La storia di E.

“E trovo dappertutto la poesia, anche nell’atrio a casa mia, tra odor di chiuso e di brioches”

12,Febbraio,2009

Archiviato in: Tuttigiorni — diversamentequilibrata @ 9:56 am

Scusate.
Mi spiace, perchè la faccenda è pesa e importante. Perchè c’è sempre paura di dire la cosa sbagliata. E poi anche paura di non aver detto la cosa giusta. Di essere stata omertosa o connivente.
Mi spiace. Perchè preferisco una parola in più alla colpa di esser stata zitta.
E mi spiace che, sotto sotto, sono contenta. Sembra la Comune-ty di un anno fa.
Ora ci riconosco. Una comunità parlante.
Ma questa è solo una parte di me. Questo è il ministro dei vespai che vive sotto la mia ascella destra.
Allora io credo di dover spiegare cose.
Un chiarimento per la Compagna e anche uno per la Strega.
Tanto la Strega non sarà daccordo lostesso. Soprattutto perchè lei guarda meravigliosamente le cose sotto un punto di vista sempre diverso dal mio, che sempre io non sapevo che esistesse.
Mi piace per questo.
Quindi io sul punto di vista della Strega ho poco da dire. Non fa una grinza.
E non lo dico, lo giuro, perchè sono in lizza per il gioco della Calamity Farm.
Ma io parto da premesse totalmente differenti che adesso provo a spiegare.
Allora io penso che su questo discorso la Compagna in questione c’entri poco, lo premetto.
Voglio dire, chi è che, di noi, trova un tipo che la intorta e non ci sta? E chi è che non ci fa un paio di piantini, quando poi finisce male?
Tutte.
E facciamo anche bene.
La Compagna si è giocata le sue carte, come le piacevano e secondo le sue possibilità. E io penso che sia sempre meglio vivere e rischiare che rimanere a fare la muffa guardando il mare e arrugginirsi come una bitta sul molo.
La Compagna ha esercitato il suo diciassettenne, sacrosanto diritto a far cazzate e a farci rabbrividire, pensandola su treni segreti e sconosciuti, mioddìo. E se i suoi genitori la scoprono, la rapano e la chiudono in convento?
E quindi io non è che avvallo le cazzate, ragazze, scappate tutte con sconosciuti che vi abbordano su internet, che una volta su mille è pericoloso ma quando becchi quella volta sono cazzi tuoi. Ma dico che un margine di rischio fa parte dell’adolescenza. E noi, che, graziaddìo, ne siamo usciti, non è che possiamo fare nient’altro che incrociare le dita e, all’uso, raccogliere i cocci e le lacrime che sono sicure come la morte e le tasse.
Sono sicure e sono anche sane.
Ma qui non si sta parlando della Compagna, delle sue decisioni e della sua vita.
Qui si sta facendo un discorso di adulti tra adulti.
E io non posso passare sopra il fatto che i cuccioli vanno protetti.
Io non discuto sul merito della storia, nello specifico. Sulla Compagna nello specifico.
E infatti, mi sono tappata la bocca e il naso e le dita, nel bel mezzo della situazione, per non turbare le cose. Perché la Compagna fosse a suo agio e si vivesse la sua esperienza bella tranquilla. Perquanto.
Poi è finita e c’è stato il momento dei piantini. E va bene. Sarebbe un po’ stronza una a non farsi trovare nel momento dei piantini.
Ma adesso che è finita da un bel po’. E che quindi non ho più paura di ledere la Compagna nel suo diritto a viversi la sua vita, che se l’è vissuta e va bene così. Adesso che è passata l’acqua sotto i ponti, non è che uno può stare zitto.
Voglio dire, questo, il tipo in questione, ce lo siamo ciucciato per un sacco di tempo, lui e i suoi sproloqui, i suoi casini, le sue crisi isteriche. Poi se n’è andato. E ancora sproloqui e crisi isteriche perché mica potevamo cancellarlo dalla lista dei linchi? No? Perché Amicae mi hai cancellato? Eh? Perché?
Perché io penso, stupidamente, che non è che tutte le storie delle mie amiche debbano diventare i miei amici del cuore.
Così è rimasto nella lista dei linchi della Comune. E, da lì, ha adescato la Compagna.
Adesso, io mi sono incazzata.
Sei voluto restare, con minacce, capricci e sceneggiate, per cosa? Essere garantito da noi mentre ti facevi i tuoi porci comodi? Io avrei preferito mettere in chiaro che non eri mio amico e neanche una persona che consiglierei di frequentare a un’amica.
Ma non ho potuto farlo. Era tutto segreto e, quando l’abbiamo saputo, non è che potevamo dirle: stai attenta che è un coglione. Se è un coglione cosa ci fa nella Comune?
E’ per questo che sono indignata. Perché sono stata costretta a tenerti nella lista dei miei linchi, per non creare casini, per non scontentare nessuno, per fare quello che la Strega auspicava nel suo post. E, da lì, hai fatto una di quelle cose che io, da adulta a adulto, non posso perdonare. Hai giocato a un gioco dove solo tu conoscevi le regole. Hai approfittato della tua età per farti bello, per renderti più affascinante, è un gioco facile.
Voglio dire, io lavoro a scuola, e lo vedi il ragazzino, ventidue, ventitré anni, che ti guarda con gli occhi a cuore. Che quando parli te lo porti dove vuoi, che ti dice le cose meravigliose che pensa, che ride quando fai le battute, ma ride tanto e di cuore, che io i complimenti li odio (lo dicevamo ieri sera con la mia Nuovamica), ma quando uno ride delle battute che faccio, a me si riempie il cuore. E’ un modo per farmi felice, sicuro sicuro.
Però io lo so che questi ragazzini di ventidue, ventitré anni, sono cuccioli. E io sono lì per tirare fuori cose da loro, per farne dei liberi pensatori, dei rivoluzionari. Sono lì per spiegare che non c’è niente di tanto politico come la pedagogia, e che si cambia il mondo così, insegnando. E sto andando fuori tema. Ritorna nei ranghi, post ribelle, che mi sguisci tra le dita e io non voglio scrivere della scuola. Io voglio scrivere del perché tu parli di cose affascinantissime, che per me sono quelle, per qualcun altro saranno la teoria della relatività e i Treni Assassini Volanti. E sono cose che tu sai e che i tuoi amici della tua età, magari, pensano coglione, ho ti fanno degli appunti, o ti dicono no, non è così, cazzo dici. E invece loro ti guardano e si riempiono gli occhi di te.
Ma approfittarne non è etico.
E l’etica per me è irrinunciabile.
E anche è orribile il silenzio su qualcosa che troviamo profondamente ingiusto. Come quelli che vedono i lividi ai bambini e fanno finta di non vederli. Come quelli che se ne stanno zitti quando trattano male gli stranieri sull’autobus, come quelli che se ne stanno, in assoluto.
La differenza con la Strega è che lei non vede la cosa in sé allo stesso modo. Se la reputasse, la sentisse sbagliata come la sento io, probabilmente, avrebbe scalciato come sto scalciando. Io credo.
E questo è tutto. Questi sono i miei motivi.
Questo è il mio meglio, questo è il perché ritengo che questa storia mi riguardi. E questo è perché ho fatto questo, com’è che dicono i maschi? Intervento a gamba tesa sul blog della Nessi.
E ancora mi scuso con la Nessi che si è trovata una caccabomba tra capo e collo, di mercoledì mattina. Saprò farmi perdonare!

Chiudo con una nota a margine: oggi wordpress non funziona bene.
Provo a pubblicare il post, comunque, perché è importante nella discussione. Ma aggiungerò linchi, tag, foto e titolo in seguito.
Riporto, comunque, qui sotto gli indirizzi dove potete trovare gli altri contributi alla discussione:

http://lastreganocciola.blogspot.com/2009/02/only-for-comune-ty-2-o-3-o-4-chissa.html

http://ilblogdellanessie.blogspot.com/2009/02/hanno-detto-i-miei-adolescenti.html

 

3 Responses to “”

  1. e.talpa Says:

    amicaE (amica perché così è il nick),
    io non t’ho mai obbligata a sorbirti sproloqui e isterie, di cui nella comunety c’è dei maestri, peraltro, che mi possono insegnare.

    Continuo a trovare offensivo, per il cucciolo in questione, questo “protezionismo” nei confronti di un “cucciolo” che a mia modestissima opinione è ben più maturo di tutti noi.

    Non credo d’aver profittato di una situazione di vantaggio, ma nel merito di questo, continuo a pensare che sian fatti esclusivamente miei e della Compagna. Che vabbé, a questo punto tirata per i capelli dirà la sua pubblicamente. Mapperò sarebbero dovute restare cose private. E non perché mi vergogni di qualcosa, ma perché certe cose, checché ne pensiate, mi sembrano di natura un po’ più delicata, di quanto vengano brutalizzate in questo modo.

    Mi permetto di concludere con la presunzione che la Strega non avrebbe reagito nello stesso modo nemmeno se sentisse le stesse cose che senti tu con la stessa veemenza con cui le senti.
    Primo, perché io credo che tu stia reagendo in un certo modo per astio pregresso nei miei confronti, di cui continuo a non capire del tutto la fonte (sarebbe magari più offensiva per me, ma molto molto più equilibrata, un’indifferenza alla Paolino), il che rende meno “nobile” e più egoista la tua presunta difesa della Compagna.

    Su questo l’abbiamo sempre pensata diversamente, ma se pensavi che potesse venirle tutto questo male (continuo a sperare che non sia stato così) secondo me avresti dovuto fermarla prima, invece che renderti complice col tuo silenzio e rompere le scatole dopo. Ma son punti di vista, non condivido il tuo ma lo rispetto.

    Trovo però francamente delirante l’aggancio che hai preso per toglierti il sassolino. Potevi coprirmi d’insulti via mela. Mandarmi lettere minatorie. Venire a spaccarmi le rotule. Hai scelto di attacarmi solo avendo le spalle coperte dalla comunety, con un pretesto folle che neanche l’assassinio del duca d’Austria per la prima guerra mondiale.
    E trovo preoccupante (per te, non certo per me) il tono. Se l’emotività ti porta a perdere così tanto il controllo, poi come facciamo a criticare i parenti dei ragazzi risvegliati dal coma che gridano “Beppe Englaro assassino”?
    E trovo singolare che questo sproloquio sia venuto fuori proprio in un post che parlava di come l’emotività possa portare al lato oscuro.
    Occhio a dove ti porta questa strada… se ti trovo tra qualche anno a fianco di Gasparri potrei approfittarne ;D

    Detto questo… fly down! come ha chiuso paolino.
    Mi fa sorridere tutto questo proliferare di post sull’argomento. Forse non sono l’unico “sfigato” che si parla addosso… specie in questo ambiente autoreferenziale.
    O più piemontesemente… ma gavte la nata!

  2. compagnaamber Says:

    allora, no, qui nessuno mi ha tirata per i capelli da nessuna parte.
    scrivo perché mi sembra giusto farlo.
    e l’avrei fatto in ogni caso.

  3. diversamentequilibrata Says:

    Talpa,
    Io questo commento non lo cancello, no, no. Perchè è la prova di come tu non sia capace a capire le cose che leggi.
    Qui si parla di etica. Non di cuccioli in questione.
    E non aggiungo altro. Che la lettura del mio post e poi del tuo commento parlino da soli.
    D’ora in poi, invece, ho deciso che ti censurerò. Questo è un dibattito interno alla comune-ty, su come gestire, anche in futuro, tutte queste persone che entrano ed escono dalla nostra vita. Tu non c’entri niente. Sei solo in uscita.

    Ah, pìesse: è vero. Hai ragione. Ho agito così, con te, per astio pregresso. Te lo dico qui perchè non ho mai avuto il coraggio di confessartelo di persona. Sono sempre stata innamorata di te. Te lo giuro. Dal primo momento che ti ho visto. Ho invidiato a morte la Nessi perchè poteva starti vicino. E ho sperato, ah, se ho sperato che tu ti accorgessi di me!
    Oppure c’è anche un’altra versione: è vero, hai ragione. Ho agito così, con te, per astio pregresso. Te lo dico qui perchè non ho mai avuto il coraggio di confessartelo di persona. Sono sempre stata innamorata della Nessi. Dal primo momento in cui l’ho vista, quattordicenne. Ho odiato a morte tutti i suoi fidanzati perchè potevano starle vicino e ho sperato, ah, ho sperato che lei si accorgesse di me!
    Devo continuare, perchè ne ho tantissime di fanta-ragioni di astio pregresso. Quella in cui somigli al mio compagno delle medie che mi picchiava, quella in cui non posso sopportare che tu sia piemontese e ti possa mangiare bagna càuda quando vuoi, ma anche che, in realtà io i fisici li odio, oppure può essere che il mio mutuo sia acceso nella banca dove lavori, quello è un buon motivo d’odio. Oppure potrebbe non piacermi il tuo odore, o magari, semplicemente, impazzisco e formulo accuse casuali a tutti gli uomini che si chiamano Talpa e che capitano nella mia vita.

    Amber, tesoro.
    Tu invece grazie per la precisazione. Spero che a te sia chiaro che tu non c’entri nulla in tutto questo discorso e che neanche una volta hai fatto qualcosa di male. E anche, se mai volessi, una volta ne parliamo.


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