Per la sua storia e la sua conformazione l’antico ghetto dove abito è nascosto e insieme protetto e insieme chiuso da una serie di stretti passaggi obbligati.
Venendo da lomellini, per esempio, ce ne sono tre: il vicolo dei bidoni pieni di topi, il vicolo delle impalcature e degli scarafaggi e il vicolo dei fumatori di crack. Io prendo sempre quello dei fumatori di crack, non rischio di pestarli. Venendo da Via del Campo ce ne sono quattro: il vicolo amiu, dove non passa nessuno, perchè c’è troppa spazzatura anche per quelli che sono abituati a Calcutta, il vicolo del macellaio che è quello che uso sempre, e non presenta particolari insidie, tranne, ogni tanto, trovarsi in mezzo a una partita di pallastrada, quello della Colonna Infame, dietro la fontana, e Crocebianca, che ti risputa direttamente alla nunziata. L’ultimo varco è quello che taglia da Santa Sabina a via del Campo. La sera gli edili marocchini si riuniscono lì a fare le chiacchiere, bere e prendere il fresco. Di solito ridono un sacco, canticchiano e leggono cose. Quando passo, mi salutano e mi chiedono del cane, tutto bene?
Io cammino veloce, dritta. C’è questa cosa scritta nel dna delle femmine che se devi passare di sera, in un vicolo buio, davanti a venti maschi, anche se sai che sono gentili, anche se sai che li conosci, che sono i tuoi vicini di casa, comunque non ti fermi, non saluti, a meno che non ti salutino loro: buongiorno signorina, tutto bene? Bene, grazie!
Così ieri passavo bella spedita, li saluto, mi salutano. Nel frattempo stava arrivando la Genni, imponente sui tacchi a spillo, con un baby-doll trasparente che lasciava intravedere la biancheria intima, da urlo, parrucca bionda-biondissima e rossetto. Una visione.
Ci incrociamo poco prima dell’inizio della passerella, una specie di miss-italia in versione centro storico, e io penso che è troppo poco vestita. Rallento, se le dicono qualcosa li insulto. Quantomeno le dò una mano. Quantomeno ci sono.
I suoi sei metri di gambe passano all’altezza dei loro nasi, si alza un brusio.
Se le dicono qualcosa li insulto.
Il brusio si fa più insiestente.
Li insulto, se le dicono qualcosa, li insulto.
Poi, sopra al brusio si alza una voce:
“Grande Genni…Forza Napoli!”
Sono circondata da persone meravigliose.

Mitici! E mitica anche la Genni…