
Istituto ultima spiaggia.
Pomeriggio.
Cinque minuti di pausa tra una lezione e l’altra.
Prendo la chiave della sala fumatori, che non è altro che il secondo bagno, con la finestra grande, e mi concedo una pausa.
Accendo la sigaretta e mi prende una tristezza, un senso di vuoto, un freddo dentro e una certezza dell’inutilità di ogni cosa, che avrei voluto staccare la testa a morsi a una mucca di cioccolato in grandezza naturale.
Guardo il precipizio e sento la vertigine. Non c’è nessuna mucca di cioccolato, anche questo è un dato di fatto.
In quel momento entra l’Orchetto, mi guarda: “Prof, ma quanto è triste, in bagno a fumare da sola!”
“Sono in pausa…”
“Sì, ma è una tristezza stare qui a fumare in bagno da soli…”
“Cheddici, è bellissimo fumare da soli…”
Si accende una sigaretta.
“Per me fa schifo…”
Ma nel frattempo il dissennatore era già scappato via.

ma perchè una mucca, di cioccolato?
grande orchetto! mitttico!
bacino
Mi diceva una volta una mia amica che studia psicologia che il corpo ne sa più di quanto la mente capisce e quindi quando abbiamo la pressione bassa vogliamo cibi salati e tutto sembra sciapo, o quando siamo tristi vogliamo cioccolato perché è antidepressivo.
Certo comunque che ha ragione l’orchetto.
La sigaretta da soli esclusivamente se si è in pace con se stessi.
Però, sto Orchetto, magari per caso ma le situazioni le intuisce.
Silvana: no, non è un caso, secondo me. E’ uno che ha un’intelligenza emotiva incredibile che, però, gli taglia le gambe. Io lo adoro per questo e ormai mi sono rassegnata a pensare che la cosa più utile che posso fare per lui è salvaguardargli le ginocchia…
Mario: ma io ERO in pace. Solo che poi è arrivato un Dissennatore nel bagno
))))
Nessi: una mucca di cioccolato bo…Mi è venuto in mente quello, grossa, rassicurante, pacifica, materna e piena di triptofano, credo…