
Ufficio.
Undici e zerocinque.
Leggiucchio le fotocopie sull’adolescenza per i miei studenti. Proverò a fargli uno schema per farmi perdonare di aver perso i loro compiti in classe.
Tutti contenti, tutti che mi dicevano di averli fatti per bene.
E io li ho persi.
E stavolta non è la barzelletta del rabbino. Stavolta non capisco dove cavolo sono finiti neanche se mi ripasso tutti e dieci i comandamenti.
Allora glisso.
Prendo tempo.
E oggi spiego psicologia.
E interrogo il Ragazzo-Pesce.
Ma nel frattempo a me è venuta fame. Una fame atavica. Una fame africana.
Non una fame da merendina, da metà mattinata.
Una fame da bisogno di cibo.
Una fame da costolette di maiale al forno e tagliolini al ragù. E una bella peperonata di contorno, o una rattatouille.
E invece, sul calorifero, a tenersi al calduccio c’è un triste panino con la rucola e un avanzo di bio-maiale.
E non c’è tempo per fare altri programmi, che devo essere a scuola alle due. Io e il mio inconfessabile segreto dei compiti in classe, dobbiamo essere a scuola alle due, quindi.
Niente tagliolini.
E niente costolette di maiale.
E niente rattatouille.
E faccio lezione fino alle sette. Di cui tre ore con una che non alza mai la testa dal foglio degli appunti, e mai una chiacchiera e mai una battuta. Solo il calendario dei francescani in bella mostra. A guisa di testa d’aglio, che non si sa mai con queste professoresse-comuniste-mangia-cristiani.
Vado a prendermi un caffè…

more, scusa la petulanza ma ehm ratatouille eh? no doppia t…scusa ma non resisto con le parole francesi…
P
Ciccia, scusa l’ignoranza profonda…Ma due T nel primo gruppo o nel secondo?
Rattatouille.
Oppure
Ratattuille???