
Se c’è una cosa che sto cercando di insegnare all’Orchetto è a non uccidere i compagni, occhei. E anche non diventare un nazista, ma neanche un conformista e tutte queste cose qui. Ma se c’è un’altra cosa che sto cercando di insegnargli è che non ci si può trattare troppo male, neanche quando ci sembra di essere fatti di gomma, che torna sempre tutto a posto. Che l’autolesionismo è una pessima idea nell’immediato, evabbè, ma è un’idea ancora peggiore sul lungo periodo.
Io sono molto fortunata, sotto certi aspetti, non mi ammalo mai. Ho un sistema immunitario micidiale. Ho le ossa solide e i muscoli che rispondono sempre bene. Se mangio abbastanza carne ho gli esami del sangue perfetti e sono l’unica donna della mia famiglia con la tiroide in bolla.
Io, se non avessi avuto l’adolescenza che ho avuto, probabilmente esploderei di salute come una contadina crucca.
E invece ho variamente provato a suicidarmi per alcuni anni che vanno circa dai quattordici fino ai venticinque e adesso mi trovo a dover mettere pezze. Noiose pezze.
Così ieri sono stata dalla Ginecologa del Barrio Alto, che, per inciso, costa come una cena di pesce per due persone. Ma è brava, si spiega, ti visita e non le squilla il telefono duecento volte mentre tu sei lì davanti che spieghi cose che sono anche un po’ difficili.
Per farla breve, la Ginecologa del Barrio Alto conferma che ho problemi di circolazione, a cui devo porre rimedio, perdìo. E poi che le mestruazioni non mi vengono più perchè il mio utero, poverino, fa fatica a produrre endometrio, anche perchè prendo la pillola dal millenovecentonovantaquattro, praticamente senza interruzioni.
Quindi questa dottoressa, che ha l’aria di saperne un sacco, mi guarda e mi dice: in un’altra situazione le direi di cacciare via la pillola, che a trentadue anni sarà anche il caso di fare un figlio. Ma nella sua situazione… (pausa).
E io mi sarei messa a piangere. Non so perchè, ma quella frase mi ha buttato addosso tutto il significato di una vita che non funziona mai come dovrebbe, sempre troppo fuori dai binari, anche quando provo a farcela rientare a calci, nei binari. La mia vita dove non c’è mai niente di regalato. Mi è caduta addosso la mia precarietà sentimentale con le radici lunghe, le porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate, le passeggiate in solitaria con la cana. Mi è caduto addosso tutto il rimpianto che l’unica storia d’amore su cui abbia puntato qualcosa nella mia vita non abbia funzionato neanche un po’. E, ve lo giuro, ad avercelo avuto anche solo nella stessa città, ma anche solo nella stessa provincia l’avrei mandato all’ospedale dinuovo. Percheccazzo non te ne sei andato quando l’hai capito che una fottuta famiglia non la volevi? Perchè non hai avuto le palle di smetterla di succhiarmi la vita e andartene? Invece di farmi annusare un momento in cui sarei potuta tornare a casa dalla ginecologa e parlare in pace, serenamente, dell’idea di lasciare spazio a un momento fertile nella mia vita? Stronzo.
Perchè è questo il problema: lasciare spazio a un momento fertile nella mia vita. Lasciare al caso.
Voi adesso mi direte: esistono i preservativi. E io vi rispondo: ma voi vi fidate dei preservativi? Per me usare il preservativo è lasciare al caso.
E poi c’è la spirale, non è che non gliel’ho chiesto. Ma non si può. Visitandomi ha detto che sarebbe molto difficile mettela, che ho l’utero piccino e che sarebbe anche un po’ doloroso. E poi che si rischiano delle infezioni che possono portare all’infertilità.
Eh, no.
Preferisco rischiarmela ad avere un figlio nel momento più sbagliato del mondo, piuttosto che rischiare di non poterne avere mai.
E così la morale è che devo sospendere la pillola per sei mesi.
Non c’è fretta, dice. Quando voglio, con calma.
Ieri mi sarei impiccata. Prendere la pillola per me non è mai stata solamente una questione anticoncezionale. E’ sempre stata una difesa, dal mio passato doloroso, prima di tutto, e poi anche dal mio biorologio. Adesso ci devo fare i conti seri, perchè non mi faccia lo sgambetto, perchè riusciamo a prendere i tempi e i modi giusti. Il mio biorologio vuole dodici figli a tutti i costi e io l’ho sempre tenuto fermo con una medicina.
Mi dò un mese di tempo, perchè voglio fare un bel lavoro con la Nalista. Voglio essere ben preparata. Parlare con lei della possibilità di usare, insieme al preservativo, uno di quegli sciocchi metodi da cattolici, tanto per saltare i giorni molto pericolosi.
Mi vedo già: scusa caro, aspetta un attimo che prima mi devo osservare il muco.
In compenso, migliorando la circolazione, dice la Ginecologa Del Barrio Alto, ti migliorerà un casino anche la cellulite.
Vaffanculo, stavo per risponderle.
Così, oggi comincia questa fase della mia vita di coccola per la mia circolazione, di nuoto e di altre dolcezze. E comincia la fase di dialogo col biorologio, anzi, continua la fase di dialogo col biorologio, ma nell’ordine di idee di slacciarlo dal guinzaglio, sperando che non morda.
Sarà un’estate complicata.

C’è un periodo della mia vita che fare un figlio mia vrebbe risolto parecchi casini. addio precarietà sentimentale. addio vita fuori dai binari. ma un figlio non si fa così.
non ho mai deciso se si tratti di un gesto altruista o egoista fare un figlio. penso che dipenda dai singoli casi.
il mio orologio ormai non ticchetta più. cuore e cervello insieme sanno che non è cosa buona e giusta fare un figlio a quest’età. non mi sento vecchia, no. sono una splendida ultraquarantenne. ma non voglio avere un figlio adolescente quando ne avrò sessanta.
però, nei sogni, la vedo questa bambina, di nome Maddalena, con gli occhi verdi e i capelli ricci neri.
ps
io ho dovuto prendere la pillola giustappunto per l’endometrio . che aveva invaso l’utero e mi provocava coliche da ricovero in ospedale. solo che non fa per me. appena guarita ho smesso e mi sono sgonfiata di dieci chili!
pps
volersi bene e non farsi male. me la fai anche a me la lezione, oltre che all’orchetto?
‘Proposito di farsi male, ho avuto un lapsus grandioso, ho scritto:
“Mi è caduto addosso tutto il mio desiderio che l’unica storia d’amore su cui abbia puntato qualcosa nella mia vita non abbia funzionato neanche un po’.”
Lapsus mica male!
Ma la bambina Maddalena io anche la voterei…
io a 30 ho cambiato fidanzato, sono passata dalla pillola ai preservativi (che funzionano!), dopo 4 anni ne abbiamo lasciato un paio nel cassetto e ora abbiamo un piccolo terremoto di 15 mesi.C’e’ speranza!
e soprattutto senza pillola si sta troppo meglio, vedrai.
ciao storia di E, da un altra E….la pillola….io che di cose regolari nella vita non ne ho fatte mai….mi ha creato casini e problemi, tanto per non farmi mancare nulla….Non posso prenderne per tanti problemi…
Leggo da tanto il tuo blog, da anonima…fantasmina del web..
hai ragione, sarà un estate difficile…tra due giorni è il mio trentatreesimo compleanno e tanto per farmi del male, senza lapsus, anche io ho perso quello su cui avevo puntato.
l’orologio biologico l’ho chiuso nel cassetto. meglio un gatto…
Cè chi è portatore sano di precariato, la vita, decide da sè. ogni tanto i binari gli stanno strettti e prende direzioni inaspettate che ci spiazzano.
lui non c’è, ed io ne soffro, ma proprio come un cane e senza vergogna. non ho ritegno, ma sò che la mia vita, come altrettanto la tua, a cui nulla è stato regalato, ma hai dovuto guadagnarlo a denti stretti, tornera su quei binari.
La vita, non sempre ci rende partecipi delle sue decisioni, che al momento ci spiazzano…ma poi risponde, col suo tempo..basta porgli la giusta domanda…
credo che abbia un filo logico, o lo spero..ma il sonno e la stanchezza mi stanno massacrando…..
Ciao
x oceanomare76 (che l’amicae. mi pare di capire che ha gia’ approfittato..)
si sta da cani e’ vero pero’ guarda bene la data sul calendario…16 giugno.
datti da fare che ti aspetta un’estate trombereccia.
di quelle che poi ti vergogni anche un po’ ma come tirano su di morale…
non sono affatto esperta di queste cose e sono una persona poco pratica, ma posso dirti la mia esperienza: innanzitutto per me la pillola è stata come la frangia, dopo una vita che la portavo l’ho eliminata e non è successo niente di brutto, anzi! sarà che intorno a me vedo solo gente che non riesce a concepire, ma a occhio e croce è più difficile rimanere incinta che non rimanere. A meno che la tua vita sessuale sia quella di Mata Hari. Però sono convinta che la pillola faccia male alla salute. In bocca al lupo per tutto.
[...] ho ricostruito un pochino di certezze e ho cominciato a volermi bene. Nuove storie, nuove idee, esperimenti, progetti per spenedere l’estate, il cuore che torna a battere, rapporti consolidati che [...]