Gennaio,2009

 

Respirerò a pieni polmoni l’odore di mare. Mi godrò i sorrisi e le chiacchiere, finalmente rapirò la mia amica per una nuova indimenticabile cena. Nonostante il nostroposto abbia chiuso. Mi farò prendere in giro a tutte le occasioni, una granita coccorum.
Girerò per le isole, se il mare non sarà troppo mosso, cercherò vino nelle cantine, mangerò il pane con le olive.  Andrò a salutare le nonne, se mi inviteranno, farò le chiacchiere con le sorelle che sono cresciute un sacco e sarò capace di mangiare la carne senza lasciare i bordini.
Passeggerò sulla spiaggia e scriverò e scatterò fotografie. Mi verranno le guance rosse per il vento e farò avanti e indietro sul tram.
Aspetterò mezzogiorno per vedere il campanile che suona.  Mi sembra di essere là, la piazza del duomo, la strada che porta fino alla piazza delle Limonate al Sale. Le colazioni spaziali in cartoleria.
La mia maglietta verde del Messina Calcio. Me la porto sicuro.
Se riesco a partire, se non mi prende troppo panico per quell’oretta di aereo, qualche giorno di coccole e mare d’inverno. Qualche giorno di pace, qualche giorno di bello insieme alle persone che amo.
Un grandioso regalo di compleanno.

 

16,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 11:23 am

WordPress è lento come gli ultimi dieci minuti.
E anche mi ha rubato un post.
Uffa.

 

Buongusto 15,Gennaio,2009

Archiviato in: Istituto Ultima Spiaggia — diversamentequilibrata @ 11:01 am

Pomeriggio, doposcuola con l’Orchetto, stiamo studiando italiano…

Io: oravano quaggiuso
tutti in lode di lei,
con canora eloquenza
i Demosteni alati,
i Ciceron pennuti,
da’ pulpiti frondosi
de’ platani selvaggi
e dalle verdi cattedre dei faggi.
Ma che bello…
da’ pulpiti frondosi
de’ platani selvaggi
e dalle verdi cattedre dei faggi.
Ma senti come suona bene:
oravano quaggiuso
tutti in lode di lei,
con canora eloquenza
i Demosteni alati,
i Ciceron pennuti,
da’ pulpiti frondosi
de’ platani selvaggi
e dalle verdi cattedre dei faggi.
Ma è proprio bello, questo verso: e dalle verdi cattedre dei faggi.
Non trovi????

Orchetto: è una merda, prof…

Io: mannò, non capisci. Spetta, te lo rileggo…
oravano quaggiuso
tutti in lode di lei,
con canora eloquenza
i Demosteni alati,
i Ciceron pennuti,
da’ pulpiti frondosi
de’ platani selvaggi
e dalle verdi cattedre dei faggi.

Orchetto: prof, basta! Mi sta facendo schiumare…

Io: vabbè, continuo a leggere…
Naturalmente questi sono i più vistosi difetti del cattivo gusto (che è proprio di ogni età ma nel ‘600 spesseggia più che in altre epoche)…
Ah…Ehm.
Menomale che non faccio il critico letterario…

 

13,Gennaio,2009

Oggi mordo.

 

11,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:29 pm

“Cosa significava tutto questo?
Risposta ovvia. Significava che nella mia vita c’era qualcosa che non andava. Per quale altra ragione era affollata di personaggi da film dell’orrore? Per quale altro motivo finivo per affezionarmi a loro…?”

Stephenie Meyer “New Moon”
Ovvero, se uno passa l’intera domenica appiccicato a un libro cretino finisce per trovarci dentro qualcosa di profondamente suo.

 

11,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 4:29 pm

“Cosa significava tutto questo?
Risposta ovvia. Significava che nella mia vita c’era qualcosa che non andava. Per quale altra ragione era affollata di personaggi da film dell’orrore? Per quale altro motivo finivo per affezionarmi a loro…?”

Stephenie Meyer “New Moon”
Ovvero, se uno passa l’intera domenica appiccicato a un libro cretino finisce per trovarci dentro qualcosa di profondamente suo.

 

La cena dello sciazzu (appunti) 10,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:52 pm

Scquilla il telefonino di Walter, signore baffuto sulla sessantina.
E’ un sms:

“Ciao Strega, il tuo gioco mi fa impazzire…pagherei qualsisi prezzo per un paio dei tuoi slip. Diego”

“Dimmi solo dove e quando. Walter”

“Scusa, scusa, scusa….”

E poi c’era una signora che non guarda un film e non legge un libro se non sa in anticipo il finale. Non vuole rischiare di seguire una storia che finisce male a sorpresa.

 

La strana coppia 9,Gennaio,2009

Archiviato in: Istituto Ultima Spiaggia — diversamentequilibrata @ 9:37 am

La mia vita è un casino zozzo.
Nel senso che è disordinata e, bisognerebbe vergognarsi a dirlo (educazione borghese vuole), è anche difficile da pulire, piena di peli di cane, polvere e sacchetti della spazzatura dimenticati in cucina finchè decidono di andarsene da soli.
Ma ci sono due cose, solo due, in cui fiorisce un ordine compulsivo, un anelito di perfezione, una reminiscenza del timbro “ordine e pulizia lode”, che ci mettevano sui quaderni, quando andavo a scuola dalle suore. Che ci mettevano…Che mettevano.
Ecco. Io in due cose sono ordinata:
Il frigorifero.
E le fotocopie della scuola.
Disgrazia vuole che la mia collega, nonchè referente e capa, invece, è una casinara che tiene male i libri, li perde, gli fa le orecchie e anche tratta le fotocopie peggio dell’Orchetto.
E io soffro.
Soffro perchè non trovo mai niente. Soffro perchè non segna mai che pagina, e fino a dove. Soffro perchè, oltre tutto, ogni tanto, mi chiede i miei libri e poi, magari, mi scompiglia le pagine, se non sono rilegate bene.
La strana coppia.
Dove io sono Jack Lemmon.
Ma ieri, ieri sono stata a scuola e ho scoperto che mi hanno fatto un regalo bellissimo. Hanno aggiunto uno scaffale dove ogni prof può avere una celletta dove mettere le sue cose. Una casa delle fotocopie, nido dei registri, lettino dolce per gli appunti.
Finalmente posso tenerli tutti insieme, catalogati bene. Sistemati in quaderni ad anelli, con le loro fascette trasparenti.
Ah, la bella vita di chi coltiva le proprie ossessioni…

 

Un coniglio per Guccini 7,Gennaio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 10:26 am

 

“Ma se uno vuole quell’inverno senza affanni
che scricchiolava ingenuo sotto le chiodate scarpe di un tempo…”

Secondo me così è molto più bello.
Metti che Guccini passa di qua. Io lo scrivo, così se gli piace lo cambia.
Perchè io l’avevo sempre capito così.
Ma oggi sono scesa dall’autobus e la prima cosa che ho sentito è stato il rumore, lo scricchiolio della neve sotto le suole. E ho pensato: l’inverno di Van Loon. Scricchiola ingenuo sotto le mie scarpe.
Magari questo era un inverno senza affanni.
Poi l’ho cercato per copincollarlo e ho scoperto che scricchiolava in gelo. Cazzo di senso ha?